giovedì 22 settembre 2011

C'è sempre chi sta peggio.

Oggi vi stupirò.
Non starò lì a menarla con ma quanto sono meglio le pubblicità estere piuttosto che quelle italiane, e via invidiando, no.
Come diceva quel tizio, c'è sempre chi sta peggio.
Noi abbiamo un livello medio di pubblicità mediocre, con alcuni scivoloni nel cattivo gusto (che poco hanno a che vedere con chi, col sesso in pubblicità, ci sa giocare e alla grande)... ma a questi manca proprio un codice di autoregolamentazione, oltre che il pudore (ma pazienza, per quello) e uno straccio di creatività degna di questo nome (crimine, invece, imperdonabile in questo mestiere).
Iniziamo dal caso più soft: guardate i pacchetti fotografati in apertura.
Vi dò un indizio: non contengono caramelle.
E neanche preservativi, no.
Queste graziose, quasi leziose confezioni sono un esempio dell'ultima tendenza russa di marketing aggressivo orientato alle giovani fumatrici.
Immagino i toni del rational che ha accompagnato i layout dell'agenzia pubblicitaria al cliente: "Basta una boccata tirata dalle profumate, graziose sigarette Sweet Dreams (Gesù, salvaci) e le ragazzine, presumibilmente in età scolare, verranno trasportate a Miami, New York, Roma e Parigi, dove le aspettano cabriolet rosse, spiagge dorate e altri luoghi comuni vettoriali".
Peccato per quella scritta "Il fumo uccide" che rovina quel bel layout colorato, vero?
Un caso isolato?
Nemmeno per sogno.

"Non sarebbe proprio necessario, ma si vuole veramente... allora è ok", dice, tradotto molto alla buona, la Lolita bionda (notare l'espediente dell'acconciatura a codini, molto usata nel porno per abbassare idealmente di dieci anni l'età delle attrici) che lecca un cono gelato, delle stesse tonalità di rosa del pacchetto di sigarette Kiss.
Di gran classe, uh?
Non ho finito.
"Mi piace tutto, delizioso e rotondo" fa la miss lentiggini qua sotto.
Ché dai doppi sensi da scuola dell'obbligo, evidentemente, in Russia non si sono ancora affrancati.

8 commenti:

BlackBox ha detto...

Beh direi si commentano da sole ste robe... no? ;-)

Larsen ha detto...

quelli sotto sembrano dei pacchetti di assorbenti piu' che di sigarette... pero' la grafica dei 4 iniziali mi piace.
per il resto luca, la pubblicita' non e' "etica", lo scopo e' vendere.
un pubblicitario "etico", che rifiuta magari i clienti sulla base dei propri valori personali, imho non e' un professionista, e' un'attivista (e sono cose ben diverse).
ogni prodotto (pubblicitario) dev'essere sviluppato al meglio, tenendo conto della legislazione vigene (in russia evidentemente la pubblicita' dei tabacchi non e' vietata come da noi), del target e delle vendite.

dico, questo e' un target "discutibile" (eticamente), ma chi di noi non si ricorda gli spettacolari cartelloni marlboro?
t'accendevi una biancorossa e ti sentivi (secondo la pubblicita') il "vero uomo che non deve chiedere mai".

tornando in topic, il design dei primi 4 pacchetti e' interessante, mentre invece quelli dopo scivolano sul serio sull'accessorio intimo piuttosto che sul fumo... potrebbero anche essere preservativi a vedere la pubblicita' (senza sapere un'h di russo dico :D).

Narratore ha detto...

Mi associo a Larsen: la pubblicità deve far vendere e se per questo scopo si utilizzano mezzi discutibili... ehi, alla fine a chi importa?
Ovviamente ci sarà sempre qualcuno che avrà qualcosa da ridire, ma questo fa parte del gioco. Stupisci e colpisci, questo il motto dei pubblicitari... a volte anche troppo :)

Narratore

CyberLuke ha detto...

Stupisci e colpisci mi sta bene.
Anzi.
Il guaio è che questa pubblicità è brutta.
E usa una grammatica vecchia e superata... poteva andare bene negli anni ottanta.

@Larsen: in realtà, quello era il claim di Denim, un dopobarba che si acquistava alla Standa per tremila lire. ;)

Larsen ha detto...

sisi :D ma marlboro era piu' sottile :D comunicava la stessa cosa, senza scriverlo ;-)

Angel-A ha detto...

Evabbè, ma tu spari sulla croce rossa :D
Oltretutto, anche se indirizzate alle donne, ste pubblicità bruttarelle e anni ottanta/novanta fuori tempo sono pure sessiste.
Decisamente, sì, c'è chi sta peggio di noi ^_____^

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Non faccio Psicologia del Marketing, ma grazie alla Psicologia Sociale so che le pubblicità (strategie di cambiamento degli atteggiamenti, alias persuasione) puntano al "punto debole" del compratore, che è l'automonitoraggio.
Ci sono persone con auto-monitoraggio alto, ovvero persone che cambiano subito il loro comportamento e atteggiamento nei confronti degli altri - per sembrare migliori, perché si è inscuri, ecc. - e, di conseguenza, preferiscono "apparire" piuttosto che "essere".
Viceversa con quelli dall'auto-monitoraggio basso. Sarebbero le persone "forti" e coerenti coi loro giudizi e principi ecc.
I secondi scelgono per "qualità", i primi per apparenza. Nei libri da cui ho studiato si prendeva come esempio degli esperimenti in cui una stessa pubblicità di Whiskey - non ricordo com'era graficamente - aveva due slogan diversi a seconda dei gruppi.
Uno slogan doveva mirare alla qualità, per cui era qualcosa come "Taste the difference". L'altro invece diceva tipo: "Scala le vette [sociali] con [nome prodotto]".

Sembra infatti - e qui l'esperto sei tu, Luca - che le pubblicità di prodotti la cui qualità è tutto sommato indifferente, mirino soprattutto ad "apparire" migliori, mentre per i prodotti essenziali, come detersivi ecc., le pubblicità si focalizzano sulla qualità del prodotto (efficacia, risparmio ecc.).

Nella casa in affitto di alcuni miei amici c'era una caterva di vecchissimi Linus, e a quei tempi (fino agli '80) le pubblicità di sigarette erano legali.
Ce n'era una bellissima delle Camel sul retro di un Linus: un uomo con la barba castano-bionda (stile Jovanotti del 2000) sdraiato su un'amaca, un libro in grembo, mentre con le mani si scherma la sigaretta che sta accendendo, il tutto in un paesaggio amazzonico con colori giallo-marroncini. Insomma, dava la sensazione di esploratore dei primi del '900. Faceva davvero venire voglia di fumare! xD

LUIGI BICCO ha detto...

Non c'è gusto e non c'è progetto, in queste campagne. E a mio modesto avviso non si centra nemmeno il target. Un disastro.
Ormai, come in tutte le cose, quando non si è capaci di costruire, si tende a "stupire" con schiaffoni ad effetto. Quando non si è capace di fare nemmeno quello, vengono fuori 'ste robe.

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