martedì 4 gennaio 2011

Meno, è meglio? Giudicate voi.

Tanto per ricordare (anche a me stesso) che in questo blog si parla anche di grafica (primo tag degli argomenti trattati), eccovi il primo post dell'anno in tema.
In QUESTO post, tempo fa, affrontai l'argomento della percezione applicata ai messaggi pubblicitari e – più nello specifico – ai loghi, al loro contenuto testuale e a come li recepisce il nostro cervello.
I ragazzi di Antrepo Design, proseguendo su quella strada, hanno fatto un altro interessante esperimento, rimuovendo gradatamente dal packaging di alcuni prodotti di grande consumo tutta la grafica accessoria, fino ad arrivare a una confezione espressione di un minimalismo forse estremizzato... ma spesso, come vedete negli esempi qui sotto, non privo di una sua eleganza e di potenza comunicativa.
Ora, chi lo va a spiegare ai clienti che se il designer toglie roba da un progetto lo devi comunque pagare esattamente come se lo inzeppassi di scritte, scrittine, flash, bollini, massaie scontornate e clipart?

28 commenti:

elgraeco ha detto...

Non mi piacciono Pringles, Cork Flakes e Nesquik. Quest'ultimo, privo di ogni indicazione mi ricorda un fustino di detersivo. :D
I restanti prodotti, invece, mi sembrano più eleganti, soprattutto i cioccolatini.
Comunque, il concetto che anche per togliere qualcosa bisogna essere pagati può risultare particolarmente difficile da recepire per certi figuri...

BlackBox ha detto...

:D Appunto! Io quando presento degli impaginati più puliti del solito, con grandi spazi bianchi, vengo squadrata con sospetto, come se stessi cercando di fregare il cliente lavorando meno.
E' una battaglia persa...

Izzy ha detto...

Sono d'accordo con il vecio (El): non proprio tutti i prodotti sembrano uscirne bene dal minimalismo grafico. Per dire, la prima cosa che mi fa pensare la Nutella "nuda", è un barattolo ripieno di cacca. Sinceramente mi fa un po' d'impressione, così, e passare la voglia di mangiarla.

Simone ha detto...

Ok Schwepps e preservativi. Per gli altri principalmente non si capisce cosa c'è nella confezione o andava già bene quello che c'era prima.

Io credo che come "venditore" comprerei un'idea, cioè vengo nella vostra agenzia ed esco con un'immagine pubblicizzabile. Però sì, se il risultato sono 2-3 caratteri su uno sfondo vuoto magari ci resterei un po' deluso! ^^

Simone

laFra ha detto...

noo...la nutella senza pane non spiaga a chi non e' "dentro la nutella", come mangiarla: e' indicazione fondamentale la fetta di pane :p

Intromat ha detto...

Concordo con alcuni predecessori di commento ... in alcuni casi la mancanza di "aggiunte" fa perdere in comunicazione, mentre in altre fa acquistare eleganza.

Secondo me va bene minimizzare ma quando ormai ci si rivolge ad una clientela fidelizzata che acquista ad esempio la nutella, sapendo esattamente che cosa è ... non certo a chio è indeciso sull'acquisto di una crema di nocciole e deve sceglierla.

Dama Arwen ha detto...

Trovo che l'esperimento funzioni a volte sì e a volte no.
Sul packaging alimentare spesso non funziona, secondo me, perché non rende nemmeno riconoscibile un prodotto (cos'è il Toffifee?)

Trovo azzeccatissimi Schweps, Redbull, Lindt, Durex e Muscle nella semplificaizone estrema.

Pringles mi piace la via di mezzo.

Nutella, Corn Flakes e Nesquik semplificati secondo me non funzionano proprio.

Il fatto è che quando una marca è molto conosciuta, un'eventuale semplificazione non ne compromette la notorietà, ma spesso questo non vale per piccoli brand di piccole case produttrici semisconosciute.

