martedì 15 maggio 2012

Qualcuno li compra ancora i CD.

E per dimostrarvelo, ve lo documento con questa foto-story.
È sempre bello quando arriva un pacchetto sulla vostra scrivania e il vostro nome stampato sopra, no?

E poi, quella busta di cartone grezzo. Che finché non prendete coraggio e l'aprite, potenzialmente può contenere qualsiasi cosa...

...persino un compact disc, supporto che, dopotutto, si porta ancora bene i suoi trent'anni di vita.
Vi ricordo che il CD, brevetto congiunto dell'olandese Philips e della giapponese Sony, è tuttora il formato più diffuso di memorizzazione di musica digitale non compressa.
Il formato mp3 o l'AAC dell'iTunes Store sono formati compressi con perdita di informazioni sonore, l'unico sistema per contenerne le dimensioni e favorirne così la trasmissione attraverso il web.
La crescente diffusione della banda larga e delle linee veloci e ultraveloci ha reso e renderà sempre meno essenziale la compressione della musica, ma ormai il processo è innescato.
Il CD è considerato un supporto al confine dell'obsolescenza, anche se attualmente è ancora il solo a contenere tutte le informazioni sonore campionate in sala d'incisione e ad offrire, almeno in teoria, la qualità d'ascolto più alta possibile.

Ecco come mi comporto io.
Il sistema adottato da Apple col suo iTunes Store ha intelligentemente reso acquistare musica on-line una delle cose più semplici ed economiche possibile.
Cerchi quello che ti serve, usando un sistema di tag incrociati, e premi un pulsante. Finito.
Il download di una singola traccia impiega meno di un minuto per megabyte, con una linea di velocità media. La dimensione di un file musicale è di circa due megabyte per ogni minuto di musica.
Se disponete di una linea veloce, potete acquistare e scaricare un intero album in pochi minuti, immediatamente pronto per l'ascolto sul vostro computer.
Un processo completamente diverso da quello a cui eravamo abituati dieci o vent'anni fa, in cui si veniva a conoscenza di un nuovo disco attraverso la radio, la televisione o la stampa specializzata.
Ci si iniziava a chiedere: "Chissà quando esce!", e si iniziava a stracciare i marroni al negozio di dischi di fiducia, con frequenza direttamente proporzionale all'attesa che avevamo per quel dato disco.
Bisognava recarcisi fisicamente, tirare fuori dei soldi fisici, e quello ci dava un supporto fisico, vinile, musicassetta o compact disc che fosse, con uno scontrino di carta, il tutto in una busta di plastica col logo del negozio.
E non solo: per ascoltare il disco che avevi comprato, dovevi prima tornare a casa, accendere lo stereo, disimballare il supporto e finalmente goderti la musica. Potevano trascorrere ore intere da quando lo avevi in mano.


Oggi, quel processo è stato completamente spazzato via.
Se ascoltiamo una canzone che ci piace in radio o ne leggiamo la notizia sul web, possiamo preascoltarla immediatamente sull'iTunes Store. O, se è già disponibile su You Tube, ascoltarla per intero. E, se ci piace, acquistarla con due click nel giro di pochi secondi.
Il tutto, senza traccia di materialità alcuna.
La materia, in tutto questo, è sconfitta, scomparsa, dileguata.
Musica digitale, pagamento digitale, ricevuta digitale. Persino il software che fa girare l'mp3 è immaterico.
È avvenuto nel giro di pochi anni, e ci siamo abituati in fretta... ma un'idea del genere sarebbe stata anche solo concepibile negli anni settanta od ottanta?


