sabato 31 dicembre 2011

Cyberluke Awards 2011.


È l'ultimo giorno di un anno ingrato, di quelli che cancellerei dalla memoria per la concentrazione di sfighe, disgrazie e incidenti grandi e piccoli che la metà bastava, grazie.
Chiunque tu sia (Dio, Gremlin, Gozer il gozeriano, entità soprannaturale o fattucchiera da due soldi incaricata di ficcare spilloni nella mia bambolina) ok, hai fatto abbastanza danni, cessa qualsiasi attività nei confronti del sottoscritto e dei suoi cari e torna subito al tuo luogo d'origine o nella più vicina delle dimensioni parallele (un bicchiere di spumante per chi riconoscerà la citazione).

Ciò che non mi ha ucciso può avermi lasciato storpio e sanguinante, come ricorda Davide nel suo blog, ma mi ha anche fortificato. E mi ha regalato un paio di insegnamenti niente male, di quelli che metto da parte che non si sa mai. Ha ridefinito qualche mio concetto personale, ha gettato luce su alcuni miei lati oscuri, ha stimolato più di una riflessione che altrimenti sarebbe rimasta ibernata in qualche recesso del mio cervello.

Ho isolato alcune cose che ho capito non funzioneranno mai, e ho rinunciato a percorrere certe strade, iniziando a sperimentarne di nuove.
Di alcuni ho realizzato che non posso e non devo aspettarmi più di tanto, e di altri che sono (e sono sempre stati) molto più di quanto io pensassi.
E per questo ho solo da rimproverare me stesso, per i miei errori di valutazione, le mie aspettative sbagliate, i miei film interiori, la mia tendenza a collocarmi al centro dell'universo o – a seconda delle volte – all'estrema e più oscura periferia di esso.

Ma, niente paura: continuerò a sbagliare.
L'augurio che riservo a me stesso per il nuovo anno è di incappare almeno in qualche errore nuovo.
Oltre, naturalmente, in qualcosa di meglio che si meriti gli awards di quest'anno che, come consuetudine, vado ad elencare e motivare.

MIGLIOR FILM


Super, di James Gunn (2010)
In Super, che non va accostato all'apparente collega Kick Ass, funziona tutto, e su molteplici livelli. James Gunn, cresciuto alla scuola della Troma, mette in scena una follia dal sapore artigianale, lontanissima dalle produzioni Marvel citazioniste e digitali e attraversata da lampi di iperviolenza che sono solo un primo strato sotto al quale si cela il vero cuore melodrammatico del film, reso alla stragrande da Rainn Wilson ed Ellen Page.
Distribuito in ritardo di un anno rispetto il resto del mondo, pochissimo pubblicizzato e rimasto in sala per pochi giorni, per me è il film da salvare in una stagione con moltissimo fumo (Super 8 in testa) e quasi zero arrosto.
Menzione d'onore: X-Men: L'inizio mi ha divertito parecchio e mi ha restituito interesse per un genere che sta esprimendosi sempre di più in prodotti (emblematici i due Thor e Capitan America) piuttosto che in opere cinematografiche degne di questo di nome.
Anche l'osannato Drive mi è sembrato talmente studiato a tavolino da non risultami meno artificioso di un qualsiasi film sui supereroi in tutina che salvano il mondo, e lo stesso Sorrentino, a mente fredda, non è andato oltre il solito compito tecnicamente ineccepibile.

MIGLIORE SERIE TV



Fringe, di J.J. Abrams, Alex Kurtzman e Roberto Orci
La scottatura presa con Lost mi brucia ancora.
Da allora non ho certo smesso di cercare serie televisive degne di occupare frazioni del mio scarso e quindi prezioso tempo libero, rendendomi particolarmente critico nei confronti di chiunque cerchi di propinare la solita minestra riscaldata.
E mi riferisco in particolare al vecchio zio Steve e ai suoi Falling Skies e Terranova, la fiera dei cliché di genere servita in salsa digitale e a caro prezzo.
Idee di base semplici e non per questo cattive, sia chiaro, ma mortificate da script mediocri (quando va bene) e logori dal punto di vista dell'originalità.
Ho dato ben più di una chance a V e Caprica, e ho avuto ancor meno pazienza con Eureka, Paradox e Mistfists, anche se quest'ultimo parecchi spunti divertenti li ha offerti.
Stabilito che neanche questo Fringe è una serie capolavoro, e che la quarta stagione che sta andando in onda in queste settimane sembra piuttosto fiacca, il titolo della migliore serie TV del 2011 non può che essere suo.
Il gioco di incastri e riferimenti incrociati tra i due universi paralleli iniziato nella seconda stagione culmina e si compone alla grande nella terza, assistito da un cast sempre all'altezza e da parecchie sceneggiature da manuale.
Ora, se ad Abrams non scappa la mano anche stavolta...

