lunedì 9 gennaio 2012

Se vi ci trovate...

Non passo molto tempo per mostre quando sono qui a Roma, un po' per il tipo di offerta (fin troppo classica quando va bene, stantìa nei casi peggiori) e un po' per l'allergia alle file chilometriche (quando la mostra stessa diventa fenomeno di moda e costume tutti si sentono in dovere di andarci).
Ma, quando sono fuori, le mostre diventano un piacevole diversivo, e un po' di tempo, specie se fuori c'è una manciata di gradi sopra zero, ce lo passo volentieri.
Negli ultimi giorni, sono stato a quella milanese dedicata alla Pixar e quella organizzata a Torino per commemorare vita e lavoro di Steve Jobs. Partiamo da questa.

Steve Jobs 1955-2011 è ospitata al Museo delle Scienze Naturali di Torino, e resterà aperta fino a fine febbraio. L’imprenditore Marco Boglione, boss di Robe di Kappa, e il professor Carlo Talamona del Politecnico di Torino hanno messo a disposizione le loro collezioni personali (oltre trecento elementi tra vecchi computer Apple e altri reperti storici) per onorare la figura di Steve Jobs.
Inutile dire che, se il tipo vi stava sulle balle o non vedete la necessità di ripassare – seppur piuttosto velocemente – la sua storia umana e imprenditoriale, potete saltare tranquillamente sia questa parte del post che la mostra, e pace. Ma se siete a Torino o dintorni, avete cinque euro in tasca che tanto non ci avreste comprato manco un biglietto per il cinema e circa tre quarti d'ora (ve l'ho detto, la mostra si visita con rapidità), io un salto vi consiglio di farcelo.
La mostra parte dalla fondazione della Apple nel 1976 nel garage di casa (riprodotto in scala 1:1 così come il pulmino Volkswagen che Jobs vendette per 600 dollari per costituire assieme a Steve Wozniak il capitale sociale) al licenziamento di Jobs dalla sua stessa azienda (ho avuto pure l'occasione di vedere un esemplare di NeXt Cube) dove tornerà come CEO nel 1997, dalla creazione della Pixar, vera e propria rivoluzione nell’industria del cartone animato, al suo testamento tecnologico, costituito da macchine ormai entrate nella storia della tecnologia... come il Lisa, il Macintosh e l’iMac fino a "feticci" più recenti come l'iPod, l'iPhone e l' iPad.
L'allestimento è piuttosto curato, e, come vedete dalle fotografie, il tutto ha un po' l'aria del sacrario, anche se credo che non sia affatto un caso. Oltre gli oggetti di repertorio, ci sono touch screen, archivi elettronici e documenti multimediali sfogliabili virtualmente, ma l'implementazione di questi ultimi non è del tutto riuscita.
E se siete ancora freddini, vi basterà riascoltare lo spot Think Different declamato da Dario Fo per farvi percorrere da un brivido come se lo stesso fantasma di Jobs vi posse passato accanto. Garantito.
Con il biglietto vi guadagnate anche l'accesso ad un altro paio di mostre (QUI il sito con i programmi completi), che comunque non ho avuto il tempo di vedere.


Anche se non siete esattamente fan dell'animazione digitale (come me, che, mosca bianca, lo so, sono incline allo sbadiglio davanti lungometraggi come Up o L'Era Glaciale), vale invece la pena investire un paio d'ore nella mostra Pixar all’interno del Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano (in via Palestro, davanti al parco Indro Montanelli).
Pixar festeggia i 25 anni del marchio esponendo la sua intera produzione, e, come tutto il resto, lo fa alla grande.
La mostra non è di quelle imperdibili da prendere il primo aereo e accorrervi, ma espone parecchio materiale (tele, disegni, bozzetti, sculture, schizzi, acquerelli, calchi in resina dei personaggi destinati alla creazione dei modelli 3D), ben disposto e sapientemente illuminato, contiene un paio di chicche (provate a cercare zootropio su Google) e, soprattutto, include un'installazione speciale chiamata Artscape, che da sola vale il prezzo del biglietto.
E, credetemi, vorrei tanto spiegarvi cos'è l'Artscape… ma qualunque descrizione la sminuirebbe e basta.
Bisogna entrare e perdercisi dentro.