Per il momento, il supporto fisico esiste ancora.
A beneficio di tutte le generazioni che non hanno vissuto – o hanno rifiutato – l'avvento della musica digitale, o hanno abbracciato il cambiamento solo in parte.
Per parecchi, la materia ha ancora il suo fascino.
Progettisti, grafici e designer hanno creato, negli ultimi anni, packaging seducenti in materiali alternativi pur di combattere la pirateria che, negli anni duemila, stava letteralmente affossando il mercato discografico.
E l'iTunes Store, che pure fattura milioni di dollari grazie alla semplicità d'uso unita ad un prezzo onesto, continua ad essere snobbato dai pirati ad oltranza, che scaricano discografie complete a botte di gigabyte per poi magari non ascoltarle neppure.

Come ha reagito il mercato, di fronte questo irreversibile atteggiamento?
In tre modi.
Il primo, adottato dalla maggioranza degli artisti emergenti e autoprodotti, è stato di rinunciare da subito alla stampa del compact disc.
Costa infinitamente meno aprire un sito web e rendere disponibili per un download gratuito dei preascolti delle tracce, e vendere canzoni singole o l'album completo attraverso l'iTunes Store o direttamente dal sito.
Alcuni di questi artisti, stampano e spediscono il cd a richiesta, o lo vendono nel corso dei loro concerti.
Si tratta di piccolissime tirature, che mettono al riparo da investimenti troppo costosi che oggi nessuno può più permettersi, neanche le case discografiche.
Il secondo è adottato da tutti i nomi più grandi della musica.
Perfettamente coscienti che i loro dischi sono scaricabili illegalmente il giorno stesso della loro uscita ufficiale nei negozi e in parecchi casi persino prima, rinunciano da subito a una fetta importante dei loro antichi, cospicui guadagni di un tempo... per rifarsi sul prezzo di un'esperienza non piratabile, il live.
Ricordate quanto costava andare a un concerto di un artista internazionale negli anni ottanta o novanta?
Ce la si cavava con qualche biglietto da diecimila.
Un mio amico nel 1999 vide i Negrita a 15.000 lire. Nel 2003 ci tornò, e costavano 21 euro.
Gli Oasis nel 2000 costavano 45.000 lire, nel 2002 il biglietto era salito a trenta euro.
Vasco Rossi è schizzato dalle 40.000 lire del 1998 ai sessanta euro di oggi.
Se volete un posto in prima fila per il nuovo live show di Madonna, preparatevi a sborsare 180 euro.
Ecco che i conti tornano in attivo.

