martedì 29 marzo 2011

Grafica moderna? Sì, grazie.

Continuo a guardarle e a cercare di carpire il segreto di tanta astuzia minimalista.
Certo è che queste copertine di Noma Bar per una serie di thriller di Don Delillo raccontano una storia intera in una sola pagina.
Tanto per fare il paio col post di ieri.

16 commenti:

Alberto Camerra ha detto...

Minimalismo semplicemente delizioso. Adoro questo tipo di grafica e la inseguo da tempo.
La capacità di trasmettere interi concetti con la riduzione delle linee è argomento che trae in inganno l'occhio meno attento che si ferma alla semplicità, apparente, della struttura.

Ariano Geta ha detto...

Uguale alle copertine Mondadori dove c'è sempre una ragazza e una pianta (vedi "la solitudine dei numeri primi" e tutta la serie-fotocopia).

Fra ha detto...

Questi, invece, mi piacciono parecchio... :)

LUIGI BICCO ha detto...

Belli. Molto. Come ben sai apprezzo molto il minimalismo estremo (quando studiato come si deve, ovviamente).
Che gran bel mestiere quello. Bò. Io continuo a provarci.

p.s.: ehi! anch'io oggi parlo di book design :)

Hermosina ha detto...

Cyber, queste sì che sono cover che spaccano.
E non solo per l'Italia, ma in generale.

BlackBox ha detto...

Se queste copertine sono state sviluppate per un pubblico mainstream, noi non possiamo ignorare la possibilità che potrebbero avere un buon impatto anche sui lettori italiani, che teoricamente bisognerebbe cercare di acciuffare con ogni mezzo possibile, usando una grafica che si differenzi dalla concorrenza.
Chissà se qualche editore nostrano raccoglierà la sfida.

lasacerdotes ha detto...

Ma perche' non si puo' fare grafica cosiì da noi, di grazia?
Lo chiedo da non-addetta ai lavori...

Uapa ha detto...

Uau *.*
Disarmanti nella loro semplicità. E non potrebbero essere più chiare!

elgraeco ha detto...

Falling Man è spettacolare!

Cristiano R. ha detto...

Bhe, la verità è che molti editori credono che il pubblico italiano sia semplicemente non in grado di percepire il valore aggiunto di una copertina ben progettata e non intendono spendere soldi per averne di migliori, spesso una decisione suicida perché il libro, tra le centinaia di titoli esposti, non si nota e resta invenduto.
All'estero, invece, questa è una lezione che sembrano aver capito da parecchi anni, e cose come queste si possono vedere da quel di.

Alessandra ha detto...

Adoro il minimalismo! Quella con l'11 e l'uomo ceh precipita mi ricorda la sigla di Mad Men

Matteo ha detto...

Molto belle, come già detto. Lavori simili fungono da ispirazione costante a cercare di guardare un po' "oltre". E a stimolare uno sguardo più attento e meno appiattito sulla banalità.

La firma cangiante ha detto...

Decisamente meglio riuscite di quelle proposte nel post di ieri che mi lasciavano freddino.

Queste invece colpiscono, trasmettono qualcosa da subito. Niente, niente male.

Michela ha detto...

Mannaggia, ogni volta che vengo qua mi arrabbio!
Io con la grafica sono una scarpa... è che proprio non la capisco! Sto lì con la bocca mezza aperta e la faccia idiota più del solito e dico "bello!" oppure "uh, bruttino" e basta... e non so dire niente di meglio!

Tocca che vengo più spesso. Sai mai iniziassi a capire qualcosa, per osmosi!

Dama Arwen ha detto...

Sono faovlose, nel senso che ci farei dei posters da mettere in casa e continuerei a guardarle per ore... quelle che mi colpiscono di più sono: "11", The Names e Great Jones Street

sekhemty ha detto...

Sono splendide.
Quelle di ieri le ho apprezzate di meno, erano un pò lontano dela mio gusto, ma questo sono geniali.
Io poi adoro il minimalismo, specialmente quando riesce ad essere così elegante ed espressivo.

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