lunedì 23 gennaio 2012

Un'idea da copiare.


Prima che mi scordo.
Durante la mia breve escursione bolognese, Glauco – che oltre ad essere una persona gentilissima e molto disponibile è anche uno dei pochi esemplari viventi di lettore assiduo in Italia – mi ha portato nella libreria Coop in via degli Orefici, ricavata nei locali dell'ex mercato ottocentesco Ambasciatori.
E quando ne sono uscito, ho pensato: minchia, io qua ci verrei un giorno sì e l'altro pure.
La catena di librerie della Coop divide lo spazio con Eataly, uno dei più grandi mercati etnogastronomici del mondo, e mai fusione di generi, atmosfere e culture è stata più indovinata di come ho visto fare in questa struttura.

Lo store si sviluppa su tre piani, al piano terra c'è lo spazio narrativa, lo spazio forum e una sfiziosa caffetteria, al primo piano trovano spazio i libri sul tempo libero insieme ad una vera e propria osteria e ad una gastronomia da asporto, e al terzo piano i volumi per ragazzi e la saggistica, accostati a una vineria e a una birreria... più un secondo spazio per incontri.

Metteteci che lo store resta aperto tutti i giorni fino a mezzanotte, che di fatto non è solo una libreria ma un vero e proprio punto d'incontro dove mangiare, comprare, leggere, volendo assistere a lezioni e degustazioni, incontrare scrittori e protagonisti della cultura alimentare e non... e la prossima domanda che vi farete è: ma perché non ne aprono uno per ogni città piuttosto che quei tristissimi casinò che stanno spuntando come funghi dappertutto e che altro non sono che la versione 2.0 delle bische (stavolta avallate da uno Stato compiacente e che ha capito che per tenere buona e coglionata la gente basta fargli ballare davanti il miraggio di vincite facili e immediate)?
Ecco, mi sono intristito.
Consolatevi con le foto di questa piccola oasi.


13 commenti:

Laura ha detto...

che sogno: libri e buon cibo. potrei vivere in un posto così!

Glauco Silvestri ha detto...

Davvero un bel posto. :)

La firma cangiante ha detto...

Guardando le foto l'atmosfera sembra più Eataly oriented che non quella della libreria.

Qui a Torino ci sono sia Eataly che la libreria Coop nella quale però non mi è ancora capitato di entrare. Non credo che ci sia questo connubio però.

Devo informarmi.

fsv ha detto...

l'ultima volta che sono andato a Bologna ero indeciso se eleggere a mia nuova abitazione la libreria coop o la sala borsa.

Easterella ha detto...

Che goduria!!!!

LUIGI BICCO ha detto...

Sottoscrivo quanto detto da Firma Cangiante. Anche qui a Torino esiste una realtà del genere. A me potrebbe andare bene passarci una volta ogni tanto. Per il resto, più gente c'è, meno fa per me. Soprattutto se devo comprare libri. Preferisco quelle librerie piccole e polverose dove il proprietario ti parla dei libri che ha letto lui ultimamente perchè prima che un commerciante e prima di tutto un lettore.

Oh, sarò strano io, eh :)

Enrico ha detto...

Che belli gli acquisti notturni... Un posto rischioso. Per il portafoglio!

umanile ha detto...

Devo correggerti. L'Ambasciatori era un cinema a luci rosse, non un mercato. Il vicino mercato detto "di mezzo" è aimè ancora chiuso da circa 15 anni.

Emilio, Bologna

CyberLuke ha detto...

@la firma: in effetti, mi rendo conto solo ora che nelle foto postate i libri si vedono poco e niente. Ma ce ne sono, ti assicuro. ;)
Se poi mi dici su quella di Torino, apprezzerei molto.

@Laura, Esterella, fsv. Magari era solo un caso, ma la maggior parte delle persone che ho visto sedute a mangiare e con un libro in mano erano donne.

@Luigi: sì, qualcuna così a Roma ce n'è. Peccato che i librai romani siano come tutti gli altri esercenti della capitale: e cioè estremamente infastiditi che tu sia entrato nel loro negozio.

@umanile: avevo letto così. Beh, mi correggo.

dandia ha detto...

Lo ammetto, in un posto del genere perderei la cognizione del tempo e il senso dell’orientamento: mi abbandonerei lasciandomi piacevolmente risucchiare da labirinti di scaffali stracolmi di libri e di altre amenità gastronomiche.
Questa fusione di generi non è nuova. Negli ultimi anni la tendenza prevalente nella creazione di spazi pubblici è stata quella di unire l’inconciliabile, aggregando attività diverse e stipando le funzioni più disparete in grandi contenitori luccicanti: stazioni che diventano centri commerciali, cinema che si trasformano in multisala con annessi tavola calda e sala giochi, negozi di libri e dischi che fanno ingrassare… Perché fare una cosa sola quando ne posso fare tante assieme? I commercianti gongolano, i clienti sono soddisfatti.
Abbagliata da questa idea di modernità dinamica e polifunzionale già mi vedo seduta all’angolo bar accanto alla mia borsa appena riempita di prelibatezze poco dietetiche, con una tazza di cioccolata calda in mano, sfogliando con l’altra mano (la natura non si adegua, solo due me ne ha date) il libro prescelto, destinato a breve a passare sotto il lettore di codici a barre.
All’uscita tante facce compiaciute degli acquisti multipli, felici di aver soddisfatto occhi, mente e pancia con un unico giro: più piccioni presi con una fava, magari risparmiando non soldi ma sicuramente del tempo prezioso (ma perché poi sempre questo problema del tempo?).
Eppure qualcosa non mi convince. Forse in questa foga di riunire e di variare, qualcosa è andato perso: il lusso di avere del tempo da dedicare esclusivamente alla ricerca di un libro, il fascino e la ricchezza dei negozi specializzati, il piacere di immergersi nelle cose più semplici, vivendole intensamente una alla volta.
Ma è proprio vero che l’unione fa la forza anche nel commercio? O forse la cultura letteraria da sola non è più appetibile?
Forse si è perso anche un pezzo della nostra libertà di decisione. Perché a mente lucida, una volta rientrata a casa, finirei col chiedermi per quale ragione io, che cercavo solo un libro, mi sia fatta sorprendere dalla voglia di riempire la borsa di biscotti.

Licia ha detto...

te possino, che domande fai sul perché certe cose non attecchiscano...leggere è peccato, non lo sapevi? cmq se decidi di aprirne una, io partecipo ad ogni livello. soprattutto mangio e leggo.

Cristiano ha detto...

Se vieni a Genova passa a vedere il negozio Eatitaly, la libreria è al piano terra.

CyberLuke ha detto...

Non mancherò.

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