venerdì 23 marzo 2012

Photoshop CS6, guida e impressioni d'uso (parte seconda).

Nota bene: tutte le schermate di questo post sono ingrandibili in real size cliccandoci sopra.
La prima funzione che decido di testare è il motore 3D, che mi dicono essere stato velocizzato e semplificato nell'uso (esistevano già funzioni di editing 3D nelle versioni precedenti, ma non avevano convinto del tutto nè gli utenti alle prime armi né i professionisti del 3D).
Digitate una riga di testo.
Se guardate, in alto, nella barra di stato, è comparso un pulsantino "3D", la cui pressione trasporta la mia riga di testo in un ambiente 3D completamente editabile da una piccola serie di strumenti che appaiono sempre nella barra di stato.

È possibile, naturalmente, illuminare la scena ed aggiungere nuovi punti luce: l'utilizzo degli strumenti è intuitivo, e – cosa forse ancor più impressionante – la velocità con cui gli effetti sono applicati. Semplicemente, non c'è attesa. È tutto istantaneo.

Rotazioni sugli assi XYZ e rendering delle ombre sono fluidi e senza scatti. Sono tutto tranne che un esperto di 3D, ma mi sembra che in questa sezione Photoshop abbia fatto un grande passo avanti.
Potete inserire all'interno dei vostri documenti oggetti 3D in formato 3DS (3D Studio Max) e KMZ (il formato di Google Earth,).

Il secondo test l'ho condotto sul decantato Mercury, il nuovo motore di rendering grafico di Photoshop, potenziato con la possibilità di sfruttare OpenCL e le GPU moderne (il sistema è ottimizzato per GPU nVidia). Uno dei modi migliori di testarlo è l'applicazione del filtro Fluidifica (liquify), di cui parlai più diffusamente QUI.
Fluidifica impegnava pesantemente le risorse del sistema, e la sua applicazione richiedeva parecchi secondi o addirittura minuti se l'immagine era particolarmente grande.
Adesso, la musica è cambiata. L'applicazione di Fluidifica è istantanea. Zero attesa, sul serio. Inoltre, se prima la dimensione massima del pennello (e quindi delle distorsioni possibili) era limitata a 1500 pixel, adesso possiamo arrivare a 15.000. Il che significa che è possibile distorcere intere grandi immagini come fossero bandiere, o lenzuoli. Basta soffermarsi un minuto sulle potenzialità per immaginare nuovi utilizzi creativi del filtro.

Come forse saprete, non sono un grande sostenitore dell'utilità dei cosiddetti filtri "artistici" di Photoshop. Ero e resto dell'idea che il loro impiego caratterizzi quasi immancabilmente qualsiasi immagine con un aspetto amatoriale che, se va benissimo per realizzare roba domestica, in ambito professionale andrebbe evitato come la peste.
Però ero curioso di provare la nuova GPU aggiunta espressamente per il filtro Oil Paint (pittura ad olio). Lo trovate subito sotto Liquify.
Fermo restando le perplessità sull'opportunità di impiegare filtri che simulano la pittura, oggi Oil Paint realizza effetti piuttosto piacevoli. In più, la velocità di esecuzione del filtro è davvero ottima, e consente di compiere sperimentazioni ripetute in pochissimo tempo. Ed è anche abbastanza divertente (ok, non come Fluidifica).
(continua)

4 commenti:

dactylium ha detto...

Scusa Cyber, giusto per curiosità, su quale versione di OS X lo stai testando e con quale hardware?
Grazie.
Ciao.
dacty

CyberLuke ha detto...

Con Snow Leopard 10.6.8 su un iMac 2,93 GHz Intel Core i7 e 8 GB di RAM.

Lady Simmons ha detto...

Non male!
Ti ha convinto quindi?

dactylium ha detto...

La dotazione hardware è di tutto rispetto.
Grazie.
Buon fine-settimana.
dacty