mercoledì 3 agosto 2011

Due is megl che quatr.


Dopo quasi due anni costretto in una scatola a quattro ruote, oggi finalmente rimetto il fondoschiena su un aggeggio a due ruote.
Finalmente potrò rimettermi a fare le impennate davanti l'uscite dei licei, a sgasare vicino agli anziani, a ingarellarmi con gli altri coatti come me, e appiccicare un vecchio adesivo Apple di quelli arcobaleno sul davanti.
Ma soprattutto, potrò andarci al lavoro in una frazione del tempo che fino ad oggi impiegavo a bordo della Aygo.
Dopo aver preso in considerazione di prendere un altro Honda Pantheon come quello che avevo ma usato, e aver preso atto che un esemplare in buone condizioni non l'avrei trovato a meno di mille euro, ho preso il nuovo Honda PCX 125, che è poi quello che vedete nella foto in apertura.
Perché il PCX?
Non starò troppo a menarla: costava poco.
Honda ha avuto l'idea, neanche troppo geniale ma quasi obbligata, se vuole sopravvivere in un mercato sempre più frenato dalla recessione o dalla paura di essa, di realizzare uno scooter low-cost ma di qualità identica a quella di tutti gli altri suoi prodotti.


È un fatto che Paesi come Cina, Taiwan, Thailandia e India stanno cercando (e trovando) nuovi spazi di mercato in Europa nel mondo dei motori e soprattutto nei veicoli a due ruote a basso costo. Hanno successo perché sono funzionanti e funzionali... ma spesso realizzati con scarsa attenzione, e utilizzando materiali non di primissima scelta.
Inoltre, non ci si può aspettare troppa innovazione tecnologica da uno scooter low-cost prodotto da una compagnia che non ha nemmeno un suo avanzato settore ricerca.
Insomma, la solita coperta corta: paghi meno ma la qualità è inferiore, oppure spendi quattromila euro e sali su uno scooter di design, ben costruito, moderno e affidabile.

Honda, come spesso ha fatto nella sua storia, è riuscita a far quadrare il cerchio con il PCX: offerto a mille euro in meno del suo scooter di punta in questa categoria, l'SH, il PCX può godere dei frutti della ricerca della più grande casa motociclistica al mondo, è realizzato finemente, consuma praticamente zero e – cosa che non guasta mai – ha davvero un bell'aspetto.

Tra le soluzioni adottate, se vi interessate un minimo di questa roba, troviamo la frenata integrale, il sistema anti affondamento della forcella, una pinza anteriore a tre pistoncini, un grosso vano sottosella, cavalletto centrale e laterale, e un sistema Stop & Go che spegne automaticamente il motore dopo tre secondi di fermo per riavviarlo istantaneamente appena si ruota la manopola del gas (e su questo aggeggio avevo i miei bei preconcetti, dissolti in mezz'ora di circolazione, è veramente l'Uovo di Colombo).

Devo ancora provarlo sulla lunga distanza, ma per ora mi sembra maneggevole come una bicicletta, ancora più del Pantheon, è abbastanza alto da terra da fare belle curve in piega senza toccare mai, i pneumatici hanno una sezione ridotta ma stanno bene incollati al suolo, i comandi sono tutti ben posizionati, e, col vento a favore, capita di superare i cento chilometri orari.
In media, percorro venticinque chilometri di Flaminia e un discreto tratto di Roma Nord (in orario di punta) in trenta minuti, a fronte dell'ora e dieci che ci vuole in macchina.
Non ho l'autoradio, ma ho l'iPod a tutta manetta nelle orecchie sotto il casco.
Sì, lo so, non dite nulla.

E comunque, ho imparato già negli anni passati, in scooter si conosce un sacco di gente, soprattutto ai semafori.
Qualcuno che ti chiede informazioni sulla strada, qualcuno che vuole sapere se hanno finito i lavori in corso di là, qualcuno che ti dice: sai quando arrivi, co' sto coso, e sgomma via prima che possa mandarlo affanculo, oppure si dialoga insieme sull'addormentato nella macchina davanti che ci blocca.
Una ragazza su uno scooterone come il mio mi ha chiesto se anche a me era venuto il callo sulla mano destra. Se era un tentativo di abbordaggio, è cascata malissimo perché io queste cose non le capisco mai.
I problemi, ad ogni modo, non li ho quasi mai coi miei simili, ma con gli automobilisti.
E ho imparato a riconoscere da chi devo stare alla larga se voglio sopravvivere: chi guida
- le Smart
- le Mini
- le Classe A.

