venerdì 20 aprile 2012

Da che parte sto.

8 commenti:

Angel-A ha detto...

Uahahahah ma è Dredd????
Un filino fascio, non ti pare??....
Ma giusto un filo... ^____^

CyberLuke ha detto...

Sì, è Dredd.
Sto recuperando le sue storie e da una parte rimpiango di averlo fatto prima, perché sono strepitose.
E ad un'altra ne sono contento, perché ho un sacco di bella roba da leggere davanti.
Che poi il suo personaggio appaia inconfutabilmente fascista, era una cosa voluta dai suoi autori, che lo crearono giusto nell'Inghilterra tatcheriana.
Se lui sembra un fascista, il fumetto non lo è.
Ma ha l'intelligenza di riuscire a farti addirittura simpatizzare con lui.
Mica una cosa facile.

GiulioM ha detto...

Ma lo sai che mi hai fatto tornare la scimmia sul giudice Dredd??
Intanto mi son rivisto il film e batte abbondantemente parecchi film di oggi, a livello di scenografie, ambientazioni e figaggine non c'è confronto, e poi non c'era manco la CGI...

Anonimo ha detto...

Sì, ma il problema vero è proprio che la maggior parte della gente identifica il giudice Dredd con Stallone, che non c'entra una mazza col fumetto.... e lo liquida come una tamarrata fascistoide quando le sue storie sono esattamente l'opposto, infatti se le leggete il giudice Dredd comparirà una pagina ogni cinque.... io consiglio per chi vuole iniziare di leggere le due graphic novel "America" e "Guerra Totale".

LUIGI BICCO ha detto...

Ma cosa stai recuperando? I volumi della Magic Press o anche le cose più vecchie della Play Press?

Purtroppo non c'è molto materiale, in italiano.

CyberLuke ha detto...

@anonimo (sì, ma firmatevi, ca**o :D ): America è una storia fantastica. E anche i suoi due seguiti.
Sto iniziando ora a farmi un'idea del "personaggio" Dredd, molto diverso da quello portato sullo schermo.
È interessante proprio la sua assenza di rimorso e di esitazioni, ma sempre accompagnata dal senso della giustizia (e della legge, naturalmente) più alto che un personaggio dei fumetti abbia mai posseduto.
Dredd si trova a dover fare quello che fa e lo fa con il massimo scrupolo e la massima abnegazione.
Più che un nazista (cosa che sottintende nella percezione comune una certa dose di sadismo), lui è un reazionario fascista (nel senso Romano del termine: rappresenta la Legge in tutte le sue declinazioni ed è moralmente impossibilitato a non seguirla ed applicarla, per il ruolo che ricopre.

CyberLuke ha detto...

@Luigi: per ora, Magic Press. Per fortuna, c'è eBay e i negozi dell'usato. ;)

Leonardo ha detto...

Ciao Cyber.
Credo che questo passo della Repubblica di Platone sia piuttosto In Topic. ;)
Quando il Paese retto a democrazia si ubriaca, con l’aiuto di cattivi coppieri, di libertà confondendola con la licenza, salvo a darne colpa ai capi, accusandoli di essere loro i responsabili degli abusi e costringendoli a comprarsi l’impunità con dosi sempre più massicce d’indulgenza verso ogni sorta d’illegalità e di soperchieria; quando questo Paese si copre di fango accettando di farsi servo di uomini di fango per poter continuare a vivere e ad ingrassare nel fango; quando il padre si abbassa a livello del figlio e si mette bamboleggiando, a copiarlo perché ha paura del figlio; quando il figlio si mette alla pari del padre e, lungi dal rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità ed amoralità; Quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l'ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto quanto per guadagnare consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a tutto,e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nella società, nelle case e perfino nelle stalle?”. “In un ambiente siffatto, in cui il maestro teme ed adula gli scolari e gli scolari non tengono in alcun conto i maestri; in cui tutto si mescola e si confonde, in cui chi comanda finge, per comandare sempre di più, di mettersi al servizio di chi è comandato e lusinga, per sfruttarne tutti i vizi; in cui i rapporti fra gli uni e gli altri sono regolati soltanto dalle reciproche compiacenze nelle reciproche tolleranze; in cui la demagogia dell’eguaglianza rende impraticabile qualsiasi selezione, ed anzi costringe tutti a misurare il passo sulle gambe di chi le ha più corte; in cui l’unico rimedio contro la raccomandazione consiste nella reciprocità e nella moltiplicazione dei favori; in cui tutto è concesso a tutti in modo che tutti ne diventano complici; in un ambiente siffatto, quando raggiunge il culmine dell’anarchia, e nessuno è più sicuro di nulla e nessuno crede nel futuro;in un ambiente siffatto, dico, pensi che il cittadino accorrerebbe a difendere la libertà, quella libertà, dal pericolo dell’autoritarismo?”. “Ecco, secondo me come nascono e donde nascono le varie forme di tirannide. Esse hanno due madri. Una è l’oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia. L’altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi. Allora la gente si separa da coloro cui fa colpa di averla condotta a tanto disastro e si prepara a rinnegarla prima con sarcasmo, poi con rabbia, infine con la violenza che della tirannide è pronuba e levatrice”.
“Così muore la democrazia: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo.


"La Repubblica", VIII, Platone, 370 a.C.

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