mercoledì 9 maggio 2012

Adobe Creative Suite 6. On stage a Roma.

Ieri pomeriggio, presentazione a Roma della nuova Creative Suite 6 di Adobe.
Su questi upgrade periodici dovreste sapere già come la penso: obbligati per le software house, per nulla per l'utente finale... o quasi, nel momento in cui cominciano ad arrivare sulla sua scrivania file di Illustrator o InDesign salvati in una versione superiore e che non si possono più aprire con la vecchia.
E nuovo software spesso vuole dire nuovo hardware.

E il ciclo continua e siamo tutti contenti, persino noi che abbiamo un nuovo computer superveloce sul quale far girare i nuovi software e non ci rendiamo conto che non per questo smettiamo di lavorare neppure una mezz'ora prima.

Una volta di più, i soliti volti noti sul palco Adobe allestito ieri all'hotel Aldobrandini hanno fatto del loro meglio per farci credere estremamente innovativo quanto stavano presentando cercando di farci vergognare di possedere le vecchie versioni dei loro software... usando esattamente le stesse parole che ho sentito durante le presentazioni della Creative Suite 5, 4, eccetera eccetera: produttivo, veloce, velocissimo, innovativo, efficiente, ottimizzato, sbalorditivo.
Ma cosa c'è, in realtà, di nuovo e sbalorditivo in questa CS6?

Non molto.
Di Photoshop CS6 ho parlato già brevemente QUI, QUI e QUI. E a mente fredda, posso dire che l'innovazione più gradita è il nuovo motore grafico Mercury, che velocizza in modo percettibile le operazioni che richiedevano in passato più potenza di calcolo (sostanzialmente scaricando i grandi carichi di lavoro sulla scheda grafica anzichè sulla ram del sistema).
Ma, e torniamo a bomba: tutto questo incremento di velocità continua ad avere poco senso, se non corrisponde ad un accorciamento del tempo che passo davanti lo schermo, quindi a mio avviso va visto certamente come uno strumento per incrementare il volume di produttività nell'unità di tempo... ma qualora questa resti costante – per chi deve restare seduto alla sua scrivania le classiche otto ore giornaliere – l'incremento di prestazioni rappresenta poco, o addirittura lavorare di più.
Mentre meditate su questo paradosso, vi faccio una veloce carrellata sulle novità del resto dei software aggiornati da Adobe.


• Premiere: velocizzato, nuova interfaccia personalizzabile, nuovo sistema di stabilizzazione delle immagini, gestione multicamera, livelli di regolazione come in Photoshop, supporto nativo di camere di fascia alta , nuove funzionalità di “trimming” delle clip che danno la birra a quelle di  Final Cut, integrazione del software professionale SpeedGrade orientato alla color correction, migliorata l'esportazione e la finalizzazione su DVD e BlueRay grazie ai nuovi Encore e Media Encoder.

• After Effects: velocizzato, nuove funzionalità come la possibilità di creare testo e forme 3D animabili e personalizzabili, supporto del copia e incolla con Photoshop CS6 e Illustrator CS6, camera tracking automatico per gestire le camere 3D, ottanta nuovi effetti più la completa riscrittura di tutti quelli vecchi (che prima funzionavano solo a 32 bit), moca più integrato e migliorato, nuovi supporti per maschere speciali e per la gestione delle sfocature.
Vi consiglio solo di dotarvi di una scheda grafica NVidia per far funzionare al meglio tutta questa roba.

• Prelude: è il nuovo componente che fa da ponte tra il produttore video e chi deve fare il montaggio. Offre tutta una serie di funzioni come il taglio delle clip, la transcodifica in tutti i formati e la possibilità di effettuare ricerche attraverso marker e metadati.


• Illustrator: velocizzato anche lui col motore Mercury, supporto ai 64 bit, potenziamento della gestione dei gradienti e dei pattern.
Naturalmente, modificare globalmente tonalità e/o saturazione di oggetti con sfumature complesse e/o trame sfumate è ancora macchinosissimo e costringe a servirsi di plug-in di terze parti (come QUESTO), ai quali continuerò a fare pubblicità gratuita finché in Adobe non si decideranno ad implementare qualcosa di simile nella loro interfaccia gravida di palette inutili.