Chi guida le Smart ha il cellulare all'orecchio di default. Sempre. Anche se non parla con nessuno, ha visto che fanno tutti così e magari crede che sia una cosa molto cool.
Comunque sia, se ne fregano di te. Le Smart sono piccole, ma sono e saranno sempre più grosse di te sul tuo scooter dall'equilibrio precario.
Chi le guida ha spesso la falsa percezione che sta guidando un carrello per la spesa per le corsie di un centro commerciale, quindi la loro disinvoltura può esservi fatale.
Una rossa con gli adesivi di Hello Kitty mi stava per travolgere sbucando da una traversa. Quel giorno ho realizzato che i freni del Pantheon funzionano bene.

Chi guida le Mini, è uno/a che prima aveva una Smart e adesso ha fatto nuove rate.
Quasi sempre, è un coglione che se ne frega di te, ma è più pericoloso perché la macchina è più grossa e più potente. È uno che si alza sempre tardi e quindi, per recuperare il ritardo, va più veloce di quello che dovrebbe e che potrebbe e le due strisce autoadesive sul cofano gli fanno credere che la macchina ha un'indole sportiva e che sarebbe da idioti non sfruttarla.
Sono quelle che il graffio sulla fiancata con la chiave si vede meglio che non sulle altre.

Chi guida le Classe A, è quasi sempre una donna.
Una donna che quasi mai lavora, quindi l'uso che ne fa è portare il figlio viziatissimo a scuola, contribuendo alla congestione del traffico dalle otto alle nove (in questo sono più all'antica di un mormone. Hai un figlio in età scolare? Ce lo mandi con un cazzo di scuolabus. E basta, zitti, c'ho ragione io).
Le donne che guidano una Classe A, se ne fregano di te.
La loro macchina è più alta della media, quindi si sentono legittimate a guardarti dall'alto in basso anche metaforicamente. Inoltre, quasi sempre non l'hanno pagata di tasca propria, perciò non ci badano troppo se dovessero investirti e rovinare la carrozzeria.

Ecco, io un'infarinata ve l'ho data: adesso sta a voi. Statene lontani e la sera tornerete a casa tutti interi.
E fate gli auguri a me e al nuovo arrivato.

23 commenti:

LMC ha detto...

"Chi guida le Smart ha il cellulare all'orecchio di default. Sempre."

Disse l'uomo con l'ipod a tutta manetta nell'orecchio

Lory84 ha detto...

Molto carino... dalle foto non riesco a capire quanto è grosso, potrebbe andare bene anche a una ragazza alta 1.65? ^^

Matteo ha detto...

Bello lo scooter e da passare all'Eurisko la descrizione (perfetta) delle tre tipologie di automobilisti. Non avrei saputo definirli meglio in cent'anni. Io aggiungo anche però i tipi con la Mercedes. A Roma chi ha la Mercedes si sente legittimato a far quel che vuole. In strada, nel parcheggio, ai semafori. Dire "Io c'ho la Mercedes" ti autorizza a fermarti in tripla fila, a sgasare vicino alle pozzanghere, a tagliare il rosso.

LUIGI BICCO ha detto...

Personalmente preferisco una moto che comunque non ho e non ho mai avuto. Ma devo ammettere che il tuo nuovo acquisto non è affatto male.

E comunque è vero. Se Batman avesse uno scooter, probabilmente sarebbe questo :)

Beh, auguri, allora. Goditelo.

Gloutchov ha detto...

Su chi gira in scooter se ne potrebbero dire tante, per cui sto zitto, anche perché non ho una smart, non ho una mini, e neppure una Classe A... per cui sono salvo.

Però, mi raccomando:
1.
Non sorpassare a sinistra per poi svoltare subito a destra e tagliare la strada all'auto. A me è capitato, ho inchiodato, sono stato tamponato, e l'auto dietro trasportava un bimbo piccolo... che ha cominciato a gridare spaventatissimo. E' andata bene che non si è fatto male nessuno ma... a quello scooter ho augurato si forassero tutte e due le gomme, contemporaneamente, in curva!

2.
Il codice della strada non prevede che gli scooter possano girare sulla linea di mezzeria. A parte il fatto che la vernice bianca riduce l'aderenza (specie se è piovuto), arriva il momento in cui la tentazione di andare nella corsia opposta per superare un camion ti ponga davanti al cofano di una vettura che sta arrivando. E la cosa migliore non è sfanalare come se avesse torto la vettura!

