mercoledì 18 gennaio 2012

[RECE] Sono contrario alle emozioni


Sono contrario alle emozioni
Diego De Silva (2011)
Einaudi, 172 pagine
16 euro

Più che un romanzo, un flusso di coscienza, senza pretese di raccontare una storia coerente e consequenziale.
Narrato in prima persona da Vincenzo (che scopro essere il personaggio di altri due romanzi di discreto successo di De Silva), avvocato quarantaduenne, semi-disoccupato e semi-divorziato, caratterizzato dall'incapacità di gioire dell’emozioni... e che, tentando vanamente di gestirle e controllarle, finisce per subirle soltanto.

E fin qui, quello che c'è.
Com'è scritto?
Dietro uno stile apparentemente asciutto e a volte acido, ho intravisto complessità, maturità e profondità tradotte in una serie di riflessioni – in gran parte sensate e condivisibili – e che costituiscono spirito e anima del libro, pur senza dare mai l'impressione di impartire insegnamenti o rivelare chissà quali verità.
Niente saccenteria, dunque, e questo è un bene.
Ciononostante, a differenza di molti, non sono riuscito ad affezionarmi al personaggio, non trovando neanche troppo originale la sua analisi dell'universo filtrata attraverso un'emotività sempre in bilico tra indifferenza e comicità quasi pirandelliana, privandomi di quella voglia di averne ancora che mi auguro sempre di avere quando finisco un libro.

Insomma, più che un romanzo, un nuovo capitolo di un filone abbastanza apprezzato, almeno stando ai dati di vendita... ma personalmente credo che nelle prossime settimane mi dedicherò ad altro.

QUI potete leggerne un estratto.

1 commento:

laFra ha detto...

non so se ho letto quello prima o quello dopo... cmq non mi ha preso per nulla Da Silva. Ed il suo personaggio nemmeno.

Passa, decisamente, ad altro :)