lunedì 14 marzo 2011

« Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini».


Yuri Gagarin, primo essere umano a liberarsi dalle catene della gravità e a volare nello spazio, nasceva da padre falegname e madre contadina.
Aveva solo 27 anni quando il 12 aprile 1961 orbitò intorno alla Terra per un'ora e 48 minuti, e da lassù, prima di chiunque altro, poté guardare la Terra dallo spazio esterno.
Tutte le linee di frontiera sorvegliate giorno e notte da soldati armati, tutti i confini tracciati a tavolino dai politici e tutti i nomi che da sempre leggiamo stampati sulle carte geografiche devono essergli apparsi ingenui scarabocchi di bambino su un quadro immenso e luminoso e silenzioso appeso nello spazio.
Invidio profondamente quello che deve aver provato Gagarin... anche se non si godette a lungo il suo primato. Appena sette anni dopo lo storico volo a bordo della Vostok 1, morì nello schianto del piccolo MIG che pilotava, lasciando una moglie e due bambine.
I dettagli dell'incidente non sono mai stati del tutto chiariti... anche se naturalmente esiste una teoria cospirazionista che sostiene che la tragedia sarebbe stata organizzata dal Cremlino, dove allora comandava Breznev, per togliere di mezzo un personaggio che stava diventando ingombrante e poco gestibile.

All'epoca, ero troppo piccolo per seguire la sua impresa, ma oggi posso dedicargli questa photoshoppata. Potete scaricarla o vederla meglio QUI.

16 commenti:

Fra ha detto...

i confini e i nomi devono essergli apparsi ingenui scarabocchi di un bambino su un quadro immenso appeso nello spazio...
questa frase è bellissima (e anche il suo significato!!)

Ariano Geta ha detto...

D'accordo con Fra. Una frase bellissima e un pensiero bellissimo.

Mr. Lunastorta ha detto...

Bel lavoro e bel post!

Nussy ha detto...

Non oso immaginare che emozione incredibile deve averlo sommerso in quegli attimi... Una finestra sull'infinito, pazzesco. Mi fa pensare quanto siamo, in fondo, infinitamente piccoli.

Marcus ha detto...

Non sapevo delle origini umili di Gagarin, né che fosse morto tanto giovane. :-/
Bella la tua fotoshoppata che lo celebra.

Yeeshaval ha detto...

Mi garba.
Immagine e pensiero.

LUIGI BICCO ha detto...

Che bell'omaggio. In effetti, in un certo qual modo, ho sempre invidiato anch'io chi ha avuto il privilegio di poter guardare il pianeta dall'alto e mervavigliarsi del concetto più puro di grandezza.

Eppure da bambino, lo volevo fare anch'io l'astronauta.

Evvabbè, sarà per la prossima vita.

P.S.: I confini come ingenui scarabocchi? Bello. non ci avevo mai pensato.

Barbara ha detto...

Mi piace il cosmonauta tutto d"oro come un faraone egizio.
Bello, sì.
E triste la storia di Gagarin, un po' simile a Icaro che volò troppo in alto e si bruciò le ali.

BlackBox ha detto...

Molto belli i toni dorati, il trattamento grafico e l'impaginazione.
Conoscevo anch"io quella foto di Gagarin, da piccola non pensavo a far l'astronauta (era già passato di moda, mi sa) ma guardavo sempre incantata quelli che scendevano dagli Shuttle tornati a casa, sorridenti nelle loro tute azzurre che sembravano un po' addetti alle pulizie ma con la bandierina USA cucita sopra, pensavo che erano dei privilegiati ad andare nello spazio ma anche che io non ne avrei mai avuto il coraggio.
E adesso penso che magari conosciamo il nome di tanti divi del cinema, tante popstar e sportivi, ma neanche il nome di un astronauta, e forse non dovrebbe essere così.

Maura ha detto...

Di Gagarin ho ben presente il monumento a Mosca, molto evocativo e di impatto... anche io ho pensato talvolta alla bellezza di una Terra vista dallo spazio, dove non solo i confini sembrano artificiosi e ridicoli, ma anche le opere dell'uomo, le sue metropoli, le fabbriche, gli aeroporti... Un mondo dove è ben chiaro che l'uomo è solo un inquilino e non il padrone di casa.

claudia ha detto...

da quando mr. branson della virgin ha comunicato al mondo che sono in vendita i biglietti per il volo spaziale, non penso ad altro!!
anche se so che non riusciro' mai a raggranellare la somma sufficiente per pagarmi il biglietto... e' bello sognare, come fece gagarin.
oppure potrei ereditare da un ricco parente rimasto finora sconosciuto..ma questa e' tutta un'altra storia.

dandia ha detto...

Forse solo chi ha provato l'emozione di vedere la Terra da lontano può dire di essersi sentito al di fuori dello spazio e del tempo.
Mi piace pensare a Gagarin che, trasfigurato come in un'icona russa, con tanto di aureola dorata, ci ammonisce sulla relatività del mondo, dei pensieri e degli scarabocchi.
Bello veramente.

Uapa ha detto...

Grazie Luca :-)
Questo post mi piace proprio tanto, per tanti motivi ^^
Spero che tuo papà stia meglio :-*

sekhemty ha detto...

A proposito di arte ed astronauti:
Alexey Leonov è altro "primatista" spaziale, è stato il primo uomo ad effettuare un' EVA (Extra Veicular Activity) che solitamente viene chiamata "passeggiata spaziale".
Bene, Leonov è anche un pittore, ed uno dei suoi dipinti mostra la superficie lunare con la Terra in lontananza ed il Sole allineato direttamente dietro ai due corpi celesti.
Visto che sei un amante di 2001: Odissea nello Spazio, quest'immagine ti avrà certamente portato alla mente qualcosa :)
Il dipinto è del 1967, antecedente quindi al film, e la somoglianza delle scene fu fatta notare ad Arthur Clarke dallo stesso Leonov, che gliene fece avere anche una copia autografata.
Clarke a sua volta dedicò "2010: Odissea Due" all'astronauta sovietico, intitolando a lui anche l'astronave protagonista del romanzo.

CyberLuke ha detto...

Dopotutto, è un principio semplice: basta elevare il proprio punto di vista per vedere le cose in un altro modo.
Relativizzare.
Se si guarda dalla distanza giusta, tutto assume un'altra prospettiva: non più giusta o più sbagliata, ma (straordinariamente e a volte meravigliosamente) diversa.
I più fortunati, come Gagarin, possono sperimentarlo direttamente attraverso i propri sensi: noialtri mortali, dobbiamo affidarci all'immaginazione.
È la nostra sola salvezza.
Sono contento vi sia piaciuto.

Alberto Camerra ha detto...

Averlo fatto, l'astronauta. Sarebbe stata un'esperienza unica. Ma del resto cosa siamo se non navigatori di un mare creativo privo di confini e direzioni?

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