giovedì 20 ottobre 2011

(soprav)Vivere da freelance - parte uno.


Ogni tanto mi chiedono se, in questo mestiere, renda più vendersi come freelance – e non aver del domani certezza – o cercare di accaparrarsi un posto più stabile possibile – e rassegnarsi a uno stipendio mensile magari non esaltante.
Naturalmente, non c'è una risposta sempre valida a questa domanda, ma essendomi fatto una certa esperienza in tutte e due le condizioni, qualche buon suggerimento mi sento di potervelo dare... anche se essendo poco incline a salire in cattedra e pontificare, preferisco spargerli qua e là in una breve serie di post a tema, a iniziare proprio da una delle più comune (e spesso ingrate) delle incarnazioni del graphic designer: il freelance che ha già un lavoro, ma cerca di arrotondare, o, magari, anche solo di vivere piuttosto che sopravvivere.

Quando i vostri amici o la vostra ragazza vi chiedono perché diavolo quando tornate a casa riaccendete il Mac e vi rimettete a lavorare, voi rispondete che è perché siete voi che scegliete il cliente, non avete un account con cui interagire (tra le palle), potete sfogare la vostra creatività repressa e avere quelle soddisfazioni che spesso non ottenete "sull'altro" lavoro.
I lavori freelance sono una boccata d'ossigeno, dite, anche a voi stessi. Un'iniezione d'estro. Sono la ciliegina su una torta che non c'è.
In realtà, il lavoro freelance si fa per i soldi.
Soldi extra non si rifiutano mai, specie se lavorate come co.co.pro e siete sottopagati.
E dato che in genere tutti sono sottopagati, tutti ricorrono a questi lavoretti. Il mio primo lavoro freelance me lo passò un amico di mio padre, lui ne aveva per le mani uno molto più grosso. Per me era comunque una gran figata: a conti fatti, mi ci pagavo l'assicurazione della moto per un anno intero.
All'inizio ero disponibile e pure un po' imbarazzato.
Disponibile perché temevo di perdere la commissione. E imbarazzato perché non sapevo quanto chiedere.
Qualunque cifra mi veniva in mente, un minuto dopo pensavo: "Non sarà troppo?"
Dall'altra parte, invece, avrebbero pagato bene il mio sudore, e per questo non erano loro i primi a farmi un'offerta. Io sparai basso per non uccidere nessuno e alla fine eravamo tutti soddisfatti.
Mi resi conto dopo un attimo che mi avrebbero pagato anche il doppio, però ormai era andata: era il mio primo free lance, lo feci quasi tutto di nascosto sul computer dell'agenzia durante le pause pranzo e tutto sommato non me l'ero cavata male. Un annuncio stampa, un po' di fotoritocco e un headline azzeccato mi avevano fruttato quasi quanto un mese di stipendio.
L'amico di mio padre mi raccomandò il pagamento in contanti alla consegna del lavoro, e questa era la parte più difficile, più del preventivo, più del lavoro stesso.
Le parti si studiano perché ognuno teme che l'altro possa dileguarsi col bottino.
Ci demmo appuntamento in un caffé del centro, un rapido scambio di buste, sorrisi un po' di circostanza e fu fatta. Con la promessa da parte mia di restare a disposizione per eventuali modifiche o aggiustamenti.
In seguito, le cose andarono anche meglio di così, come quella volta che vendetti un logo alla prima proposta, duemila euro per un pomeriggio di lavoro, ma anche decisamente peggio.
Dai casi disastrosi in cui ho lavorato per settimane tutti i weekend senza poi vedere un soldo a quelli semplicemente fastidiosi, dove i clienti mi telefonano sul lavoro chiedendomi modifiche più urgenti di una trasfusione di sangue e io mi metto a lavorare sul Mac dell'agenzia senza poter aspettare di farlo a casa. Usare il computer dell'ufficio per le proprie robe è una cosa che fanno tutti, presto o tardi... e ad alcuni mette più ansia che ad altri.
Poi anche questi guardano la loro busta paga, a fine mese. E dopo, si sentono autorizzati a tutto.
(continua)

19 commenti:

Anonimo ha detto...

Non so se, probabilmente, mi attirerò le ire funeste...
Ma forza e coraggio.
Sono dipendente statale e guadagno 1.600 euro al mese dopo 25 anni di carriera.

Un grafico-creativo,se si dice così, quanto prende da dipendente di Agenzia...?

Antonio

Matteo ha detto...

È un post molto interessante, il problema è che in questi casi non sai mai quando commentare, se ora o nelle parti successive. :)

Comunque ricordo anche io il primo lavoretto che mi diedero, una roba politica pagata di sottobanco, ma all'epoca tutto faceva un gran brodo. E proprio l'altro giorno ripensavo alla fatica che anch'io facevo a stabilire un prezzo e soprattutto a chiederlo. Mi vergognavo molto a chiedere soldi. Oggi mi pare così assurdo... :)

CyberLuke ha detto...

