giovedì 5 maggio 2011

Canon. Shooting romano.

Prosegue il mio testing sul nuovo acquisto.
Il manuale, ve lo giuro, io lo leggo, ma poi impugno la macchina e cambia tutto.
In pieno giorno, le cose vanno ancora discretamente. Ma se sono in giro dopo il tramonto, sembra che non ci sia verso di far venire una foto decente senza avere la fotocamera blindata su un cavalletto cementato al suolo, a respiro trattenuto e pure di tutti quelli presenti nell'inquadratura.
Ma è davvero così?
Perché devo pensare a un sacco di numerini (con tanto di decimali dopo la virgola) e perdere tempo a navigare in un'interfaccia quando ho altro da fare (ad esempio, trovare qualcosa che valga la pena di fotografare)?

Ad ogni modo, ecco qualche scatto.

Accetto e gradisco commenti e suggerimenti di natura tecnica ed artistica.

14 commenti:

Leonardo ha detto...

A me, che tutto sommato sono un dilettante della fotografia, mi sembrano tutti scatti molto riusciti, almeno sotto il profilo artistico.
Forse quella di piazza san Pietro non è perfettamente a fuoco, ma immagino dipenda dal problema di cui parli di non riuscire a usare tempi molto brevi con poca luce.
Che obiettivo stai usando?

Maura ha detto...

Quelle delle statue mi intrigano molto.
C'è un certo studio della composizione, cosa ricorrente nelle tue foto e forse mutuata dalla tua professione di designer... sembra che lasci apposta lo spazio per inserire un testo e un payoff pubblicitario. ;)
Ecco, sì, mi sembrano foto molto "pubblicitarie"... Per il comparto tecnico invece lascio la parola a qualcuno più esperto di me.

Ettone ha detto...

quelle delle statue sono molto belle, al di là delle difficoltà tecniche è importantissimo avere occhio per il taglio e l'inquadratura e tu senza ombra di dubbio CE L'HAI...

certo, il problema di dover cogliere l'attimo nelle ore serali o notturne è tipico di chi fa foto di un certo livello e non usa una compatta... ti sei mai chiesto come mai a volte becchi in giro per la città turisti con il cavalletto che stanno qualche minuto ad armeggiare prima di fare uno scatto apparentemente molto semplice? E' il bello della reflex che però da anche ottimi risultati finali...

Ovvio è che se hai qualche migliaio di euro da spendere e ti prendi un obiettivo f 1.2 allora anche in automatico cogli l'attimo, ma penso che l'attimo lo perda il tuo conto in banca... AH AH...

In ogni caso non scoraggiarti c'è sempre la giusta via di mezzo tra impostazioni e attrezzatura... e spero di poterti dare ulteriori chiarimenti su skype

Ariano Geta ha detto...

A me sembrano dei bei scatti. Anche se purtroppo nel dna ho quasi nulla di mio padre, lui sì che è il vero fotografo di famiglia.

LUIGI BICCO ha detto...

Ci sarebbe da capire quanto hai "lavorato" in postproduzione dopo lo scatto :)

Perchè se la quarta foto è venuta così senza toccarla, allora la compro subito anch'io, quella canon.

Comunque nulla da dire al tuo occhio nè alla resa finale. Forse sulle statue i neri sono un po' prepotenti, ma capisco che le condizioni per fare quel tipo di scatti non sono tra le più facili da trattare.

Molto belle. Bravo.

elgraeco ha detto...

A me sembrano bellissime.

Simone ha detto...

Che obiettivo hai? Se e' uno zoom che apre a 5.6 ovvio che con poca luce non viene nulla e a parte il 18-55 che puoi usare come grandangolo (a 18 mm) puoi buttare tutto il resto.

Prendi un 35 2, un 28 2.8 o un 50 1.8 che non costano molto ( io comprai il 50mm usato a 50 euro) setta la macchina su iso 400 e le cose dovrebbero migliorare. Anche iso 800 o 1600 vanno bene se non ti spaventa un po' di grana.

Queste foto sono graficamente impeccabili ma non vedo un'idea o un contenuto dietro. Prova a fotografare momenti particolari o situazioni inconsuete, oppure a trasmettere una tua idea come se fosse un'immagine di una campagna pubblicitaria.

alemar ha detto...