MIGLIORE LETTURA
Lo Stato dell'Unione, di Tullio Avoledo (2005)
Avoledo è stata la scoperta dell'anno.
Scorrevole, sempre riconoscibile, capace di ficcare in un singolo romanzo fantapolitica, complottismo e fantascienza senza sembrare un wannabe Dan Brown, quest'anno mi ha tenuto compagnia con ben tre titoli (L'Elenco Telefonico di Atlantide, Lo Stato dell'Unione e Breve Storia di Lunghi Tradimenti) e un quarto è già in lista d'attesa.
Tra i tre, questo Lo Stato dell'Unione è quello che più mi ha coinvolto e pure uno dei migliori romanzi in assoluto che ho letto negli ultimi anni.
Stiamo parlando di letteratura di intrattenimento, certo, ma a conti fatti chi se ne frega se è realizzata con tale passione, cura e divertimento.
Finché non si esaurisce la sua vena (alcuni dicono che il momento è già arrivato quando si è messo a scrivere in tandem con Davide Boosta Dileo), io gli resto fedele.


MIGLIOR FUMETTO


Empowered, di Adam Warren
Come prevedevo (e temevo), a un ciclo talmente ben scritto e sceneggiato come quello di Dark Reign, non sono seguite nell'universo Marvel storie capaci di catturare la mia attenzione e soprattutto il mio seguito. Finché Iron Man continuerà ad essere disegnato da Larroca, immagino che continuerò a comprarlo... ma, a parte qualche bel volume monografico di roba già in mio possesso, sono state più le volte che sono uscito dalla fumetteria a mani vuote che le altre.
Sul podio avrei voluto che ci fosse Terry Moore e il suo ottimo Echo, ma dopo i due volumi usciti nel 2010 della sua graphic novel non si è più saputo nulla, così come dell'Homuluncus di Yamamoto (l'unico manga seguito dal sottoscritto, incredibilmente originale ma dalla cadenza ormai quasi semestrale)... e così, quest'anno, il miglior fumetto è stato il quarto volume di Empowered, che inizia probabilmente a ripetersi, ma resta altissimo nella qualità dei disegni e nella tecnica di narrazione figlia dei manga e del più classico fumetto superoistico americano fusi in uno stile assolutamente unico.
E poi, aspetto sempre di incontrare la versione in carne ed ossa di Elissa Megan Powers per sposarla.

MUSICA

Quando è uscito lo scorso marzo scrivevo che sarebbe stato il migliore disco dell'anno e niente di quello che è uscito dopo mi ha fatto cambiare parere.
QUI c'è una mia veloce recensione. Lo trovate nei negozi, sull'iTunes Store o in quegli altri postacci dove non sarò io a consigliarvi di andare, anche perché i soldi che costa li vale tutti.
Troppo bello per essere ignorato.
Menzioni d'onore: anche quest'anno, ho investito qualche decina di euro in una manciata di singoli acquistati su iTunes. Poca roba, in realtà, e poche nuove uscite. Tra i ripescaggi, la trascinante Run (I'm a Natural Disaster) di Gnarls Barkley e, tra le robe nuove, lo Squalo dei redivivi Litfiba.
Più un altro paio di cose che non confesserei mai su questo blog.


MIGLIOR ACQUISTO


Quando arrivi al lavoro la mattina, sei già incazzato e non sai neanche il perché, la colpa è probabilmente del traffico col quale ti sei dovuto confrontare spesso ancor prima di avere fatto colazione, ed uscirne indenne solo per affrontare lo stress di cercare un parcheggio che sia compatibile con il codice della strada (tutti i miei parcheggi "creativi" non sono stati apprezzati dalle squadracce di vigili urbani che tengono la mia fotografia incollata all'aletta parasole delle loro auto).
Stanco di comprare benzina per marciare a una velocità media di venti chilometri l'ora e di pagare multe per divieto di sosta, all'inizio dell'estate ho comprato uno scooterone, che mi fa risparmiare tempo, soldi e fegato.
Ottimo design, consumi bassissimi, prestazioni più che decenti per la sua cilindrata, l'ho usato senza parabrezza fino a metà dicembre prima di trasformarmi in un pupazzo di neve, e nella giornata del 23, negli ingorghi prenatalizi, mi ha fatto sentire come se avessi un paio d'ali.
Soldi spesi bene, lasciatemelo dire.

Menzione d'onore: finalmente sono passato a una reflex digitale.
E ho persino smesso di utilizzare la modalità "automatico" ed osare con diaframmi, tempi d'esposizione, bilanciamenti del bianco e tutta una serie di cose di cui non capisco assolutamente niente.
La Canon EOS400 è maneggevole, robusta, versatile, la batteria dura un mucchio e ha un catalogo di obiettivi e accessori infinito.
Tecnicamente sorpassata da altri apparecchi che riprendono filmati in full hd, è più di quanto io chiederei mai ad una macchina fotografica.