Il terzo e ultimo modo è adottato dalle case discografiche, che, abbandonato il costoso sviluppo di sistemi anticopia sui compact disc (che tanto venivano aggirati una settimana dopo da chi della pirateria ha fatto un mestiere e un business) hanno fatto una brusca retromarcia spingendo a tutta manetta il vinile.
Il vinile.
Non entrerò ora qui nel merito di discorsi meramente tecnici, ma sostanzialmente chi esalta il vinile ne magnifica il "calore" e la naturalezza del suono, codificato in un'onda sinusoidale "vera" e analogica come l'orecchio umano. Il compact disc non fa che emulare quell'onda, campionandola un numero elevatissimo di volte.
Questo fa del vinile un supporto migliore per ascoltare la musica?
Come ho detto, non mi addentro nella questione, anche se trovo molto saggio riflettere sulle condizioni nelle quali normalmente ci troviamo ad ascoltarla: in auto, facendo jogging, al lavoro, cucinando lo stufato, sui mezzi pubblici. E cioè in presenza di tale e tanto rumore ambientale che sfido chiunque a riuscire ad apprezzare la differenza che esiste tra una codifica analogica e una digitale... ammesso, naturalmente, che riusciate a portarvi un giradischi in palestra o in metropolitana.
Detto questo, il messaggio che di questi tempi sembra si voglia far passare a tutti costi, è che fino a ieri abbiamo fatto la scelta sbagliata.
Che il digitale è un'aberrazione, una ricostruzione, un'imitazione della realtà.
Che è freddo, artefatto, manipolato. Che, se ami veramente la musica, ora che hai ricomprato tutto in digitale – quando, trent'anni fa, ti abbiamo raccontato esattamente l'opposto di questa storia – devi ricomprare tutto di nuovo, guarda caso in un supporto non piratabile.
Ora, io capisco che gli artisti devono mangiare, e devono mangiare anche tutti quelli che girano attorno la loro musica, dal tecnico dietro il vetro che aziona i cursori al commesso del negozio che mi porge la busta di plastica col vinile dentro e uno scontrino di vera carta... ma a questo balletto "forza digitale-abbasso il digitale-forza analogico- abbasso l'analogico" messo in scena per far quadrare i conti (sempre di qualcun altro, mai i miei) non mi va davvero di ballare.
Il vinile è davvero un bell'oggetto, e i giradischi sono oggetti stupendi, da guardare, da maneggiare e da ascoltare.
Quello che mi indispone a livelli indicibili è vedere manipolate le mie convinzioni a beneficio di un mercato che non vedo proprio perché dovrei salvare io, dopo decenni di vacche grasse finanziate anche dal sottoscritto... insomma, chi di voi – tra chi ha più di trent'anni – non ha ricomprato in compact disc lo stesso disco che già possedeva in vinile?
Erano gli anni in cui scatoloni di vinili venivano abbandonati accanto i cassonetti dell'immondizia, e recuperati da chi ci vedeva lungo e sapeva che un giorno, neanche troppo lontano, sarebbero tornati in auge, esattamente come il ciarpame sgomberato dal rigattiere viene riciclato come costoso modernariato nel giro di pochi anni, il tempo di veder girare le mode.
Magari il vinile suona anche meglio... non ne dubito.
Ma io non vi ricompro un cazzo di niente, potete starne più che certi.
E di cd, quelli "veri", con copertina e bollino SIAE, ogni tanto ne compero ancora, forse perché sono abbastanza vecchio per farlo.
Non in negozio, però. Capisco il trasporto, l'affitto, la corrente elettrica, lo stipendio del commesso, la donna delle pulizie. Capisco tutto.
Ma on line lo stesso cd mi costa la metà esatta, spedizione inclusa. E allora, sai che c'è...
Che il materico mi sta anche bene, ma i tempi sono cambiati.
Devo dare un valore speciale ai miei soldi. Provateci anche voi, anche perché spacchettare un cd è ancora una bella esperienza.

PS Il disco che ho comprato è Controlling Crows degli Archive, è del 2009, ha un bellissimo booklet (che meritava di essere fotografato) e suona davvero bene. Sono stati nove euro parecchio ben spesi.
Se non vi va di investirli, ripiegate sul singolo qui sotto. Del tutto aggratis.

21 commenti:

Glauco Silvestri ha detto...

Io, i miei dischi in vinile, non li ho mai buttati. Ora però che il giradischi è morto, son lì che prendono la polvere... uffa... e non ho budget, in questo momento, da dedicare all'acquisto di un nuovo giradischi.
Buffo ma... ho dismesso lo stereo. Morto quello che avevo, non ne ho più comprati. Uso un MacMini usato come Media Center, collegato a un tv da 32" con audio stereo e dolby digital. Dal mini ascolto tutta la musica che voglio, e posso pure metterci sotto uno slideshow dei miei "reportage fotografici". E ci posso vedere pure i film in dvd, o comprati su iTunes... e mi piacerebbe ascoltare persino i miei vinile, quando avrò qualche soldino da parte per farlo.

Quanto al fatto che i vinile non venivano piratati... non so te, ma ai miei tempi, ci si metteva in società, si comprava un disco in 4 persone, e poi si facevano le cassette... e a rotazione, uno si teneva il disco! ^_^

Il vinile si sente meglio? Mah... tu lo guardi, lui si graffia, e all'improvviso un brano si blocca sempre sullo stesso fraseggio... all'infinito.

