venerdì 25 febbraio 2011

Ciao, Amelie.

Tutti i gatti sono diversi, lo sapevate? Basta starci un po' assieme e vi rendete immediatamente conto che hanno un loro carattere, hanno simpatie e antipatie verso i loro simili, fanno sentire il loro affetto (o la loro rabbia, la loro paura o qualsiasi altra cosa riescano a produrre nel loro piccolo essere) in maniera diversa.
E, naturalmente, Amelie era diversa.
Non era uno di quei gatti simpatici a prima vista che trovate stampati sui cartoncini d'auguri o sui poster che negli anni ottanta potevate comprare alla Standa, anzi era scontrosa, diffidente, lunatica e imprevedibile.
Non avevi modo di sapere se, quando stavi per accarezzarla sulla schiena (mirabilmente tigrata), ti avrebbe fatto le fusa o ti avrebbe azzannato.
Ma era anche bellissima, simmetrica, magnetica e tenera.
Era il solo gatto che abbia mai visto riportare la palla, ed era il gatto più veloce che abbia mai visto.

Ieri, forse, non è stata abbastanza veloce ed è finita uccisa, probabilmente da un cane.
Aveva solo sei anni e io e Arianna da oggi siamo più soli.
Addio Amelie, micia scontrosa.

[THE ART OF] Monica Dinardo

Avete già conosciuto Monica nella sua veste, diciamo, più professionale nella serie di interviste agli addetti ai lavori.
Naturalmente, Monica ha anche una sua vita che esula dal lavoro, come tutti (uhm, a ripensarci no: non come tutti), e tra le cose che fa per rendere la sua vita (privata) speciale c'è la passione per la fotografia.
Ancora non ho ben capito quale genere prediliga (sulla sua pagina Flickr troverete ritratti, paesaggi, still life e parecchio altro)... mi è invece ben chiaro che è una professionista competente, che ha occhio, cuore e che sa come tirare fuori il meglio dagli strumenti che ha a disposizione. Le sue foto sono bilanciate e comunicative, divertenti ma mai leziose, e includono sempre un elemento di ricerca o di sperimentazione.
Potrei starvela a infiocchettare ancora un po', ma lascio che siano i suoi stessi lavori a raccontarvela.

A mio personalissimo avviso, Monik è particolarmente brava nei ritratti... ma se buttate uno sguardo anche alle altre sue gallery, non vi pentirete del tempo speso.


giovedì 24 febbraio 2011

Ciotole.

L'altro giorno sono passato per via del Tritone, dove ha aperto anche da noi Muji, anzi, scusate, un Muji design store.
Che è solo l'ultimo di tutta una serie di negozi dai nomi evocativi e dal design minimale spuntati come funghi che vendono:

- matitine d'alluminio e ciotole giapponesi
- blocchi per schizzi e ciotole giapponesi
- soprabitini color cacchetta e ciotole giapponesi.

Io stesso sono entrato da Muji in cerca di matitine d'alluminio e blocchi per schizzi, e ne sono uscito con ciotole giapponesi.
Qualche anno fa, aprendo uno scatolone del trasloco trovai la mia ciotola del latte di quando ero bambino. Di un celeste innocenza. Grande così e con il mio nome scritto sul lato: Luca.
Dopo aver superato un primo momento di malinconia, ricordo che immaginai che in Giappone esistessero dei negozi dai nomi evocativi (Vento, Raffaello, Sfera), e dal design minimale che vendevano matitine d'alluminio e ciotole da latte italiane; blocchi per schizzi e ciotole da latte italiane; soprabitini color cacchetta e ciotole da latte italiane.
Poi, nel 2009, ci sono andato, in Giappone.
E ho trovato altri Muji design store.
Ma nessuna, neanche una, cazzo di ciotola italiana.

mercoledì 23 febbraio 2011

I giapponesi sono pazzi.

O più avanti di noi di almeno dieci anni.
William Gibson, quando nel 1996 scrisse Aidoru, probabilmente non immaginava che qualcuno si sarebbe veramente inventato questa roba.

martedì 22 febbraio 2011

Dovevamo aspettarcelo.