C'è anche un'altra cosa.
Un oggettino piccolo e semplice, ma di quelli che funzionano invariabilmente bene e fanno proprio comodo.
L'Apple Radio Remote è un telecomando a filo per iPod, e rappresenta un notevole passo avanti in termini di comodità e sicurezza per chi, come me, non rinuncia ad ascoltare la musica anche sullo scooter. Si usa con una mano sola, non è una fighetteria touch di quelle che coi guanti diventa inutilizzabile, non ha bisogno di batterie e incorpora un ricevitore radio.
L'ho usato talmente tanto che si è spaccato in due, e continua a funzionare.
Figlio di una generazione in cui Apple faceva ancora oggetti funzionali e di qualità.


MIGLIOR PROGETTO PERSONALE

Volevo vedere di nuovo le mie cose su carta, come succedeva una volta, prima che comperassi il mio primo computer e iniziassi il processo che avrebbe trasposto (e visto nascere) tutte le mie cose su uno schermo fatto di luce colorata piuttosto che su qualcosa di più materico.
L'esperimento è stato uno di quelli che mi hanno dato più soddisfazione, anche per il buon riscontro ottenuto tra tutti quelli che mi hanno richiesto una copia di Incorpo•Rated o di Visions, compendio su volume delle mie photoshoppate selezionate dell'ultimo lustro.
Ho volutamente non inserito alcun progetto commerciale (per quello realizzo noiosi portfolio che non aggiorno mai abbastanza spesso), e mi sono fatto guidare più dalla pancia che dalla testa e mi sembra che abbia funzionato.
Qui sotto, una delle illustrazioni realizzate per Incorpo•Rated (clicca per ingrandire).
È il mio regalo d'addio per quest'anno, e il mio saluto.
Ci vediamo tutti dall'altra parte.

sabato 24 dicembre 2011

Quest'anno, è andata così.

È la sera del 24 dicembre. Sono a casa. Faccio l'albero di Natale. Squilla il telefono.
"Pronto? Oh Debora sei tu! …no, sì ciao, no scusa, scusa, scusa, scusa, scusa, lo so che dovevo passare da te per l'aperitivo della vigilia… no, guarda, non sai, non puoi capire, no… non ci crederai… Andrea! sì, mi ha chiamato Andrea. Certo, è ateo, certo odia il Natale… io? Io no, normalmente no, ma quest'anno sospendo il giudizio, vediamo il prossimo. Certo che Andrea è solo. No, l'hai lasciato tu, Debora… D'accordo. No, mi ha chiamato lui, aveva la voce strana e mi ha detto: "Ho comprato una motosega… perché, tu e io non andiamo a segare i rami degli alberi di Natale di questa città di merda?"
E io che gli ho detto, gli ho chiesto se avesse gli occhiali speciali per la motosega… sì li aveva… sì, ci sono andato. Avevo solo paura che facesse qualche cazzata e quindi alla fine l'abbiamo fatta insieme… non ti dico come finisce perché è triste… vabbé, te lo dico… ci hanno preso i vigili, volevano portarci alla neuro poi hanno capito che era un gesto dimostrativo e altamente razionale e allora nel loro ufficio abbiamo festeggiato il Natale… sì, sono rientrato ora, ti chiamo per capodanno, ciao…"

Ora metto l'albero in un vaso grande ricoperto di carta colorata.

"Pronto? Andrea! ciao… no non eravamo d'accordo così… lo so che ti avevo detto che sarei passato da te, ma ti rendi conto di dove sei andato ad abitare? Eh abbi pazienza ma se mi metto in macchina questi giorni di festa manco ci arrivo a casa tua, rischio di fare Natale sul raccordo… No. Sì. Stavo all'aperitivo della vigilia con Debora…no, stava da sola… le solite cose… Barbara chi? No guarda che non mi piace per niente… eh come no, ma hai presente quelle che piacciono a me? Zigomi alti, labbra rifatte e tacco dodici pure quando vanno al supermarket? Eh, lo so che poi finisco con tutt'altre tipe… eh? ma come allora ci provi tu? Noo te l'ho detto a me non interessa però… il suoi cellulare? Non ce l'ho. E pure se l'avessi, non te lo darei… Come perché? Perché le storie che iniziano a Natale non durano, lo sanno tutti… poi 'sto Natale di merda, sai che begli auspici… vabbé, ma tu che fai? No perché avevo un'idea per l'anno prossimo, dobbiamo prepararci… perché io e te non andiamo a segare tutti gli alberi di Natale di questa città di merda? André? Pronto?