Business is Business. Ma noi abbiamo ancora un cervello per decidere a quale balla vogliamo credere. E all'analogico, nonostante la nostalgia, non ci torno! ^_^

Lady Simmons ha detto...

Bellissimo post, adoro quando metti un sacco di foto. ma per dimostrare che non guardo solo le figure mi addentro nella spinosa questione.

Io adoro il vinile, per affetto. Ci sono cresciuta, e da adolescente mettevo da parte i pochi spiccioli della paghetta per comprare un vinile ogni tanto (così potevo permettermi). Ed era un rito, aprirlo, annusarlo, ascoltarlo, imparare i testi a memoria, guardarlo girare sapendo esattamente che a quel solco corrispondeva l'assolo di chitarra.

Ma non voglio poetare sul "ai miei tempi era tutto migliore". Non lo era, i vinili costavano un sacco.
Ma oggi li conservo come fossero rari e introvabili (tutte prime edizioni).

Il cd ha cambiato le cose, notevolmente. Nel suono e nella portabilità. Portarsi in vacanza cd e non vinili è stato notevolmente più semplice. Gli mp3 poi sono stati uno spasso.

Secondo me dipende da come ascolti la musica: per andare in giro a piedi,in auto nel tram, in vacanza l'mp3 va benissimo.
Ma se vuoi un ascolto più emotivo, a casa, nel silenzio, solo per godere della bellezza della musica, bhè...allora un vinile o un cd sono meglio.

L'industria discografica piange vergognosamente miseria, ma è falsa. Come dici tu, prima i vinili, poi abbiamo ricomprato gli stessi album in cd, adesso ristampano i vinili. I biglietti dei concerti hanno cifre astronomiche, senza parlare del "meet & greet", in cui puoi incontrare la band rimettendoci mezzo stipendio.

Senza contare i soldi che ricevono dalla pubblicità, perchè il merchandise che gira intorno alla musica è aumentato esponenzialmente.

Glauco ha ragione nel dire che il vinile è un supporto antico e fragile rispetto all'mp3.

Che poi basta creare un file audio anzichè un mp3. Certo,s empre compresso, ma i mezzi per avere dei buoni brani audio esistono.

Purtroppo (e lo dico da nostalgica) il digilate è il futuro, un po' come per gli ebook.

Però possiamo essere attenti a cosa compriamo, e a che prezzo.
Come te Luke, non compro più un cd in negozio. Quando escono le novità arrivano dopo mesi, mentre vai su amazon e li trovi già a 1/3del prezzo (basta comprare all'estero) ed i due giorni sono arrivati.

Nella nuova casa avrò un impianto che leggerà anche i vinili.

Marco Bango Siena ha detto...

Hai affrontato un argomento di cui parlavo poche settimane fa con mia moglie. Siamo una coppia a cui piace ancora comprare qualche cd, non come prima, quando se ne prendevano anche 3/4 al mese, ma se vediamo l'uscita con il packaging giusto e le bonus track non ci tiriamo indietro. Oppure in casi come ci sono capitò qualche settimana fa: un cd dei Pearl Jam a prezzo dimezzato. Io quel cd in mp3 ce l'ho da due anni o più, ma l'ho preso.
E ti dirò, lo stesso trattamento lo riservo ai dvd e ai blu ray, perché in fondo, forse anch'io sono abbastanza vecchio per farlo, ma allo stesso tempo non così tanto per rifiutare il digitale come fanno taluni, o l'analogico come fanno altri. L'importante è la musica: i miei gusti me li faccio da me.
Bel post, davvero.

Ettone ha detto...

Ricordo che a metà degli anni novanta mi guardavano tutti come fossi un "eletto da quello lassù" perché lavorando in una piccola radio locale potevo avere i promo e i singoli in anteprima e originali. E per me era ovviamente una manna. Ho una decina di migliaia di cd singoli imballati in soffitta e alcuni sono veramente belli. Ovviamente dato che occupano posto sono passato anch'io all'ascolto veloce sul Tubo o via mp3, ma la gioia di ascoltare un vinile o un cd è ineguagliabile.