^^

Angel-A ha detto...

Io vado in scooter ogni volta che posso (ho un Liberty), anche se le mie distanze da coprire sono più brevi, è troppo pratico, lo parcheggio dappertutto (ok, pure dove non dovrei), consuma zero, ho un bauletto che mi fa (anche) da beauty case...
figo il tuo, nero, molto Batman!!! ^______^

(non ti ammazzare, tieni basso l'ipod!!)

Ferruccio gianola ha detto...

Condivido l'identikit automobilistico... per fortuna io, nel luogo dove abito, giro sempre a piedi. Le auto le trovi in piazza soltanto la domenica mattina:-)

Simone ha detto...

Io vorrei tanto farmi un motorino come questo... pero' non l'ho mai portato e ho paura di spatasciarmi su un camion. Qualcuno può darmi lezioni? ^^

Simone

CyberLuke ha detto...

@LMC: chi sta al telefono è più pericoloso. Fidati.
@Lory: assolutamente. La sella è vicinissima al suolo. Inoltre il PCX è leggero e molto maneggevole.
@Matteo: già. Ma tu non avevi una Mercedes, una volta?
@Luigi: la moto ce l'ho nel cuore. E non è detto che in futuro. Una bella FZ-6.
@Gloutchov: giro su due ruote dal 1988. Diciamo che le cazzate più grosse, ormai le ho fatte. Almeno spero.
@Angel-A: farò tutto il possibile.
@Ferruccio: qui ce n'è quante ne vuoi. Pensato un numero? Moltiplicalo per dieci. Ci sei quasi vicino. Quasi.
@Simone: hai presente la bicicletta? Stessa cosa.

dandia ha detto...

Ridurre il tempo dei tuoi percorsi da un’ora e dieci a tenta minuti significa riconquistare ogni volta quaranta minuti della tua vita. Non è poco.
Mi fa pensare all’enorme quantità di tempo che noi sprechiamo ogni giorno tra un’attività e l’altra per gli spostamenti, per i ritardi, per le attese; tempi morti cui noi cerchiamo di dare un senso leggendo, ascoltando musica, telefonando. Niente di male in questo, ma si tratta pur sempre di ritagli di tempo, momenti residui necessari, da considerare quando programmiamo le nostre giornate ma che non hanno il diritto di essere inseriti in agenda.
Non sarebbe bello se potessimo riunire tutti questi attimi per poi usufruirne in un’unica soluzione ad intervalli prefissati? E se anche così riuniti mantenessero il loro carattere di necessità in modo da non poterli destinare ad ulteriori nuove attività programmate? Ci troveremmo con un pacchetto di ore da spendere per noi stessi, un lasso di tempo prezioso in cui non avremmo nulla da fare. Si tratterebbe però di un “nulla” nobilitato, un dolce-far-niente, una frazione riconquistata della nostra vita in cui sono ammesse solo improvvisazioni, non programmi.
Certo che ti faccio gli auguri! Ti auguro che tu riesca ad utilizzare quei quaranta minuti non tanto per fare di più, quanto per fare meglio quello che ti piace.

Maura ha detto...

Il discorso di Dandia sui tempi morti mi ha depresso.
Sapessi quanti ce ne stanno, qui, di tempi morti, anche senza contare il traffico (che comunque non manca).

E no, uno scooter non ce l'ho... non è che mi fidi troppo di quei cosi, troppi ne ho visti per terra.
Detto ciò, ti auguro migliaia di chilometri felici senza prendere neanche la più piccola macchia d'olio... sia chiaro. ;)

Ettone ha detto...

Grandiosa l'analisi degli automobilisti... E' uguale anche qui... c'è solo meno traffico, ma i guidatori sono simili...
Hai dimenticato i guidatori dei suv BMW X5 che le rotonde a due corsie non le fanno e tirano dritti, entrano nella corsia più a sinistra per uscire in quella più a destra... Bastardi!

Gabriele Russo ha detto...

Devo acquistare anch'io uno scooter e credo proprio che andrò a vedere uno di questi "bat-pod". Il tuo post mi ha incuriosito molto :)

Alex McNab Girola ha detto...

Beh, ma i peggiori di tutti sono quelli che guidano SUV enormi, nemmeno si trovassero ad affrontare i cecchini afghani! Tanto metallo e spazio rubato al traffico e ai parcheggi. Chi li guida sa poi di essere più grosso e potente, quindi se ne frega più o meno del resto del mondo.

CyberLuke ha detto...

