martedì 13 settembre 2011

Cose che non capisco (3).



Perché ai concerti c'è sempre un fottìo di polizia?
Questa estate mi è capitato di andare a villa Ada in occasione della solita manifestazione estiva Roma incontra il rock. E, mentre ritiravo il mio biglietto alla cassa ed entravo, non potevo fare a meno di notare, persino nel caso di un gruppo come quello che si esibiva quella sera – di cui difficilmente avrete sentito parlare se non siete di Roma e dintorni – le camionette della Polizia di Stato e le auto dei Carabinieri, ordinatamente parcheggiate in posizione strategica e coi rispettivi occupanti in divisa appoggiati alle stesse a osservare svogliati la lenta processione di gente diretta verso il palco.
Ero in anticipo e avevo poco da fare. Così li ho contati: in tutto, tra poliziotti, carabinieri e vigili urbani, saranno stati una dozzina, e altrettante armi in fondina.
E mi sono chiesto – una volta di più: ma che ce li mandano a fare?
Ma per l'ordine pubblico, ovviamente.
Sarà. Però, facendo il computo di tutti i concerti a cui ho assistito, la scena più violenta a cui mi è capitato di assistere è stato il litigio tra un porchettaro (dicesi: il venditore di porchetta) e un tamarro per questioni di resto di un biglietto da venti piuttosto che da dieci.
Pur non avendoli troppo in simpatia, posso capire la presenza di poliziotti e carabinieri in eventi quali manifestazioni pubbliche, dove qualche idiota che si infiltra giusto per fare casino aggratis lo si trova quasi sempre... oppure dentro e fuori gli stadi dove, fino a prova contraria, oltre le squadre in campo ci sono due fazioni rivali che solo perché una veste giallorosso e l'altra di biancoazzurro allora credono di doversi legittimamente odiare e magari massacrarsi di botte, e allora la presenza di qualche centinaio di agenti in tenuta antisommossa, se non altro, fa da deterrente.
Ma, un dannato concerto?
Che cosa ci si aspetta che accada a un concerto? Da una parte, c'è qualcuno che canta su un palco, solitamente isolato dal pubblico e magari anche presidiato da qualche omaccione di un servizio di sicurezza privato (ammetto che qualche pericolosissimo individuo che cerca di raggiungere il proprio idolo e voglia abbracciarlo e magari accoppiarsi con lui/lei davanti gli altri spettatori possa anche esserci, ed ecco che gli omaccioni di cui sopra acquistano un senso), e dall'altra c'è la gente che ha pagato un biglietto per vederli e ascoltarli, cantare le canzoni appresso gli artisti, accennare passi di danza, al limite pogare un po'. Insomma, passare una bella serata, e tornarsene a casa con un bel ricordo e qualche pessima foto scattata col cellulare.
Ma perché mai la gente dovrebbe incazzarsi, a un concerto? Perché dovrebbe entrare, faccio per dire, armata? Che genere di problemi dovrebbe creare da richiedere l'intervento di agenti armati pronti a dare giù di manganello?
E perché non ci sono agenti, faccio un esempio sciocco, il primo giorno di saldi in un centro commerciale?


Perché i concerti rock non iniziano mai puntuali?
Tanto perché non pensiate che sia un tipo parziale.
Prendete il concerto di cui sopra. Sul programma c'era scritto: concerto, ore 21.
Alle dieci non c'era ancora nessuno sul palco, e nessuno dei presenti sembrava badarci.
Io ero là quasi puntuale, e, a prescindere dalla compagnia in cui mi trovavo, ho trovato estremamente fastidioso dover aspettare i comodacci degli artisti che avevo pagato (e in anticipo).
Mi vanno bene i dieci minuti di ritardo "tecnico": può accadere un imprevisto, una corda di chitarra che salta, un amplificatore che si brucia, uno dello staff che si sente male per le troppe cozze mangiate.
Può succedere.
In questi casi si cerca di sistemare, di tamponare, poi ci si presenta sul palco, ci si scusa e si parte con lo spettacolo.
Il ritardo con cui iniziano i concerti rock ha qualcosa di sistematico.
Iniziano tutti e sempre in ritardo. E nessuno si scusa mai. E nessuno batte mai ciglio.
Perché?
Insomma, se voi sapete che qualcuno, diciamo parecchia gente, che manco conoscete, vi aspetta a un'ora precisa in un posto preciso, e ha pure pagato perché vi trovaste lì in quel momento... voi cosa fate?
Magari sistemate le vostre cose e i vostri casini, vi fate una doccia, passate dal parrucchiere con cui avete preso un appuntamento un paio di giorni prima, prenotate un taxi o prendete un treno o un aereo scelto tra quelli che vi permettono di arrivare sul posto per tempo, insomma... vi organizzate.
Se avete un concerto che – da programma stampato e diffuso sul web – inizia alle nove, per come la vedo io, non potete presentarvi alle dieci davanti centinaia o migliaia di persone paganti e sorridere con una faccia da "Aspettavate me, la rockstar, coglioni?".
Proprio non potete.
E non importa se vi chiamate Sting o Vasco Rossi o i Ratti della Sabina.
Io ho dato fiducia a quanto c'è scritto sui manifesti e sul programma. E mi sono organizzato in modo da essere là in orario, magari facendo qualche acrobazia perché solo un'ora prima ero all'altro capo della città e stavo chiudendo un lavoro.
Perché devo venire sistematicamente preso per il culo dall'artista di turno che se poi si fa una certa ora deve anche smettere di suonare per non incorrere in salate multe dal comune?