Dubito fortemente si possa tornare indietro e concordo sul fatto che il CD sparirà del tutto non appena la banda larga permetterà download rapidi di file non compressi. In questo modo anche i più pignoli d'udito saranno accontentati.

Al di là della musica e della qualità (dopotutto chi oggi parla male della qualità dell'mp3 è lo stesso che negli anni 90 ascoltava gli album sulle cassette normal duplicate 4 o 5 volte), una cosa che impiangerò sarà la fine della GRAFICA e dell'impaginazione dei BOOK discografici che in alcuni casi erano vere e proprie opere d'arte...

Li sostituiranno siti e video fatti a costo zero e privi di qualità artistica.

Aislinn ha detto...

Anch'io li compro, se sono dischi che so che mi piacciono, ho i soldi e li trovo in offerta. Potessi, avrei l'animo del collezionista, per tutto: libri, cd, dvd, fumetti...

massigiulio ha detto...

Vinile e CD, se dotati di hardware e software adeguati, possono raggiungere entrambi livelli elevatissimi.
Rimango invece molto perplesso quando sento parlare di suono "caldo" del vinile, dato che questo presunta "superiorità" sarebbe in realtà un difetto.
Certo il CD ha l'innegabile vantaggio di essere praticamente "plug'n'play" rispetto a quello che si deve fare per ottenere lo stesso risultato da un piatto analogico, ma è proprio per questo motivo che trovo il piatto analogico molto più divertente rispetto al lettore CD.

Per fare un esempio, ho passato il pomeriggio a fare la taratura del piatto di un mio amico. Messa in bolla del mobile, taratura della base antivibrazioni, montaggio della testina, regolazione della stessa, test vari... dopo 6 ore siamo riusciti a fare il primo ascolto di prova. Se fosse stato un lettore CD, al massimo ci si poteva impiegare un'ora.
Però... il suono che è uscito da qual piatto è stato veramente notevole: credo che chiunque sia cresciuto nell'era del CD dovrebbe almeno provare a sentire un vinile letto in maniera corretta su un impianto di un certo livello. ;)

LUIGI BICCO ha detto...

In realtà mancherebbe ancora un pezzettino. Quello che riguarda il Digital Surround, il formato DTS che da anni cerca di prendere piede senza successo. Lo puoi trovare in formato DVD o BluRay Disc e a parte qualche autore contemporaneo (Bjork ha riproposto tutti i suoi album in questo formato e gli Steely Dan anche, se non erro), per la maggior parte si tratta di musica classica, perchè in multi canale offre molto di più.

Mi è capitato di ascoltare (e vedere) un disco in DTS di un concerto di classica a Berlino. Mi è capitato di ascoltarlo con strumenti fatti ad hoc. Un ottimo lettore e un buon impianto dolby surround (casse 5+1) e ti posso assicurare che c'è tanta, tanta differenza. Sono rimasto basito, allora. Mettendo su anche dei dischi normali, sentivo suoni che su altri impianti o per radio o altrove, non sentivo.

E con questo cosa voglio dire? Che non è tanto il supporto, ma gli strumenti. E soprattutto riguarda il tipo di fruizione che fai personalmente della musica.
Come sai ho preso un giradischi. Non perchè sono "passato" al vinile. L'ho preso solo ed esclusivamente per ascoltare musica Jazz. Certo non comprerò in vinile i Groove Armada o i Royksopp, tanto per citarne un paio. Quelli continuerò ad ascoltarli in CD o in MP3.

