martedì 11 ottobre 2011

[Recensione] Breve storia di lunghi tradimenti

Breve storia di lunghi tradimenti, Tullio Avoledo (2007)
Einaudi, 392 pagine
16,50 euro

Iniziamo col dire che non è di certo il miglior romanzo di Avoledo.
Non che non sia ben scritto, ma di certo gli manca qualcosa rispetto l'opera prima L'Elenco telefonico di Atlantide e il persino migliore Lo Stato dell'Unione.
E, anzi, a dirla tutta, sembra costruito con gli scarti dell'Elenco, di cui condivide il protagonista, parte dell'ambientazione e un paio di personaggi… che sembra una furbata per portarsi un po' di lettori al traino (cosa non necessariamente cattiva), salvo poi mollarti a metà strada, scordandosi di spiegare perché ci ha portati fin lì e iniziando ad accumulare capitoli fino alla conclusione affrettata, insoddisfacente e slegata dal resto del romanzo.
Intendiamoci, lo stile è sempre quello efficace e sarcastico dell'Avoledo che conosco e i dialoghi sono sempre di buon livello (probabilmente un pelo sotto l'ottima media al quale mi ha abituato). Ma ci sono troppe situazioni raffazzonate, incoerenti e ripetute in mezzo un buon inizio e il solito capitoletto finale ambientato dieci anni più tardi perché non si provi la sensazione che a questo giro qualcosa sia andato storto.
Quindi, ve la faccio davvero breve: se iniziate ora con Avoledo (cosa che vi consiglio caldamente), non fatelo con questo. Se invece avete già letto qualcosa e vi ha catturato col suo stile e i suoi temi, questo lasciatevelo come riserva.

Nota a margine uno: sarà un caso, ma in tre romanzi di Avoledo su tre ho trovato un protagonista intelligente e refrattario alle regole ma anche professionalmente sfigato e con una moglie frustrata, odiosa e manesca (se nel Lo Stato dell'Unione se la cavava con uno zoccolo tirato in fronte, stavolta la gentil consorte gli rompe il naso con un pugno).
E ripeto: mi auguro che non si tratti di spunti autobiografici.

Nota a margine due: per par condicio, anche in questo romanzo il protagonista tradisce la gentil consorte di cui sopra finendo a letto con la dark lady di turno… e pazienza, se non fosse che tutto lo "scivolo" costruito nelle pagine precedenti per arrivarci è barcollante e poco credibile ancor meno che nei lavori precedenti.

Nota a margine tre: ci credereste? Finito di leggerlo, ho scoperto che è in avanzata fase di postproduzione il film, che uscirà l'anno prossimo. E con la Crescentini come protagonista, che è esattamente il volto che avevo visualizzato leggendo il romanzo.
Chissà.

4 commenti:

Gloutchov ha detto...

Caspita... li stai leggendo proprio tutti uno dietro l'altro. ^_^

Anonimo ha detto...

Condivido la tua recensione: che Avoledo sia un bravo scrittore è innegabile, ma la trama è un po' debole e anche lo stile un po' ripetitivo. Inferiore rispetto ai precedenti romanzi ma comunque una piacevole lettura

MartaSuiTubi ha detto...

Con Avoledo mi succede sempre così. Leggo il libro velocissimamente, mi piace, mi domando se non ho un gemello... ma poi resto deluso dalle scelte narrative.
Qui allude, allude, allude ad un meccanismo di trama affascinante, che poi partorisce il topolino del finale. Resta tutto inespresso, col trucchetto dell'ienarrabilità: eh no, caro autore, a meno che tu sia dante o altro Altissimo Poeta, mi devi dare tutto quello che prometti.
Devo però dire che in quest'occasione ci sono alcune belle pagine: penso soprattutto ad alcune cose sul rapporto fra protagonista e figli.
Alla fine, compro sempre i suoi libri, e li leggo, e ci trovo i soliti difetti: è come tornare sempre dallo stesso amante, riscoprire ogni volta che ha un difetto che non ti piace, e poi tornare a cercarlo.

Alex McNab Girola ha detto...

Luca, ma sai che rileggendo questo libro continuavo a pensare "questo è perfetto per Luca, questo è perfetto per Luca", come un mantra.
E poi ti ci vedrei benissimo come protagonista di un romanzo di Avoledo.

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