martedì 11 gennaio 2011

Di ritorno (2). Tre chilometri fuori zona.


Una volta di più, tornato da Torino, mi verrebbe da attaccare con la mia filippica su quanto mi piace quella città e su come mi ci trasferirei anche subito, se trovassi anche solo un posto di commesso alla Fnac locale.
Ma per queste cose, vi basta leggere (o rileggere) i vecchi post taggati "Torino", tipo QUESTO o QUESTO.
Di nuovo, in questa mia breve trasferta, c'è stato che per la prima volta ho guidato, e da solo, per la città. Claudia non stava proprio un fiore e mi ha allungato – secondo me con un filo di riluttanza nascosto dietro il fazzoletto che si premeva sul naso – le chiavi della sua Panda: dieni, faddi un giro, io magari dormo un poghino.
Dovevo raggiungere Anna e Fabri e la piccola Francesca a via Lera, partendo da via Oropa.
Una roba semplice, supportato dalla topografia rigorosamente ortogonale di Torino: secondo l'iPad, c'era da percorrere un bel pezzo di viale Regina Margherita, un pezzo di corso Svizzera, qualche altra svolta a destra e a sinistra, e ci stavo.
Parto nel primo pomeriggio freddo ma terso, e mi godo i vialoni immensi, le prospettive, le luminarie natalizie che non hanno ancora smontato.
Ci scivolo in mezzo con la Volkswagen torinese, l'Auto del Popolo targata Fiat. La Panda di Claudia non potrebbe essere che la scelta più appropriata per muoversi qui.
Solo che, nei pressi di porta Palazzo, mi vedo costretto a girare a destra, deviando dal mio lineare itinerario. E mi ritrovo di colpo in una casbah fatta di bancarelle che vendono pesce, funghi, lumache, legumi, frutta secca, vestiti e casalinghi.
Mi rendo subito conto che gli italiani, qui, sotto in netta minoranza. Riesco ad identificare almeno una mezza dozzina di etnie diverse, e smetto di guardare una famigliola di africani marciare a passo di danza verso un baretto d'angolo appena in tempo per evitare d'investire una ragazza, quasi certamente cinese, che mi attraversa con almeno sette buste di plastica della spesa. Per mano. Ho paura che si incazzi e mi tiri un barattolo di salsa di soia sul parabrezza, invece si mette a ridere e sgambetta via.
Riparto sgommando per quanto può sgommare una Panda, faccio qualche altra curva, mi incanalo in una serie di sensi unici, ripasso due volte nello stesso punto e quindi mi rassegno all'evidenza: non riesco a tornare su corso Regina Margherita.
E allora faccio una cosa che in genere detesto fare, o comunque a Roma faccio con estrema riliuttanza: accosto e chiedo aiuto a due vigilesse.
"Mi scusi... buonasera. Devo andare a via Lera. Qualche idea?"
"Non conosco via Lera... mi spiace. Sa a quale strada è vicina?" mi fa la tipa in uniforme, che a me normalmente l'uniforme mi indispone, ma a lei gli sta quasi bene, e in più ha un lucidalabbra tamarro dalla consistenza vetrosa che mi attira subito, ma non ho tempo per questo e afferro l'iPad e le faccio vedere la strada sullo schermo.
La vigilessa osserva con attenzione il puntino verde che pulsa sul display, mi guarda e mi dice: "Ho capito dov'è, ma lei è completamente fuori zona."
E lo dice come se fossi ad Abbiategrasso e stessi cercando la torre di Pisa.
"Fuori zona?..." guardo la sua bellissima bocca vetrosa. "E di quanto?" chiedo, con un filo d'ansia.
"Almeno di tre chilometri".
E qui devo soffocare una grassa risata.
Cara dirigente del traffico dal lucidalabbra a triplo strato, tre chilometri me lo chiami fuori zona? A Roma, se sono a tre chilometri dalla meta, posso dire di essere praticamente arrivato, e comincio seriamente a pensare di parcheggiare. Ma beati voi che non vi rendete conto quanto è figo vivere in una città dove per andare dal punto A al punto B non devi prepararti una compilation di due cd da portati dietro e scorte d'acqua e gallette e salutare i tuoi cari con un bacio dicendogli tra le lacrime "tornerò presto... spero".
"Tre chilometri... accidenti, è un bel guaio. Ha un suggerimento per me?" secondo me si fa anche la lampada. È troppo abbronzata per essere gennaio.
Ma è gentile, sul serio. Mi snocciola tutta una serie di precise indicazioni e fa scorrere il dito sulla mappa visualizzata sull'iPad. E solo allora noto che ha delle unghie lunghe, dipinte di blu e con un intricata decorazione di glitter. Inutile dire che non seguo una parola di quello che mi dice. Fisso quelle tamarrissime, splendide unghie sfiorare il vetro dell'iPad e quando ha finito la ringrazio, faccio inversione e riparto.
Mi saluta con un cenno della mano.
Tre chilometri fuori zona.
Torino.
La adoro.


