mercoledì 31 agosto 2011

[RECE] L’elenco telefonico di Atlantide


L'elenco telefonico di Atlantide, Tullio Avoledo (2003)
Einaudi, 498 pagine
11,50 euro

Breve riassunto delle puntate precedenti.
L'elenco telefonico di Atlantide, il primo romanzo di Avoledo, venne pubblicato nel 2003 e gli fruttò il premio Forte Village Montblanc Scrittore emergente dell’anno, sfondando il muro delle trentamila copie vendute (il che, se considerate che per un autore italiano vendere diecimila copie di un proprio libro entro un paio d’anni dall’uscita è già un ottimo risultato, ne fa un autentico caso letterario).
Me lo sono ritrovato in pole position nelle cose arretrate da leggere, e, vagamente intimorito dalle cinquecento pagine di stazza, ho iniziato a leggerlo.
Complice l'inizio delle ferie, sono riuscito a finirlo in meno di una settimana.
E allora? Se lo meritò quel premio, nel 2003?
Tutto sommato, probabilmente sì.
L'elenco telefonico di Atlantide, sebbene sia per molti versi involuto, è divertente, non impegnativo, coinvolgente, e, soprattutto, è un romanzo che strizza continuamente l'occhio al lettore ripescando dal suo immaginario e dalla sua memoria elementi della letteratura di genere, cinema, musica e fumetto, facendogli pensare di star seguendo ad occhi aperti un blockbuster hollywoodiano tra Il Codice da Vinci e Indiana Jones e l'Ultima Crociata ma ambientato dalle parti di casa nostra, nell'immaginario comune friulano di Pistaprima… il tutto con un discreto stile e un palese talento nello stendere i dialoghi, che filano via lisci sempre in perfetto equilibrio tra neorealismo e quella ricercatezza invece puramente letteraria che il più delle volte suona artificiosa ma che in bocca ai personaggi de L'Elenco funziona alla grande.

In sostanza, aldilà della bontà o meno della scrittura e delle meccaniche del racconto, Avoledo è riuscito a concentrare nel suo romanzo d'esordio tutte quelle qualità che dovrebbe avere un best-seller.
Non mi soffermerò più di tanto sui dettagli dell'intreccio dove l'autore, tanto per non sbagliare, butta al fuoco tutta la carne che trova nel congelatore del nostro immaginario collettivo: antichi dei egizi, ebrei, nazisti, l'arca dell'Alleanza, l'elisir di lunga vita, lobbies occulte, esoterismo, atlanti magici e universi paralleli alla Fringe.

Vi basti sapere che Avoledo possiede mestiere a sufficienza per gestire tutti questi ingredienti senza strafare ma soprattutto giocandosela tutta sempre sul filo di una sottile ironia che impedisce di prendere tutto troppo sul serio (ottenendo – in definitiva – l'effetto opposto, il che è probabilmente il demerito principale di tanta letteratura fantastica che affolla gli scaffali ma dai quali non riesce ad elevarsi proprio a causa di un impianto magari più coerente e strutturato de L'Elenco, ma palesemente fasullo).
Il che, detto così, può sembrare il trucchetto più semplice del mondo, ma in realtà non lo è.
Proprio per niente.

Insomma, come avrete capito, ve lo consiglio. Caldamente.

Ps nel momento in cui scrivo queste righe, ho già iniziato e concluso un altro romanzo di Avoledo, Lo Stato dell'Unione, che, volendolo usare anche solo come come prova del nove, non fa che confermare quanto ho sopra detto, ma ve ne parlerò in un altro post.

Pps Diceva bene anche Alex in QUESTO post.

Ppps In alto la copertina originale del romanzo (sì, quella che fa schifo). E accanto (quella più grande) la mia rivisitazione. Ché a uscirsene con una copertina
(di merda)
scadente non ci guadagna nessuno.

19 commenti:

Gloutchov ha detto...

Adoro lo stile di Avoledo e sono contento che ti sia piaciuto. Quanto alle copertine, quella originale è orrida... però, spero mi perdonerai il commento, la tua rivisitazione, per quanto ben fatta e accattivante, mi ricorda un po' troppo le pubblicazioni di divulgazione scientifica di Giacobbo & Soci... ^^

Maura ha detto...

Come dissi, io non l'ho trovato un capolavoro, sarà stata questione di aspettative visto che ai tempi era stato parecchio "pompato" anche dalla storia del premio, un sacco di copie vendute eccetera eccetera.

Io comunque ho un'altra edizione, quella con la copertina con la sfinge sopra per capirci (che comunque è più anonima della tua).

carter ha detto...

Ho letto molti libri di Avoledo e li ho apprezzati quasi tutti.
Secondo me è un autore che sa scrivere bene ed inoltre sa essere drammatico e comico e nei suoi romanzi c'è sempre qualcosa che fa riflettere.
Anch'io lo scoprii con "L'Elenco telefonico di Atlantide", che forse è tuttora il suo lavoro migliore. :)

DaZeroADieci ha detto...

