domenica 3 luglio 2011

Madrid segreta: Parco Juan Carlos, anno 8011.

Arrivo al parco Juan Carlos in un'ora imprecisata del primo pomeriggio (non guardare praticamente mai l'orologio è una delle cose più straordinarie del trovarsi in vacanza).
Mi inoltro, unico essere umano, all'interno dell'ennesimo luogo snobbato da itinerari turistici e dalle guide, e trovo il mio campo base giusto in cima una breve gradinata, tre gradoni in tutto, ognuno alto circa un metro, grezzo, una sorta di altare in uno spiazzo che chiude otticamente una croce delimitata da tre portali di cemento bianco.

E tutt'intorno, un parco che si stende fino all'orizzonte, molto poco frequentato e punteggiato di forme geometriche spigolose che richiamano a un futuro remoto, dove nulla è più come lo conosciamo ora. E se in lontananza non si udisse il fruscio lontano delle arterie stradali di Madrid che conducono al vicino aeroporto, l'illusione sarebbe ancor più completa.
Perché oggi ho scelto un altro posto fuori dal mondo, dove l'uomo è quasi un intruso, dove posso immaginare di trovarmi sbalzato in qualche tempo così remoto che tutto, persino il ricordo stesso, della razza umana si è estinto sulla Terra, e restano solo le sue silenziose vestigia architettoniche, millenni di civiltà sublimati in geometrie pure che completano l'orizzonte e che resteranno lì a consumarsi sul pianeta che non ha fretta ed è di nuovo libero dall'infestazione umana... che non è riuscita a sopravvivere a se stessa.
Ecco, vorrei essere qui, un time-traveller rimasto solo come nessun altro uomo è mai stato solo ad osservare, ad ascoltare il vento e la lingua senza tempo e dalla grammatica universale degli uccelli a guardare il sole salire e scendere in un moto deciso miliardi di anni fa e mai più cambiato.
A sentire la pietra sulla quale sono seduto raffreddarsi e a restituire nella sera il calore ricevuto durante il giorno.

Ad ascoltare sull'iPod Grandchester Meadows per rievocare l'antica voce umana e il suono delle corde d'acciaio ritorte e tese e pizzicate da polpastrelli guidati da un'intelligenza ormai estinta.
Sotto un cielo che più bello non potrebbe essere, con nuvole bianche scarabocchi di Dio sulla tavolozza del blu sempre diseguali che sembrano inchiodate all'orizzonte ma che se le guardi dopo dieci minuti non sono più lì.
La fretta ora non esiste più.
È una parola senza senso e senza significato visto che non c'è più niente che misura il tempo, perché il tempo è troppo immenso per essere misurato, e tutti i nostri strumenti di precisione alla fine non sono serviti a ritardare la fine. L'uomo è durato meno di un battito d'ala su scala cosmica, e ciò che ha fatto qui, di buono e di cattivo, sta già scomparendo. Ciò che ha lasciato non ha un pubblico, e quindi, non ha nemmeno un senso.
L'Uomo era la misura e il senso di se stesso. Scomparso l'Uomo, scomparsi tutti i concetti legati a lui: la grandezza e la meschinità, l'amore e l'odio, l'arte e la guerra.
Restano i tramonti e le albe, senza poeti che cantino le supposte bellezze.
Resta il silenzio del mezzogiorno e il frinire delle cicale, senza più nessuno che si allunghi sotto il sole per una pausa o agiti un cappello per farsi vento.
Restano gli oceani, ma non la filosofia.
Gli stormi di uccelli che seguono tracciati mai decifrati da nessun uomo, ma nessuna religione.
È rimasto il vento, a cantare la sua canzone d'aria, ma le sinfonie sono morte.
E sono rimasto io, quassù, seduto a contemplare e a cercare di estrarre una briciola di grandezza in quello che vedo, ma mi sento solo un estraneo. Qualcosa che gli uccelli che volano sopra di me notano a malapena, due occhi che cercano di vedere ma guardano soltanto, incapaci di immaginare oltre l'orizzonte.

13 commenti:

Sam ha detto...

Che post poetico, ogni tanto vien da sè. Spontaneo. E' sufficiente un luogo speciale, questo ne ha tutti i presupposti.
Le foto sono fantastiche, mi piace "l'uncino" ^^

Ariano Geta ha detto...

Estremamente suggestivi sia i commenti che le immagini. Ammetto che ignoravo l'esistenza di questo parco madrileno.

Gloutchov ha detto...

Veramente un bel parco, suggestivo... e parecchio vuoto! :o

Uapa ha detto...

Uau :-)

Maura ha detto...

Splendide suggestioni, dovresti poetare più spesso.

Mr. Lunastorta ha detto...

Gran bel post!

BlackBox ha detto...

Incredibili quegli alberi "sintetici" e... quella piramide???

LUIGI BICCO ha detto...

Foto stupende come al solito.
Posto molto suggestivo.

Anonimo ha detto...

e noi a Roma cosa abbiamo?

Parco Leonardo... :-)

dandia ha detto...

La civiltà è una bolla di sapone che contiene tutti gli esseri umani.
Al suo interno racchiude un microcosmo rassicurante in cui tempi e spazi sono rigorosamente misurati da strumenti di umana concezione; un piccolo mondo a tre dimensioni dove il punto di vista dell'uomo è imposto come assoluto, unico e imprescindibile. Chi ci abita non ha neppure il tempo di rendersene conto, costretto come è a soggiacere al flusso continuo degli eventi, delle stratificazioni, delle idee che vi si producono: gli impegni, i divertimenti, le notizie, i problemi di ogni giorno prendono il sopravvento su tutto.
Fuori c’è l’eterno e l’infinito, il significato di ogni cosa, il nulla ed il tutto che affascinano e che spaventano.
Qualcuno osa sbirciare oltre la superficie saponosa: vorrebbe poter guardare tutto dall’esterno, perché si deve uscire dalle cose e allontanarsi per poterle conoscere a fondo. La vicinanza coinvolge e confonde.
Sono solo rapide evasioni di menti capaci di fantasticare, boccate d’ossigeno strappate alla forza centripeta della civiltà prima di ricadere nel suo vortice.
Con la logica non si va lontani, solo l’immaginazione riesce a superare quell’infinitesima barriera posta tra interno ed esterno. O almeno così sarà fino al giorno in cui una punta di spillo non avrà sfiorato la superficie iridescente ponendo definitivamente fine alla nostra bolla e alla mancanza di senso.

Yeeshaval ha detto...

Posto ganzissimo e fighe anche le riflessioni.
Ma da ultima donna sulla Terra mi annoierei, mi sa.
Anche coi Pink nell'iPod,

Ettone ha detto...

ottime foto... e luogo fantastico come sempre... ci vedrei bene uno skatepark... o comunque fossi nei paraggi due saltini con lo skate ce li farei... (schiena permettendo)

Dama Arwen ha detto...

Incredibile! Ma perché non c'era nessuno??

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