26 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Pure la vigilessa figa. Allora bisogna proprio andarci a Torino...

barbara ha detto...

"Tre chilometri... accidenti, è un bel guaio. Ha un suggerimento per me?"
Parli davvero così con i vigili urbani? ;)

CyberLuke ha detto...

Le uniformi mi indispongono, ma so essere gentile.
A volte funziona per non essere arrestati e sbattuti in un cellulare con le panche di ferro. ;)

Davide Mana ha detto...

Eh, le vigilesse.
Madamìn cìvic.
Queste erano probabilmente dell'ultima generazione, quelle che nel bando di concorso avevano l'obbligo delle "proporzioni fisiche armoniose" (non sto scherzando).

Sì, torino ha delle notevoli attrattive.
Anche se, da quando me ne sono andato io...

Ettone ha detto...

Sì, Torino è proprio carina... Ma parcheggio incomincia a essercene poco anche lì. Nel periodo festivo anche i parcheggi a superpagamento eran pieni...

Andrea Pettini ha detto...

...come si fa a non concordare...Torino è adorabile e anche - incredibile! - molto rebel! Ma a dire il vero tutto il Piemonte! Penso a mitici FRANTI, ai KINA...EL PASO, la BLUBUS Records.... poi ci sono le belle Langhe di Fenoglio&Paverse...
PS..le divise ti indispongono??? Ma che caz**ata è questa Luke? :-)

Taka ha detto...

aspettiamo in religioso silenzio il passaggio di Larsen...
:D

LUIGI BICCO ha detto...

Non ho capito bene bene come mai ti sei ritrovato a venire a Torino più volte. Ma sappi che praticamente eri ad un passo dall'agenzia dove lavoro in via beaulard (una traversa di via lera, appunto).

Qui a Torino siamo abituati a dire che la città è davvero piccola. Perchè sebra che gira gira, ma alla fine ti ritrovi di fronte sempre le stesse facce.

Arrivando da Napoli, comunque, non mi posso proprio lamentare, in effetti, per la scorrevolezza del traffico. Certo, se ti fossi ritrovato a percorrere corso Regina o Svizzera tra le sei e le sette di pomeriggio, sarebbe stata tutt'altra storia. Ma rispetto a Milano o Roma, credo appunto che la storia sia ben diversa.

Se avessi saputo che eri da 'ste parti, a un tiro di sputo da casa mia, ti avrei invitato a prendere un caffè :)

Maura ha detto...

Capisco la sensazione che provi provenendo da una città come Roma.
Ma anche Bologna non scherza, te lo posso garantire...

Fra ha detto...

beh, qui, tre km sarei fuorissimo zona! :)
mi fai morire dal ridere quando racconti così, le unghie e il lucidalabbra tamarro ma non ho tempo per queste cose... :)

Deb® ha detto...

Conosci anche Abbiategrasso? :)
BUON ANNO!

elgraeco ha detto...

Be', dai, anche la ragazza cinese che sorride invece di incazzarsi non è male.
Però, io e te Luca siamo sempre più simili. Anche io certe volte non seguo niente di quello che alcune donne mi dicono, mi concentro sui dettagli e nella mia testa sento solo wooosh... unghie dipinte in glitter... wooosh

:)

Dama Arwen ha detto...

Io la zona di Porta Palazzo la conosco bene: è dove c'è il Sermig, dove andavo a fare volontariato :-)

elgraeco ha detto...

Ah, e volevo aggiungere: sono un debole, lo so... ahahahah :)

La firma cangiante ha detto...