Ora metto sette palline rosse.

"Pronto? Andrea sei tu? Barbara? Barbara! Barbara scusa no scusa scusa scusa scusa, non mi sono dimenticato che ti avevo promesso che ci saremmo visti oggi per scambiarci i regali… sì. No, stavo per venire da te solo che… è successo un casino… aspetta fammi parlare… mi fai parlare? Sono andato a fare l'aperitivo della vigilia con Debora e Andrea. Sì, si sono lasciati ma sai com'è… in fondo si amano… il Natale… eh… un'ipocrisia per tutti, sì… ma potevo dirgli di no? No, non siamo stati fino adesso all'aperitivo, no. Il fatto è che in quel bar di fighetti a un certo punto uno ha urtato Andrea e gli ha rovesciato lo spumante sulla giacca di Cavalli… eh sì era un rozzo… aveva pure il lupetto della Roma al collo… allora Andrea gli ha detto 'stai più attento' e allora il rozzo gli ha risposto 'stai più attento te' e allora Andrea… insomma, ci ha picchiati… certo… a tutti e due, sì… eh, cosa vuoi, tra l'intelligenza e la forza bruta… e allora? E allora siamo finiti in questura… no volevo dire in ospedale… mi sono liberato adesso, sì… sì, stavano lì come in un film di Loach, lui con l'occhio nero, Debora che gli metteva il ghiaccio sull'occhio… bello, beati loro… no, ma no… sì… lo so che avevamo appuntamento per scambiarci i regali… tu cosa mi hai regalato? Dai dimmelo tu… l'ho chiesto prima… e cazzo e dimmelo che cosa cazzo mi hai regalato? Cosa? ma sì… ci vediamo il prossimo Natale… cosa? Ma chissenefrega del regalo, dallo a chi vuoi, non mi piace, non ne ho bisogno, ce l'ho già. Ciao".

Ora metto le palline blu, quelle con le stelline.

"Barbara sei tu?… Licia! Licia, come stai? Cosa? No, lo so, mi spiace che non ce l'ho fatta a venire alla vostra tombola di famiglia… com'è? Sei lì? Divertente? hai fatto ambo? Quant'era? Cosa vuol dire sette fagioli Licia? Ah, ogni fagiolo un euro, vabbé… cosa? Sì, ho pranzato con Barbara… Barbara, te la ricordi? Sì, bella ragazza, no, figurati se io mi accompagno a quelle rifatte, che volgarità, no no… cosa? Sì abbiamo mangiato le lasagne… buone… non come le tue, ma buone… no, non le ha fatte lei… c'era l'incarto della rosticceria da Gigi er pataccaro… sì, Barbara sa cucinare… sa fare… per esempio… no, non sa cucinare niente, Licia… ma come a letto com'è? Ma non ci sono mai andato a letto! Licia pure tu… non ti dò il suo cellulare…no, cosa? Brava!"
Ha fatto terno.
"Sì Licia, scusa ancora ma sono stato con Barbara tutto il giorno e ora sono un po' stanco… no, non mi sposo, non ci penso neanche… eh, lo so che c'ho un'età… oh, sto per entrare in una galleria… come, m'hai chiamato sul fisso? Eh, stanno per costruire una galleria proprio qua… eh, sai com'è, l'ampliamento dell'alta velocità, un esproprio, una cosa ignobile… poi ti dico… ciao, buon Natale".

E ora metto le lucette intermittenti. Bianche e verdi.

"Pronto? Alessio! Caro Alessio! Come butta? Anche a te auguroni, pace. No, sì, certo, mi spiace di non essere venuto alla serata di beneficenza per rifare l'impianto audio del palco del centro sociale occupato Spartaco in viale Palmiro Togliatti angolo via Tuscolana fronte centro commerciale Cinecittà Due… nobile intento… sì, lo so, a duecento metri dalla metro Subaugusta… sì, no, lo sai che la metro non la uso… no che non sono uno snob di merda, è che nella metro di Roma io non mi ci ritrovo… eh lo so che sono solo due linee e che a Madrid erano ventiquattro e lì non avevo problemi… sì, hai ragione, sono uno snob di merda… no, io…"
Che cazzo mi invento adesso?
"No adesso ti racconto… praticamente… ecco! Ieri ero al centro commerciale… ho conosciuto una ragazza… grande bisogno d'affetto, vagava come persa e non sapeva che fare, sì… bravo… certo… no ho capito la dimensione etica, collettiva… ma no, dai che non sono egoista, l'amore non è egoismo!… sì… vabbé i regali ce li scambiamo più avanti… non me lo dire cosa mi hai comprato, voglio scoprirlo alla fine… cosa? Bello! Grazie, originale… Il Cavaliere Oscuro in dvd, figo…"
Lo comprai il giorno stesso che uscì, tre anni fa. Quest'anno l'ho ripreso pure in bluray.
"… vabbé Alessio, ti lascio… ah, il mio regalo, certo, ti ho preso un regalo ma non ti dico cos'è. Lo vedrai… a domani… cosa? Alessio, lo sai come la penso sulla lotta armata… e poi, ti sembrano discorsi da affrontare sotto Natale? Eh dai, cerca di pensare ad altro, almeno questi giorni. C'è una mia amica che fa una tombola… eh, poi ti mando il numero con un sms… ciao…"

