lunedì 2 maggio 2011

Tre cose per intrattenersi.

Ameni Inganni, Giuseppe Culicchia (2010)
Mondadori, 211 pagine
18 euro

Questo è il primo romanzo di Culicchia che mi trovo a leggere, e scopro, scorrendo la biografia sul risguardo, che non è un novellino della scrittura.
Non ho trovato male questo Ameni Inganni. Anzi, mi è parso meglio di tanti romanzetti italiani che m'è capitato di leggere. Non un capolavoro, sia chiaro, ma buon intrattenimento.
La storia è di questo quarantenne, un po' scollegato dalla realtà ma per sua volontà, con la fissa di collezionare astronavi in scatola di montaggio e riviste porno americane, e che, non appena la morte dell'ultimo genitore rimasto lo scaraventa di colpo nel mondo reale, tutta la sua inadeguatezza nei confronti nel mondo (e in particolare verso l'universo femminile) viene crudelmente fuori.
Ora, simpatizzare con un coglione tale – come viene tratteggiato il protagonista – è difficile, ma la bravura di Culicchia sta esattamente nel farmi proseguire spedito nella lettura nonostante venga meno qualsiasi meccanismo d'identificazione.
Lo sviluppo del suo non-rapporto con Letizia è senza dubbio la cosa migliore di tutto il romanzo, e leggerlo attraverso il suo personalissimo e distorto flusso di coscienza è un vero spasso.
Insomma, funziona.

Salt (2010)
con Angelina Jolie, regia di Phillip Noyce
USA, 100"


A volte (parecchie volte), per inquadrare un film vi basta dare uno sguardo alla filmografia del regista.
Può anche capitare che il nome non vi dica nulla, come nel caso di Phillip Noyce, e spesso si tratta (come nel suo caso) di professionisti solidi a cui vengono affidati progetti anche dal budget ragguardevole, magari non capisaldi del cinema ma prodotti d'intrattenimento onesti e compiuti.
All'attivo di Noyce, tra le altre cose, abbiamo Ore 10: Calma piatta, Giochi di potere, Sliver, Sotto il segno del pericolo, Il collezionista di ossa e soprattutto Il Santo, remake della serie televisiva anni sessanta con Roger Moore.
Ora, aggiungete al personaggio che Noyce scelse di far interpretare a Val Kilmer un soggetto e una sceneggiatura scritta da Kurt Wimmer, autore di Equilibrium e Ultraviolet e, senza averlo neanche visto, avrete già un'idea piuttosto precisa di cosa sia questo Salt.
Non aspettatevi più che canonici cento minuti d'azione ben coreografata, una trama tra l'anacronistico, l'inverosimile e il già visto, una protagonista statuaria come la Jolie che aspira a fare concorrenza a Jason Bourne, il tutto tenuto assieme da tanto mestiere e – essenzialmente – voglia di stare al gioco.
Guardabile.

Nessuno mi può giudicare (2011)
con Paola Cortellesi e Raoul Bova, regia di Massimiliano Bruno
Italia, 95"
/div> Se c'è una speranza per la commedia italiana, si trova in film come questo (e ancor più in cose più che buone come Benvenuti al Sud e Basilicata coast to coast).
E ve lo dice uno che, dopo aver visto l'ultimo Aldo, Giovanni e Giacomo, avrebbe voluto rinnegare anche il resto della loro filmografia, per quanto La banda dei babbi natale era un prodotto raffazzonato, sterile, senz'anima e brutto.
Capiamoci subito: Nessuno mi può giudicare è un filmetto, il cui demerito principale è il buonismo strisciante dall'inizio alla fine – che si rende però veramente intollerabile solo in un paio di scene – ma che, grazie principalmente alla bravura della Cortellesi e di parecchi comprimari, molti dei quali appartenenti al cast artistico di Boris, riesce a portare il risultato a casa.
Niente sociologia da salotto, niente critica sociale al moderno meschino vivere.
Si fa guardare e fa ridere e, onestamente, di più non avrebbe potuto fare. Giudicate voi se vi può bastare.

8 commenti:

Danilo ha detto...

La Cortellesi è di una bravura incredibile. Ed è pure bella

Gloutchov ha detto...

La Cortellesi mi pare un po' inflazionata in questo periodo. Tra un po' la troverò anche dentro i fiocchi d'avena. Ho evitato quel film.
Salt è un filmino da guardare a cervello spento, ma c'è Angelina e io adoro Angelina.
Interessante il libro, che metterò sicuramente in lista su Anobii... non si sa mai che riesca a leggerlo in tempo per la fine del mondo (ho già una ventina di titoli in attesa!).

BlackBox ha detto...

Salt me l'ha fatto vedere il mio boy, credo di essermi addormentata durante la prima mezz'ora... ma io non faccio testo, i film d'azione tendono a farmi quest'effetto. ;-)
Lui, invece, era tutto gasato dalla Jolie, e quant'è bella, e quant'è brava, e quant'è atletica, e lo sapevi che non ha usato controfigure di qua, e lo sapevi che si è ferita veramente di là...

Preferisco la Cortellesi, che non sarà bella come la Jolie ma dalla sua ha una gran carica di ironia che non guasta mai.

barbara ha detto...

Se ti è piaciuto questo, prova anche "Brucia la città", sempre di Culicchia, ambientato a Torino.
Io l'ho apprezzato molto, e questo "Ameni Inganni" è tra i miei prossimi.

Lory84 ha detto...

Personalmente a me Salt non è dispiaciuto...anche se mi stanno un po' rompendo i film che terminano lasciando le cose un pò in sospeso perchè così si ha la scusa per farne un seguito... perché lo faranno un seguito di Salt, vero?
Nessuno mi può giudicare andrebbe visto anche solo per Bova... ;P

Angel-A ha detto...

Non ho letto nulla di Culicchia... sono settimane che sto sull'ultimo della Mazzantini, ma non mi sta piacendo come "Non ti muovere". :-/
"Salt" l'ho visto al cinema... una Jason Bourne al femminile, decisamente! Non male!
"Nessuno mi può giudicare" l'ho trovato molto molto carino, non guardo molto cinema italiano, ma se non si hanno troppe pretese queste sono 2 ore spese bene!

Alessandro308 ha detto...

Ora mi hai fatto venir voglia di leggere quel libro.. e son 18 € che se ne vanno...

LUIGI BICCO ha detto...

Non ho letto il libro e non ho visto i due film. Ma sul libro mi hai incuriosito. Non ho mai letto nulla di Culicchia, ma potrebbe essere una buona occasione. A parte il fatto che avevo già visto la cover in libreria e non mi era affatto dispiaciuta, nella sua semplicità :)

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