martedì 6 settembre 2011

Confronti.

Sette copertine pescate a caso nelle librerie italiane. Titoli di classifica, editori diversi.




Le avete guardate bene?
Ora guardate queste (sei copertine pescate a caso QUI).
Autori diversi, editori diversi.

Ora, ditemi, in tutta onestà, e anche se non siete del mestiere: quanto ci metteranno grafici e case editrici italiane a colmare il gap di, diciamo vent'anni?, che ci separa dai nostri cugini peraltro più alfabetizzati anche in altri campi?

22 commenti:

Gloutchov ha detto...

Non è una questione di tempo. E' una questione di soldi. A mio parere, nelle case editrici è scomparsa la figura del graphic editor. Hanno comprato un pacchetto di immagini e le usano per fare le copertine.
Sul mio vecchio blog segnalai un sito tutto italiano dove si poteva notare come una stessa immagine, ritagliata e/o elaborata con semplici filtri colore, veniva riproposta in pubblicazioni differenti (dello stesso editore, ma anche non...).

elgraeco ha detto...

Ricollegandomi al commento di Glauco, questa mi sa di vecchia storia...
Quella che per certi lavori, in Italia, non è concepita la retribuzione.
Il grafico lo devi pagare, sennò si può sempre adottare la pratica del riciclo.
Che tristezza.

Larsen ha detto...

te lo dico io: mai!

perche' in italia l'editore deve capire lui per primo la copertina, e generalmente e' una capra di prim'ordine con qualche soldo in piu'.
perche' in italia l'editore ha paura che "cosi' la copertina sembri troppo strana" ed allora facciamola come sempre.
perche' in italia l'editore ha, quotando gloutchov, una bella libreria di immagini, comprata ai tempi dei cataloghi cartacei imagebank, e gli e' costata un'occhio quindi perche' non usarla?
perche' in italia l'editore vuole ottenere il massimo, spendendo il minimo, e scusami, ma da grafico, se vuoi un lavoro pezzente, ti do un risultato pezzente, prendendo la prima immagine "abstract" che mi passa sotto mano, due scritte e tanti saluti alla ricerca stilistica.
perche' in italia l'editore ti chiama per la cover quando il libro lo stanno gia' stampando, e tu, povero pirla d'un "creativo", non hai manco il tempo per leggere a grandi linee il libro, quindi ancora tanti saluti ad una qualsiasi ricerca creativa.

;-)

BlackBox ha detto...

Quoto elgraeco.
Pochi soldi = lavoro mediocre.
Da noi non si investe per queste cose, quindi abbiamo copertine mediocri.
Quest'estate ero alla libreria dell'aeroporto, e c'erano assieme libri italiani e tascabili stranieri: sembrava separarli un abisso di vent'anni. Mi è venuta la tristezza, la stessa che mi viene a leggere il commento di Larsen, perché sono tutte cose vere. :(

Ferruccio gianola ha detto...

Pochi soldi, ma anche un esempio di come maturano le società, di tutti i tipi, in Italia. Uno si siede al catreghino e fin che c'è lui o lei le cose non cambinao

SteamDave ha detto...

Mi dicono che la maggior parte delle case editrici nazionali non hanno un direttore artistico propriamente detto.
Non so se sia vero, o se il DA c'è e ruba lo stipendio... certo l'assenza (materiale o spirituale) si vede.

Matteo ha detto...

Quoto completamente Larsen (a parte gli errori di ortografia :D) e aggiungo pure che - tristemente - il famoso "buon gusto italiano" per il quale siamo diventati famosi nel mondo ormai è completamente sparito e anzi siamo scivolati in una sciatteria senza pari...

LeeLoo ha detto...

Ricordo di aver affrontato questo discorso proprio con una libraia della mia zona (ha una libreria per bambini/giovani molto apprezzata, lei è bravissima legge praticamente ogni libro che le arriva in negozio e sa consigliare benissimo, va nelle scuole elementari a parlare/raccontare storie/incitare i bambini alla lettura e roba del genere, una persona che stimo moltissimo in generale). Sono giunto a ste conclusioni:

Un libro ha veramente bisogno di una bella copertina?
In senso stretto ovviamente no, il valore di un libro va giudicato dal suo contenuto...

Però, c'è un però.
Mettiamo che non conosciate l'autore o il titolo, ecco che la copertina assume un ruolo importante per far sì che voi lo prendiate dallo scaffale della libreria, anche solo per dargli un'occhiata: questo, ovviamente, se il nome dell'autore non vi è noto oppure il libro non è di quelli strombazzati in qualche trasmissione radio o tv.
Una buona copertina è fondamentale tanto più l'autore non è uno "importante" (guardate le copertine dei libri di Faletti, per dire...), perché è quella che invoglierà ad interessarti e chiedere informazioni... una copertina/titolo merdosa invece ti farà essere più propenso a lasciare il libro sullo scaffale.

Ovviamente è una situazione di "shopping casuale"..
Così come per i videogiochi, ritengo che un appassionato di libri si possa informare prima, aspettare l'uscita di un titolo, ecc.. insomma andare in libreria con le idee già chiare..
Se non è il caso, appunto si torna a sopra e quindi la copertina può essere sicuramente d'aiuto nel promuovere il prodotto, più che altro richiamando l'attenzione del lettore.

Conclusioni: veramente "miope" la scelta di non curare la grafica delle copertine, magari se ci si perdesse più tempo e soldi, si avrebbe anche un rientro in termini di vendite.

Ciao e scusate la lungaggine ^^

Maura ha detto...