Ecco, ora se mi lasciano in pace un secondo, prendo il puntale. Eccolo, risquilla.

"Pronto? Oh cazzo, Maurizio, grazie a Dio sei tu… non ce la faccio più ho raccontato così tante cazzate che non so più cosa ho fatto veramente oggi… e non lo voglio sapere… sì ma tu? Ti hanno regalato un fornetto elettrico? sì… ce l'ho anch'io… qual è? Che marca? Uguale! Sì, è quello che svendevano sottocosto a Mediaworld… oh, scusa, non volevo dire che… vabbé… comunque è buono… ci scaldavo i cornetti al mattino… Maurizio? Mai, non li ho scaldati mai i cornetti al mattino, scherzavo, comprare i cornetti in busta mi fa tristezza. Stai leggendo le istruzioni? Perché? Ma lascia perdere… ah, vuoi metterci dentro tutti i regali che ti hanno fatto?… Perché? Per provarlo? Bello, buona idea… ci stanno tutti?… sì… come dici? No facciamo settecento gradi per dieci minuti, bello… aspetta aspetta… ti hanno regalato film? Dvd? Attento che riflettono… il dvd amplifica il calore, abbassa di un centinaio di gradi… fai seicento per quindici minuti. Perfetto. Maurizio fai un video della performance e mettilo su YouTube che me lo vedo a Santo Stefano. Ciao"…

Monto il puntale. Lo monto. Ecco fatto. Ora esco.
Devo semplicemente segare uno a uno i rami di questo albero del cazzo, poi esco.
Che quest'anno, di festeggiare, non mi va per niente.

venerdì 23 dicembre 2011

Ridete, stronzi.

Natale è tempo di cinepanettoni, si sa.
I cinepanettoni hanno, oltre quello di incassare, lo scopo di non far pensare e lo fanno in modo subdolo, gratuito e apparentemente indolore. Almeno finché, dopo la sbornia delle feste, non scopri di essere ancora più sfigato di quelle caricature e quelle macchiette di cui hai appena riso seduto sulla poltrona imbottita di un multisala odoroso di popcorn.
L'unica consolazione è scoprire che quest'anno, per la prima volta in quasi trent'anni, Vacanze di Natale a Cortina è solo quarto al boxoffice, stracciato da Sherlock Holmes Gioco Di Ombre, Il Gatto Con Gli stivali e Finalmente la Felicità (un milione e 653 mila euro rastrellati presumibilmente tutti in Toscana).
Un dato che mi fa sperare sulla dignità e l'intelligenza dei miei compatrioti, ma ho imparato a non lasciarmi andare ai facili ottimismi.
Nel frattempo, mi sono guardato questo fantastico trailer. E mi è venuta voglia di vedere il film intero, se solo esistesse.
E ho capito di essere perduto anch'io.

mercoledì 21 dicembre 2011

Sono lo squalllllo.

Premesso che sono un fan dei Litfiba dell'ultimora, che della loro produzione mi piacerà un dieci per cento risicato ma in quel dieci per cento ci sono dei capisaldi del rock made in Italy e pezzi di poesia pura, premesso che il nuovo look di Pelù è, a voler essere indulgenti, imbarazzante... beh, premesso tutto questo il loro nuovo singolo spacca.
In heavy rotation sul mio iPod.

Sotto casa.

Se il protagonista di Sotto Casa, corto vincitore della seconda edizione di Talenti in Corto, vi sembra familiare, è perché è uno dei bravissimi attori emersi con la serie tv di Romanzo Criminale.
Che qui fa una parte completamente diversa, ma è un grande anche qui.
Grazie a Francesco per la segnalazione.

martedì 20 dicembre 2011

Christmas in advertising.

