lunedì 5 marzo 2012

Quattordici minuti.

Cosa fate voi mentre attendete che la pasta sia cotta?
La guardate nervosamente? La assaggiate già dopo trenta secondi, andate avanti al ritmo di un maccherone ogni venti secondi e alla fine non c'è più niente? Fate altro?
Io no. Io normalmente la guardo.
Ma da quando ho scoperto sul mio Nokietto una comoda funzione timer, ho deciso che avevo sofferto abbastanza. L'altra sera l'ho regolato giusto sul tempo di cottura e ho buttato la pasta: penne rigate, 14 minuti.
Ma nella mia mente ribolliva una sola idea ossessiva: pasta. Penne ai quattro formaggi. Penne al salmone. Penne al burro e salvia... pasta, pasta, attesa... quanto manca? Quanto manca?
Niente, non guardavo la pasta, è vero, ma guardavo il timer sul Nokia, e quando è arrivato a 4 minuti e 33 secondi mi è venuto in mente John Cage e insieme a lui una domanda angosciante: come si fa a capire a che punto si è dell'ascolto di uno dei suoi capolavori, 4'33"?

Non perché sia troppo complesso, no.
Perché è troppo semplice: 4'33" infatti è la registrazione di una performance di Cage.
Lui sale sul palco, apre il piano, aspetta in silenzio per quattro minuti e trentatré secondi, poi chiude il piano e se ne va.
Sul serio. Guardatelo qui sopra.
Geniale.
Insomma, cercando la risposta a questo interrogativo un po' superfluo ma anche vertiginoso, ho deciso di riascoltare la rara incisione di quella performance che per motivi che non sto qui a pubblicizzare io possedevo.
Non l'ho trovata.
A chi l'avrò prestata? Altro interrogativo vertiginoso, per distogliermi dal quale stavo per mettermi a ripetere la facile performance su un pianoforte immaginario – mi viene sempre benissimo. A questo punto mi sono ricordato che, dopo tutto, sono un uomo del terzo millennio, cresciuto nella cultura dell'abbondanza e della Rete e quindi ho cercato la canzone che non esiste di Cage sull'iTunes Store. L'ho trovata.

Ne ho trovate otto versioni, tutte raccolte, per comodità, in EP digitale alla miseria di 2,99 euro. Un affare.
Sto per comprarla quando mi accorgo che nessuno degli otto pezzi dura 4'33".
Ce ne sono da quattro minuti e cinquantuno, quattro e quarantuno, cinque e trentacinque, quattro e trentasei. E mentre penso che Cage – uomo non privo di una certa autoironia – avrebbe tranquillamente ribattezzato il suo pezzo in funzione delle nuove durate: anzi, ne avrebbe aggiunto un altro, 4'33".mp3, con la registrazione dell'avviso sonoro di iTunes quando ha finito il download: ...boing! Il timer del Nokia dalla cucina!
Ecco, le mie penne sono pronte.
Quattordici minuti di cottura, e io non mi sono annoiato. Grazie Cage.

20 commenti:

Uapa ha detto...

Eccomi, sono io: la guardo nervosamente, la assaggio già dopo trenta secondi e vado avanti al ritmo di un maccherone ogni venti secondi finché non arriva mamma e mi caccia via, prima che la pasta finisca.
E' che sono una pastasciuttara, è la mia natura, non posso negarlo, la mangerei anche cruda.
Da qui si deduce anche che per quanto lungo sia il tempo di cottura della pasta, non mi avanza proprio il tempo di fare altro nell'attesa >.<
C'è mica una telecamera piazzata nella mia cucina? ò_O

dandia ha detto...

