venerdì 1 luglio 2011

[Recensione] Giulia 1300 e altri miracoli


Giulia 1300 e altri miracoli, Fabio Bartolomei (2011)
Edizioni e/o, 208 pagine
17 euro

Opera prima di un pubblicitario romano – un collega quindi potrei dire – è la storia di quattro personaggi, tutti maschili (tranne una new entry che appare a metà romanzo e che dovrebbe essere una figura catalizzatore ma in realtà è un inserimento abbastanza "telefonato") che, ognuno per le sue ragioni personali ma tutti accomunati dal fallimento delle loro vite private e professionali, entrano in società nel gestire un casale dismesso in Campania per trasformarlo in un agriturismo.
Una specie di salto nel buio per tutti e quattro, che li costringerà a nuovi ordini di pensiero, nuovi modi di rapportarsi al prossimo, nuovi conflitti e nuovi ostacoli... il maggiore dei quale si materializza nei panni di un anziano camorrista che, a bordo di una vecchia Giulia 1300 tirata a lucido, arriva – come fosse la cosa più naturale del mondo – a chiedere il pizzo.
Com'è questo Giulia 1300?
È ben lontano dall'eleganza stilistica di Ammaniti o di Morozzi, e questo non è che sia necessariamente una colpa, ma lo diventa nel momento in cui leggiamo le analisi sociologiche e morali sciorinate qua e là, tutte sensate e condivisibili, sia chiaro, ma anche talmente elementari e palesi da imbarazzare. Lo diventa quando piuttosto che a soluzioni meno scolastiche, magari già viste e sentite ma piene di stile (come quelle operata da Andrea De Carlo nel suo meraviglioso Tecniche di seduzione, per esempio), si è preferito affidarsi ad alcune riflessioni da fiction tv eppure realizzate da una persona (ex copy pubblicitario, e anche piuttosto bravo) non priva delle capacità necessarie per tirare fuori qualcosa di più spesso di un foglio di carta.
Però, ammettiamolo, tutto questo si nota solo se si prende Giulia 1300 come ciò che non è e che non vorrebbe neanche essere, e cioè un romanzo di denuncia o anche solo di drammi esistenziali.

La giusta chiave di lettura è quella di una versione cartacea di una commedia all'italiana agrodolce, con nel cast un Carlo Verdone nel ruolo di protagonista, un Alessandro Gassman in quello dell'ex imbonitore televisivo palestrato, un Claudio Bisio come ex direttore di supermercato fatalista, un Claudio Santamaria nei panni del comunista e un Carlo Croccolo d'annata come camorrista.
Per la parte femminile, un'attrice a vostra scelta, che tanto tutta questa caratterizzazione non ce l'ha e comunque la produzione, per attirare pubblico, una un po' figa ce la mette di sicuro.
Insomma, stendete l'asciugamano, aprite l'ombrellone, cospargetevi di protezione 20 e leggete. In qualche ora dovreste finirlo e sarà tempo ben speso.
Cosa aggiungere? Ah, sì... che aspetto di leggere il prossimo romanzo di Fabio Bartolomeo, magari ambientato nel mondo della pubblicità, che abbiamo solo le cose di Fontana (L'uomo di marketing e la variante limone) e di Beigbeder (Lire 26.900) a raccontarci cosa accade in quegli ambienti.

6 commenti:

Gloutchov ha detto...

Interessante :)

LUIGI BICCO ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
LUIGI BICCO ha detto...

Muovo questa critica un po' OT. Continua a sembrarmi assurda questa politica dei prezzi che vuole un libro scritto da un esordiente, venduto a 17 euro sonanti. E le Edizioni e/o non sono nemmeno tra le più costose. Personalmente, se devo pensare a certe cose, mi passa la voglia di cominciare a leggere libri di un certo tipo. D'accordo che la cultura ha il suo prezzo, però che diamine.

In ogni caso qualche libro scritto da ex pubblicitari (o ancora pubblicitari) l'ho letto. A volte si sono rivelate letture interessanti. Altre, delle sonore cantonate. Come tutte le cose, tra l'altro

A questo, se lo becco in libreria, uno sguardo glielo do :)

Easterella ha detto...

Interessante davvero... peccato il pezzo (odio le prime edizioni dai 15 ai 20 e passa euro -.-)

Gertdalpozzo ha detto...

In effetti mancano bei romanzi ambientati nel mondo della pubblicità.
26.900 è il migliore che abbia letto, finora.

Questo, magari, lo tengo presente come lettura da ombrellone, grazie. ;)

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Quoto Luigi Bicco. 17€, per 208 pagine... C'è da allargarsi il colletto e sudare freddo.
Fortuna che ci sono gli ebook.
Però devo ammettere di non conoscere questa casa editrice. Mai sentita. E dare alle stampe un esordiente a 17€ è una mossa altamente commentabile!

Riguardo alla storia sembra accattivante. Certo, bisognerebbe valutare direttamente la cosa, tipo con qualche estratto.

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