Manca ormai una manciata di giorni al Natale. Da tutte le parti mi arrivano richieste di biglietti augurali e immagini commemorative per aziende e clienti grandi e piccini, e io, come tutti gli artisti mediocri, mi rifaccio a chi è più bravo di me, o ha più di venti minuti per inventarsi qualcosa su un tema in cui è parecchio complicato tirare fuori qualcosa di nuovo.
Poi toccherà a me.
Vediamo.
Playboy Christmas Edition - 2005
Young & Rubicam Brasile


Network Rail - 2010
M&C Saatchi, Londra


Triumph - 2004
Colenso BBDO, Nuova Zelanda


Hellmann's - 2010
Ogilvy and Mather, Londra


Nespresso - 2008




Mercedes - 2001
Ad Fabrika Fcb, Polonia



Adidas - 2002
D'arcy, Danimarca


Heineken - 2003
Leo Burnett, Cina


Don’t let irresponsible driving wreck Christmas.
Key, Puerto Rico


CreAds - 2007
CreAds, Singapore



Mazda - 2007


Mercedes - 2007
Mercedes-Benz, Amburgo

Tide - 2008


McDonald's - 2008
Tbwa/Neboko, Olanda


Telepizza Delivery - 2001
Publicis, Spagna


Volkswagen - 2004
Lowe, Svizzera


Moraleja Green - 2004
Zapping, Spagna

Olivetti - 1964
Walter Ballmer

lunedì 19 dicembre 2011

Sono entrato...

...nella chat di Shakira.
Ne sono uscito spossato nel fisico e nella mente.
Ho proposto nell'ordine: un dibattito sulle sorti del poppettino facile facile. Un dibattito sui testi di Shakira. Un dibattito sull'opportunità di mettere in commercio il dvd del suo live a Parigi. Un dibattito sull'avvenenza fisica di Shakira mentre balla nel suo video di Waka Waka. Un dibattito sulle strappone della musica pop. Mi hanno preso nell'ordine a: male parole, male parole, male parole.
La metà. L'altra metà no: saluto Yideira, Sarah_2005, Andry boy e CeppaRulez. Erano tutti di Napoli. E allora gli ho detto:

Cyberluke: perché non andate a chiacchierare al bar?
Yideira: buona idea
Sarah_2005: ci sto!
Andry boy: anch'io
CeppaRulez: bravo cyber

Sono spariti. Sono rimasto solo a trattarmi male.

Cyberluke: però, che bonazza, eh, Shakira?
Cyberluke: Maniaco!

venerdì 16 dicembre 2011

Graphic Wars!

Sono le sette di sera, sono seduto dietro la mia scrivania in agenzia e sto pensando che forse, per una volta, riuscirò ad uscire di qui ad un'ora decente... quando si affaccia il boss nella mia stanza.
"Aspetta ad andartene. Hai presente la convention di [nome gigantesco cliente]?"
Io (alzando un sopracciglio): “Quella che ci sarà tra due settimane, a ridosso di Natale?”
Boss: “Quella. Solo che non ci sarà tra due settimane, ma la prossima. Chiudono anticipatamente gli uffici e così dobbiamo consegnare le grafiche stasera allo stampatore
.
Io: “Ammiro sempre la disinvoltura con la quale dici dobbiamo quando in realtà sono io che devo farmi tutto il culo".
Boss: “Quale segno di buona volontà voglio offrirti un regalo: questo stagista
.
E introduce nella stanza un giovane grafico di belle speranze che abbiamo preso per essere iniziato ai segreti di questo ingrato mestiere.
Giovane Apprendista: “Che cosa ha detto?”
Boss: “È un buon lavoratore e ti servirà bene”.
Giovane Apprendista: “Non è possibile! Questo è il messaggio sbagliato!”
Io: “Ah, bene. Nuove acquisizioni. Sei un co.co.pro, non è vero?
Giovane Apprendista: “Sono Matteo
.
Io: “Rispondi solo "sì" o "no”.
Giovane Apprendista: “Oh be', sì”.
Io: “Bravo! Adesso usa la Forza!”
Giovane Apprendista: “?? In che senso??”
Io: “Dammi una mano a preparare 'ste cavolo di grafiche. Mi pareva troppo bello che erano le sette e il telefono non squillava più".


