venerdì 14 ottobre 2011

[Recensione] Drive


Il bizzarro risultato di un film costruito coi tipici ingredienti di un film con Vin Diesel ma che viene fuori tutta un'altra roba.
Un po' come se consegnaste un pacco di penne Barilla, un'etto e mezzo di guanciale, pecorino, quattro uova e del pepe a, che so, un canadese e quello vi cucina qualcosa che a tutto assomiglia tranne che a una carbonara.
È quello che fa il danese Nicolas Winding Refn, mettendo in scena azione, violenza e sentimentalismo (invero, spicciolo) in una chiave che spiazza e continua a spiazzare lo spettatore occasionale magari finito in sala aspettandosi l'ennesimo heist movie e ritrovandosi invece con due ore di dialoghi rarefatti, atmosfere crepuscolari, riprese aeree notturne, tempi dilatati, un'amore più platonico che altro, il tutto cucito dalla calda fotografia di Newton Thomas Sigel e da un'ottima soundtrack elettronica (dove spicca l'ipnotica Nightcall di Kavinsky dei titoli di testa).
Tutta roba che, sia chiaro, non riesce a far dimenticare i clamorosi buchi di sceneggiatura, il manierismo di certe scelte stilistiche e la surreale, stolida fissità del protagonista che rasenta la comicità involontaria.
E manco ci si può consolare con gli inseguimenti, che, dopo la bella sequenza d'apertura, sono giusto un paio, brutti e brevi.
Ma è perfettamente chiaro, già a dieci minuti dalla visione, che il regista voleva andare a parare altrove, quindi non starò qui a lagnarmi di ciò che avrei voluto e ciò che invece ho ottenuto… anche perché, pure se può non sembrare da come ne parlo, Drive ha il suo perché e i suoi meriti.
Ma non andateci se non vi sentite perfettamente scegli: io vi ho avvisati.

7 commenti:

Maura ha detto...

Una pellicola piacevole, ma devo ammettere di non essere uscita neanch'io dalla sala pienamente soddisfatta.
Sul piano registico, tecnicamente parlando il film è girato molto bene.
Gosling non credo sia completamente giudicabile, molto fisso e poco espressivo, presumibilmente per esigenze di copione.
Non so, riuscito a metà, e cmq davvero belle le musiche.

LUIGI BICCO ha detto...

Ecco. Come dicevo anche altrove, ho sentito parlar bene e male di questo film. Sembra abbia spaccato l'opinione degli spettatori. E non mi resta che andarlo a vedere e basta.

Anonimo ha detto...

Mah. Io l'ho trovato appena sufficente, il protagonista è un attore sopravvalutato, e c’ha pure un faccione a culo come pochi.

Mitvisier ha detto...

Ah ah ah, bello il paragone culinario iniziale. Fa venire in mente certe imprese dei moderni chef, quelli più alla moda, naturalmente.
"Rivisitazioni", le chiamano. Sta poi al palato dei giurati (ci sono sempre dei giurati) stabilire se l'impresa sia riuscita o meno, anche quando appare improbabile. Tu sicuramente fai un'analisi molto puntuale e, ti dirò, sicuramente questa rivisitazione invoglia più del piatto tradizionale cucinato alla vecchia maniera. Ciao.

Luca B ha detto...

occhio che il guanciale va nell'amatriciana, la carbonara vuole proprio la pancetta.

Stefano ha detto...

Luca B, qui potrebbe scattare la guerra di religione per quello che hai detto. Sallo! :D

Lorenzo (il pappagallino) ha detto...

@Luca B: tu non sei di Roma, vero?
@Cyberluke: io non mi sento molto sceglio. Posso andarlo a vedere ugualmente?

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