venerdì 9 marzo 2012

Il reboot di Dredd butta male.

Magari siete tra le moltitudini che aspettavano questo 2012 per l'annunciata invasione di film nerd tratti dai fumetti, come ad esempio Ghost Rider 2 (per il quale la cosa migliore che mi sento di dire è che peggio del primo non può, davvero non può essere), The Avengers (che se non sarà all'altezza dell'hype che sta montando, saranno cazzi), il reboot di Spiderman (che potrebbe rivelarsi una bella sorpresa), il terzo e conclusivo capitolo del noioso Batman di Nolan (ecco, l'ho detto: siete contenti? noioso)... ma in pochi, magari, starete aspettando il reboot di Dredd, prodotto dalla società di Danny Boyle, diretto dal britannico Pete Travis e interpretato da Karl Urban.

Sul primo, bistrattato film dedicato al giudice-poliziotto più integerrimo dei fumetti, parlai QUI. Che, se non vi va di rileggervi tutto il pippone, fu un film su cui praticamente tutti spararono ad alzo zero quando invece in seguito avremmo visto (e, in qualche caso, acclamato) porcherie molto, molto peggiori.

Io il giudice lo sto riscoprendo da poco, recuperando lo scarso materiale pubblicato in Italia da Magic Press... e ammetto che lo spirito del fumetto è stato ampiamente tradito dalla pellicola di Danny Cannon, dove i toni cupi e apocalittici della serie sono stati stemperati a favore delle scene d'azione e di toni umoristici probabilmente imposti dalla produzione... per non parlare della volontà di Stallone, chiamato ad interpretare il ruolo di protagonista, di recitare praticamente per tutto il film senza l'elmetto da Giudice, cosa che nel fumetto di Wagner e Ezquerra non accade mai: non è mai stata disegnata una sola vignetta in cui vediamo il volto di Dredd.
Dredd è una maschera grottesca, l'impersonificazione in carne, uniforme e pistola, della Legge, applicata invariabilmente alla lettera, implacabilmente e senza alcuna discriminazione.
Attraverso la metafora della repressione violenta con cui Dredd risponde alla criminalità e all'anomia dominanti nel suo futuro postatomico, gli autori raccontavano un presente (quello dell'era Tatcheriana) non meno allucinante, in cui crescono la disoccupazione e il divario tra le classi, in cui si complica la questione irlandese, esplodono i conflitti legati all'immigrazione e al neoliberismo economico che mobilitò gli intellettuali in Inghilterra in quegli anni.
E, chi è appena in grado di leggere tra le righe, trova tutto questo e anche parecchio altro nei fumetti del Giudice Dredd.

Ma, dicevo, il film.
Il reboot è fissato per il prossimo 21 settembre, e i produttori MacDonald e Reich hanno assicurato che sarà molto più fedele, crudo e violento del suo precedessore.
E fin qui sposo la loro causa.
Quello che mi preoccupa (in ordine sparso) è:

• la scelta del regista. Dietro la macchina da presa i produttori hanno piazzato Pete Travis, di cui ammetto di non avere mai visto nulla, ma che può vantare un nutrito curriculum televisivo... non altrettanto nutrito quanto quello cinematografico, e troppo spesso validi mestieranti hanno mostrato tutti i loro limiti cercando di fare il grande salto.
Se a questo ci aggiungete che il film su Dredd dispone di un budget minimale (rispetto a prodotti della stessa categoria che si facevano anche solo dieci anni fa), non vorrei che la produzione cercasse di portare a casa il risultato sfruttando vecchie proprietà intellettuali di successo, una sceneggiatura alla buona, effetti digitali realizzati in subappalto da aziende del terzo mondo e – soprattutto – senza essere supportati da un grosso nome alla regia.
Il che, soprattutto quando si gira un film tratto da un personaggio dei fumetti, è una di quelle cose che può fare la differenza. Ma diciamo che mantengo il giudizio sospeso e le dita incrociate.

• Karl Urban nel ruolo del Giudice Dredd.
Che poi sarebbe il tipo qui sopra.
E, siamo d'accordo: nel film di Travis non si toglierà mai l'elmetto, e questo è un bene.
Che uno così, nel ruolo del giudice più stracazzuto del mondo, non ce lo vedrei neanche in una parodia.
Ecco, poi c'è gente che ha storto il naso davanti Stallone che ringhiava "Io sono la legge".
Adesso tenetevi Urban e il suo faccino da ragazzo della porta accanto.