Il vinile sta tornando di moda? In realtà stento a crederlo. Però ci sono delle differenze, si. Io l'ho fatto soprattutto per tornare a quella matericità della quale parli. Ascoltare i brani leggendo i booklet, alzarmi quando è finito il lato A, girare il vinile e sistemare di nuovo la puntina. Ed è una cosa che ho intenzione di fare solo con un certo tipo di musica, perchè mi interessa che sia fatto così e perchè quei solchi di plastica sembrano fatti apposta per valorizzare certi suoni. Insomma, se sul giradischi metti della musica metal, c'è qualcosa che forse NON hai capito :)

In fondo non avrei avuto nemmeno bisogno di un dock stereo, invece mi sono informato per parecchio tempo e ho fatto delle scelte solo in base a quello che avrei voluto ottenere. Un giradischi della Pro-Ject, un amplificatore della Onkyo. E mi mancano ancora le casse. E vuoi sapere la cosa ridicola? Il tutto andrà sistemato di fronte al mio PC, con iTunes e quintalate di musica in MP3. E anche quel PC continuerà a sparpagliare musica per casa ancora per parecchio tempo.

E poi se sei un "audiofilo" è un'altra cosa. La passione ti porta su strade che un non appassionato del suono pulito non potrà mai arrivare a comprendere. Io ne ho conosciuti un paio di quelli veri. E hanno un approccio all'ascolto della musica entusiastico e mai fanatico come si vuole far credere.

Comunque il post è davvero interessante e pieno di spunti. Si potrebbe disquisire per delle ore. Ma mi sa che ho scritto anche abbastanza, no? :)

Yeeshaval ha detto...

Il problema e che tanto poi la musica la si riproduce (quasi sempre) con mezzi di pessima qualità.
Vedi iPod con cuffiette da venti euro o impianti stereo da quattro soldi.
Con tanti saluti alle "sfumature".
Bisogna anche rendersi conto del mondo in cui si vive, altrimenti diventa un discorso snobistico e basta.

Fra ha detto...

Personalmente non ricomprerei mai i dischi in vinile e che l'industria discografica abbia veramente di che "piangere miseria" a causa della pirateria e del file sharing mi sembra una cosa a cui vogliono farci credere e basta.
Detto questo, a me piace la smaterializzazione caratteristica di questi tempi... :) e il video che hai postato mi è piaciuto moltissimo, non conoscevo né il gruppo né la canzone.

Yeeshaval ha detto...

Sì, ecco, ho letto ora il commento di Luigi: per l'appunto.

Romina ha detto...

Ahimé... l'altro giorno con grandissima tristezza ho comprato i miei primi due CD su iTunes.
L'ho fatto perché i due album (Invincible e Archangel dei Two Steps From Hell) non esistono in CD normale.
Io sono relativamente giovane, ho 24 anni, quindi posso dire di non aver conosciuto veramente l'epoca dei Vinile... insomma quando sono nata io i CD cominciavano già ad uscire e nel giro di poco tempo nessuno produceva più in vinile....
Io però adoro quei suoni e quando posso faccio un salto a qualche negozio antico o anche di musica un po' più ricercata a cercare qualcosa in Vinile... per lo più musica Classica, ma anche roba anni 70 e 80 (Queen, Europe, qualcosa dei Beatles). Il meglio secondo me è nella musica natalizia.... sentire Nat King Cole che canta i brani natalizi con il calore del vinile è qualcosa di sublime.
Devo dire però che non è una cosa che faccio tutti i giorni. Nella musica di tutti i giorni ascolto CD e mp3 e da musicista professionista devo dare un punto agli mp3 per la portabilità e, credo anch'io come Cyberluke, nel giro di pochi anni i CD spariranno.
Non i Vinile, proprio perché il CD è una via di mezzo che non interessa a nessuno. Il ragazzo (o anche noi) che vuole un CD prende i brani da iTunes o quant'altro (se non li scarica piratando). Il cultore come noi rimarrà sempre affezionato al vinile..... :)

Mawi ha detto...

