lunedì 16 gennaio 2012

[RECE] J. Edgar

So che in giro è pieno di integralisti di Eastwood e del suo cinema, e anch'io apprezzo quasi tutte le cose sfornate dal grande vecchio: penso che alcuni sono dei capolavori, ma penso pure che altri siano film riusciti a metà e, alcuni, per niente.
Sfidando gli integralisti di cui sopra, penso che questo J. Edgar, biopic del direttore dell'FBI J. Edgar Hoover, non sia riuscito per niente.
Non appassiona. Non angoscia. I colpi che molla sono deboli e il pubblico se li aspetta pure. Per una buona metà è disastrosamente lento e poco coinvolgente. E quello che c'è di buono è sciupato da un make-up che ricorda quello de I soliti Idioti e da un doppiaggio che sembra un fake.
Magari esagero, e leggendo in giro altre entusiastiche critiche so che parecchi non concorderanno con me... ma, dopo un Hereafter discreto ma non del tutto riuscito e soprattutto all'indomani di questo J. Edgar mi viene da pensare che Eastwood abbia definitivamente perso la rotta e il mestiere.
E comunque, se decidete di andare a vederlo, assicuratevi di non scegliere l'ultimo spettacolo o rischiate, come dire, uh, di perdere la concentrazione.

16 commenti:

Alce ha detto...

Ciao Luca,
a costo di passare per integralista,
dissento.
Probabilmente ti aspettavi un altro film, più sugoso e à la Oliver Stone, con riferimenti e accenti tragico-popolari.
Eastwood però non è Stone. Meno male, se posso aggiungere.
Questo film è tanto asciutto e tanto distillato che fa assomigliare la tragedia nazionale e personale di Hoover a quella di un personaggio "rovesciato" di Steinbeck: secco, frigido, assoluto.
Forse il tuo modo di vedere il cinema non è quello di Eastwood. E la noia si prova anche quando si fraintende l'intento del film.

CyberLuke ha detto...

No. Mi aspettavo di essere coinvolto emotivamente.
Cosa che non è accaduta, e per me questo è l'unico crimine capitale per un film, di qualsiasi autore o genere esso sia.
E Stone, per inciso, non è tra i miei favoriti. ;)

MartaSuiTubi ha detto...

Che Clint mi racconti il disagio psicologico di Hoover (in oltre 2 ore !) mi interessa meno di zero.
Che Clint non mi racconti, e non denunci le manovre destabilizzanti di Hoover, fa di questo film una vera bufala (nei contenuti).
Se lo vogliamo calibrare solo sulla tecnica, allora è un gran film.

Maura ha detto...

Io non sarò così severa.
L'ho trovata una prova di buon cinema (a tratti ottima) ma con parecchie ombre a partire da un protagonista come DiCaprio, capace di migliorarsi negli anni ma non ancora pronto per ambire a ruoli complessi come questo.
Non a caso questa sua ultima fatica fa paio con il scorsesiano "The aviator" con molti punti di contatto a partire da una vita complessa e ricca fino alle ossessioni lancinanti.
Condivido invece in pieno il giudizio sul trucco klingoniano dei personaggi e sul purtroppo vergognoso doppiaggio che ci tocca in italiano, senza il coraggio di capire che un'altra voce era necessaria per sostenere il protagonista nelle numerose scene off in età avanzata.

Anonimo ha detto...

Questo è il motivo per cui non vado a vedere i Biopic , ovvero i Film Biografici .

non riusciranno mai a delineare profondamente la psicologia del rappresentato , o comunque il regista e lo sceneggiatore tralasceranno o gli daranno un'impronta troppo personale e parziale .

Beppe

Carla78 ha detto...

Che dire? Io amo Clint però stavolta non me la sento di difenderlo.
Troppo lungo, grondante populismo e retorica smaccata, situazioni accennate, make up orrido ma davvero orrido ( le lenti a contatto scure per gli occhi di Di Caprio con quella fotografia, bellissima e da salvare, creavano l’effetto sguardo vampiro 30 Giorni al Buio, non parliamo delle protesi e il lattice utilizzato per invecchiarli toccando il ridicolo).
Poi altra schifezza il doppiaggio, cioè lo sanno anche i bambini che la voce non invecchia, che bisogno c’era di incupirla rsentando il grottesco per farci comprendere la differenza tra Di Caprio giovane e Di Capro anziano, da mettere in galera, compresi gli evidenti svarioni legati alla dizione, imperdonabili.
La scena Psyco completamente fuori luogo, il bacio telefonatissimo…
Era partito molto bene ma più si avanzava nel racconto più erano evidenti le troppe stonature che non l’hanno reso un capolavoro ma un filmettino neanche da citare quando si parlerà dei lavori di Clint. E’ uno stile che non gli appartiene, ci voleva Leone per tratteggiare una figura così complessa. Amen.

