giovedì 3 marzo 2011

Addict.

Splendida, e in tema con il post di ieri.
Mille grazie a Francesco per avermela linkata.

16 commenti:

Gloutchov ha detto...

hihihihihihi...

Alessandra ha detto...

Il mio manager, che ha un ipad, oggi ha reagito cosi' "Ah ma tanto non serve che sia piu' veloce, non serve la fotocamera, non serve piu' leggero il mio va benissimo" in realta' secondo me lo voleva :P Peggio un'altro capo qui dentro che l'ha comprato solo sabato e ora lo stesso lo vendono a meno -_-

LUIGI BICCO ha detto...

Ha!
Che bella. Assomiglia tanto alla satira (ma anche al segno) di John Campbell di Picture for Sad Children (www.picturesforsadchildren.com)

Ariano Geta ha detto...

Allora faccio bene a resistere all'ipad-mania (ma quanta fatica...)

zaXon ha detto...

Molto carina, io ho scoperto questo sito: http://www.scoopertino.com/
Apple water, la voglio!! ;) :D

OniceDesign ha detto...

Grande Oatmeal! È un mito, lo seguo da una vita!

Maura ha detto...

C'è un fracco di gente, così.
Io ne conosco personalmente almeno tre che ad ogni lancio di nuovo prodotto melificato si affannano a vendere l'ormai "decrepito" iPhone/iPod/iMac/IQuelcheè per comprarsi quello nuovo, che spesso ha poche features in più ed è più sottile di qualche micron.
E' una malattia, e non riesco a ridere di loro...
...
...ma questa striscia è carinissima :D :D :D

Simone ha detto...

Lo stesso vale un po' per tutti i prodotti elettronici. Bisognerebbe riuscire a essere contenti di ciò che si ha, ma io per dire non ne sono capace e quando uscirà l'iphone nuovo rosicherò a morte.

Simone

CyberLuke ha detto...

È vero: è una malattia.
E non colpisce solo chi compra Apple.
Funziona anche per le automobili, le fotocamere, le consolle per i videogiochi.
È consumismo compulsivo indotto, uno degli obiettivi impliciti ma più ambiti da qualsiasi azienda che produca beni di consumo.
Una volta di più, la "colpa" non è di Apple, e neanche di coloro che ne sono vittime, ma – più probabilmente – di un sistema di cose e di valori disallineati e fittizi, che generano insoddisfazione e insicurezza... e temo che nessuno di noi, seppure in misure diverse, ne sia immune.

Lory84 ha detto...

Non me ne parlare... il mio ragazzo è così.
Ha scoperto Apple da poco, e da allora è stato un crescendo parossistico di spese tecnologiche, adesso ha tutto ma allo stesso tempo non è mai contento perchè ad ogni nuova versione inizia a guardare a quello che ha con autocommiserazione, io pensavo di essere malata per scarpe e borse ma lui è persino peggio... - _ -

Marcus ha detto...

Neanche a me servirebbe, in realtà, come non mi serve un telefonino che legge gli mp3 e fa le foto, o il navigatore in macchina, o duecento canali sul satellite...
dieci anni fa queste cose non le avevamo, però sono pronto a scommettere che gli stessi meccanismi compulsivi li avevamo per altre cose.
Detto questo, il nuovo iPad mi piace da morire, anche se sono consapevole che non mi serve.

BlackBox ha detto...

Il nostro ritmo consumistico è in certi casi assurdo.. in un paese relativamente ricco come l'italia, il tempo che intercorre tra l'acquisto di un telefonino e la sua sostituzione con un nuovo modello più avanzato sta scendendo drammaticamente.. leggo per esempio, che una decina di anni fa a sostituzione avveniva NON prima di 24 mesi dall'acquisto.. cinque anni fa il ritmo era sceso a 18 mesi .. oggi a 12.. un sofisticatissimo sistema innovativo (che magari non siamo nemmeno capaci ad usare) ci induce il bisogno di cambiare il telefonino (o un iPad, un iPod) sempre più spesso.
Ma la soddisfazione di acquistare un telefonino nuovo dura sempre meno. Perchè quel telefonino, non più nuovo, non soddisfa più come al momento dell'acquisto? Perchè si confronta quel telefonino con quelli che possiedono gli altri intorno a noi. il consumo soddisfa finchè non sopraggiunge un nuovo bisogno. e questo innesca l'esigenza di spendere ancora.

Uapa ha detto...

Ma nooo, si può resistere, dai :-)

dandia ha detto...

Il consumismo compulsivo non è una malattia, bensì una reazione messa in atto per sopravvivere al vero morbo che ha colpito il genere umano. E’ una delle più efficaci soluzioni mai adottate per rispondere alla crisi dell’uomo contemporaneo; sicuramente quella più diffusa dalle nostre parti perché regala velocemente facili soddisfazioni, si autoalimenta della dipendenza che crea, è alla portata di tutti. Insomma, è una specie di droga.
La vera malattia è dunque un’altra: è la mancanza di valori, il vuoto che tutti gli oggetti di questo mondo non riusciranno mai a colmare, il nonsense che si trova alzando lo sguardo oltre la successione delle offerte promozionali.
Purtoppo come tutte le droghe il consumismo crea dipendenza: proprio qui, nella convinzione di non poterne fare a meno, si nasconde la sua pericolosità. Il modello consumistico si è diffuso capillarmente negli ingranaggi della nostra società a tal punto da farci credere che non possano esistere alternative. Questa parvenza di normalità è insidiosa perché ci fa accettare la logica dell’acquisto selvaggio con rassegnazione: non è colpa nostra se siamo così, non è colpa di Apple e degli Altri, è colpa del “sistema di cose” che ci girano attorno. Proprio come chi si impasticca e dà la colpa all’ambiente che frequenta.
Un possibile percorso di disintossicazione deve prendere atto che il problema vero non è il sistema di valori fittizi offerti dalla società, bensì la mancanza di valori autentici dentro di noi. Forse potrà sembrare una differenza irrilevante, ma io sono convinta che non sia affatto così: i valori dipendono solo in parte dal comportamento dominante della società in cui viviamo. I valori si cercano, si scelgono liberamente perché non creano dipendenza; si coltivano, si trasmettono con l’educazione, si regalano. Di certo non si comprano.

CyberLuke ha detto...

@Alessandra: il tuo capo sarà contento di sapere che Apple ha previsto un rimborso di cento sterline per chiunque abbia acquistato un iPad dopo il 14 febbraio.

Fra ha detto...

come avete già detto, vale un po' per tutti i prodotti tecnologici... io, di solito, mi limito a rosicare e basta... ma non sono certa di come reagirò quando la mia xbox appena comprata, tra pochi mesi, sarà già obsoleta...:|

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