domenica 6 novembre 2011

Guarda e impara, 16

A volte, per funzionare, la pubblicità deve avere il coraggio di colpire duro, anche sotto la cintola se messaggi più indiretti non arrivano allo scopo.
Questa è la strada battuta dall'agenzia di Brandon Knowlden che suggerisce di prendere in considerazione la chirurgia bariatrica (la chirurgia per il trattamento dell’obesità) quando ogni altro schema dietetico, comportamentale o di esercizio fisico è fallito.
Pillole che sono caramelle, panetti di burro come esplosivi, un cappio di salsicce.
E un claim semplice ma inequivocabile: obesity is suicide.
Magari non sarà il massimo del buon gusto, ma di certo non passa inosservata.

Che fa il paio con quest'altra efficace campagna di guerrilla creativa (guerrilla è una forma di promozione pubblicitaria non convenzionale, ottenuta con l'utilizzo creativo di mezzi e strumenti più aggressivi che non i soliti spot televisivi o le affissioni) commissionata dalla Fondazione per la promozione della salute svizzera per sensibilizzare i genitori al problema dell'obesità infantile.
La campagna utilizza un semplice claim, Un bambino su cinque è sovrappeso, ma utilizzato su adesivi apposti su oggetti appositamente realizzati e inseriti in normali ambienti... qui sotto potete vedere un maxi-slittino, una maxi-sedia e un maxi-sellino che catturerebbero la svogliata attenzione di chiunque.

Qual è l'insegnamento tratto da queste due campagne?
Che a volte, chi fa pubblicità è chiamato ad affrontare anche argomenti parecchio delicati, e non la solita passeggiata come promuovere il solito profumo di lusso e filmare la solita modella anoressica che si struscia su un altro modello perfettamente depilato.
Ci vuole sensibilità, tatto, misura e le solite quantità industriali di ironia, ma dosata in modo che nessuno si senta preso in giro, se direttamente coinvolto.
Sembra facile, uh?

7 commenti:

Uapa ha detto...

Questa serie di articoli è una delle ragioni per cui ho iniziato a seguire questo blog :-)
E rimango sempre stupita dall'apparente diretta semplicità di queste campagne. Sono quelle cose che ti fanno pensare "Perché non ci ho pensato io?!" :-D

Ettone ha detto...

Personalmente non mi fanno impazzire... Non saprei...
In ogni caso, questi articoli fanno bene alla mente e alla creatività. ;)

Anna ha detto...

Esteticamente neppure io le trovo bellissime, ma credo che in primis volessero, come dici tu, "colpire" duro per ottenere l'attenzione e sensibilizzare a un problema serio di salute.

Larsen ha detto...

quella degli oggetti oversized e' interessante, l'altra.. mha... m'ha fatto venire fame vista l'ora...

LUIGI BICCO ha detto...

Una campagna nuda e cruda. Anche ben realizzata, per quanto mi riguarda. Forse però un po' troppo cruda, visto che l'obesità non è un problema sensibilmente accostabile a quello del fumo o a quello chi guida ubriaco.

L'obesità si combatte con dedizione ed educazione. E a poco serve, sempre secondo il mio parere, una campagna improntata in quel senso.

Capisco gli intenti del messaggio ma non il fine. Fossi obeso, probabilmente mi incazzerei.

Credo, eh.
Non so.

Ariano Geta ha detto...

Effettivamente un messaggio molto forte. In questi casi bisogna sempre stare attenti a non superare il limite del buon gusto e della decenza, ma nel caso specifico mi pare che ancora rientri nel tollerabile. E sicuramente va a segno.

Mitvisier ha detto...

Trovo solo sbagliato, non nel metodo ma nel merito, che l'obesità venga ascritta senza appello a una scelta consapevole del soggetto (specie nel caso delle immagine delle pillole e delle salcicce). E' una malattia, in molti casi, con fattori genetici e medici non indifferenti che vanno oltre la volontà del soggetto colpito. Mi da fastidio, in quelle due immagini, che passi il messaggio: sei tu che VUOI essere obeso e che VUOI suicidarti. Molto spesso non è così, e il caso clinico che vede quelle immagini non può che guadagnarci solo un bel po' di senso di colpa e sconforto.
Sull'efficacia del resto, nulla da dire: sottende l'inevitabile discriminazione per diversità cui saranno soggetti gli obesi.
Certo, sempre meglio delle orrende campagne italiane contro la droga (la gita scolastica stile Cesaroni) o contro la guida pericolosa (la famiglia che ci rimette prima i punti e poi la pelle), entrambe a mio avviso troppo blande escontate oltreché tecnicamente bruttine.

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