E ora, un paio di info utili.
Con l'eccezione delle due statue a grandezza naturale di Mike e Sully (Monsters & Co.), non si possono scattare fotografie all'interno della mostra.
Ora, fermo restando il mio pensiero che scattare fotografie ad una mostra sia abbastanza superfluo – quando, generalmente, all'uscita si può acquistare il catalogo, ben stampato e ad un prezzo onesto (in questo caso, il catalogo veniva offerto a venticinque euro contro i trentacinque dove viene offerto sul sito ufficiale) – io mi chiedo come possa essere che, per un'esposizione di questo tipo, ancora possano vigere restrizioni così idiote.
Per cui – abbiate pazienza – le fotografie che vedete in questo post provengono da Flickr, dove coraggiosi utenti hanno sfidato i divieti e si sono macchiati dell'orrendo crimine di scattare qualche fotografia di nascosto, manco fossero una setta di carbonari.

Un ultimo consiglio: andateci di giovedì, di sera. Quel giorno la mostra chiude alle 22.30 (la biglietteria un'ora prima), troverete pace, tranquillità e nessuna orda di ragazzini vocianti e urlanti.

14 commenti:

Christian ha detto...

La mostra su Jobs non credo la vedrò, tra l'altro sono anche fuori mano, invece quella Pixar mi stuzzica alquanto, e poi mi hai messo parecchio in curiosità con questa storia dell'artscape!

Angel-A ha detto...

FIgo! Specialmente quella sulla Pixar... quasi quasi... e chissà quanto bel merchandising! ^_____^

Anonimo ha detto...

Lasseter a Milano ha detto cose belle e interessanti sulla sua carriera e sul suo lavoro, senza menarsela e riuscendo a gestire con gusto le bruttissime domande che gli facevano i giovani designer presenti in sala. Poi, durante l'incontro sono stati proiettati i nuovi corti di Toy Story: deliziosi. Se ti capita di recuperare online un video della serata, ti consiglio di guardarlo. ;)

barbara ha detto...

Io ci sono andata il 6 gennaio, quando per ovvi motivi era prevedibile una certa affluenza, e sono entrata serenissima attorno alle 11:00, trovando un discreto quantitativo di persone. Quando siamo usciti alle 12:30, c'era fuori una coda che faceva il giro attorno all'angolo e s'arrotolava. Sapevatelo.

dandia ha detto...

Non puoi certo lamentarti delle mostre di Roma... Nel mucchio qualcuna si può sempre salvare. Personalmente avrei visto volentieri Rodchenko. Quella di Von Hagens manco se mi pagassero.

Valeria Boffi ha detto...

Ficoooo! Io ci vado il 21!!


Comunque potevamo vederci uff!!!

ps nella prima foto Jobs sembra l'attore Jason Schwartzman!!

laFra ha detto...

Consiglio caldamente quella della Pixar...tre volte non bastano - hihi

Jack ha detto...

Mi è piaciuta molto quella sulla pixar; dimostra come per un livello del genere il termine "arte" sia obbligatorio. Ma hai visto la fila di tablet Samsung? Chissà cosa avrebbe detto Steve... :)))

Larsen ha detto...

un solo appunto: jobs non ha creato la pixar... esisteva gia' ;-)
c'ha messo i soldi, quello si, e senza i suoi capitali pixar sarebbe rimasta a fare da "semplici" animatori per la disney.

come per tante altre cose "professate" come create da jobs, si tratta solo di un'ottimo acume imprenditoriale, ma niente di piu'... s'e' spesso buttato a pesce su invenzioni di altri, riuscendo a vedere piu' lontano degli stessi creatori.
lo stesso apple che s'e' comprato boglione, in realta' e' opera di wozniak.

Luca Prandi ha detto...

Io se riesco ci vado a tutte e due ( da perfetto Apple-Wanna-Be ), poi abito più o meno alla stessa distanza tra Torino e Milano. Tra l'altro Luke che ne dici di fare un salto dalle parti di Savona: http://multimedia.lastampa.it/multimedia/scienze-e-tecnologie/lstp/86831/
( poi tutti a mangiare pesce!!! )

Anonimo ha detto...

Premetto che non ho ancora visto la mostra ma la mia riflessione è, una gallarie d’arte non dovrebbe ospitare arte? a me questa sembra piu’ che altro PUBBLICITA’. ma in fondo siamo nel secolo in cui anche uno come Catellan viene considerato un artista. O forse sono io che non conosco il senso della parola “arte” sigh. Diego

BlackBox ha detto...

Dì la verità, che alla mostra su Jobs ci sei andato solo per farti la foto accanto la sua gigantografia!!! :P

Neliel ha detto...

Zootropio? TROVATO! E, che altro dire: STRAFIGATA!!!

Dama Arwen ha detto...

Ci andrò il 21 con Nicla! Oh yeah!