La firma cangiante ha detto...

Addirittura. Dovrò toccare con mano, anche io tendo a essere parecchio integralista col vecchio.

Glauco Silvestri ha detto...

Da fan di Clint, volendo essere crudelmente sincero, credo che questo J.Edgar non sia proprio riuscito nel proprio intento.
E'... piatto. Sembra quasi un documentario dell'istituto Luce... solo che non è stato girato negl'anni 40.
Per di più il make-up usato per invecchiare gli attori non è assolutamente efficace. Più che vecchi, sembrano preda di qualche malattia della pelle e/o essere reduci da un incendio.
Di Caprio stesso non è convincente.

E così anche Hereafter non supera i miei livelli di apprezzamento. Certo: la scena dello tsunami lascia a bocca aperta, ma il resto potrebbe tranquillamente essere paragonato a uno di quei film low-cost da tv via cavo americana (tipo: onda assassina, vulcano assassino etc etc).

BlackBox ha detto...

Concordo un po' con tutti voailtri e anche con Cyber.
Film di qualità, impegnativo, ma non per tutti.
Un po’ troppo lungo, forse, ma 50 anni di storia americana non sono facilissimi da concentrare in meno di 2h abbondanti.
A tratti è un po lento (da Clint me lo aspettavo), manca di ritmo in alcuni passaggi.
Tuttavia le critiche piovute negli USA, decisamente eccessive, le trovo giustificate solo dal fatto che i lati oscuri della storia americana sono ben visibili... oinione personale, eh.
Male il make-up. Ottima la fotografia.
Un Di Caprio forse all’apice del suo talento, che meriterebbe ampiamente l’oscar per questa eccezionale interpretazione (sono di parte, fosse per me avrebbe già dovuto averne in bacheca almeno uno), confermandosi uno dei migliori attori in circolazione.
Voto 7,5. Lo considero “un capolavoro mancato”

Mitvisier ha detto...

Ma, al di là della non trascurabile serie di errori che la maggior parte di voi rileva, almeno Di Caprio è stato decente?
Di solito, quando vuole, è anche piuttosto bravo.
Certo che se mi rispondete di sì, allora non oso immaginare questo film (che non ho visto) con un attore un po' più scarso...

CyberLuke ha detto...

@Mitvisier: Di Caprio, dopo aver lavorato con Nolan, Spielberg, Scott, Scorsese, Allen, Boyle, Raimi, Cameron e, ora, Eastwood, si conferma degno di portarsi a casa la statuetta.
Ma, a mio parere, non per questo film.

theprov ha detto...

Ho trovato il film molto simile a The Aviator, sempre con DiCaprio, film con cui condivide alcuni pro, come la prova attoriale del protagonista, sempre più bravo, e alcuni contro, come l’eccessiva lunghezza.
Per il resto, molto bella la parte centrale sull’indagine Lindberg, la nascita della scientifica.
Il trucco di DiCaprio si salva, ma quello di Hammer no, è osceno, sembrava di vedere Ruggero de “I soliti Idioti”… no comment.
Eastwood dovrebbe assumere un compositore per le colonne sonore, si crede bravo ma no, non lo è.
Non mi è piaciuto il montaggio, non seguendo sempre precisamente l’ordine cronologico l’ho trovato un po’ confusionario, non penso ce ne fosse bisogno in questo film.
Eastwood, mi dispiace, ma è in fase calante. Hereafter mi ha annoiato a morte, j.Edgar è stato meglio, ma comunque niente a che vedere con Mystic River, Million Dollar Baby o Gran Torino.
Se mi è piaciuto? Nì, voto 6.

elgraeco ha detto...

Luca, io ancora non l'ho visto, e non è nelle mie priorità. Però, stavolta avevo una strana sensazione.
Mi fido delle tue impressioni... anche se forse non la metterei così giù dura. Possibile che per Eastwood sia solo un momento.
Certo, poi non ci credo neanche io a questa cosa che ho scritto qui sopra... però è bello sperare.
;)

barbara ha detto...

Anomalo questo Clint.
Come Luca, non mi ha emozionata,non mi ha colpita ma è riuscito (solo?) a interessarmi nella plumbea ambientazione frigida,in poche scene magistrali in mezzo ad altre più dozzinali come il rapporto con la madre o la liason omoerotica.

tetsu1 ha detto...

sono in disaccordo: Hereafter faceva proprio schifo. ;)

Angel-A ha detto...

Nuuuuu a me Hereafter era piaciuto tanto....