21 commenti:

Maura ha detto...

Ecco, io i poliziotti il primo giorno di saldi li dispiegherei... ho visto belle scene d'arrembaggio agli scaffali e gente che si litigava una sciarpetta di cachemire venduta a sessanta euro piuttosto che i cento sul cartellino.
Ai concerti, però, una volta ho visto due ragazzi menarsi, ma era per robe loro di donne, non c'entrava con chi suonava.
Immagino che debbano presenziare automaticamente ogni volta che c'è un certo assembramento di persone, indipendentemente dal motivo.

Maura ha detto...

Eh, scordavo: i ritardi nell'iniziare a suonare infastidiscono anche la sottoscritta, ma sai com'è, è una specie di regola non scritta. ;)
Tu lo sai, e non ti ammazzi ad arrivare puntuale.

Gloutchov ha detto...

Anche questo è Rock! ^^

A parte le battute, polizia e carabinieri non sono lì ad attendere la fine del concerto, per bloccare tutte le auto a 100 metri dal parcheggio con paletta e etilometro ben esposti? Dalle nostre parti è ormai una prassi!

Maxinga ha detto...

Il problema è che la polizia, intesa proprio come forze dell'ordine ai concerti ma anche negli stadi dovrebbe esserci solo in minima misura, solo che da noi molte persone usano i concerti rock e le curve degli stadi proprio come valvola di sfogo e di violenza. Il problema è che ci vorrebbero leggi più severe contro chi fa queste cose allo stadio (come in Inghilterra dove ci sono processi per direttissima e pene sicure) e soprattutto colpire chi veramente causa il problema, non punire le intere tifoserie con il divieto di entrare allo stadio o di andare in trasferta, o anche gli spettatori più giovani che vorrebbero solo andare a sentire la loro rockstar preferita ma non vengono lasciati andare dalle famiglie perché "è pericoloso".
Personalmente, ricordo parecchi tafferugli ai concerti di Vasco, dove una volta fummo bersagliati dalle forze dell'ordine con gli idranti ancora prima di entrare.

N.F. ha detto...

Sarò onesto: io allo stadio, se non sapessi che c'è la polizia, non ci andrei.
La polizia fa il suo lavoro, deve farlo, e deve tutelare tutta la gente.
Riconosco che, diversamente da uno stadio, ai concerti non dovrebbe esserci gente l'una contro l'altro, ma gli incidenti possono capitare, e più c'è gente ammassata in un posto più questa possibilità aumenta.
Che accadano raramente disordini ai concerti sono d'accordo, ma forse è proprio perché c'è tanta polizia... non so.

CyberLuke ha detto...

Insomma, una presenza deterrente.
Però ricordo bene anche quando mi trovavo a Monaco di Baviera e passavo per il quartiere olimpico.
C'era un concerto di Ramazzotti (per motivi tuttora inspiegabili popolarissimo in Germania) e lo stadio era gremito. Tipo un fantastiliardo di persone.
Lo ricordo come fosse ieri: c'era una singola auto della polizia, con un singolo poliziotto appoggiato al cofano che si faceva vento col berretto.
Con la faccia del ma che ci sto a fare, io qua, che toccca fà pe' alzà la pagnotta.
Ma magari da noi è diverso.

Anonimo ha detto...

Cyb...sei andato a Monaco per vedere il concerto di Ramazzotti????????certo che sei strano....hihihihihihihihihi.

Non sono daccordo sul fatto che accadono raramente disordini ai concerti.Poi dipende anche molto dal tipo di concerto...

Fernanda

Primo ha detto...