• I costumi.
Sono stati stravolti ancora rispetto quelli del fumetto.
Col risultato che ai Giudici è stata data questa pezzentissima uniforme che sembra un completino di pelle di quelli con cui i turisti tedeschi sfrecciavano per l'Europa in sella alle loro BMW R100 negli anni settanta e già sembravano fuori moda.
E, poi, tanta buona volontà e nemmeno si è riusciti a mettere in testa a Karl Urban un elmetto della misura giusta.
Ripeto, e c'è ancora qualcuno che critica le uniformi dei Giudici disegnate da Versace e da Emma Porteus (un curriculum da costumista lungo come una tangenziale in cui figurano diversi 007 e Aliens Scontro finale) per il primo film su Dredd:
E, se non siete né tra i sostenitori delle uniformi fighette del primo Dredd né per i pigiamoni di cuoio del nuovo, vi faccio vedere come Steven Sterlacchini e Michael Carroll, due modesti ed indipendenti filmakers, stanno mettendo su un fanfilm su Dredd del tutto rispettoso dell'estetica del fumetto... se questo breve trailer vi stuzzica l'appetito, trovate tutto QUI.


• Il Lawmaster.
Il Lawmaster è il mezzo monoposto in dotazione a tutti i Giudici di strada.
Può raggiungere i 350 chilometri orari di velocità massima. La dotazione standard include un computer di bordo con sintetizzatore vocale programmato ad accettare istruzioni verbali dal Giudice, un uplink satellitare ad alta velocità al casellario del Dipartimento di Giustizia, un dispositivo autopilota (in caso di Giudice ferito o reso inabile alla guida), un sistema di autodistruzione smart, una corazzatura balistica di livello due e una coppia di mitragliatrici completamente retrattili con una cadenza di fuoco di 1000 colpi al minuto.
Il Lawmaster dispone di una modalità volo per pattugliamento aereo, ed è alimentato da barre di combustibile non fossile con cinquecento chilometri d'autonomia.

Nel primo, bistrattato film sul Giudice Dredd, il Lawmaster progettato da David Allday era carrozzato di blu e oro e il suo aspetto era del tutto coerente con l'estetica dei Giudici, delle uniformi e degli altri segni distintivi della legge:
Un gran bel lavoro di design, se volete il mio spassionato parere.
Gli effetti sonori utilizzati per il Lawmaster erano semplici ma efficaci, e la cronica inaffidabilità di funzionamento dei sistemi di bordo (in particolare, l'avionica) erano un tocco ironico che divertiva senza essere eccessivo.
Cosa ci aspetta, invece, nel prossimo film su Dredd?
Questo:
Che se io davo retta a Francesco e facevo il modding al mio scooter, probabilmente mi veniva fuori una roba migliore di questa zozzeria.

Per cui, facendola breve (e concludendo): è chiaro che, a settembre, entrerò in sala con tutta la diffidenza del mondo.
Ma se, nonostante il faccione pacioso di Urban, i costumini pezzenti, le motociclette-cassonetto e chissà quale altra orrenda approssimazione al quale sarò costretto ad assistere, Travis riuscirà a trasportare una frazione dello spirito e della natura di un personaggio difficile come Dredd, giuro che la sera dopo me lo vado a rivedere conciato e addobbato da Giudice.
Cosplay, che, tra l'altro, sta procedendo lentamente ma inesorabilmente.

15 commenti:

Glauco Silvestri ha detto...

A me la versione "Stallone" del Giudice Dredd piacque parecchio. Non so proprio come giudicare questo reboot... ma già il fatto che stia arrivando in sordina (al contrario degl'altri film che citi) mi fa dubitare parecchio sul risultato!

Nota a Margine: Ma con tanti fumetti che l'America sforna, sempre gli stessi personaggi dobbiamo vedere sul grande schermo?

Enrico ha detto...

Gran bella recensione. E devo dire che mi hai fatto voglia di rivedere il primo film del Giudice.
Ma perché fanno un reboot di Spider-man (di nuovo)? Non hanno di meglio da spulciare?
Magari per cambiare registro un Cloak & Dagger... Ricordo con piacere le storie di Mark Silvestri.

LUIGI BICCO ha detto...

Gran post :)
Ce ne sarebbero in effetti da dire su Dredd. Diciamo prima di tutto che la serie a fumetti merita e parecchio. Ho recuperato anch'io le ultime uscite della Magic. Tutti cicli di vecchie ristampe (per ora in cinque volumi) ma grandi storie davvero dove viene fuori soprattutto quel futuro distopico difficile, secondo me, da ricostruire su pellicola. A meno di non avere davvero un superbudget. E dubito che un personaggio così poco noto al grande pubblico possa averlo. Si spera quanto meno che questo film possa essere il più possibile attinente alle tematiche originali. Poi su costumi e quant'altro, non posso darti torto. Forse hanno voluto rendere il tutto un po' più realistico anche se in quelle poche immagini, ritrovo anche un certo retrogusto cyberpunk.
Dredd rimane comunque davvero un gran bel personaggio.

P.S.: Poi ci spieghi questa cosa del Batman di Nolan noioso :)

BlackBox ha detto...