Mi ha sempre puzzato questa cosa del Record store day che tutte le stazioni radio pompano ogni anno all'inizio di maggio.
E' ovvio che è un'iniziativa di marketing delle major, che hanno diviso il mercato in due: da una parte il pop mainstream dei ragazzini che comprano su iTunes o scaricano a buffo; dall'altra i sofisticati "indy" che si vogliono distinguere dalla massa, che comprano vinili per essere speciali.
Ovviamente questa è una marcia indietro rispetto all'epoca della digitalizzazione. Qualcuno all'epoca avvertì le case discografiche che stavano facendo una cazzata a mettere tutto digitalizzato su CD perché le canzoni si potevano copiare in un secondo, ma sapete come funziona no? Ogni tot anni l'industria audio-video cambia i formati, introduce qualcosa di meglio che devi-assolutamente-avere-perché-quello-vecchio-a-confronto-è-una-merda, e così si erano fottuti con le loro stesse mani.
Adesso sono tornati indietro, parzialmente.
Buon per loro che in giro ci siano così tanti fighetti permeabili al marketing.

Irriverent Escapade ha detto...

Scarico la musica digitale: è sempre con me.
Ma vuoi mettere il piacere di togliere il vinile dalla busta, poi la copertina; metterlo sul piatto e sentire, sottile, lieve il fruscio. Un po' come le tacche sulle pistole dei cowboys: maggiore fruscio, maggior vita. Sai su quanti miei vinili ci sono solchi nei quali ci potresti piantare le patate?
Per principio non ho mai ricomprato la versione cd di un vinile che già possedevo. Ho conservato il mio vecchio piatto, in campagna, dai miei e quando ci porto mia figlia (7 anni) le faccio ascoltare Springsteen, Eagles o Al Green. Fruscii compresi.E lei ha già capito che cosa si è persa.

Dama Arwen ha detto...

Io sono molto, mooooolto atipica…

Ho gusti musicali talmente strampalati che non possiedo molti CD solo xké poche cose mi piacciono. Ma nemmeno scarico mp3 a go go in modo pirata. Forse 3 canzoni all'anno non di più. E se di un artista scopro che mi piacciono tutte le canzoni, beh allora mi compro il CD. Anche di quelli l'acquisto medio è di circa 1 o 2 all'anno.

Una mia amica lavora nel mondo delle etichette e produzioni musicali, quando parla con me dice che se fossero tutti come me non sarebbe possibile "fare" i CD. Quando li vendono viene studiata anche la sequenza dei brani. Ecco io necessito della MIA sequenza, sempre e guai a invertire l'oridne delle tracce delle mie "compilation".

Insomma sono compulsiva anche nella musica…

Stargirl ha detto...

Devo cambiare lavoro, o ci reimetto in salute.. quale mi consigli?

Angel-A ha detto...

L'anno scorso ho scaricato qualcosa come 100 CD.
Ne ho comprato solo uno di quelli (Michael Bublé), ma giuro che li ho sentiti tutti!!! ^____^

CyberLuke ha detto...

@Glauco: con le pile di compilation su musicassetta io ci reggo i soffitti. :D
E il fruscio del vinile potrà anche essere romantico con un certo tipo di musica... con altri, in tante altre condizioni, è solo un fastidio insopportabile. Trovo pazzesco che vogliano convincerci che tornare a scoppietti e rumoracci – che nulla hanno a che vedere con la musica – sia una bella cosa.

@LadySimmons: un bel giradischi continua a tentare anche me. Abbinato a un paio di casse che costano come mezzo stipendio. Ma poi penso a tutti i vinili che dovrei (ri) comprare, e mi passa la voglia.

@Marco Bango Siena: di cd ne ho qualche centinaio, ma ammetto che, una volta che ho passato sul Mac i pezzi che mi interessavano di più, stanno là a prendere polvere. È un pensiero che mi inquieta. Perché li tengo?

@Ettone: infatti, anche la grafica dei booklet si è adeguata al formato 12x12…anche con ottimi risultati, però, va detto.