A differenza di te non ho trovato nessuno cui prestare la versione di 4'33" che possiedo, quindi ogni tanto la riascolto. Nulla di strano se le registrazioni che trovi durano tutte più di quattro minuti e trentatrè: è un pezzo composto da tre tempi e le pause che li separano sono a discrezione dell'esecutore. Preoccupati invece se durano di meno!
Su Youtube si trova facilmente una versione eseguita dalla BBC Simphony Orchestra che ti consiglio di ascoltare: esecuzione impeccabile, con tanto di colpi di tosse da parte del pubblico durante le pause e direttore che si asciuga la fronte alla fine del primo tempo... Una performance più teatrale che musicale, ma che ha rivoluzionato il modo di intendere l’ascolto della musica, e non solo.
Di solito si pensa al tempo come a qualcosa che va riempito a tutti i costi, con azioni, parole, decisioni di ogni tipo. Nelle nostre vite frenetiche non fare niente significa perdere tempo. Allo stesso modo la musica dovrebbe essere una porzione di tempo piena di suoni disposti in modo tale da acquisire un significato.
Cage invece prende questi 4 minuti e 33 secondi e li svuota completamente, dando voce soltanto al silenzio. In questo modo però dimostra che quello che noi chiamiamo silenzio in realtà non esiste perché è pieno di fruscii, palpiti e scricchiolii che di solito sono impercettibili, ma che possono assumere la dignità di essere ascoltati e diventare a loro volta musica. Questa è la sua rivoluzione. Per l’ascoltatore attento tutto è musica.
Lo stesso si può dire per il tempo e per il modo in cui noi lo riempiamo: non è degno di essere vissuto soltanto il tempo impiegato per portare a termine i nostri impegni, per produrre, per aggiungere azioni alla già oberata lista di eventi. Anche le pause, le riflessioni, i vuoti tra un'operazione e l'altra possono avere un significato ed essere vissuti intensamente. Basta saperli ascoltare.
Quando aspetto che la pasta sia cotta io fisso l'acqua che bolle; e se qualcuno mi chiede che cosa io stia facendo rispondo che no, non sto perdendo tempo. Sto semplicemente ascoltando il silenzio. :)

Larsen ha detto...

preparo il sugo.

Simone ha detto...

Io apro il frigo e mi ingozzo con tutto quello che trovo, rovinandomi l'appetito :)

Simone

Ariano Geta ha detto...

:-D
Beh, una delle tipiche provocazioni di certa forma d'arte in cui la provocazione è fine a se stessa ma sembra geniale.
Comunque, per aspettare che sia cotta la pasta preferisco ammirare la Gioconda coi baffi di Duchamp ;-)

Glauco Silvestri ha detto...

Pure io... mentre la pasta cuoce, preparo il sugo.
Ovviamente, mentre preparo il sugo, squilla il telefono di casa, e pochi istanti più tardi, pure il cellulare. A volte ci manca pure che suonino alla porta.

L'hai capito, vero, come va a finire? Pasta scotta. Sugo fatto di corsa, cena a base di Pizza d'asporto! :D

CyberLuke ha detto...

@Uapa: la pastasciutta è buona, ma è ancora niente senza il condimento. E tra carbonara e amatriciana non riesco mai a decidermi (non è vero, carbonara).
@dandia: sposami.
@Larsen: sugo preferito?
@Simone: t'ho inquadrato.
@Ariano: tu sì che hai classe da venderne.
@Glauco: sai le volte che il ProntoPizza m'ha salvato la cena?

Stargirl ha detto...

Non faccio che pensare a un piatto di penne ora..
Questa giornata al lavoro sarà interminabile..
Non vedo l'ora che arrivi stasera per divorarmi penne gamberetti e zucchine ora..

elgraeco ha detto...

Io mi fido del tempo di cottura indicato e preparo altro di solito.
La cosa interessante è che si vende silenzio per 4:33. Anche quest'idea mi hanno fregato. :(

Larsen ha detto...

oddio, il preferito e' il ragu' di carne, ma ovviamente in 14 minuti e' un tantino impensabile :D
ti quoto la carbonara, ma se non ho gli ingredienti anche solo un sugo al pomodoro con un po' d'aglio e basilico (tipo la pizza marinara per intenderci)... e parmigiano ovvio ;-)

Mitvisier ha detto...