Credo di essere parecchio vicino alla tua generazione, e forse ho anche qualche primavera in più. ;)
Nel 1977 ero al Teatro Lirico di Milano a vedere la performance di John Cage: uno schermo su cui si avvicendavano semplici elaborazioni grafiche e in un angolo, su un tavolino illuminato da un abat-jour, un microfono da tavolo al quale Cage salmodiava, con tutta calma, “Empty words” (parole vuote): dei fonemi elaborati casualmente, tratti dai testi di Thoreau.
Dopo alcuni minuti il pubblico, accorso in massa, capisce che non ci sarebbero state le canzonette che si aspettava e a cominciano i disordini: dai fischi si passa alle urla, poi qualcuno sale addirittura sul palco prendendo di mira Cage spegnendogli l’abat-jour, portandogli via gli occhiali e arrivando a mettergli le mani addosso.
A fatica Cage – con un autocontrollo straordinario – portò a termine la sua performance.
Ma quella volta, se non c'era la polizia, sarebbe potuta finire molto peggio.
Da allora, quando vedo le camionette di polizia e carabinieri, le prendo come un "male necesssario": perché è vero che un concerto dovrebbe essere un'occasione di relax e divertimento, ma qualche volta non è così, perché la mamma degli imbecilli, come sai, è sempre incinta.

Sulla scarsa puntualità degli artisti, come non darti ragione.
E' una cosa che mi sono chiesto spesso anch'io.

La firma cangiante ha detto...

Non conosco bene i regolamenti ma penso che la presenza della polizia sia obbligatoria in manifestazioni dove ci si aspetta la presenza di più di un tot di persone, così come è obbligatoria quella dell'ambulanza.

Purtroppo anche ai concerti si può palesare la solita testa marcia bevuta che va li a far casino.

CyberLuke ha detto...

@Fernanda: no, io passavo di là. Volevo vedere la torre della televisione. :P
Ed è vero che dipende dai concerti.
Ma ricordo che nel 2009, il concerto di Marco Carta fu interrotto dalla polizia per "la numerosa e inaspettata affluenza di bambini". :D

@Primo: l'equazione grandi masse=tanti più possibili imbecilli presenti è semplicistica, ma non priva di fondatezza, lo riconosco.
Continuo a pensare che il servizio d'ordine degli artisti dovrebbe essere sufficiente, ma qualche volta tendo ad essere troppo indulgente verso la natura umana.

Simone ha detto...

1) Quando c'è un evento pubblico, automaticamente ci sono dei regolamenti che richiedono la presenza di polizia, pompieri, ambulanze e quello che starà scritto nel regolamento. L'idea credo è che se succede qualcosa (anche una bomba, mica per forza il pericolo è causato dai partecipanti all'evento) qualcuno deve già essere lì per intervenire.

2) I musicisti, come tutti gli artisti, fanno tardi e lasciano aspettare il pubblico perché si pensano di essere stocXXXo e si danno un casino di arie. Specie se poi sono scarsi ^^.

Io comunque stavo ad Amburgo durante i mondiali, e quando ha giocato la Germania cerano 100 milioni di poliziotti ovunque e come uno anche solo alzava la voce lo circondavano in un rapporto di 100 a 1. Nessuno credo si è messo in testa di fare casino ^^.

Simone

Yeeshaval ha detto...

"Che cosa ci si aspetta che accada a un concerto?", ti chiedi? Forse che l'artista faccia il suo lavoro per bene e per il quale è stato (ben) pagato?
Ero a un concerto dei Vision Divine, e hanno suonato mezz'ora prima di andarsene tra l'incredulità di noialtri del pubblico... se non era per gli sbirri li avevamo linciati

Anonimo ha detto...

Starquoto Simone.
Quasi nessun "artista", oggi, ha il rispetto di salire sul palco all'ora fissata.
Ricordo una sola, grade eccezione: Francesco DeGregori che attaccò puntualissimo alle 22 davanti una piazza Matteotti starcolma con le note di 'Non c'è niente da capire'.
Applauditissimo.

The_River ha detto...

Quest'estate ho visto i Modena City Ramblers in "concerto" gratis alle terme di Caracalla.
Mezz'ora di live... credo che se non fosse stato gratis, problemi di ordine pubblico ce ne sarebbero stati eccome! :D

BlackBox ha detto...

Heineken jammin festival, quest'anno: una birra, 5 euro.
Meno Polizia, più Guardia di Finanza. X(

Angel-A ha detto...

Il ritardo delle band sul palco mi ha fatto sempre saltare i nervi... tranne quella volta che, per una serie incredibile di contrattempi e sfighe varie, arrivai al palamaggio per vedere i Subsonica con più di un'ora di ritardo... e non avevano ancora iniziato!!!!! ^______^

zaXon ha detto...