Ieri a Roma è stata una giornata grigia, piovosa, il giornalaio sotto casa aveva finito Ratman e il mio bar preferito era chiuso per lutto. L'ideale per meditare sulla caducità delle umane cose.
Per farla breve, facendo un giro sui soliti, poco raccomandabili siti web che consulto periodicamente, ho giusto appreso dell'esistenza dell'E-Tomb (e non iTomb, stavolta Apple è arrivata tardi).
E-Tomb è un concept, per ora.
Ed è nata dalla riflessione che, negli ultimi vent'anni, la quantità di tempo che trascorriamo sul web e di informazioni su noi stessi che vi trasferiamo in continuazione attraverso siti personali, profili Facebook, blog, twitter e quant'altro crea una vera e propria immagine virtuale di noialtri che non scomparirà affatto con la nostra morte.
E-Tomb ha pannelli solari per essere autoalimentata, e ha una connessione Bluetooth con cui, chiunque si avvicini alla pietra tombale del terzo millennio, può collegarsi usando il suo smartphone, il suo tablet o il suo portatile e accedere alla vita virtuale del trapassato: tutti i suoi post, i suoi commenti su Facebook, le fotografie delle vacanze al mare, i filmati, le playlist.
E sarà allora e solo allora che, chi mi verrà a trovare, capirà che ero stato un vero cazzone.

lunedì 21 febbraio 2011

Bellissimi.

Che cosa?
Ma questi, naturalmente. I più bei dock in cui possiate mai sperare di infilare il vostro iPhone.
Me li ha fatti scoprire Luigi e adesso è moralmente responsabile della mia infelicità.
Sono scolpiti e dipinti a mano dall'artista Scott Freeland (QUI la gamma completa). Solida resina poliuretanica spessa mezzo pollice. Cornetta completamente funzionale, presa USB e compatibilità con qualsiasi modello di iPhone.
I prezzi oscillano tra i due e i trecentocinquanta dollari, più altri sessantacinque per farseli spedire in Italia.
E il mio compleanno è appena passato.
Infelicità.




ps La app che vedete sul display dell'iPhone si chiama iDial, ma funziona solo sugli iPhone sbloccati. Peccato.

domenica 20 febbraio 2011

Ma dai... era proprio quello che volevo...

I regali. Lo sapete anche benissimo anche voi, sono un'operazione delicatissima, un'arte, una caccia al tesoro, un messaggio nascosto o – all'opposto – un'esortazione urlata.
Cosa avranno voluto dirmi quando – tempo addietro – mi regalarono una ciotola per il riso con le bacchette, una confezione di bastoncini di incenso profumato, un libro su come battere lo stress in dieci mosse e una sciarpa che diventava cappello e porta cellulare? Che idea do io di me agli altri?
Sarà che, col passare del tempo, le persone care hanno imparato a conoscermi meglio, o magari io ho lanciato più segnali, fatto sta che, in fatto di regali, quest'anno è andata parecchio meglio.
Ecco, in ordine sparso e in forma rigorosamente anonima, quello che mi sono ritrovato a scartare avvolto in mistica carta dai colori sgargianti.

ps a tutti: grazie per esserci, per avermi pensato, per aver speso soldi e tempo per me. E grazie anche a chi mi ha pensato e basta.
Vi amo tutti.

Arancia Meccanica e
Qualcuno volò sul nido del cuculo (blu-ray)
Due classici imperdibili, di quelli che non avete scuse se non li avete mai visti.
Il secondo, in particolare, era un sacco che non lo vedevo e l'edizione restaurata in blu-ray promette sfracelli.

Romanzo Criminale, la serie (stagione uno)
Scritta, diretta e interpretata molto bene. Probabilmente la prima fiction (perdonate il termine, lo userò solo altre due volte nel 2011, ve lo giuro) italiana vendibile anche all'estero.
Quattro dvd per dodici episodi, più una manciata di contenuti extra (scarsini questi ultimi, ad essere onesti). Sono già a metà.

The art of Tron: Legacy
Uno di quei volumi che ti fanno capire perché i libri cartacei non moriranno mai. 160 pagine stampate senza economia, un tripudio di immagini concettuali, artwork e progetti realizzati durante la pre-produzione del film più deludente dell'anno e forse di sempre.

Cravatte (due)
Classiche. Molto classiche. La prima, a motivi geometrici neri su fondo nero. L'altra, a rigorose righe Regimental blu e verdi. Chi me le ha regalate mi ha solo detto: così ho speranza di non vederti più (o, almeno, non solo) con quelle frociate dorate di Versace.

