venerdì 25 novembre 2011

[Recensione] Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen

Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen, Gianluca Morozzi (2011)
Castelvecchi, 250 pagine
16 euro

Cose buone di questo romanzo:

- Una scrittura ancora fresca e fluida, dopo tanti anni di attività e una pila alta così di romanzi al suo attivo.

- Una comicità paradossale che non risparmia niente e nessuno, a iniziare dal protagonista, raccontato in prima persona, per finire ai personaggi di Sex and the City e punteggiato da geniali flash su strani esperimenti condotti dagli alieni sugli incomprensibili comportamenti umani.

- Il rapporto di complicità evidente, autoironico e confidenziale, che Morozzi stipula e mantiene con il lettore per tutto il romanzo. Che a dirla così sembra facile, ma provateci voi e poi mi dite.

- La passione del Moroz per i dettagli ironici, gli equivoci inaspettati e dissacranti che animano storie che in mano a chiunque altro scadrebbero nel noioso o nel prevedibile, e la sua straordinaria facilità nel gestirli con quantità industriali di mestiere.

Cose meno buone:
- Le prime venti o trenta pagine. Sono le peggio scritte, le più noiose, le più lente e non sono manco funzionali alla "vera" vicenda che costituisce il cuore e l'anima del romanzo. Se potete, stringete i denti e cercate di arrivare comunque al secondo capitolo, dove inizia ad accadere qualcosa.

-Se non siete fan di Bob Dylan, ma anche se siete suoi fan, dopo qualche decina di pagine non ne potrete più delle incursioni nell'universo dylaniano di cui è punteggiato tutto il romanzo. Io ho iniziato a saltare paragrafi interi e a riprendere la lettura solo quando Bob Dylan si era di nuovo tolto dalle palle. E sono arrivato al finale in maniera molto più spedita e indolore.

-Come in Colui che gli dei vogliono distruggere, ci sono parecchi spunti dal potenziale narrativo enorme appena sfiorati e mai ripresi. Tutto il microcosmo del negozio di fumetti dove lavora il protagonista, ad esempio. O la cover band da quattro soldi in cui suona. O personaggi "storici" come l'Orrido o la Betty ridotti volutamente al ruolo di comparse.

In definitiva?
Solo per appassionati del Moroz, ma anche no.
Non è una delle sue cose migliori, ma non si può negare che il ragazzo abbia talento.

5 commenti:

Mitvisier ha detto...

No, l'infodump, no...;-)
Se devo saltare a piè pari delle pagine mi irrito un tantino.
Però non è quello che mi fa decidere se leggere o meno un libro. E' di solito quella particolare alchimia che si crea tra la lettura delle prime pagine e un po' di random per tutto il testo, mentre la libreria offre infiniti stimoli che potrebbero anche distrarti.
Se non ce la fanno, il testo è giusto per quel momento. ;-)

CyberLuke ha detto...

Un po' di infodump lo tollero, e in certi casi ci sta pure bene.
Qui, più che di infodump, c'è un'eccessiva referenzialità a Bob Dylan, che, per inciso, è scarsamente o zero funzionale alla storia.
Ma, come dici tu, è l'alchimia che conta.
E Morozzi è in grado di crearla, su questo non c'è dubbio.

Claudia ha detto...

Di Morozzi ho letto solo Blackout.... libro stupendo... scrittura lineare e scorrevole, trama avvincente...ricca di colpi di scena... questo non sapevo neppure fosse uscito!

gian_74 ha detto...

Mai letto niente di questo autore. La cosa che salta agli occhi di questo libro è il titolo, che trovo irritante e spocchioso. Magari non c'entra niente con il contenuto, ma non lo saprò mai perché non lo leggerò. ;)

Mawi ha detto...

Sempre fatto cagare.
La classica pippa italiana autoreferenziale.
Per descrivere le opere di molti nostri giovani scrittori qualcuno ha inventato l'aggettivo "ombellicali".

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