@Luigi: eh, il DTS. Incideressero più artisti (magari quelli che mi piacciono), ci investirei anche un po' di soldi. Visto che sei già addentro al materia, suppongo sia inutile raccomandarti di destinare un buon 60% del tuo budget nell'acquisto di casse. Prendi le più costose che puoi permetterti. Sarà un acquisto di cui non ti pentirai mai.

@Yeeshaval: e c'hai ragione pure tu, c'hai.

@Fra: in realtà il video non mi è sembrato particolarmente originale. Ma il disco, beh, i suoi dieci euro li valeva.

@Romina: come detto, per un certo tipo di musica il vinile è ancora un'ottima scelta. Però… ci sono un mucchio di però.

@Mawi: in realtà, per ottenere copie digitali a buon mercato ci sono voluti quasi vent'anni dal lancio del CD: può darsi che vent'anni di lauti guadagni su musica già pubblicata gli bastassero. O anche no.

@ Irriverent Escapade: sì, il vinile ha il suo fascino. E chi dice no. Ma ormai la comodità e l'incorruttibilità del digitale sono irrinunciabili. Tu ci riesci?

@Damina: lo facevo anch'io. Adesso lascio fare alla funzione shuffle dell'iPod, che spesso azzecca delle ottime scalette. Non so come, ma ci riesce.

@Stargirl: parli di lavoro o di dischi?
Ma non eri giovane, carina e disoccupata?

BlackBox ha detto...

L'anno scorso ho comprato cinque cd in tutto, e pensa che l'anno prima forse uno soltanto, quindi tutto sommato sono andata in crescira. ;-)
Il vinile a me è arrivato tardi, sono cresciuta col CD, era una curiosità dei miei genitori, che comunque non seguivano troppo la musica.
Inoltre temo di non avere un orecchio abbastanza "fino", come dici tu, per apprezzare le differenze... quindi mi sa che resterò con l'mp3 a vita.

Irriverent Escapade ha detto...

@Luke no, non posso fare a meno del.digitale ma amo concedermi la "lussuria" del vinile, di tanto in tanto

Anonimo ha detto...

La compressione non comporta necessariamente una perdita di qualità: esistono i formati di compressione lossless, come il FLAC, che permettono di mantener tutte le informazioni del fle digitale (del resto, anche i sistemi di compressione "generici" come il formato zip o rar permettono di recupereare il 100% dell'informazione).

La qualità audio di un file con compressione lossless è esattamente la stessa del cd (ammesso che il campionamento usi la stessa frequenza)

Anonimo ha detto...

Mah, il digital download puzza di fregatura .... a lungo termine. Capisco la comodità di avere musica pronta da ascoltare sul proprio music server in rete casalinga con tanto di wifi ma ... alla fine si compra ''aria fritta''. Dei brani scaricati bisogna fare un backup altrimenti se salta l'hard disk - addio - hai perso tutta la tua musica preferita. E gli stessi backup fatti su supporti CD o DVD registrabili non è che siano eterni. E' un po' come fare le foto del proprio bimbo e non stamparle ma tenerle perennemente sul proprio PC o magari salvate su un pendrive USB o su un DVD registrabile. Quei ricordi e quelle emozioni che fine faranno? Ai vostri figli rimarrà qualcosa delle vostre foto digitali o della vostra musica scaricata? Difficilmente, crdetemi. Il supporto fisico invece, vinile o disco digitale originale che esso sia, garantisce che la vostra musica rimanga lì con voi per tutta la vita, con i booklet da leggere e sfogliare e con tutti i dettagli sulle registrazioni, gli artisti, gli studios in cui sono stati registrati, i commenti, le curiosità, ecc. Credetemi, la fruizione online di contenuti audio e video è una grandissima operazione delle major discografiche e cinematografiche che giorno dopo giorno vi verrà sempre più imposta dall'alto !