martedì 26 aprile 2011

On-demand. Purché qualcuno effettivamente domandi.

QUI trovate un post interessante a proposito di uno dei possibili futuri dell'editoria digitale.
A mio personale giudizio, in un'idea talmente buona e talmente semplice da potersi definire l'Uovo di Colombo, la sola nota stonata sono i costi, troppo elevati anche con tutta la benevolenza del caso.
Ma leggete comunque con attenzione.
Magari non quest'anno, e nemmeno quello dopo, ma prima o poi gli editori si stuferanno di buttare i soldi stampando un sacco di roba che finirà comunque al macero.

11 commenti:

Lucius_fox ha detto...

E' un sistema che presenta margini di miglioramento, specie nell'abbattimento del costo-copia, ma sembra una gran figata.
Soprattutto potrebbe salvare parecchi posti di lavoro nell'ambito editoriale, mai come oggi a rischio.

BlackBox ha detto...

Ottimo.
Potrebbe essere l'anello di congiunzione tra le riviste completamente digitali, come Wired per iPad, e quelle tradizionali di carta che siamo abituati a sfogliare tutti i giorni.
C'è il limite del formato A4, ma spesso mi sono chiesta perché debbano poi esserci tutti sti formati che magari differiscono per pochi millimetri.
Io voto pro.

Gloutchov ha detto...

Il P.O.D. stenta a decollare da anni. Alla fine è diventato uno strumento per esordienti e orientato agli esordienti (ci si compra a vicenda) perché i prezzi sono alti e, soprattutto, in pochi comprano una rivista online (specie qui in Italia).

Può essere interessante per prodotti di nicchia... che mirano a interessi non di larghissimo consumo e che, di conseguenza, possono sperare di attirare clienti dai gusti ricercati e disposti a spendere cifre non sempre basse.

Senza contare che, ultimamente, gli ebook hanno fatto il botto (non tanto qui in Italia), uccidendo il possibile mercato P.O.D. visto che i Tablet si stanno diffondendo a macchia d'olio e le riviste cominciano a far loro l'occhiolino.

So che in Inghilterra hanno girato per qualche tempo delle macchine per la stampa P.O.D. all'interno delle biblioteche e/o bookshop. Era interessante. Uno comprava la propria copia online e se la andava a stampare nella propria libreria di fiducia. Non so che fine abbia fatto questo esperimento ma... è da tanto che non ne sento più parlare.

Bello, però, MagCloud... si potrebbe trasformare un blog tematico in rivista, grazie a quel sistema. Te lo immagini il Blog di Alex in carta patinata? ^^

carico ha detto...

Insomma, tutti potranno farsi la loro rivista personale.
Anzi, possono già, a quanto pare, e diffonderla in tutto il mondo in un clic.
Sembra anche a me una buona cosa, specie per tutti quelli – come me – che si trovano ancora male a sfogliare un pdf sul monitor e sono legati alle sensazioni che ti trasmette una bella foto stampata come si deve a doppia pagina, o semplicemente vogliono leggersi una rivista in spiaggia o su una panchina in pieno sole, cosa ancora impossibile da fare con un tablet.

Angel-A ha detto...

Ci sarebbe un grosso risparmio di carta, inchiostro, benzina e impatterebbe molto meno sull'ambiente: l'idea mi gusta.
Ma i prezzi mi paiono un pò altini.
Del resto, mica tutti hanno un tablet o un iPad...

Matteo ha detto...