Lo ammetto: non ho mai sentito nominare il personaggio, e sì che ho un fidanzato fissato coi fumetti. :-)
Ma stasera gli chiedo lumi e vedrai che qualcosa ne sa di sicuro... e magari salta fuori che ha pure il film con Stallone di cui parli... così mi guardo bene il tuo prossimo costume! ;-D

Larsen ha detto...

a me la prima versione, compreso stallone (ok, non doveva togliersi il casco...) era piaciuta.

il guerriero abc per l'epoca era fatto veramente bene, la storia non era malvagia, i costumi erano buoni (certo, nel fumetto ci sono iperboli che nella realta' diventano difficili da riprodurre), e anche la moto non era malvagia... insomma, non si sforzarono granche', si limitarono ad un'aderenza "realistica" rispetto al fumetto, ma il risultato fu buono secondo me.

su questo nuovo invece... a vedere le immagini che hai messo... insomma, e' da facepalm continuato per minimo una settimana...

CyberLuke ha detto...

Ehi, nel caso non si fosse capito, a me il primo Dredd piacque, e anche parecchio.
E nell'economia globale del film, perfino Rob Schneider come spalla comica ci stava.
Aveva scenografie fantastiche, un cast di prim'ordine (Max von Sydow e Diane Lane, ma su tutti uno schizzatissimo Armand Assante come acttivo) e un tema musicale che ancora gira nel mio iPod.

@Glauco: beh, dai, un film ogni 17 anni sullo stesso personaggio si può fare. Le riletture, specie a distanza di tanto tempo, io le trovo sempre interessanti.

@Luigi: non ricordo chi ha detto che Il cavaliere Oscuro non è che un gangster-movie con dentro un tizio con una tuta di gomma. Magari esagerava un po', ma sostanzialmente la penso così anch'io: a conti fatti, i due Batman di Burton sono più favolistici e affascinanti (il secondo in particolare).

Neliel ha detto...

Non vedo l'ora di vederti con quel costume addossoooo *____*

Maura ha detto...

Armand Assante me lo ricordo nel bellissimo "Il paradiso può attendere".
Stai a vedere che adesso mi devo cercare e guardare questo filmaccio con Stallone perché c'è lui.
Ci penso, và.

Leonardo ha detto...

Quel costume (quello del primo film) mi piace un sacco.
Quanto poco mi convince "il pigiamone di cuoio" sfoggiato da Urban sulla copertina di Empire.
Del resto, spesso nei film tratti dai fumetti cannano alla grande i costumi (ho trovato molto azzeccati quelli di Spiderman e di Superman, veramente aderenti al fumetto, e pessimi quelli di Catwoman e degli X-Men), ma a volte nello stravolgere tirano fuori anche cose decenti, come i costumi di Batman, che non c'entrano nulla con quello fumettistico ma che sullo schermo funzionano molto meglio di una calzamaglia grigia con le mutande blu. ;)

L'elmetto sta venendo molto bene, quando pensi di averlo finito?

Alex McNab Girola ha detto...

"Karl Urban nei panni del Giudice Dredd".

Ok, mi basta. Ciao ciao reboot.

CyberLuke ha detto...

@Neliel: eh, dovrai aspettare ancora un po', mi sa.
@Maura: adore Assante in quel ruolo. Mille volte meglio di Stallone, anche se ad essere cattivi, non ci voleva parecchio.
@Leonardo: come magari immaginerai, a studiare il costume di Batman ci ho speso più di una notte.
E posso dirti che sono tutti improbabili in una Realtà Oggettiva: posizionali dove vuoi in una scala da "Uhhhmmm" a "ma mica pensi di andartene per i tetti con un mantello che ti svolazza dove gli pare e pretendere di tornare a casa senza neanche un'osso rotto".
@Alex: dài, in fondo il casco non se lo leva mai. Io una chance gliela dò.

La firma cangiante ha detto...

Dredd mi manca completamente, sia per quel che riguarda i comics sia il primo film. Tenterò di recuperare qualcosa.

Ma mi abbandoni di già Magneto?

elgraeco ha detto...

Ottimo.
Dredd non mi ha mai detto molto, ma adoro questi post d'estetica comparativi.
E poi? Il cosplay di Dredd? Seriously? Fighissimo.

Fumettista Esplosivo ha detto...

Così, a freddo e senza leggere neppure il tuo post sul film originale di Dredd!


1) Nel film il personaggio più fico a mio avviso è "Rico", il cattivo interpretato da Armand Assante.

2) Il robottone del cattivo è un pezzo di ferraglia imbottito di steroidi, ma è tanto caro al suo padroncino e la cosa mi fa tenerezza.

3) La presenza di Jürgen Prochnow non basta a rovinare il film... quindi è un segnale che il film ha qualcosa di positivo se neppure Prochnow riesce a rovinarlo.

4) Sly mi sta simpatico... quasi sempre!

5) Il pezzo suonato dai Cure mi piace... a dire il vero, anche i Cure mi piacciono sempre!^^

Fumettista Esplosivo ha detto...

http://www.metacafe.com/watch/3075699/judge_dredd_soundtrack_the_cure_dredd_song/