Questo post però mi fa venire in mente una vecchia campagna IKEA nella metropolitana di Milano (i cui pannelli saran circa 1.80mt 2,5/3mt). Il pannello era stato interamente lasciato bianco, eccetto il logo in basso a dx. E la sola scritta era: "Venite a vedere quanto spazio c'è alla nuova Ikea".
Fine.
Geniale.

barbara ha detto...

A me il barattolone di Nutella così "nudo" fa molto sexy... la spoglia, per così dire, di quella connotazione infantile o per famiglie e ne fa puro oggetto di desiderio. :P
Mi piacciono anche la Red Bull blu e bianca finale, e la Schweppes. Pringles è troppo spoglia, buona quella intermedia.
I Corn Flakes... beh, la fotografia col latte che li bagna è troppo appetitosa per rinunciarvi!

Larsen ha detto...

mi piacciono tutti, pero' alcuni sono fondamentalmente sbagliati.

lindt portato tutto in bianco... il colore istituzionale e' il blu, e quello va mantenuto.
nutella idem, il marchio e' bicolore, il rosso va mantenuto.
anche redbull, nella sua seconda versione, e' piu' corretto che non nell'ultima, cosi' come pringles.

idem nesquik...

diciamo che la versione di centro, per tutte le proposte salvo toffifee e schweppes (che e' perfetto nella terza versione) e' la migliore da un punto di vista di "rispetto del marchio e del brand".

per il resto, less is better, e non solo sulle auto...

LUIGI BICCO ha detto...

E' proprio vero: Less is more. Le ultime versioni di tutti i packaging sono le più belle. Potrei riempirmi casa con quelle scatole rosse di corn flakes :)

Ariano Geta ha detto...

Credo però che questo tipo di grafica se lo possano permettere solo i marchi ormai affermati, quelli che "basta il nome".
Un marchio nuovo deve prima farsi associare a un prodotto nella mente del consumatore.

Ferruccio gianola ha detto...

Credo che la sobrietà paghi soltanto quando sei conosciuto.
Se vai a una "festa" con una panda cucchi se sanno che sei pieno di soldi, altrimenti ti occorre un macchinone, nessuno me lo toglie dalla testa:-)

CyberLuke ha detto...

Inaftti, quello di Antrepo è solo un esperimento, e vuole far riflettere sui nostri meccanismi percettivi e associativi.
Roba non estranea neanche al "dettaglio" di quanto l'esemplificazione (che less is more sia vero o meno) sia percepita come un valore aggiunto da chi deve poi staccare l'assegno al creativo di turno.
E qui, di esempi, ne potrei fare a dozzine. Dozzine.
Da consumatore, la Nutella "naked" mi attizza assai.

Licia ha detto...

lindt senza il blu sembra cioccolato bianco, Nutella ci perde molto di riconoscibilità, i toffecosi non saprei cosa sono senza disegno. Il resto è vero, moooolto più snello e immediato. Baci e buon anno (non ciclostilato) con l'occasione!

Andrea Giovannone ha detto...

La Nutella "semplificata" non dispiace neanche a me, così come la Red Bull, gli altri un po' meno.

Roberta la Dolce ha detto...

Alcuni ci guadagnano (Nutella, Red Bull, Mr. Muscle), altri meno (Lindt e Pringles)... però la trovata è intelligente. ;-)

Gloutchov ha detto...

Ehm... forse sembrerò un po' off topic ma, mi è venuta voglia di nutella! :P

Fracture ha detto...

Li preferisco tutti.
Forse quello della Nutella è un po' troppo scialbo. La schweppes migliora moltissimo :)

Anonimo ha detto...

Potrei essere d'accordo sull'eleganza(per alcuni, almeno) se non fosse che l'estrema semplificazione su tutto (indistintamente) porterebbe, secondo me, ad una "sovietizzazione" della comunicazione. La "personalità" di un prodotto che il packaging gli attribuisce andrebbe persa.

