martedì 3 maggio 2011

Я твой слуга, я твой рабтник.

Yuri Gagarin, il cui cinquantenario dello storico volo nello spazio è stato celebrato giusto un paio di settimane fa e da me con QUESTA immagine, non restò a lungo tra noialtri non frequentatori dell'infinito.
Morì sette anni dopo a bordo del suo MIG, ma fece in tempo ad essere decorato da Khruščёv con l'Ordine di Lenin, diventando Eroe dell'Unione Sovietica.
Roba figa, senza meno.
Ma quello che fa veramente scena è il monumento che venne eretto a Mosca nel 1980 per commemorarlo. Quaranta metri di titanio lucente e in posa ieratica che mi piacerebbe poter vedere dalle finestre di casa mia:
Sguardo consapevole e ottimista verso il futuro dell'umanità, eternato in una maschera di metallo inossidabile, quella statua mi ha sempre suggestionato e ora mi ha ispirato per questa photoshoppata.

Dimensioni originali 3039 pixel x 4926.
E, no, lo stile avanguardista sovietico non mi ha ancora stancato.

18 commenti:

Ettone ha detto...

FIGOOOO

Lory84 ha detto...

*____*
Bello molto... Si può vedere un po' più grande?...

Christian ha detto...

I poster propagandistici russi sono sempre piaciuti parecchio anche a me... E questo, ibridato con le tue creazioni biomeccaniche, è fantastico.
Una curiositá: il titolo vuol dire qualcosa?

Gloutchov ha detto...

Molto bello :)

Yeeshaval ha detto...

Mi garba.
Mi piacerebbe appeso sopra il mio letto, un metro per due, una bella cornice laccata nera.
Forse dovresti aprire un cyberluke-store.

Leo ha detto...

Gran bella composizione.
Mi unisco a chi vorrebbe vederla più grande e a chi è curioso sul significato del titolo.

Ariano Geta ha detto...

Suggestivo, però non so se lo vorrei vedere dalla finestra di casa...
Il tuo lavoro con photoshop invece lo trovo più interessante, forse perchè mi appare meno ieratico e più creativo.

Andrea Giovannone ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Andrea Giovannone ha detto...

Bellissima, il top!!!

claudia ha detto...

bello bellissimo sia l'originale che la fotoshoppata! altro che le tue donnine sado con la palletta in bocca...

CyberLuke ha detto...

Я твой слуга, я твой рабтник significa, più o meno, io sono il tuo servo, io sono il tuo schiavo, ed è una strofa di Die Roboter dei Kraftwerk, che nell'album Die Mensch-Maschine cantavano di una pacifica e produttiva coesistenza tra l'uomo e la macchina.
Lacopertina dell'album aveva chiari richiami allo stile costruttivista di El Lissitzky, e usava solo tre colori (nero, bianco e rosso).
Inarrivabile.
Per una versione più grande, domani dovrebbe essere già qui in cima nel colonnino di destra. ;)

Maddux Donner ha detto...

Molto molto bello.
Aspetto con ansia una versione hi-res!

gretab. ha detto...

Non conoscevo il monumento in titanio a Gagarin: impressionante. O____o
E la tua photoscioppata gli rende proprio onore.
Anchio agogno di spizzarmela in ogni dettaglio in hi-res!!!

Uapa ha detto...

Non sapevo che fosse un monumento a Gagarin :-)
Bella la tua fotoscioppata, mi piace :-)
Mi ricorda tante cose, un amico Russo di cui ho perso le tracciue, quel po' di Russo che avevo imparato che comincia a sparire nella nebbia della mia testa... Bella bella, mi piaciue :-)

dandia ha detto...

Con un essere del genere mi sa che gli schiavi siamo noi...
Possente come l'Angelo dell'Apocalisse, solenne come un ostensorio sacro, la tua versione avrà perso lo slancio verticale dell'originale ma ha guadagnato in intensità.
Mi piace.
E le torri della Sagrada Familia ne sono il perfetto coronamento. :)

sekhemty ha detto...

Il monumento a Gagarin è fantastico, non ho potuto fare a meno di inserire una foto anche nel post che avevo dedicato al cinquantenario del suo volo.

Ma sulla punta delle alli nella tua rielaborazione ci sono i pinnacoli della Sagrada Familia?

Luca B ha detto...

Yuri Gagarin è quasi più di un eroe nazionale nella cultura popolare russa, e ha ispirato una serie di rituali più o meno superstiziosi a cui tutti gli astronauti o cosmonauti che viaggiano su astronavi russe devono adattarsi.

una delle più bizzarre è quella di urinare sul copertone posteriore destro del veicolo che trasporta gli astronauti alla rampa di lancio.

alla prima astronauta donna (straniera) venne concesso di saltare questo rituale, ma lei trovò comunque il modo di adattarvisi.

potete leggere i dettagli qui:

http://www.thespacereview.com/article/1137/1

Luca B ha detto...

e comunque quale ieratica e ieratica, pare uforobbò... :-)

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