Si può discutere se L’elenco telefonico di Atlantide sia il suo romanzo migliore. Ad esempio, io penso che sia stato un debutto folgorante, ma che il suo romanzo migliore sia La ragazza di Vajont.
Ma secondo il mio modesto e tuttavia insindacabile parere, il peggiore è senza dubbio il suo ultimo Un buon posto per morire.
Finora, quanto meno. A peggiorare e a perdere l’ispirazione si è sempre in tempo (Sandro Veronesi docet – ma questa è tutta un’altra storia). E spesso non scrivere da solo, ma cercarsi un coautore (Boosta Dileo.) ne è un sintomo.
PS la tua copertina alternativa è veramente ottima, anche se, come nota Glauco, più "divulgativa" che "narrativa".

Fra ha detto...

Non conosco questo autore, ma vedrò di rifarmi. Da quello che dici, mi piacerebbe.
La tua copertina è molto bella, davvero. :)

blackibiza84 ha detto...

Sai che mi hai fatto salire la scimmia per un autore di cui finora conoscevo a malapena l'esistenza? Spero che mi piaccia almeno quanto è piaciuto a te.

Raziel ha detto...

Lo lessi un paio d'anni fa e ne rimasi abbagliata: è un romanzo che considero fra i cinque migliori della narrativa italiana degli ultimi anni, e dopo non ho potuto fare a meno di inseguirne ogni produzione di Avoledo: ricordo bene la faticaccia per riuscire a recuperare i suoi primi romanzi (la casa editrice Sironi non era distribuita in modo molto capillare…) e l’attesa per l’uscita de “La ragazza del Vajont” (siano benedette le librerie che chiudono alle 23 e che consentono di non passare un’altra notte a struggersi per non essere riusciti ad acquistare un romanzo che si aspetta da un po’). ;)
Mi piace molto anche la tua copertina rivisitata, bravo!

Alessandro ha detto...

Quando lessi L’elenco telefonico di Atlandide ne fui travolto: dallo stile, dalla trama, da tutto... Un ulteriore grado di apprezzamento mi viene dal conoscere Pordenone, di cui Pistaprima è una metafora, ma questo è un dettaglio. Quello che colpisce è il ritmo di scrittura. I temi, anche se visti e rivisti, sono ben amalgamati: la trama mysteriosa (e qui i fumettofili mi capiscono...) è godibilissima e ben strutturata. Poi mi son letto quasi tutti i suoi romanzi, che hanno avuto degli alti (vedi Tre sono le cose misteriose) e dei bassi (vedi Breve storia di lunghi tradimenti), ma L’Elenco resta tuttora il più amato

Redazione Sotto i Riflettori ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mcnab75 ha detto...

Avoledo è bravo, anzi, bravissimo. Ribadisco che vorrei scrivere come lui.
Ha avuto i suoi alti e bassi ma finora non ho ancora trovato un suo libro che non mi sia piaciuto almeno un po'.
E poi quel sottofondo cospirazionistico... io e te non possiamo che amarlo, no? ;-)

CyberLuke ha detto...

Di certo è che è parecchio prolifico, e continuo ad imbattermi in roba che ha scritto nell'arco di soli otto anni.
Ribadisco: non è del tutto esente da cadute, e anche piuttosto brusche, sia di stile (la storiella lesbo alla fine de Lo Stato dell'Unione) che narrative (lo spiegone nel penultimo capitolo de L'Elenco), ma resta comunque uno parecchie spanne sopra qualsiasi altro italiano mi venga in mente al momento.
Alex, ho scelto come terzo suo libro Breve storia di lunghi tradimenti. Che faccio, vado?

CyberLuke ha detto...

EDIT. Tommaso Labranca, in realtà, è anche più bravo.
Scrive cose diverse ma soprattutto scrive molto meno di Avoledo, ed è un peccato.

Alessandro ha detto...

io ti consiglio "Tre sono le cose misteriose", perche' cambia genere del tutto: nessun mystero o cospirazione, ma in compenso una storia molto riflessiva, malinconica, con implicazioni etiche importanti...

Silvia ha detto...

ordinato ieri, mi aveva troppo intrigato la recensione :)

CyberLuke ha detto...

Ti piacerà.
Sennò, torna pure a lamentarti qui. ;)

Anonimo ha detto...

Grazie per la copertina. Fa un po' Graham Hancock, ma mi piace un sacco.

Tullio

CyberLuke ha detto...

Io mi ci diverto. ;)

Anonimo ha detto...

Se mai dovessi ripubblicare il romanzo, posso usarla?

Tullio

CyberLuke ha detto...

Se vuoi. Ma mi sa che con quella bassa risoluzione, ci fai poco. ;)

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