• InDesign: possibilità di definire layout diversi a partire dagli stessi contenuti. Lo scopo è quello di creare documenti digitali che siano visualizzati nel modo migliore e del tutto automaticamente a seconda dello spazio in pixel disponibile, dal grande monitor alle varie taglie di display sui tablet. La funzione è chiamata Liquid Layout, e pur essendo un'ottima cosa, Adobe avrebbe dovuto avere il buon gusto di introdurla già dalla versione 5.5, visto che se l'è venduta come la prima release pensata per realizzare magazine digitali.

• Dreamweaver: acquista una funzione simile al Liquid layout di inDesign e si chiama Fluid Grid,  maggiormente compatibile con HTML5 e CSS3.

Qui sotto trovate in dettaglio cosa trovate in ciascuno dei pacchetti offerti da Adobe (cliccate sulla tabella se volete ingrandirla).

Noterete che da questa versione è disponibile Creative Cloud: un sistema di noleggio mensile delle aplplicazioni, a circa cinquanta euro al mese (per chi sceglie un contratto annuale, per gli altri il costo sale a 75 euro mensili), scaricabili dal sito Adobe e completamente funzionali finché si paga la quota mensile, dopodiché i software vengono disattivati.
Devo ancora pensare se si tratta di una buona idea, ad ogni modo è sempre una buona cosa avere possibilità di scegliere.

Che altro aggiungere?
Vediamo.

Che la tradizionale busta Adobe zeppa di depliant quest'anno conteneva anche due gadget fabbricati in Cina a pochi centesimi:
Un pulisci-schermo (più adatto a quello di uno smartphone che di un computer, viste le dimensioni) e una lussuosa penna in vera plastica. Oggettini che hanno comunque mandato in sollucchero Adriana, qui alla sua prima presentazione di una Creative Suite e tutto le sembrava fighissimo, anche il coffee break gratuito.

10 commenti:

Gothrek ha detto...

Come gadget Adobe si è sprecata anche quest'anno...

BlackBox ha detto...

Solo tre parole: se la tengono.
A quei prezzi, per quello che dà di nuovo (almeno per quello che facciamo noi, grafica 2D) è tempo sprecato, anche perché, come dici tu, rischiamo di far diventare obsoleto il nostro parco macchine...

Anonimo ha detto...

Solo una, ma importante considerazione: conviene acquistare l’abbonamento annuale di Creative Cloud anzicchè la Master Collection con licenza illimitata.
Poichè Adobe rilascia ogni anno una nuova Creative Suite, è veramente sprecato spendere migliaia di euro per ritrovarsi dopo un anno con un software già vecchio e non aggiornato.
Invece, aggiornando annualmente l’abbonamento Cloud potremmo avere sempre tutti i nuovi software di Adobe spendendo meno denaro; ho fatto un confronto rapido, la CS 6 Master Collection ha un costo che eguaglia 3 anni di abbonamento a Creative Cloud pagabili comodamente mese per mese e ben 7 abbonamenti annuali al servizio se scegliessimo il pagamento anticipato per un anno...
Quindi, almeno per me, la scelta migliore è sicuramente Adobe Creative Cloud!
Ciao, complimenti, bellissimo blog. ;)

Leo ha detto...

Quello che mi fa inca**are è che ancora una volta in Italia la Creative Suite costa di più che negli Stati Uniti.
Il motivo non si sa. Per esempio, aggiornare costa 149 euro mentre negli Stati Uniti costa 149 dollari, che al tasso di conversione attuale, mentre scrivo, corrispondono a 102 euro con una differenza di 47 dollari.
Fino a qui si potrebbe anche chiudere un occhio, ma quando poi viene effettuata la conferma, a sorpresa il prezzo passa a 178,80 euro. Il motivo? non si sa. Tutto è celato dietro le solite scuse dell’IVA, del cambio, dei mercati internazionali che oscillano.

jackburton ha detto...

