mercoledì 25 maggio 2011

[RECE] Muori Milano Muori!

Quando mi capita di starmene un intero weekend a casa recupero sempre un sacco di tempo perso a fare cose inutili (tipo lavorare) e mi leggo la roba che rimane a fare il rettangolo di polvere sul comodino.
Come, ad esempio:


Muori Milano Muori!, Gianni Miraglia (2011)
Elliot Edizioni, 185 pagine
16 euro

Discesa agli inferi (senza ritorno) dell'ex copywriter Andrea, rimasto disoccupato nella Milano post-berlusconiana del 2015, a trenta giorni dall'Expo, data ultima in cui una Milano wannabe NY vuole mostrarsi al mondo – se non rinata – almeno svecchiata dai disastri della politica dello spettacolo.
Interessante ma non del tutto riuscito (specie nelle cinquanta-sessanta pagine finali) diario di sopravvivenza urbana ma soprattutto mentale di un esponente di quella che era la Milano che produceva – di botto relegato al rango di neo-clochard costretto a svendere i gadget e gli status symbol di uno status che non c'è più pur di sopravvivere nella metropoli popolata di altri neo-reietti come lui, attivisti dell'hinterland, investitori più simili a gangster che a uomini d'affari, pubblicitari che ancora non hanno realizzato che i giochi sono finiti (ma è proprio nella galleria di personaggi di contorno che il romanzo perde colpi e spessore).
Muori Milano Muori! è un romanzo veloce, secco, che nei suoi passaggi migliori assomiglia a Labranca, ripetitivo a tratti (specie nelle riflessioni sulle tensioni sociali della Milano di domani che sono uguali a quelle di oggi), si accartoccia un po' su stesso nel finale ma tutto sommato funziona e fa pensare.

5 commenti:

claudia ha detto...

il titolo e' fantastico, temo pero' sia un colpo ad effetto per attirare l'attenzione...
in effetti, non so se ti e' capitato di vedere/sentire l'autore, mi e' sembrato uno spostato che giustifica pienamente il titolo!

CyberLuke ha detto...

L'hai conosciuto?
Il titolo ha un suo perché nell'evento finale raccontato nel libro, ma che – come dicevo – è anche uno dei suoi punti più deboli.
Paradossalmente, la premessa e il "contorno" sono parecchio più interessanti.

Zerosum ha detto...

Ho sentito parlare anch'io di Gianni Miraglia, ed è un personaggio curioso: io ho letto solo il suo romanzo d'esordio, “Six pack”, in onore degli addominali perfetti del protagonista, nel quale mette alla berlina le convenzioni sociali di manager e pubblicitari di successo.
Ricordo che per presentarlo fece una serie di incontri nei quali leggeva brani del libro mentre sollevava dei pesi o faceva flessioni.
Questo suo ultimo non l'ho ancora letto...

andrea ha detto...

Il libro non è male, cattivo quanto basta con una realtà cruda come quella milanese.
Neanche così apocalittico o visionario come lo si vuole dipingere; credo che la storia del protagonista non sia tanto diversa dalle vicende quotidiane di un padre divorziato con figli a carico.
Certo il libro non lascia scampo, non c’è aria di ripartenza e neanche speranza, perché Milano non muore, quindi non può rinascere.
E se non rinasce, come la curi? Resterà un malato terminale, immortale.

claudia ha detto...

conosciuto di persona no, solo intravisto in tv e sentito alla radio, pero' l'impressione che mi ha lasciato e' stata esattamente quella che ti ho detto.

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