RocknRolla (dvd)
Una rocambolesca commedia nera, sullo stile di Lock & Stock e The Snatch (il regista è sempre Guy Ritchie, quello che lo scorso anno ha fatto i soldi con lo Sherlock Holmes con Robert Downey jr), con un buon cast (Tom Wilkinson su tutti) e una soundtrack a base di Clash, Subway e Lou Reed... ai tempi me lo persi, ma adesso è là, imprigionato nel suo dischetto luccicante. E aspetta solo che io spinga "play".



Creationary
Quand'ero piccolo, non avevo il camper di Big Jim e nemmeno la sua base segreta col radar e gli altri gadget plasticosi. Non avevo soldatini né autopiste elettriche, e la prima Playstation sarebbe apparsa sul mercato solo nel 1994.
Però avevo i Lego.
Una montagna di Lego. E interi universi da metter su coi suoi mattoncini che, se li guardavi ammassati nel container di plastica arancione dove li tenevo, non erano niente. Erano caos. Ma, aggiungendo un pizzico di fantasia e tempo a sufficienza (quello che da bambino possiedi in quantità meravigliosamente elevate), diventavano case, automobili, aeroporti, stazioni di servizio, elicotteri, caserme dei pompieri, astronavi.
La magia e il segreto dei Lego è esattamente questa.
Ora, unitela ad un gioco da tavolo popolare come il Pictionary e otterrete Creationary.
Che, come funziona, lo state già capendo da soli.
Semplicemente fantastico.

T-shirt vintage di Batman
Col vero, originario logo anni quaranta.
La si indossa e ci si sente già un po' supereroi.

Pacchetto Azione & motori
Questo me lo sono lasciato per ultimo.
È un cofanetto con un buono che consente di prenotare una tra centinaia di esperienze adrenaliniche, tra cui (cito a caso) un volo acrobatico in aliante, pilotaggio di una Lamborghini in pista, un tour in fuoristrada in motocicletta, volo in parapendio, lancio col paracadute e un mucchio di altre attività in cui è facilissimo spaccarsi tutte le ossa.
Ma poi, vuoi mettere i racconti che puoi fare quando ti vengono a trovare all'ospedale.
Ho già idea di cosa sceglierò.

sabato 19 febbraio 2011

47.