Personalmente, ritengo che la formula del noleggio possa avere successo in un paio di casi.
Il primo riguarda le nuove attività che nascono e non hanno capitali importanti da investire quindi potrebbero noleggiare il pacchetto d’interesse senza fare troppi calcoli e con la consapevolezza di avere un prodotto originale e non pirata.
Il secondo caso invece potrebbe riguardare la commissione di un particolare lavoro per cui serva un determinato programma. Chi dovrà effettuare un lavoro di grafica vettoriale, ad esempio, potrà noleggiare Illustrator per un mese e poi abbandonarlo, senza un grosso investimento.

MacAnatomist ha detto...

Non so.
I prezzi del noleggio sono molto vantaggiosi se siete abituati ad aggiornare la vostra Creative Suite ad ogni uscita (calcolando che un’anno di licenza sono meno di 600$); ma se invece come la maggior parte delle realtà lavorative, i software vengono aggiornati quando sono realmente necessari, ovvero ogni due/tre anni, allora probabilmente conviene pensare ancora alla licenza tradizionale.

Anonimo ha detto...

Mi pare che da qualche anno, Adobe si comporti con l'arroganza di Microsoft degli anni '90.
L'incalzare di versioni è certamente molto utile per il loro fatturato ma l'utente diventa sempre più confuso e "superficiale" nell'uso dei SW. Non mi pronuncio sul "noleggio" che mi pare una truffa bella e buona e un guinzaglio assai corto alla mia indipendenza.
Il prezzo, poi, e la politica di escludere le versioni più vecchie dal programma di aggiornamento, non danno certo l'idea di una ditta che ci tiene ai suoi clienti.
Per di più dovrei anche cambiare macchina e System per poter usare la loro suite!

Begli arroganti, direi, come la Apple di questi ultimi anni.
Sono sempre più deluso del trattamento che mi riservano due aziende per le quali ho speso migliaia di euro da 25 anni a oggi...
Medito sempre più spesso una migrazione, e forse Windows è finalmente pronto.
E pensare che per quasi un 4° di secolo ho giurato su Apple e Adobe contro Win e Microsoft.
Le scelte fatte, spesso controcorrente, mi hanno portato a finanziare due aziende che, adesso che possono competere con i "big" mi trattano peggio di quanto i "big" facevano coi loro "utonti". Mi sa che il tonto, qua, sono io.

Nonu Aspis

Anonimo ha detto...

DIMENTICAVO...

ah, sì! e poi c'è l'assassinio di Freehand da parte di quei #~“‹@# della Adobe, che non gli perdonerò mai!! 20 anni di archivio da rifare!!
E hai voglia a dire che IllustraItor è la stessa cosa.

Per fortuna i fondatori di http://www.freefreehand.org/ vanno avanti con la loro causa legale antitrust. Recentemente il Giudice che segue il caso giudiziario ha obbligato Adobe ad un incontro preliminare per tentare una mediazione extragiudiziale... Vedremo (Microsoft pagò una multa miliardaria per un caso paragonabile, anni fa).

N.A.

Valeria Boffi ha detto...

Avrei fatto anche io come Adriana.
:-P

Anonimo ha detto...

Condivido l'articolo che evidenzia come Adobe stia dormendo sugli allori forte del monopolio che ha creato nel settore.
Aggiungerei che l'aggiornamento ha anche tolto diverse cose che erano presenti nelle precedenti versioni:
- alcuni comandi di tastiera modificati e non personalizzabili
- impossibilità di aprire file di Freehand da Illustrator (per chi ha migliaia di file in FH è un dramma).
- finestre di conferma che non rispondono all'invio della tastiera ma costringono al click con il mouse.
- Bug vari legati alla compatibilità con altri applicativi di gestione font ecc.

Insomma il tempo di lavoro, rispetto alla CS4 che usavo prima, è addirittura aumentato!
Male, molto male, chi non è obbligato a fare l'aggiornamento non lo faccia perché sono soldi buttati!