mercoledì 11 aprile 2012

Voi e la pubblicità –seconda parte: io non ti ho fatto vedere un bel niente (1)

Le campagne pubblicitarie di cui vi parlerò in questo post sono accomunate da una duplice chiave di lettura.
A una prima, distratta occhiata, mostrano qualcosa, spesso qualcosa di familiare.
Ma è "solo" l'interpretazione più rapida che ci fornisce il nostro cervello, che cambia non appena raccogliamo altri elementi d'informazione contenuti nell'immagine.
E qui scatta il secondo livello di lettura, quello destinato a colpire la nostra immaginazione e che ci farà ricordare la campagna e il prodotto che vuole reclamizzare.
È interessante notare come, una volta che il nostro cervello ha elaborato la nuova interpretazione, è impossibile ripetere la stessa, spontanea esperienza visiva che abbiamo avuto la prima volta che abbiamo guardato quell'annuncio: una sorta di anticorpo visuale istantaneo.

Qui ho raccolto alcuni esempi di annunci pubblicitari, provenienti da tutto il mondo, che utilizzano il meccanismo delle metafore visive: in poche parole, in tutti ci viene mostrato qualcosa che ne ricorda un'altra. A volte è l'oggetto pubblicizzato – o più spesso, una porzione di esso – che rimanda a qualcos'altro, altre volte è esattamente l'opposto.
La forza del messaggio risiede esattamente in quest'ambiguità visuale.

Burlington, Springer & Jacoby Werbung, Amburgo
Questa multisoggetto non si limita a mostrare i classici pattern quadrati delle calze Burlington, ma va a ricercarli nelle pavimentazioni di famose città d'arte: Parigi, Milano, Venezia.
Più efficace che fotografare un paio di calze, vero?



Absolut Vodka, TBWA, Parigi
Quanti anni sono che vedete questa campagna? Ve lo dico io: più di venti.
La bottiglia di vodka Absolut non ha neanche chissà quale forma particolare. Ma ormai la sua riconoscibilità è assoluta, inserita in un determinato layout rimasto invariato nei decenni, caso più unico che raro nella pubblicità. La bottiglia non è neanche più mostrata. Il gioco è richiamarla negli oggetti, nelle architetture, nelle forme naturali... addirittura nella sua assenza.


Mercedes Benz, Maher Bird Associates Limited, Londra
Quando acquistate una Mercedes, non acquistate solo un'automobile. Ma un servizio di assistenza post-vendita fatto anzitutto di persone addestrate ad ascoltare le vostre richieste, segnalazioni e sensazioni quando qualcosa non funziona come dovrebbe ma anche quando tutto funziona alla perfezione. È un valore aggiunto – l'attenzione al cliente – che molte aziende buttano sul piatto della bilancia per elevarsi rispetto la concorrenza.
Concetto magistralmente fotografato da Douglas Fisher.



Volkswagen, Loewe Werbeaugentur, Zurigo
Quando fu lanciato il New Beetle, nel 1999, il suo logo era di tre semicerchi che stilizzavano l'inconfondibile profilo della sua carrozzeria.
Un ottimo lavoro, tanto più che, se capovolto, qualche furbo pubblicitario vi intravide, neanche troppo criptato, l'icona di un sorriso. E, a cercare nelle linee tondeggianti del New Beetle, se ne trovano anche altri.
Una perfetta immagine per sottolineare il carattere positivo e giocoso dell'automobile in questione. Fotografia di Alfred Burkard.



WebBaby.co.uk, Miles Calcraft Bringinshaw Duffy, Londra
State per diventare mamme e vi serve assistenza on line? La Web Baby Clinic reclamizzò i suoi servizi con questa splendida ed elegante campagna. Fotografia di David Gill.


Ministero dei Trasporti norvegese, Dinamo-Lysaker, Oslo
Una cintura di sicurezza è più che un pezzo di tessuto nero, dallo scarso appeal, che salva la pellaccia. È un abbraccio amorevole e protettivo come quello di un padre o di una fidanzata.
Un concetto reso magnificamente nel bianco e nero di Massimo Leardini.