Che strano che un grafico non conosca i limiti di una lente non troppo "luminosa"... che apertura ha la tua? Immagino sia un f/3,5. :)

CyberLuke ha detto...

Ho un 18-55, quello che la EOS monta di serie.
E grazie ad Etto, ora so che "f" vuol dire diaframma.
Che significa f 3/5?

Simone ha detto...

F 3.5 (o quello che e') rappresenta l'apertura dell'obiettivo in sintesi più e' piccolo e più luce entra e più e' facile fare foto quando e' buio e più si riesce anche a sfuocare lo sfondo.

In super sintesi F1.4 e' il top. F1.8 fino a f2.8 e' ottimo. F3.5-4 e' accettabile su un grandangolo mentre f5.6 si traduce in un obiettivo inutilizzabile.

Se noti i numerini, vedrai che al salire di f sale il tempo di esposizione. Se vuoi imparare davvero (puoi sempre mettere tutto su auto) una volta che ci vediamo ti faccio una lezione! :)

Simone

dandia ha detto...

Se la luce è poca e se si scatta senza cavalletto non c'è molto tempo da perdere con i numerini perchè le impostazioni sono più o meno obbligate.
Io odio i pesi inutili per cui solitamente mi porto solo un cavalletto tascabile.
Più spesso mi affido a punti di appoggio di fortuna, cimentandomi in contorsioni indescrivibili.

alemar ha detto...

Se posso dire la mia, eccola.
f/1,4 non è che sia il massimo. Anzi, non lo e' proprio. Esistono lenti con aperture a 0,95. :) Bisogna pensare a due fattori: il diametro dell'obbiettivo, misurato in mm, e l'apertura del diaframma, che è il risultato dell'incrocio delle lamelle poste all'interno dell'obbiettivo. L'"f/" indica la porzione del totale del diametro della lente che resta aperta al massimo. Per dirla meglio: un'apertura pari ad un f/1 è come dire che la luce sfrutta tutti i mm o quasi della lente, mentre f/2,8 ne taglia una porzione. Esistono, per esempio, lenti con diametro 77mm e apertura massima f/2,8. Ma anche lenti di diametro 52mm e apertura f/1,8. Immagina di fare un cerchio con l'indice ed il pollice: quello è un f/1. Rimpicciolendo tale cerchio spostando l'indice, diminuisce l'apertura e il numero di f/ aumenta, perchè indica la frazione di un intero. Man mano che il numero associato ad f/ sale, quindi, l'apertura della lente diminuisce e diventa più piccola. E' chiaro che ad un'apertura maggiore, l'effetto sfocato è maggiore. Ad una maggiore apertura, si sfrutta la profondità di campo per inquadrature più lontane. Ora, l'argomento apre a scenari di discussione ampli, ma capito questo, il resto, se c'è passione, è immediato. :)

CyberLuke ha detto...

Grazie a tutti.
Devo abituarmi a quest'assurdità che un valore crescente indica qualcosa che si riduce, e che "f" non significa, che so, fuoco, ma diaframma.
E comunque, sì, più il diaframma è chiuso (valori alti) più tempo l'otturatore resta aperto, e ho più profondità di campo. Questo l'ho capito.
Ho dovuto farmi un disegnino, ma l'ho capito.
@Simone: accetto.

dandia ha detto...

In realtà non ci sei andato distante... f non sta per "fuoco" ma per "Focal Lenght" che, semplificando, è la distanza tra il centro della lente e il piano su cui si proietta l'immagine a fuoco.
Noi associamo il valore f/ all'apertura del diaframma; più precisamente indica il rapporto tra il diametro dell'apertura del diaframma e la lunghezza focale dell'obiettivo.
f/2, f/2.8, f/4 indicano che l'apertura del diaframma ha un diametro 2, 2.8, 4 volte più piccolo della lunghezza focale.
Ecco spiegato perchè, mantendendo costante la lunghezza dell'obiettivo, al crescere dei numerini vicini ad f/ la larghezza del diaframma e la luce che lo attraversa diminuiscono.
Fine della spiegazione noiosa. :)

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