@Alex: sì, concordo.
Ma devo anche dire una cosa: quando ho provato la Nissan Juke, la sensazione era di "confortevole superiorità".
Qualcosa che dà assuefazione, immagino.

CyberLuke ha detto...

@Gabriele: se hai un budget limitato e non vuoi rinunciare alla qualità, facci un salto a vederlo.
Non credo resterai deluso.
Ricorda, solo tre colori: bianco, grigio e nero.

Angel-A ha detto...

E comunque: io ho una Smart, ma cerco di stare attenta a ciclisti e motociclisti!
Poi, sì, una o due chiamate al cellu ci scappano, non dico di no, ma lo fa pure chi non ha una Smart... ^____^

Gloutchov ha detto...

@Alex:
Mi hai scoperto. Ho un Qashqai con pala anteriore per caricare gli scooter e ribaltarli alle mie spalle (quando non ci vado sopra)!

Però... attenzione Qashqai e Juke sono dei crossover, non dei Suv, infatti hanno dimensioni da berlina (il mio è praticamente una focus Cmax con ruote alte, lo juke dovrebbe essere circa una fiesta, o il futuro Bmax..) ^^

Anonimo ha detto...

ah ah, voglio proprio vedertici ad impennare con quel coso, davanti alle scuole o altrove... hai voglia a culate da dare alla sella... :-)

credo che smart/mini siano l'evoluzione del coatto nella clio con lo stereo appalla, che a sua volta era l'evoluzione... boh, vatti a ricordare cosa c'era prima.

comunque, da motociclista, ho una mia categorizzazione personale anche degli scooteristiincapaci/pericolosi:

- tmax con tshirt attillata;

- burgman 400 con parka "elegante" con cappuccio profilato in pelliccia sintetica.

sempre da motociclista che guida diversi mezzi a due ruote ho avuto la netta impressione che gli automobilisti non considerino che sopra un due ruote c'è una persona, ma si regolino a seconda del danno che il mezzo può fare alla carrozzeria.

se la moto che vedono (perché la vedono, vedono tutto, suv alto o suv basso, fanno solo finta di non vedere) è grossa e pesante e quindi un bozzo bello grosso rischia di darglielo (che ne so, Kawasaki GTR 1000, 300 e rotti kg a secco, 150 cm di interasse) stanno molto più attenti che non ad un motorino.

Taka ha detto...

Cyb, hai dimenticato la recente categoria dei ragazzini figli di papà che girano con l'auto-cinquantino.
quelli lì, che non sanno distinguere uno stop da un divieto di transito... :p

iSDC ha detto...

"credo che smart/mini siano l'evoluzione del coatto nella clio con lo stereo appalla, che a sua volta era l'evoluzione... boh, vatti a ricordare cosa c'era prima."

Il Peugeot 205 GTI e la Renaul 5 Turbo ;)

Fra ha detto...

hi hi hi... fare le impennate all'uscita dei licei... ti ci vedo proprio!!!! :))) (sono ironica, se non si capisse)
quelli con le macchine, qualunque macchina abbiano, spesso se ne fregano di te (o di noi) con lo scooter... è il motivo per cui da qualche mese non lo uso più... mi sono venute le paranoie!!
comunque, io anni fa, ho optato per un peugeot looxor per i tuoi stessi motivi (e poi perché era uno dei pochi in cui arrivavo a toccare coi piedi per terra, dato che sono una tappa!)...

Silvia ha detto...

Ti faccio auguri e complimenti! E visto che condividiamo le strade della stessa città, spero tu lo guideri meglio della media degli scooteristi romani!
Riguardo alla linea di mezzeria, può anche succedere che uno scooter stia andando lallero lallero a centro strada per superare una colonna in fila, e che una poveraccia (una a caso) che sta attraversando suddetta colonna per girare a sinistra, visto che qualcuno è stato così carino da lasciarle lo spazio, si trovi sul cofano il motorino di cui sopra, dannato scooterista incluso. Da allora desidero un pugno da pugile montato sulla fiancata sinistra della macchina per buttare giù a cazzotti gli scooteristi sulla linea di mezzeria. Prima o poi lo monto. Ti prego quindi, non farlo mai, detesterei prenderti a pugni, mi stai davvero simpatico!

Scherzi (e rodimenti passati) a parte, goditi il nuovo acquisto, molto carino!

PS: concordo appieno con la descrizione degli automobilisti, perfetta! secondo me tra il coatto con la clio e il coatto con la smart c'è stata la generazione del coatto con la golf... non trovate?

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