È sicuramente il futuro. Chi ora intraprende questa strada è un pioniere, ma alle velocità odierne, nel giro di 3-4 anni, diventerà quasi di certo un'opzione molto comune e forse in 10 uno standard consolidato. Si abbasseranno i prezzi con la concorrenza e aumenteranno le possibilità di tipologie di stampa. A mio avviso la carta non morirà mai, ha molte caratteristiche irrinunciabili. Quando il tutto sarà sufficientemente economico, ecco pronta la print-on-demand :)

L'unico problema sarà - come al solito e come già messo in evidenza da Internet - la perdita abbastanza forte del concetto di "autorevolezza", che oggi come oggi è ancora uno dei punti forti della stampa, essendo non accessibile a livello di produzione alla grande massa. Il blog-style invaderà la carta stampata, col fatto però decisivo che per avere il prodotto bisognerà comunque pagare, almeno un minimo, quindi una grande selezione verrà già effettuata a monte.

Solo un appello: non abusiamone. Le grandi invenzioni comunicative perdono la loro efficacia sia se vengono tarpate dall'esterno che abusate dall'interno. Una sovrapproduzione di messaggi, infatti, rischia di svilire il contenuto di quelli più significativi in favore della quantità, spesso superflua.

OniceDesign ha detto...

I costi sono alti, è innegabili. Ma forse sono alti perché è ancora bassa la domanda, chi può dirlo?
Credo comunque che la stampa on-demand sia in grado di abbattere l'impatto su ambiente, magazzino, logistica, distribuzione organizzata e molte altre cose.

Che sia il futuro, dipenderà (oltre che dal calo dei costi) anche dalla qualità dei contenuti proposti, ritengo. E non credo che e-book ed affini possano in qualche modo impedirne il successo: la carta stampata resta affascinante e imprescindibile.

Leonardo ha detto...

Ottima idea (un sacco di alberi risparmiati), e poi c'è già qualcun altro entrato nella scia, come Printcasting (cercatela con Google), un'applicazione che consente a qualunque persona di creare una rivista senza nessuna particolare conoscenza informatica nè costi.
Gli utenti possono creare una pubblicazione digitale o stampata con inclusa la pubblicità locale.
E se la domanda cresce, anche i costi dovrebbero crollare... venti dollari per una rivista, anche se ti arriva a casa e stampata solo per te, sono ancora tanti. :-/

Yeeshaval ha detto...

Idea ganza e molto terzo millennio.
Ma a quei prezzi, nessuno se la cagherà, almeno qui da noi. Forse per lo stesso motivo per cui gli elettrolibri non decollano (c'è una volontà precisa dietro tutto questo, forse?).

Ettone ha detto...

Mi sembra un'idea simile a Blurb per i libri et simili... A livello di idea sembrerebbe molto buona ed ecologica ma a livello funzionale non so fino a che punto cambierebbe le cose se non a discapito degli stipendi di chi ci lavora dietro...

Faccio una riflessione, poi spero tanto di sbagliarmi:
- l'mp3 doveva aprire i confini della musica, permettere di distribuire i propri album a tutti senza i filtri spesso pilotati delle major e senza passare anni della propria vita a leccare i pavimenti... In parte li ha aperti, è vero, ora chiunque può fare un album e promuoverlo, venderlo e perché no sentirlo in radio, ma QUANTI oggi possono vivere di musica? Se prima con la SIAE, le VENDITE e le serate facevi qualcosa ora solo POCHISSIMISSIMISSIMI possono permettersi di vivere perché il livello si è abbassato in modo degradante...

- idem per la fotografia, con la digitale tutti fanno foto e i fotografi professionisti devono competere con ragazzini che dopo un giorno si credono dei maestri con il risultato che il valore del proprio lavoro si abbassa

- idem nella grafica

- idem nell'editoria non appena la carta stampata e il valore che si da ad una casa editrice finirà al pari di quello delle case discografiche...

NON VOGLIO DRAMMATIZZARE, ma penso che a volte certi cambiamenti non siano così direttamente funzionali... O meglio, andranno pure a vantaggio di qualcuno, ma a svantaggio di molti altri...

E badate che sono uno aperto alle innovazioni...

Gloutchov ha detto...

Se invece uno vuole pubblicare la "propria rivista" su iPad... qui c'è la soluzione. ^_^

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