martedì 20 settembre 2011

[Recensione] Lo Stato dell'Unione

>Lo Stato dell'Unione, Tullio Avoledo (2005)
Sironi, 443 pagine
15,50 euro

Tullio Avoledo è un furbetto.
Uno di quegli scrittori che cerca di nobilitare materiale letto e straletto attraverso ironia e talento, approcciandosi a un genere come la fantapolitica con un'insopportabile bravura.
Ovviamente, a me Avoledo mi sta conquistando.

Lo Stato dell'Unione è un romanzo squisitamente improbabile e ai limiti del surreale.
Segue la traccia del personaggio ignaro di ogni cosa che si ritrova coinvolto in qualcosa di molto più grande di lui già battuta nella sua opera prima, L'Elenco Telefonico di Atlantide(ne parlai, e piuttosto bene, proprio QUI), e affronta argomenti spinosi come il razzismo, la fantapolitica e il complottismo su scala mondiale.
E lo fa davvero bene.
La storia è costruita con mano sicura, senza alcuna fretta e senza nessuna forzatura.
I personaggi sono belli e lo stesso vale per i dialoghi, i migliori che abbia letto dai tempi del Morozzi e dell'Ammaniti dei bei tempi che furono e il libro è permeato da un umorismo feroce e cupo che non fa che valorizzare il momento in cui le cose cominciano a precipitare.
Da quel momento in poi, sospendere la lettura è difficile e il romanzo diventa davvero coinvolgente, come e più dell'Elenco... ma con, a differenza di questo, un finale davvero, davvero buono (sono tra quelli che ha trovato lo spiegone finale dell'Elenco goffo, lacunoso e frettoloso, anche se mitigato da un discreto controfinale).

L'impressione quando si chiude il volume è di piacevole appagamento, di quelle che ti mettono la voglia di leggere qualcos'altro di altrettanto buono e dalla stessa mano, il prima possibile.
Avoledo scrive solo dal 2003, ma ha già messo assieme una discreta bibliografia, dalla quale il terzo prescelto è Piccole Storie di Grandi Tradimenti, che sto per iniziare e spero si attesti ai buoni livelli di quanto letto finora... ma se volete un nome con cui iniziare a leggere qualcosa di suo, Lo Stato dell'Unione è perfetto.

Nota a margine numero uno: i personaggi femminili di Avoledo sono invariabilmente e particolarmente odiosi. Se è uno di quegli scrittori che attinge al suo vissuto per creare i suoi personaggi, deve avere incontrato delle stronze da competizione.
Nota a margine numero due: anche la copertina de Lo Stato dell'Unione fa schifo. Non che la mia (la vedete all'apertura del post, accanto l'originale) vincerebbe qualche premio, ma almeno ho provato a serializzare mettendoci, tanto per completare il trittico, anche Il Mare di Bering.

9 commenti:

Gloutchov ha detto...

Sono contento che Avoledo ti stia prendendo così tanto ^^
Quanto alle copertine, concordo al 100%

LUIGI BICCO ha detto...

Devo ammettere che per fare un lavoro migliore di quelle originali, non ci va tantissimo.
Ma le tue cover sono molto più indicate, sia a livello d'impatto sia a livello editoriale.

claudia ha detto...

E quello scritto a quattro mani con Boosta di Leo tastierista dei Subs ? mi incuriosisce.. e mi hai messo addosso una voglia di leggerlo.. quasi quasi vado a cercarlo in biblioteca (non ho voglia di comprarlo nuovo)

Alex McNab Girola ha detto...

Bravo, bravo!
"Lo stato dell'Unione" è forse il mio libro preferito di Avoledo, anche se so che a molti fan non è piaciuto.
Io lo trovo sublime.

CyberLuke ha detto...

Alex, dimmi anche tu che il finale de L'Elenco è raffazzonato.
Sennò mi sento un po' solo.

CyberLuke ha detto...

@Claudia: tu stai parlando di Un Buon Posto per Morire: non l'ho letto, l'ho appena iniziato, le prime venti pagine scroccate alla Feltrinelli.
Non sembra malaccio, ma credo poco nei progetti letterari a quattro mani.

Alex McNab Girola ha detto...

Il finale de "L'elenco" è un po' raffazzonato ^^

Danilo ha detto...

Mi hai incuriosito parecchio (contando anche i commenti)! Devo procurarlo

dandia ha detto...

Sembrerebbe quasi imperdibile... Lo inserisco subito nella lista delle prossime letture.

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