Eh, il Tempo, il Tempo... Ci siamo immersi, non è mai abbastanza, ma a volte abbiamo persino paura di lasciarlo scorrere nel silenzio della mente, con un terribile senso dello spreco, come di versare un vino pregiato per terra. Eppure, che lo beviamo o no, quel vino viene versato.
Chissà cosa udiremmo se ci ascoltassimo senza rumori di fondo.
Ecco perché 4'33'' non è per tutti, perché è una sorta di meditazione molto ironica, una pausa forzata della mente che non può che farci sentire o sperduti o più vivi, a seconda della scelta.
E comunque dopo c'è anche una bella pastasciutta ;-)

Angel-A ha detto...

Il mio condimento preferito è l'amatriciana! ^____^
Anche se mi è capitato di mangiare delle amatriciane orrende, con pezzetti di pancetta durissimi che sguazzavano tristemente nella brodaglia di pomodoro.

Cmqe, essendo veloce e poco costosa, l'ho fatta spesso e credo di essere diventata bravina!

Personalmente, quando cucino sento la radio... e spesso e volentieri improvviso balletti con mestoli e cucchiarelle a mò di bacchette da batterista! uahahahahah

barbara ha detto...

Una volta ero a Roma da un'amico che mi preparò la pasta alla carbonara più buona della mia vita.
Così buona che arrivai quasi a offrirgli del sesso se mi avesse dato la ricetta.
E scoprii che:
- faceva soffriggere della cipolla in un po' di olio e burro con il vino bianco poi, una volta cotta la pasta la faceva saltare nella padella dove aveva cotto la cipolla, aggiungeva l'uovo battuto insieme a pepe e al formaggio... il suo segreto era lasciare tutto cremoso senza far saltar troppo, poi aggiungeva un goccio di latte nel battuto...
...naturalmente ho provato mille volte a rifarla a casa ma non mi è mai venuta così buona...
...e per cronometrare i tempi uso un vecchio timer a forma di pomodoro, un vero orrore!

zaXon ha detto...

@barbara, se invece il sesso lo facevi con quel tuo amico , ti avrebbe detto che nel soffritto assieme alla cipolla ci voleva pure la pancetta affumicata (o guanciale visto che eravate a roma)!! ;-)

Lady Simmons ha detto...

Dandia: sono al 99% d'accordo con te.
Lascio l'1% perchè non sono sicura che in quel tutto ci sia perforza musica.
Nel senso che quel silenzio per me è beffardo, è provocazione, è tenere tutti lì che osannano l'opera d'arte che in realtà NON ESISTE, ma lo diventa perchè ci sono autore e pubblico a fruirne.
Li costringe ad ascoltare l'inascoltabile, e oggi ancora ne parliamo come di una trovata geniale.
Ed è arte.
Lo è.

Mentre aspetto la cottura della pasta sono sul cyberluke blog, ovviamente...!

Mawi ha detto...

Surreale. Colto. Disinvolto.
Cyberluke al suo meglio.
Così mi piaci, quando racconti le cose con questo distacco, dimenticandoti di te.
Come diceva Ellroy: un bravo scrittore dovrebbe pensare a se stesso come se fosse morto.

Ferruccio gianola ha detto...

Anche la pasta può essere arte, Luca

anzi lo è sicuramente

Gabriele Russo ha detto...

Non è giusto. Sto eliminando i carboidrati in favore di un'alimentazione più proteica e qui si parla di carbonara e amatriciana.

Appena scriverai un libro però ne voglio almeno TRE copie.

pa ha detto...

bel post!
io di solito resto lì nei paraggi, in piedi, e leggo un libro

a presto collega!
pa

Fabrizio Spinelli ha detto...

http://youtu.be/eQa4DL17Aug