Il gap c'è, eccome se c'è.
E mi chiedo se sia veramente una questione di soldi (quanto potrà mai essere la differenza di costo tra una buona copertina ben progettata e una messa assieme con le stock image?) o se c'è una precisa volontà di lasciare "tutto così com'è", come ipotizza Ferruccio...
Penso ance alle copertine di Sellerio e Adelphi, che mi mettono tristezza perché la loro "solennità" non si è smontata nemmeno un po' nel corso degli anni. La grafica è rimasta fedele agli anni della creazione della casa, ma in questo (parlo dell'Adelphi) c'è un'atroce immobilità, malgrado la grande coerenza di fondo.

Diego ha detto...

E dire che le illustrazioni belle (e gli illustratori bravi) non mancano, è proprio la grafica a essere banale.

Prendiamo la collana Strade Bu mondadori (che pubblica Palahniuk, tra gli altri): titolo e autore sempre riquadrati, con il bel rettangolone bianco... mah!

Mai una scritta "interpretata, come avviene per i paperback inglesi.

Tipo quelle (splendide) postate da Cyber, quel sito è una festa per gli occhi...

Basterebbe così poco... (ops, già, bisognerebbe poi pagare un grafico!)

LUIGI BICCO ha detto...

La galleria degli orrori.

La differenza sta nel fatto che quelle di sopra costano nulla e che non sono nemmeno paragonabili a quelle sotto.

E che all'estero si rivolgono a degli "specialisti". Vedi quella stupenda di ADLAND di Matt Dorfman (metalmother.com)

Angel-A ha detto...

Bello questo post! ^____^
x diego: ti do ragione ma secondo me le case editrici tendono sempre a fare dei filoni affinchè il lettore idiota riconosca la collana relativa alla tal casa editrice!
A prescindere da quanto detto , io adoro comunque gran parte delle copertine di Strade Blu.
Trovo, invece, orripilante la nuova linea della "EINAUDI TASCABILE" già solo per il fatto che appena vedi i volumi da lontano non fai altro che SCORGERE subito quelle due letterine che tanto ricordano un extraterrestre più che una collana di libri!
"ET ET ET ET ET ET"
Però vedi che sono stati bravi perchè così li noti subito e te li ricordi?
Alla fine questo è promotional marketing!

CyberLuke ha detto...

@Larsen: il tuo ottimismo mi scalda sempre il cuore. :)

@Luigi: quale di QUESTE?

Larsen ha detto...

luke :D si chiama realismo... realismo...

datze... e che palle :D io scrivo di getto, cosi' come viene invio...:D:D

Ettone ha detto...

Vi posso ASSICURARE CON ESTREMA CERTEZZA che anche REGALANDO alle case editrici foto nuove, idee nuove ed originali, i risultati rimangono sempre gli stessi... Non le accettano e continuano per la loro strada... (Perché se poi accettiamo una foto gratis magari la volta dopo ci chiede quello che vuole e noi siamo più sicuri pagando una foto 5 euro su una qualsiasi banca immagini)...

ma al di là di tutto questo è proprio LA QUESTIONE CULTURALE a mancare...

CyberLuke ha detto...

Appunto. La questione culturale.
Siamo sempre lì.

LUIGI BICCO ha detto...

@ Luca:
Quella che hai postato, prima di tutto. Ma poi, a onor del vero, anche tutte le altre :)

Alex McNab Girola ha detto...

Sono copertine brutte.
Del resto la differenza l'ho notata in tutti i viaggi che ho fatto (ovunque vada la tappa in libreria è obbligatoria).
I motivi di questa qualità scadente li hanno già elencati gli altri, io posso soltanto confermarli.

Giulio ha detto...

Incredibile. Ma del resto, mettete qesta lista di copertine davanti a un "italiano medio" e vi dirà che preferisce quelle italiane, perchè "sono pù belle", mentre quelle estere sono troppo "grafiche" e non le capirebbe, bollandole come brutte.

Giulio ha detto...

La cosa vale anche epr i fumetti, eh? Una qualsiasi edizione Coconino, paragonata al corrispettivo Fantagraphics/Dranw&Quarterly, scompare... per quanto comunque i materiali della Coconino siano di prim'ordine.

CyberLuke ha detto...

Giulio, hai qualche esempio da linkare? Aiuterebbe.

Giulio ha detto...

Si, sorry, ne ho una pronta pronta: la riduzione a fumetti di un romanzo di JP Manchette, ad opera del grandissimo Jacques Tardi.

La copertina italiana: http://www.coconinopress.it/media/catalog/product/cache/4/image/c3dc5e0ce1fa2be8e6835fac6123c151/p/o/posizione-di-tiro-web-cover.jpg

Quella USA: http://www.fantagraphics.com/components/com_virtuemart/shop_image/product/267f7a5fce1fce8ba44226d73516011b.jpg

Oppure Weathercraft di Jim Woodring, edizione italiana http://www.coconinopress.it/media/catalog/product/cache/4/image/c3dc5e0ce1fa2be8e6835fac6123c151/j/i/jim-woodring-weathercraft-cover.jpg
edizione USA http://www.fantagraphics.com/components/com_virtuemart/shop_image/product/12d6af332d9149fb90ba621506717443.jpg

Ovviamente ci sono anche case editrici più attente, come la SaldaPress o la Black Velvet, ma in genere il gap, in fatto di grafica, si avverte molto nei fumetti. Ma soprattutto si avverte il gap nella qualità cartotecnica dei volumi: quelli USA sono dei veri e propri libri, quelli italiani il 95% delle volte sono dei semplici fumetti troppo cresciuti (uso questi termini per capirci, lungi da me usare la parola fumetto con intento sprezzante).

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