Playboy TV, Young & Rubicam, Madrid
Come abbiamo visto in QUEST'ALTRO post (ma anche e soprattutto in QUESTO), le allusioni sessuali in pubblicità sono tutt'altro che infrequenti. Ma un bravo pubblicitario deve saper sottintendere ed alludere senza mai mostrare. E quanto più il lavoro sporco lo facciamo noi (o meglio, il nostro contorto cervello), tanto più "loro" fanno una bella figura.
L'annuncio qui sopra fa riferimento al canale televisivo soft-core di Playboy, in onda ventiquattro ore al giorno. Due interi giri d'orologio... giusto?


Triumph, Wirz Werbeberatung, Zurigo
Triumph ha una linea intera di reggiseni studiati per chi compie attività sportive.
Queste allusioni con palle da golf e palloni da basket e da calcio sono talmente automatiche da apparire banali. Eppure, neanche qui c'è traccia del prodotto reclamizzato. È un gioco sottile e collaudato.


Wonderbra, TBWA, Johannesburg
Ma i veri maestri delle pubblicità di reggiseni sono, da sempre i creativi che lavorano per Wonderbra, il più famoso reggiseno al mondo che fa apparire più grande ciò che troppo grande non è. Esattamente come una lente d'ingrandimento.
Di una semplicità disarmante.


La Vie En Rose, Strusi Estudio Creativo, Caracas
Sappiamo cosa aveva in mente Eiffel quando disegnò la sua torre, è il breve testo che accompagna questa campagna per una marca francese di lingerie.
Basta cercare, e in un oggetto si può trovare praticamente di tutto. Di tutto.

(continua)

9 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Però sono immagini per utenti particolarmente attenti. Molti - me compreso - di primo acchitto non capirebbero l'oggetto della pubblicità, e se si va di fretta significa praticamente non essere raggiunto dal messaggio.

pa ha detto...

è l'unico tipo di pubblicità che io apprezzo...

Maura ha detto...

Tutte belle quei dei reggiseni, e difatti mi piace quando non mostrano il prodotto ma lo sottintendono... molto sottile

Simone Longarini ha detto...

In effetti senza la tua spiegazione non ne avrei capita neanche una di queste pubblicità...

Uapa ha detto...

Che belle :-D
E simpatiche ^^

sommobuta ha detto...

La campagna Mercedes è veramente, ma veramente figa. Idem quella del ministero dei Trasporti norvegese. Ottime foto, tra l'altro...

dandia ha detto...

Capisco far vedere poco, ma non vorrei che questi pubblicitari si lasciassero prendere un po' la mano da questo minimalismo concettuale.
Le prime due campagne sono rivolte esclusivamente a chi è già cliente e conosce benissimo i prodotti reclamizzati: io che non compro calze a rombi nè consumo vodka rimango completamente indifferente.
Era proprio questo che volevano?

Lady Simmons ha detto...

Questi tuoi post di indottrinamento pubblicitario sono davvero i tuoi più belli, li leggo sempre con entusiasmo.
A modo tuo anche tu ci mostri certe cose con un occhio diverso, come da dietro le quinte.
Condivido al 100% la frase " un bravo pubblicitario deve saper sottintendere ed alludere senza mai mostrare", si ricorre alla volgarità quando non si sa come dire. L'ultima spiaggia insomma, mettiamo una sisa e via!

Invece queste foto sono incredibili.
A te capita anche di dover "inventare" cose del genere? Per la pubblicità intendo.

Simone ha detto...

La foto della Torre Eiffel è notevole: certe immagini passano sotto gli occhi di milioni di persone, e poi arriva uno che le "vede" per primo e in una foto riesce a mostrarle anche agli altri.

Ancora più notevole perché le foto dei monumenti sono in genere tra le immagini più scontate del mondo, e trovare una visuale "nuova" è veramente difficile.

Simone