Dopo un po', si affaccia la centralinista e ci fa: "Noi andiamo a fare l'aperitivo. Venite con noi?"
Io: “No. Abbiamo da fare. E comunque, non ci sarei venuto in quel bar di fighetti con voialtri”.
Segretaria: Brutto idiota, presuntuoso, strapezzente e cafone!”
Io: “Chi è strapezzente?!!”
Sentiamo la porta sbattere e restiamo soli nell'agenzia.
Giovane Apprendista: “Iniziamo subito? Se posso usare il MacPro, dovremmo sbrigarcela in un paio d'ore…”
Io: “Non essere troppo fiero della meraviglia tecnologica che hai sulla scrivania, mio giovane apprendista. La velocità di un computer è insignificante in confronto alla potenza della Forza. Come prima cosa, assicuriamoci di avere sulla nostra email un brief che noi stamperemo, possibilmente in doppia copia, con nomi e date ben in evidenza”.
Il discepolo inizia a stampare le email e a spillarle diligentemente, mentre il maestro richiama dal suo hard disk numerosi documenti di Photoshop e di Illustrator.
Giovane Apprendista: “Ehmmm… ma com'è che avere un brief scritto è così importante?”
Io: “Perché il brief scritto dà sicurezza. Esso riempie tutti gli anfratti disponibili ed assicura la continuità tra te e il tuo posto di lavoro, attorno ad ogni layout grafico, fin dentro i desideri del cliente!”
Giovane Apprendista: “Ed è importante?”
Io: “Certo che sì. Senza il brief scritto c’è la paura. La paura porta alla rabbia, la rabbia all’odio e l’odio porta ad usare Windows”.
Giovane Apprendista: “…Ehmmm… pensavo che fosse “porta alla sofferenza”...
Io: “Perché usare Windows non è soffrire?”
Giovane Apprendista: “Uhmmm… Ok...”

I nuovi layout vengono lentamente preparati… quando, all’improvviso l'icona di Entourage nel dock a forma di Morte Nera inizia a saltellare.
Giovane Apprendista: “Aaaaaagh! Adesso che succede?”
Io: “Eccola, è un'email del perfido Darth Account!”
Giovane Apprendista: “Eh?”
Io: “Un account scemo e leccaculo che asseconda ogni ingiustificato capriccio del cliente e lo fa esaudire da noi grafici”.
Giovane Apprendista: “Ed è grave?”
Io: “No, se non ti lasci traviare dal Lato Oscuro e resisti alla sua richiesta di ingrandire ancora il logo”.
Apro l'email e leggo il suo contenuto.
”Hanno cambiato ancora la data della convention. Bisogna correggerla su tutti i materiali declinati. Inviti, cartelline, slide powerpoint, scenografie. Tutto”.
Giovane Apprendista: “Oh, no! Ora non usciremo di qui prima di mezzanotte!”
Io: “Così sicuro sei tu. Sempre per te non può essere fatto. Tu non senti ciò che dico!”
Giovane Apprendista: “Maestro, creare una grafica è una cosa: questo è del tutto diverso!”
Io: “No! Non diverso! Solo diverso in tua mente. Devi disimparare ciò che hai imparato”.
Giovane Apprendista: “D'accordo, ci proverò”.
Io: “No! Provare no. Fare! O non fare. Non c'è provare!”

In un gran aprire e chiudere di documenti e finestre, le correzioni vengono completate su tutte le declinazioni.
Giovane Apprendista: “Sento una vibrazione negativa nella Forza...
Io: “Per forza! Ti sei scordato di ri-tracciare tutte le font sui documenti che abbiamo corretto!”
Giovane Apprendista: “E dobbiamo ritracciarle tutte uno per uno? Non ci riesco, sono troppi!”
Io: “Il numero non conta. Guarda me, giudichi forse me dal numero degli zeri del mio stipendio? Non dovresti farlo infatti, perché mio alleato è la Forza, ed un potente alleato essa è! Illuminati noi siamo, non questo vile denaro!”
Giovane Apprendista: “Tu vuoi l'impossibile! Non posso crederci!”
Io: “Ecco perché hai fallito”.

Dopo un'altra ora e mezza di attività mouse-Illustrator i pdf sono a posto.
Giovane Apprendista: “Ecco! Abbiamo finito!”
Io: “Aspetta... sento qualcosa... come se tanti file stessero gridando tutti insieme...
Giovane Apprendista (fissando il monitor): “Cacchio! MAILER-DAEMON!! Sono tornati indietro!! La loro casella di posta è piena!!!”
Io: “Non fidarti del computer, segui il tuo istinto...”
Giovane Apprendista: “Ehmmm… (controlla l'indirizzo email e si accorge che era sbagliato. Li rimanda a quello giusto e tutto arriva a destinazione”.
Giovane Apprendista: “Ehi! Ha funzionato!”

A questo punto lo stagista afferra il giubbotto e il casco e si avvia verso l'uscita.
Io: “Giovane apprendista…”
Lui si blocca e si volta a guardarmi.
Io: “Il boss non ti ha mai detto chi sarà il tuo capo per il resto del tuo stage da noi”.
Giovane Apprendista: “Mi ha detto abbastanza: che sarà (nome di altro art)”.
Io (con aria solenne): “No. Io sarò il tuo capo!”
Giovane Apprendista (impallidendo): “No! Non è vero! NON È POSSIBILE!”
Io: “Cerca dentro di te! Tu sai che è vero!”
Giovane Apprendista: “NOOOOOOOO!”

PS se questa storia vi è piaciuta, ringraziate anche Davide e le sue imperdibili Storie dalla Sala Macchine.

giovedì 15 dicembre 2011

Ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti.

