giovedì 26 gennaio 2012

[Recensione] All Star Superman

Mai stato un grande fan di Superman: come parecchi altri, la sua invulnerabilità ma soprattutto la sua rettitudine al limite dell'ottusità (due caratteristiche alquanto poco umane) me l'hanno reso da sempre poco interessante.

Per la sua natura intrinsecamente positiva, Superman è rimasto spesso tagliato fuori da tutte quelle (spesso, pretestuose) operazioni editoriali che – dopo il successo planetario de Il Ritorno del cavaliere Oscuro di Frank Miller (che ancora ci campa di rendita con quella storia) – hanno portato autori e sceneggiatori a ridefinire i personaggi dei comics in chiave dark… mentre l'Uomo d'acciaio restava il solito, potentissimo boy scout protagonista di storie sempre meno fresche, divertenti, intelligenti, argute e anzi dal sapore sempre più fasullo.

Qualcuno doveva fare qualcosa, ma non poteva essere un qualcuno qualsiasi. Per questa miniserie (fuori collana e fuori continuity, senza nessun aggancio a particolari saghe o eventi attuali o passati, va detto), la DC ha tirato fuori il libretto degli assegni e ha scritturato Grant Morrison (QUI su Wiki potete esaminare il suo curriculum, semplicemente imbarazzante) e Frank Quitely (che qui non ha remore ad usare tutti gli strumenti che il fumetto moderno mette a disposizione e cita persino Moebius) riuscendo nel miracolo.

All Star Superman è tutto fuorché classico, non tradisce e non sminuisce in alcun modo il mito di Superman ma lo rilegge in chiave postmoderna, regalandoci una storia complessa, non lineare e con pochissimi spazi demandati all'azione pura e semplice, zeppa di artifici – sia narrativi che grafici – che vanno metabolizzati con tutto il tempo che normalmente non dedichereste a una storia a fumetti.
Se decidete di accostarvi ad All star Superman, quindi, fatelo senza fretta… e non preoccupatevi non conoscere a fondo il background del personaggio, perché, oltre tutti i meriti elencati qua sopra, riesce ad essere anche un'ottima storia introduttiva all'universo di Superman.

L'edizione italiana è molto ben curata, e la trovate su Amazon a meno di venti euro… che possono sembrarvi tanti, ma è anche vero che storie così non ne escono tutti gli anni.
E, sì, certo, è in libreria già da un paio d'anni e io arrivo buon ultimo. Meno male che certa roba invecchia molto, molto lentamente.

11 commenti:

Enrico ha detto...

Sono d'accordo. E' forse la pi bella storia moderna mai scritta su Superman..
Grant dice: fanculo la kriptonite, Luthor è poco più di un bambino viziato, cosa può ammazzare Super? E dà una risposta magnifica.
All Star Supes mi ha fatto amare un personaggio che trovavo inutile e anacronistico.

Fox ha detto...

Lo lessi in inglese prima ancora che fosse tradotto da noi... e lo trovai (e trovo ancora) ben più di un’operazione postmoderna o revisionista.
Ironico, semi-nostalgico, e solo apparentemente ostico per coloro che non hanno mai frequentato il supereroismo a fumetti, i denso di rimandi sottotestuali... un pò ti invidio, che l'hai letto ora per la prima volta e le tue emozioni sono ancora fresche! ;-D

Maura ha detto...

La mia conoscenza di Superman si ferma ai film con Christopher Reeve... devo dire che è un personaggio che non mi è mai entrato nel cuore.

BlackBox ha detto...

Il mio boy è abbastanza fissato con Superman... conserva come reliquie non solo tutti i film (e l'ultimo, quello con Kevin Spacey che fa Lutor, l'ho pure accompagnato a vederlo al cinema) ma anche una tonnellata e mezza di fumetti e sicuramente ci sarà pure questo All star, anzi, stasera per fare la figa con lui glielo chiedo... XD

Dave76 ha detto...

Cyber, se ti è piaciuto All Star, allora non ti perdere "Superman: Red Son", scritto da Millar.
E lo so, sembro uno di quei suggerimenti automatici di Amazon, ma vedrai che mi darai ragione.

Anonimo ha detto...

Morrison è pazzo come un cavallo, e la sua follia permea ogni dialogo, ogni nuvoletta.
In accoppiata con l'altrettanto delirante Quietely, hanno tirato fuori un Superman unico.
Condivido ogni parola della tua recensione.

Maui ha detto...

Quella del “sense of wonder” è una delle più grosse perdite del lettore / spettatore abituale.
Ho apprezzato molto il tocco di Grant Morrison e Frank Quitely nel presentare, giusto per fare un esempio, i costumi Kryptoniani in All Star Superman.
Ora, se qualcuno trovasse il modo di spendere quei tot gigallioni di dollari per portarlo sullo schermo credo che avremmo IL film sui supereroi.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Se posso permettermi, ne esiste anche una gustosa versione animata:
http://www.wired.com/video/all-star-superman-animated-trailer/625314478001

Lo stile è quello del Batman di Bruce Timm (che io adoro, ma son gusti), ed è ben poco edulcorata rispetto all'originale...

tanto che nei titoli di testa, utilizzano proprio come base i disegni di Quitely per narrare le origini di Supes...

Non so se esiste in italiano, ma è comunque godibile anche coi subs...

LUIGI BICCO ha detto...

Era già un classico mentre veniva dato alle stampe. Una storia interessante e un volume prestigioso e ben curato. Senza nemmeno troppi refusi da parte della (defunta) Planeta.

Morrison è un mago. Quitely di più.

A proposito. Indovina un po' chi ha studiato la grafica di logo e composizione di questa serie.

Yes.

Sempre lui.

Mister "magic" Chip Kidd :)

sommobuta ha detto...

Da amante di Superman vado in controtendenza. E' un bel volumazzo, ma dopo la lettura, non mi ha lasciato praticamente nulla. A stento mi ricordo le storie. E non l'ho letto nemmeno troppo tempo fa.

Come ha scritto anche Dave76, Red Son è assolutamente da prendere.

Gabriele Russo ha detto...

70 anni di storia del personaggio vengono sapientemente sprigionati man mano che la lettura procede.. nel loro vestito migliore.

Morrison è riuscito a catturare l'essenza di Nembo Kid e a farla apprezzare a chiunque.