martedì 27 settembre 2011

Nuvole nere.

Come forse avrete sentito, ci ha lasciati anche Sergio Bonelli, proprietario dell'omonima casa editrice di fumetti che annovera, tra gli altri, Dylan Dog, Martin Mystere e Nathan Never (e, naturalmente, altri mostri sacri come Tex e Zagor, di cui però non ho mai letto neanche un mumero, quindi li metto dopo).

Bonelli ha imposto, volente o nolente, una sorta di modello editoriale a cui hanno cercato di rifarsi in tanti, che non rispecchia necessariamente i gusti del sottoscritto... ma alcune delle più belle storie italiane a fumetti che abbia letto appartenevano a una delle testate che ho citato in apertura.

Nell'ormai remoto 1994, realizzai qualcosa come una cinquantina di tavole di prova per l'allora appena uscito Nathan Never... roba di cui, oggi, non sono particolarmente contento, ma che, per la triste occasione, tiro fuori dai cassetti e passo rapidamente allo scanner.
E, prima che me lo diciate, sì: il debito con Claudio Castellini è fin troppo evidente, ma come l'aveva disegnato lui, più nessuno mai.

14 commenti:

BlackBox ha detto...

Io ero una divoratrice di Dylan Dog... ma mi sono passati per le mani parecchi numeri di Nathan Never, e i tuoi disegni mi piacciono un sacco... ma non hai proseguito per questa strada?

LUIGI BICCO ha detto...

In effetti il debito con Castellini c'è, ma in quegli anni come poteva essere altrimenti?
Noto però una bella costruzione della tavole e una bella rappresentazione delle tecnologie e a parte qualche piccola sproporzione, credo proprio che se tu avessi insistito, avresti potuto far parte dello staff nathanneveriano. Peccato, perchè probabilmente oggi avresti qualche soldo in più in tasca e meno amarezza (quella che hanno tutti, dico) per il tuo lavoro :)

Gloutchov ha detto...

Seguivo sia Dylan che Nathan... le tavole, è vero, sanno di Castellini ma si riconosce il tuo tocco nella tecnologia. Ma ha già detto tutto Luigi, che faccio, ripeto a pappagallo? Mi sarebbe piaciuto avere in casa un numero di NN disegnato da Luca Morandi (wow)

Fox ha detto...

NN era un personaggio che ha dato moltissimo nei suoi primi anni di vita, poi ha subito un calo di qualità tale da farmene abbandonare l'acquisto.
Belle le tue tavole, e un saluto al grande Sergio che ha reso grande il fumetto italiano.

Anonimo ha detto...

io sono un grandissimo fan della serie sin dal principio ma da un po' di annetti a dire la verità non mi entusiasma più, la verità, come detto da altri, è che le ultime storie di di nathan never non hanno niente di straordinario, le trovo un po povere sia sul piano dei disegni che dei contenuti.
Purtroppo siamo lontani da quelle Grandi, con la G maiuscola, storie dei primi tre Nathanneveroni sul futuro, o quello di cuore nero, davvero storie di altro spessore.
Per quanto riguarda la politica editoriale del fu Bonelli, non è tutto oro quello che luccica e soprattutto che in queste ore fanno a gara a far risplendere... luigi, non pensare che i disegnatori siano pagati principescamente, neanche in casa bonelli.

CyberLuke ha detto...

@Luigi: no, guarda, se proprio devo dire, non sono affatto pentito.
Disegnare fumetti è una delle cose più faticose che mi sia capitato di fare.
Un conto è divertirsi con una bella posa plastica da copertina, un altro è seguire una sceneggiatura dettagliatissima dove devi disegnare Nathan per quattro pagine seduto su una sedia che parla con un cliente e inventarsi un modo per non farla noiosa dopo le prime due vignette.
Comunque, grazie per i complimenti, a tutti.

Gothrek ha detto...

Anzitutto, tanto di cappello per le tue tavole, ci dono tanti cosiddetti "disegnatori" che non sono assolutamente al tuo livello, ed è un peccato non abbaino avuto un seguito. :-/
Su Nathan Never, devo dire che una migliore continuity del personaggio, circondato da importanti figure mi sarebbe piaciuta di piu’, ma oramai a fare da spalla a nathan c’è rimasto solo Branko e May che ciclicamente si ergono a compagni di avventura, e anche narrativamente si è ormai "lasciato andare", allontanando da lui tanti personaggi complementari che arricchivano la serie...

Stesso dicasi per i nathaneveroni dopo la mastodontica trilogia dei primi 3, un lavoro davvero fantastico solo la compagna maori mi aveva fatto sperare in sviluppi diversi per nathan never…ma anche lei è finita dispersa…nell’universo alfa…

Matteo ha detto...

Come t'ho sempre detto trovo le tue tavole migliori di molta roba che va in edicola... certo non tutta, ma potevi starci tranquillamente nel novero dei disegnatori Bonelli e pure in una posizione molto dignitosa. Certo, poi sai che male ai polsi :D

Maura ha detto...

Mai letto Nathan Never, ma Dylan Dog mi ha tenuto compagnia per anni.
Mi ricordo ancora "Il signore del silenzio" uno dei primi numeri, stupendo, credo sia uno dei pochi che ho conservato, assieme " Johnny Freak" e "Il Cuore di Johnny" commovente come e (per quanto mi riguarda) più del suo predecessore.

Dell'editore Bonelli non saprei dire nulla, ma ho notato che riusciva comunque a portare in edicola i suoi prodotti senza infestarli di pubblicità... una cosa che ho sempre apprezzato.

Simone ha detto...

Io di fumetti non capisco tantissimo, e i disegni della Bonelli non sempre mi piacciono. Lo stile generale è sempre un po' troppo sullo scuro con disegni pieni di chine e con poche sfumatore... non so nemmeno come descriverlo ma penso si sia capito.

Il tuo lavoro comunque mi sembra come minimo "professionale", cosa che ti dico sempre... e del resto non mi sarei aspettato altrimenti.

Nel mio primo romanzo (la sindrome di reinegarth) il protagonista sta preparando un fumetto per un analogo inventato della Bonelli... io me l'immagino come un lavoro faticosissimo e sotto-pagato. Ma quale lavoro non lo è? ^^

Simone

Simone ha detto...

Le "sfumatore" sono le sfumature... ovviamente. ^^

Simone

La firma cangiante ha detto...

Davvero non hai mai letto un numero di Tex? Mai?

Larsen ha detto...

castellini... sigh... ho smesso di comprare nathan poco dopo il numero 100... e' andato a fare silver surfer in america... uno dei tratti piu' interessanti del fumetto italiano (e il motivo per cui cominciai la raccolta di nathan, dopo aver visto il numero 1).

tex l'ho letto parecchio, ma non mi ha mai stimolato a farne la raccolta... non so... forse mancava una storia generale di fondo che unisse tutti i numeri, che invece in nathan c'era.

quanto alle tue tavole... bhe'... sticazzi! :D

CyberLuke ha detto...

@la firma cangiante: mai.
Mi è capitato in mano, compreso il famoso Texone di Magnus, ma il western non tocca alcuna delle mie corde. Che vuoi farci.
@Larsen: lui era più americano degli americani stessi.
Era assolutamente perfetto per Nathan Never, e non gli ho mai perdonato di averne disegnato solo un numero più un paio di storielle extra apparse su Comic Art.