Dai, la vigilessa esagerava...
Tre chilometri in auto non sono niente neanche qui a Torino.

Uapa ha detto...

Quando mi perdo per Roma(=ogni volta che mi muovo, uscendo dal percorso seguito dagli autobus che conosco o dalle strade che ormai percorro da che sono nata), cerco di girare il meno possibile, perché "prima o poi arriverò al GRA"... Ma spesso non ci riesco, così benzinai, vigili e passanti (che non sono mai di zona) diventano le mie zattere -_-'
Ma lo sai che Torino mi ha sempre incuriosita? :-)

laFra ha detto...

citta' che vai, distanze che scopri...pensa che qui a Shanghai se faccio 5km sono ancora nel mio neighborhood ;p

Larsen ha detto...

non ti auguro di dover fare quei 3 km in centro, in ora di punta...
senza contare che t'e' andata bene che fosse domenica, visto che il sottopasso che avresti dovuto prendere e' chiuso per lavori e, su quello stesso corso, c'e' un'altra interruzione piu' avanti per il passante ferroviario.

roba da inferno dantesco in orario caldo.
senza contare il delirio dovuto alla ztl... se i 3km fatidici sono da una parte all'altra della ztl, conviene andare a piedi: a conti fatti in una 30ina di minuti li hai fatti, passeggiando, e non devi poi ancora cercare parcheggio.

poi vabbe' :D pure te, occhi sull'ipad e manco un cartello che t'avvertiva dei lavori hai visto? :D
va a finire come qualche tempo fa in uk, dove uno ha fatto causa a tomtom (mi pare), perche' per colpa della carta del navgps non aggiornata, e' finito giu' da un ponte in costruzione (ma gia' "finito" sulla carta del navgps) :D

mai fidarsi troppo della tecnologia, meno ancora fidarsi dei vigili!

Alberto Camerra ha detto...

Una cosa emerge forte, tra le altre, nella lettura di questo post; la voglia di visitare Torino. Che, ahimè, manca dalle mie mete da troppi anni...
:)

claudia ha detto...

caro cyber,
ti assicuro che non ho avuto alcun problema a mollarti la mia splendida pandina, anzi mi ha fatto molto piacere che tu abbia potuto assaporare la citta' da solo e viaggiando fra i torinesi come un torinese !
belle foto come sempre...

Viktor ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Licia ha detto...

Claudia ti ha dato la sua macchina? EROICA. Io la mia macchina, sapendo come guidi...? AHAHAH!

Viktor ha detto...

...e con me sono 80!(followers) Hai intenzione di metter su una setta?...
Ho scoperto il tuo blog attraverso La Firma Cangiante - Prima o Poi...
Fantascienza, Torino, grafica, "real life": è fantastico! Ho passato tutta la mattinata e parte del mio pomeriggio di mutuato a sbirciare tra i tuoi post. Ti faccio davvero i complimenti. Oltre ad essere incredibilmente interessanti sono pregni di un'ironia e di una capacità comunicativa non indifferenti: non mi ci riuscivo a staccare!...
Ok, l'80esimo seguace si è unito al gruppo, cifra tonda, mi piace. Ti leggerò dai finestrini della mia Challenger; nel frattempo, volessi fare un salto dalle mie parti, questo è il mio indirizzo: http://viktor-radionowhere.blogspot.com/ a presto!

CyberLuke ha detto...

@Viktor: benvenuto, naturalmente. Già visitato il tuo blog. Oggi sono costretto a letto anch'io, quindi farò io l'esploratore. E, mi spiace, l'action figure di Cyberluke si vince al centesimo follower. ;)
@Licia: a parte che l'ultima volta che sei stata in auto con me risale ai tempi di Claudio quando eravate ancora due fidanzatini di belle speranze, sappi che ho smesso di fare le curve su due ruote.
@laFra: mi chiedo se Roma sia peggio di Shangai.
@Larsen: ah, ma allora Torino la bazzichi, vecchio lagnoso. La prossima volta ti chiamo.

Licia ha detto...

Claudio chi? AHAHAHAH! Non credo alla tua conversione, nemmeno se ti vedessi parcheggiare in modo civile ci crederei. Guidi come un'alce ubriaco e parcheggi peggio!

laFra ha detto...

@cyber: c'e' un solo modo per scoprirlo. vieni qui e prova ;)

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