L'episodio della Germania a Monaco, funziona solo con i tedeschi. Ho letto da qualche parte che in Germania ci cono pochi crimini perchè è vietato! E' questo rispecchia il pensare di quel popolo, e ti posso confermare che è così, perchè ho vissuto a Monaco per più di 1 anno.

dandia ha detto...

1. Teatro ignobilmente famoso con festival lirico altrettanto noto. Spiegamento di polizia e carabinieri che neanche allo stadio. Controllo rigoroso delle borse agli ingressi, manco cantasse il presidente della repubblica in persona...
Me ne sono sempre chiesta la ragione, anche perchè ho avuto modo di conoscerne qualcuno, di quegli addetti alla nostra sicurezza, e credo non gli avrei affidato nemmeno la custodia del mio cane. Nemmeno se ce l'avessi.
Dalle mie parti la tendenza è radicata, sembra faccia un grande effetto su chi vuole sentirsi più sicuro. Qualcuno si è pure piazzato alle elezioni con motivazioni del genere.
Ma sono certa che altrove le cose vadano diversamente.
2. Ai concerti lirici spaccano il minuto. Sarà che tanto sanno che non arriverà più nessun'altro e che se non iniziano rischiano di perdere anche quei pochi superstiti.
3. Dovresti provare ad andare all'opera, qualche sera... :D

Uapa ha detto...

Luca, ma Monaco non è in Italia :-) Neppure a Vienna ci sono vigili urbani in strada eppure la gente guida benissimo e non c'è traffico :-D
La cosa del ritardo urta i nervi anche a me... E anche il fatto che 'sti Ratti della Sabina in un modo o nell'altro non riesco mai a vederli, neppure AGGRATISE se mi suonano sul pianerottolo di casa :-P

Luca B ha detto...

avendo lavorato qualche tempo nell'organizzazione di concerti e tour (ed essendo frequentatore relativaente assiduo) posso confermare che in genere l'orario di inizio di un concerto è sempre qualcosa di aleatorio.

i motivi sono parecchi e ci sono vari soggetti in gioco.

uno è l'organizzatore locale. questo in genere è anche il gestore del posto dove si suona, in quale sa che nel suo posto si può suonare dalle ore x alle pre y perché prima delle ore x bisogna montare il palco, la strumentazione, fare le prove ecc. (cosa ovviamente più complicata se suonano più gruppi), e dopo le ore y bisogna chiudere.

il gruppo tipicamente non risiede mai nella città dove suona. molto probabilmente si è messo in viaggio il mattino da un'altra città su un furgone/bus/aereo che possono arrivare con tutti i ritardi del mondo.

il gruppo e i suoi tecnici magari arrivano stremati due ore dopo il previsto perché c'era traffico sull'autostrada, perché il bagaglio non arriva (e nel bagaglio magari ci sono gli strumenti), devono fare tana in albergo, andare a fare le prove, cenare, tornare sul palco ecc..

tutto ciò, se non sei una vera rockstar con gente che ti organizza tutto, con alberghi pagati due giorni invece che uno e che quindi può viaggiare con più calma per non dover minimizzare le spese di un tour, può causare ritardi intoppi ecc..

mettiamoci anche che l'organizzatore locale magari sa benissimo che prima delle 23 non si riesce a suonare (anche se magari lo sa solo all'ultimo momento, quando i comunicati stampa sono già partiti da giorni e i manifesti stampati da settimane), ma lui dice comunque al pubblico "venite alle 21" sia perché sa che tanto il grosso del pubblico prima delle 22 non si schioda, sia perché così qualche birra in più la vende.

e non è neanche detto che il gruppo, che ha tutt'altro cui pensare, sia consapevole di ciò. anzi.

insomma, è tutto molto complicato e non dipende quasi mai da cattiva volontà.

generalmente se l'orario cui si deve cominciare/finire a suonare è tassativo (per vari motivi, ad esempio festival di più gruppi o altro), ciò è indicato specificamente nel contratto che l'organizzatore locale fa sottoscrivere al gruppo o al suo rappresentante (che eventualmente si occuperà di mettere il pepe al c*lo al gruppo). ma si tratta di una clausola assai rara. generalmente il contratto prevede una durata approssimativa del concerto e quando verranno pagate le varie parti del compenso (generalmente: metà anticipata, metà quando il gruppo è salito sul palco per cominciare a suonare). difficilmente gli orari vengono stabiliti con tassatività.

CyberLuke ha detto...

Prezioso contributo ai miei Grandi Interrogativi.
Grazie, anche se continuerò ad incazzarmi se aspetto un'ora e mezza che si degnino di salire sul palco a iniziare a darmi quello che ho pagato in anticipo. ;)

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