@Antonio: meno di quello che stai pensando.

Gloutchov ha detto...

Anche nel mio campo ci sarebbe spazio per lavori free-lance ma... non mi ci sono mai buttato perché poi non avrei più il tempo per dedicarmi alla scrittura. Per cui mi tengo lo stipendio fisso e stringo i denti...

Bella la foto... ma ti preferisco vestito da batman. Di giorno disegni, di notte lotti contro il crimine!

Anonimo ha detto...

@ Lu ke

Non sto pensando nulla.

Ho postato il mio stipendio e ho posto una domanda oggettiva, senza polemica alcuna.

Se posso avere il piacere di avere una risposta, ok
,senza come dicono a Roma, stare a fare i vaghi

Grazie, Antonio

Larsen ha detto...

@antonio, decisamente molto meno di te... e senza la 14esima.
se stai male e sei sotto consegna ti mandano l'ambulanza a casa pur di averti in ufficio, alle 19, ma anche alle 20 sei ancora li perche' il cliente ha mandato le "ultime modifiche" e domani si stampa.
se sei gia' a casa, ti telefonano (avevo 2 numeri quando stavo in agenzia: uno per l'orario di lavoro, l'altro privato... appena uscivo spegnevo il primo).
e attenzione, un pomeriggio di lavoro "mio" in agenzia, a me veniva pagato ad ore, all'agenzia fruttava magari una 10ina di milioni (di lire :D).

quanto al post di luca, aspetto di leggere la "storia" completa ;) perche' non sono mai stato dipendente e freelance nel tempo "libero"... quindi non ne ho idea.

Larsen ha detto...

@antonio... ah, no, scusa :D pensavo che parlassi per dire.

ultima "offertona", con 15 anni di esperienza, intorno ai 1.400 euro al mese, 13 mensilita', orario "ma ogni tanto abbiamo delle urgenze" (vedi la risposta di prima).
e nota bene, con quella cifra volevano pure "rifilarmi" la formazione di altri 2 sotto di me.
per quanto ne so, la formazione contempla una responsabilita' non da poco, visto che tu devi fare il tuo lavoro, in piu' verificare, controllare e correggere (oltre ad insegnare) anche il lavoro di altri... ma in italia la responsabilita' non si paga, la professionalita' nemmeno... ;)

Ferruccio gianola ha detto...

Interessante, anch'io la prima volta non sapevo cosa chiedere... funziona sempre così, mi avrebbero dato il doppio pure a me:-)

Anonimo ha detto...

@ Larsen

Grazie per la risposta

Ribadisco che la mia domanda non era affatto polemica, ma dettata da ignoranza in merito a tale professione

Antonio

CyberLuke ha detto...

@Antonio: che polemica? Che vaghi? Alzato male stamattina?
@Gloutchov: in realtà, quello è un fotomontaggio. ;)
@Larsen: magari questo stesso pomeriggio. O domattina.

Anonimo ha detto...

@ Lu ke


Nessuno si è alzato male stamane.

Domanda precisa, risposta precisa
Alla Larsen, insomma

Peace & Love

Antonio

Angelo ha detto...

E' passato oramai un anno da quando ho scelto di intraprendere la via del freelance, scevro da qualsiasi impegno di dipendenza schiavistica da quelle società di consulenza che hanno saturato [e per certi versi rovinato] il mercato della produzione software.

Mi sono riconosciuto nel contenuto del tuo post, e anch'io come Larsen aspetto con ansia le prossime puntate.

Ho incontrato parecchie difficoltà, ho dovuto continuamente decurtare le mia tariffe o comunque rimodularle a seconda dei clienti e della loro posizione geografica, e sicuramente mi sono dovuto armare di tantissima forza di volontà perchè proseguire lavorando soli non è facile.
Comunque sono ancora qua.

Angel-A ha detto...

Beh!... io un contratto "vero" non ce l'ho, o meglio ho uno di quei mezzi imbrogli tutti italiani che sono i contratti a progetto.
E se mi capitano freelancate, non mi tiro di certo indietro. ^___^
Ho imparato che doti personali e competenze devono convivere se vuoi avere speranze di emergere tra i tanti che si propongono.
Bisogna essere molto versatili e sapersi autogestire, sul fronte commerciale, amministrativo, organizzativo... ed è una gran bella fatica.
Per quanto riguarda le competenze, mi ritrovo a fare mille cose diverse, che vanno dalle minirecensioni che compariranno firmate solo con le mie iniziali, a proposte di naming o testi ottimizzati per il web. In questi tempi, preferisco non dire di no a nessuno.

Christian ha detto...