Dato che forse passerà da qui un po’ di gente che non c’è mai stata, è il caso di fare un riassunto delle puntate precedenti.
Mi chiamo Luca Morandi e ho la faccia che vedete qui sopra. Oggi faccio quarantasette (minchia!) anni. Sono nato a Varese e vivo in quel di Roma.
Di lavoro faccio il creativo.
Non produco niente di tangibile (una pagnotta, una seggiola, un'automobile) ma idee per venderne.
A volte le idee mi vengono e tante altre volte no. Il problema principale del mio lavoro è che devo farmele venire per forza, e questo, come immaginate, porta a risultati alterni.
Ogni tanto faccio delle cose per conto mio. Uso un software che si chiama Photoshop e che probabilmente avete piratato anche sui vostri hard disk.
Se cercate su questo blog, seguendo il tag cose mie, troverete parecchia roba mia che ho messo qui appositamente per alimentare il mio ego di plastica luccicante.
Non lavoro più – salvo selezionati casi – come freelance. In Italia non è remunerativo e presto o tardi ti fa venire tutta una serie di malattie psicosomatiche che poi non sai come toglierti di dosso.
Trovare i clienti, capire cosa cazzo vogliono, fargliela andare bene, cercare di farsi pagare sono tutte cose che dovrei fare da solo, mentre dove lavoro ci sono fior di account, intermediari, addetti all'amministrazione e consulenti legali che lo fanno al posto mio e molto meglio di quanto saprei farlo io. Ad ognuno il suo mestiere, è uno dei miei motti.
Con questo lavoro ci pago le bollette, l'affitto, ci faccio la spesa, mi compro inutili gadget Apple e ci vado in vacanza. Insomma ci campo.
Non sono ricco e non conosco nessuno che fa il mio mestiere che lo è. Ma so fare (bene) solo questo.
Mi piace leggere ma anche scrivere. Forse è colpa di qualche eredità genetica di mio padre, che al suo attivo ha venti libri pubblicati, tutti molto specialistici e i cui titoli vi direbbero poco.
Mio padre non è mai stato troppo presente, ma gli voglio bene. È parecchio malandato e non durerà ancora a lungo. Nella tipica incoscienza umana, mi aspetto che il suo precario stato di salute si protragga indefinitivamente.
Ho una ragazza, Arianna, che mi piace pensare diversa dalle altre. È abbastanza diversa anche da me, ma mi vuole bene lo stesso e io a lei. Non la scambierei con Pamela Anderson, Christina Aguilera o Jenny Frost (che, per inciso, sono le tre donne più belle del mondo) se non temporaneamente e per robe di solo sesso.
Ho qualche buon amico e un paio di ottimi amici. Da loro mi aspetto molto e sono pronto a dargli moltissimo.
Nonostante le apparenze, il mio approccio alla vita e alle umane cose è emotivo. Le emozioni sono tutto. La ragione e la logica sono fondamentali nel mio rapporto con gli altri, ma tutto quello che faccio e dico è filtrato dalla mia personalissima visione delle cose. Esattamente come accade a voi. Solo che io mostro di meno di quello che mi frulla dentro. E non ho neanche la pretesa che sia così interessante per qualcun altro.
La mia comunicazione è – si potrebbe dire – più indiretta. Mi comporto in funzione dei (pochi e confusi) principi ai quali aderisco, e questo spesso genera incomprensioni in chi mi osserva dall'esterno, ma è un prezzo che ho imparato a pagare.
Prendo seriamente pochissime cose e cerco di relativizzare tutto. Messo in una certa prospettiva, tutto può diventare importantissimo o insignificante. Sono solo giochetti del nostro cervello, e il mio sto imparando solo di recente a capire come funziona.
Ho poca memoria, scarsissima manualità e so disegnare senza che nessuno me lo abbia mai insegnato.
Mi piacciono i gatti. Le donne con i tacchi alti. La Sacher Torte. 2001: Odissea nello spazio. Chiunque possegga senso dell'umorismo e un briciolo di intelligenza, meglio se le due cose assieme. Ascolto la musica dovunque mi trovi. In macchina, in moto, mentre lavoro, mentre faccio la doccia: Kraftwerk, Beethoven, i Pet Shop Boys, i Prodigy. Più tanti altri che forse non avete mai neanche sentito nominare.
Non mi piace parlare al telefono, non mi piace guidare se solo sulla strada c'è un'altra macchina oltre la mia, non mi piaccio quando al mattino mi guardo nello specchio.
Nel mio armadio ci sono un sacco di vestiti neri, c'è una divisa che non metto più da un po' e c'è un costume completo di Batman che indosso due o tre volte l'anno anche se, probabilmente, sono fuori tempo massimo per farlo.
Come la maggior parte degli introversi, ho bisogno di periodi di solitudine e di isolamento.
Dicono che l'uomo è un animale sociale, ma anche qui bisognerebbe fare dei distinguo. Spesse volte, io il mio prossimo lo ammazzerei senza pensarci due volte.
Poi, però, dovrei fare i conti coi miei rimorsi, possedendo delle credenze religiose.
Sono incondizionatamente per l'evoluzione tecnologica e la scienza, ma sono altresì convinto che questa non possegga nessuna delle risposte ai Grandi Interrogativi: chi siamo, da dove arriviamo, dove finiremo, chi ha incastrato Roger Rabbit.
Sono convinto che non esiste solo ciò che possiamo sperimentare coi nostri sensi.
C'è una quantità gigantesca di cose che a noi sfugge e sfuggirà sempre. E forse è giusto così.
Dal 2008 c’è questo blog, ogni tanto me lo leggo come diario, così almeno mi ricordo qualcosa.
Mi serve anche per dire a qualcun altro che ci sono, e fargli vedere la mia roba.
Sono contento delle persone che ho conosciuto qui, anche di quelle che non ho (ancora) mai visto.
Lo terrò in piedi finché sentirò che ha un senso. E per il momento, il senso me lo date voi.
Ed è il miglior regalo che possiate farmi per il mio compleanno.

venerdì 18 febbraio 2011

Per sole donne. Ma anche no.

La verità è che questo tipo di calzature, pur chiaramente disegnate per una clientela femminile, ha un solo, fondamentale scopo: piacere agli uomini.
E a me, piacciono.

Nota a margine: tutti questi modelli sono di Gucci, sono vergognosamente belli e ancor più vergognosamente costosi.

giovedì 17 febbraio 2011

Fate il tifo.

Era vestito come un arrotino, ma la canzone che ha presentato l'altro ieri a Sanremo 2011 mi è piaciuta molto.
E poi, insomma... in mezzo tutta quella gentaglia, come si fa a non fare il tifo per lui?

ps Voi dite quello che vi pare, ma Max Pezzali mi ha sempre messo di buon umore.
pps Ma quanto è figa la copertina del nuovo album?