A causa dei miei impicci che non sto qui a raccontarvi, mi sono accorto solo oggi del lusinghiero post scritto da Davide sul suo Strategie Evolutive.
A parte le cose fantastiche che scrive su Incorpo•Rated, il blog di Davide è uno dei posti migliori della Rete in cui vi può capitare di incappare: c'è spirito d'osservazione, senso dell'umorismo, intelligenza, un certo numero di argomenti trattati senza traccia di banalità o superficialità, altra intelligenza, divertimento, e una tag chiamata Porkchop Express che, se decidete di seguirla, vi porterà in luoghi da dove poi non vorrete più tornare.
Io vi ho avvisati.

Oh HP vestita di nuovo.

Quello che vedete qui in alto è il nuovo logo HP, ristilizzato, semplificato, scarnificato e steso ad asciugare da Moving Brands.
Mi piace?
Non mi piace?
Vi piace?
Posso dirvi la prima cosa che mi ha ricordato: l'operazione di stilizzazione operata nel 1983 da Giugiaro con il logo Fiat, quando lo ridusse a cinque barrette cromate parallele inclinate... chi c'era negli anni ottanta dovrebbe ricordarlo (qui sotto ho ricostruito per voi, visto che in rete sembra essere stata cancellata ogni traccia di quell'ardita operazione di restyling, il processo creativo che portò alle barrette):


Analogie creative a parte, ecco qualche altro dettaglio che potrà illuminarvi su come si è arrivati alle quattro barrette HP... l'ultimo shoot non ho capito quanto è serio, nel senso se ironizza sul dove può portarci la semplificazione estrema del linguaggio visivo o se è una reale pianificazione del prossimo step di rebranding operato da Moving Brands.
E visto che questo è il mio lavoro, magari voi vi aspettereste che abbia un'opinione su tutto questo tagliare, sfrondare e minimalizzare, e avreste pure ragione... ma, per ora non ce l'ho.
Se voi ne avete una, ditemela, che sono curioso.

martedì 13 dicembre 2011

E luce sia.

Lo hanno fatto ancora. Lo fanno sempre prima e sempre meglio.
Sfarzo, manie di grandezza, trasformazioni urbanistiche che un film come Burlesque al confronto sembra girato al lume di candela.
Verso la metà di novembre si riuniscono come clandestini nel retrobottega della Boutique del panino, e il Ferretti, titolare del negozio d'abbigliamento all'angolo dice: "Però io metterei le stelle più grandi".
E la De Paolis, proprietaria di Evoluzione della calzatura butta lì che è stata a Las Vegas quest'estate e ha delle grandi idee per questo Natale e poi c'è il timido ma spietato ferramenta Ronchetti – quello che nel 2009 aveva scritto col neon rosso Grazie Silvio ma che oggi ha cambiato idea – spinge per avere al posto della cometa la faccia di Monti.
E stanno lì la notte intera, si guardano con imbarazzo, poi aprono i libretti degli assegni. E in men che non si dica sotto il mio ufficio, in una notte buia e nebbiosa, arrivano dei poveri ragazzi, probabilmente rumeni, con le scale, silenziosissimi, che montano, tendono, tirano, collaudano – un paio ogni anno rimangono stecchiti così, sotto la cometa.
E quelli che sopravvivono alle cinque del mattino chiamano i rappresentanti dell'AssoCommerciantiBalduina, cioè il Ferretti, la De Paolis, il Ronchetti. E danno loro in mano un gigantesco interruttore collegato direttamente con la centrale atomica di Grenoble – perché in Italia le centrali atomiche le abbiamo bandite solo dopo il disastro di Fukushima.
E tac: l'alba arriva prima quella notte, e tutte le notti che la seguiranno, fino a quando quei perdigiorno dei Re Magi non saranno tornati a dormire nelle caverne dell'Afghanistan, donde, giusto ieri, si sono mossi.

lunedì 12 dicembre 2011

Guarda e impara, 25

Evolution always compacts
Come a dire: l'evoluzione compatta sempre.
Conexão Brasile per Smart.

Large coffee 1.5€
Campagna per reclamizzare il bicchiere di caffé di McDonald's... un bicchiere bello grande.

DDB Finlandia per McDonald's.

Back seat belts: they're there for a reason.
Come a dire: cinture di sicurezza posteriori, ci stanno per una ragione.
Selmore Olanda per Topgear.

Save your body.
Come a dire: oltre che la tua anima.
Red Azul Publicidad Guatemala per Golds Gym.

Text messaging while driving is equal to a blood alcohol content of 0.15 percent.
Come a dire: scrivere SMS mentre si guida equivale ad avere un 15% di alcool nel sangue.
Cordovan Communication Svezia per NTF.