L'Anno Dei Dodici InverniTullio Avoledo (2009)
Einaudi, 377 pagine
16 euro
L'anno dei dodici inverni potete leggerlo come se fosse una storia d'amore, o un romanzo sui viaggi nel tempo... o entrambe le cose, e non restereste delusi in alcun caso.
Di Avoledo dovreste sapere ormai che è il mio autore di culto.
Consapevole, divertito, elegante, originale.
Che si prende una bella fetta del romanzo per omaggiare dichiaratamente (e forse un pelo fin troppo platealmente) Philp K. Dick, e che non perde – neanche qui– l'occasione di aprire una sua personalissima finestra su un possibile futuro.
Lo stile narrativo che Avoledo utilizza in questo suo ADDI è, come di consueto, avvincente, coerente (che è la cosa più difficile, nel tipo di storia che sceglie di raccontare) e caratterizzato dalla sua tipica voce ma, rispetto al solito, è anche più "morbido" e sentimentale rispetto alla sua cifra consueta.
Cosa che non è di certo un difetto, ma anzi forse la cosa migliore dell'intero romanzo… prima ancora della storia (che è buona ma non certo nuova) e dei personaggi (che sono belli ma forse privi di quella scintilla di vita in più che avevano, giusto per citare la sua cosa migliore, i protagonisti de Lo Stato dell'Unione).
Il finale è solido, sistema ogni tessera del mosaico al suo posto e fa perdonare anche i pochi difetti del libro (un paio di capitoli centrali veramente lenti e qualche lungaggine di troppo qui e là).
Altamente consigliato, quindi, anche se non ve ne frega assolutamente niente di fantascienza o delle storie d'amore.
4 commenti:
Eh sì. Davvero bello ^^
Uno dei pochi libri dal quale non sono riuscito a staccarmi, e che ho dovuto leggere "tutto in una botta". Molto, molto bello davvero. :)
Avoledo dovrebbe girarti una parte delle sue royalties con tutta la pubblicità che gli fai. Devo decidermi a prendere qualcosa, mi sembra intrigante. Che dici? L'elenco Telefonico?
@La Firma: Io inizierei col migliore: Lo Stato dell'Unione.
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