Sono un freelance pure io, cocopro part time.
E se non facessi freelance, non riuscirei a far quadrare i conti, a meno di mangiare una sola volta al giorno.
Sappiamo tutti chegiorni staimo vivendo, quindi non la faccio troppo lunga, e lascio che sia Luke a parlare della sua esperienza.
Aggiungo solo che, personalmente credo che ci siano due elementi imprescindibili per sopravvivere: uno è l’avere una passione inesauribile per il proprio lavoro.
L’altro lo potrei definire “avere talento”, che è un elemento si rafforza lungo il percorso ma che deve esserci dall’inizio: se uno non ce l’ha non basta studiare o impegnarsi, anche se senza studio o impegno non si arriva a vivere da freelance.

barbara ha detto...

Quoto in toto i due commenti prima del mio.
Essere freelance significa armarsi in primis di pazienza, perché il settore è ostile, saturo e bisogna sgomitare.
Diventare dei commerciali di se stessi coi controcoglioni.
Non stancarsi mai di studiare la propria materia.
Essere bravi a organizzarsi.
E poi avere una passione interminabile per questo lavoro, come ha detto Christian, perché ogni giorno è una battaglia.
Io?
Io tra collaborazioni varie e lavoretti in nero, riesco a tirare su 1.300 euro al mese, e con una laurea in scienze della comunicazione è deprimente. :(

BlackBox ha detto...

Si può vivere da freelance?
Secondo me, e lo dico a malincuore, la risposta è NO.
A meno che uno non riesca ad avere un parco clienti molto vasto e tempi di realizzazione velocissimi. Praticamente cosa impossibile.
Se lavori per una molteplicità di soggetti aziendali (piccole, medie imprese, agenzie, grandi compagnie) allora puoi tranquillamente vivere da freelance (io lavoro a stipendio fisso, 1400 per quasi 10 ore al giorno).
L'unico problema è che non hai mai certezza di quanto guadagnerai il mese successivo, il che implica una capacità non indifferente di organizzazione economica della propria vita, anche perchè avrai qualche difficoltà nell'accesso al credito (prestiti personali, acquisto rateizzato ecc.).
Non è facile. Ma se non si vuole rinunciare alla libertà creativa e lavorativa ci si può provare.

LUIGI BICCO ha detto...

Ecco. Come commentare un post del genere, senza farmi prendere dal freddo?

Io ho un contratto a tempo indeterminato e se fino a qualche tempo fa, la voglia di lavorare da solo era tanta, oggi questa cosa è un po' scemata, devo ammettere. Perchè non ho la pazienza di stare dietro le persone.

Faccio delle illustrazioni e sono contento, ma alla fin fine solo per chi apprezza davvero il mio lavoro. Se si tratta di portare a casa come extra, un lavoro grafico o pubblicitario, ci penso su un po' di volte. Sicuramente non mi muovo per meno di sette/ottocento euro. Questo non perchè io non abbia bisogni di soldi extra, ma perchè preferisco di gran lunga non aver bisogno di salute.
Preferisco starmene a casa a realizzare un'illustrazione personale per la quale non vedrò mai un soldo.

Bel post, comunque :)

Mawi ha detto...

Diciamo che tra gli aspetti positivi del freelance ci possiamo sicuramente mettere che stamattina ho sentito i tuoni e me ne sono rimasto sotto le coperte fino a un'ora indecente.
Però io non faccio molto testo perché lavoro anche d'estate in un altro settore, e così metto da parte il 70% del budget annuale.
Quindi non ho bisogno di fare tanto d'inverno, e mi godo il tempo libero che ho.
Comunque di questi tempi in agenzia se va bene ti danno 1500 se hai almeno una decina d'anni di esperienza, per 10-12 ore di lavoro (week end a rischio).
I pischelli appena arrivati ex-stagisti lavorano anche per 800-1000.
Inoltre le tariffe dei lavori freelance calano di anno in anno. Dove prima prendevo 1500-2000, ora si arriva per puzza a 1200.
E tocca pagarci pure le tasse.

Vale ha detto...

Anch'io sono una freelance, e faccio lal web designer... bisogna avere molta fortuna, agganciarsi ad altre agenzie di grafica che non hanno webmaster e gestire bene i guadagni, la cosa buona è che sei molto libero nei tuoi lavori e nel tempo, ti puoi organizzare come vuoi e vivi alla giornata, ci sono stati mesi che ho guadagnato quanto un professore universitario e mesi in cui a malapena guadagno come una commessa...
Mesi in cui si sta alla fame fortunatamente fino ad ora non ne ho mai avuti... metti che di solito non faccio pagare un sito meno di 600euro, nonostante ci siano quei farabutti che fanno i siti a 100 o 200 euro (tolgono il lavoro ai veri webmaster per fare schifezze per 4 soldi, facendo questo fanno perdere la fiducia del web ai clienti e non riescono arrivare a fine mese, quindi cercate di non diventare di questi tipi)... dicevo, realizzo la media di 3/4 siti al mese, mai meno di 2, quindi se si lavora così si può vivere bene, con molta libertà e senza problemi con i clienti.

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