Mi viene in mente un esperimento social/commerciale effettuato nel centro storico di un paese non lontano da casa mia: l'amministrazione comunale ha deciso che BASTA! Tutte 'ste insegne di negozi una diversa dall'altra nei colori e nei formati. Da oggi i negozi del centro potranno esporre solo l'insegna approvata dal comune, tutte a bandiera (perpendicolare alla strada, cioè) tutte dello stesso formato, colore e lettering. L'unica cosa che si può cambiare è il nome dell'esercizio: Panetteria, Sartoria, Ferramenta, Lavanderia.

Così, non ci sarà più tutta quell'accozaglia di colori che c'era prima... per adesso non hanno ancora obbligato gli esercenti a mettersi tutti una maschera uguale sulla faccia, ma presto spero di sì: cosa sono tutti 'sti lineamenti uno diverso dall'altro? Eh?!

Nonu Aspis

Nicla ha detto...

Mi piacciono solo (quindi sarei maggiormente attirata da): Nutella (vorrei avere davvero una confezione così!!), Schweppes,Mr Muscles.

Tra gli altri ci sono prodotti che non mi piacciono (tipo la Red Bull) oppure la cui nuova grafica non mi soddisfa (tipo il cioccolato Lindt).

CyberLuke ha detto...

Probabilmente, l'iniziativa di quel comune è un po' estrema. Ma le motivazioni all'origine sono comprensibili.
Nella Galleria di Milano, mi pare, tutti gli esercizi commerciali possono mettere l'insegna che vogliono... purché a lettere oro su fondo nero.
Là è una questione di rispetto di un certo ambiente urbano, con secoli di tradizione, e ci può stare.
La "sovietizzazione" della comunicazione, d'altra parte, potrebbe avere i suoi vantaggi: bisogna solo vedere chi mettono a salvaguardia della coerenza estetica nazionale.
Tremo al pensiero se qualcuno come il figlio di Bossi (giusto per fare un nome) potesse finire a decidere di packaging, insegne, font e colori.

Fracture ha detto...

Scusate la domanda, ma mi sorge spontanea: l'ultima immagine è dei Corn Flakes: ma non erano Kellogg's?
Che c'entra la Nestlè?
Illuminatemi!

Matteo ha detto...

perché dovrei comprare il Nesquik della DDR?

Minimalismo va bene, ma non esageriamo...

sartoris ha detto...

quoto BlackBox!
Ogni volta che presento al cliente un po' di spazi bianchi sembra che non abbia voglia di lavorare... vagli a spiegare che per «sottrarre» c'ho impiegato il doppio del tempo necessario a «riempire».

purtroppo ho idea che sempre più si stia formando (forse esiste dai primordi) una «grafica per grafici» e una parallela ad uso per i clienti, soprattutto se per clienti intendiamo piccole realtà imprenditoriali non avvezze a lavori artistici di concetto :-)

Fra ha detto...

a parte il nesquik, i corn flakes e il cioccolato lindt, mi piacciono di più i messaggi minimalisti, soprattutto la schweppes.
ciao! :)

Anonimo ha detto...

Piuttosto che il "trota" (che sarebbe il soprannome del Renzo, datogli dallo stesso babbo in quanto "delfino" è notoriamente un animale intelligente) ci vedrei meglio Di Pietro, noto faro di cultura, oppure la Mussolini, altra raffinata perla mediterranea.
Però non mi spiego come sia possibile che l'amministrazione che ha approvato l'ordinanza delle insegne "clonate" sia di sinistrissima... eppure essere di sinistra è sinonimo di buon gusto e intelligenza... e anche cultura e onestà... pacifismo, nonviolenza, etica, giustizia, tolleranza, democrazia...

Evidentemente sono io che son troppo rozzo e non ne ho colto il sottile significato epistemiologico cultural antropologico (non so che significa ma ho guardato su wiki sotto "paroloni").

ciao. grazie per lo spazio.
N.A.

Uapa ha detto...

Concordo con Larsen e Dama Arwen... E anche con Gloutchov, per cui mi accingo ad assalire il barattolo di Nutella che riposa ignaro nella dispensa in cucina ;-)

CyberLuke ha detto...

La bontà sta nel mezzo, dunque, uh? ;)

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