sabato 12 maggio 2012

[Recensione] Chronicle

Approccio iperrealista sul tema: cosa fareste se, in seguito il contatto con un qualcosa di non meglio identificato (e comunque, non fondamentale alla comprensione e agli scopi del film) acquistaste dei poteri superumani?
Pensateci: veramente vi confezionereste una tutina attillata e dichiarereste guerra al crimine, come pure fanno i protagonisti di pellicole come Kickass, Super o Defendor (che di superpoteri non ne hanno neanche l'ombra)?
E in cambio di cosa?
Nessuno vi ringrazierebbe, anzi, probabilmente vi assimilerebbero alla stessa risma della gente che combattete. La polizia comunque cercherebbe di arrestarvi perché nessuno può sostituirsi alla legge, e finireste per essere dilaniati dal senso di responsabilità derivante da quello che potete fare ma non sempre fate, e la sacrosanta voglia di farvi i fatti vostri.
Che poi, Stan Lee ci ha costruito un impero su questa dicotomia, ma le tutine attillate sono rimaste.
Josh Trank (futuro regista del reboot dei Fantastici 4) e Max Landis (sì, figlio di quel Landis) invece vengono a dirci: ma neanche per sogno.
Se dei poteri superumani vi piovessero dal cielo, fareste esattamente come i tre protagonisti di Chronicle.
Sareste esterefatti, increduli, gasati all'inversomile, divertiti, esaltati. E confusi. E incapaci di prendere una decisione su come usarli, finendo col commettere un sacco di danni, ma con l'ingenuità tipica di un ragazzo che gli è appena cambiata la voce, ha gli ormoni in subbuglio e magari si ritrova anche nella famiglia sbagliata, con un padre semialcolizzato e violento e una madre malata bisognosa di medicine troppo care per il risicato bilancio familiare.

Anche se sostanzialmente vive di stereotipi, Chronicle è piuttosto ben scritto e ben girato, considerato che si è scelta la cifra stilistica del mockumentary, genere non amato dal sottoscritto neanche quando qualcuno di particolarmente dotato riesce a tirarne fuori cose egregie come Cloverfield o District 9... mostrarci tutta la vicenda attraverso le videocamere amatoriali dei protagonisti ma anche videocamere dei telefonini, telecamere di sicurezza della polizia e degli sportelli bancomat e camere dei giornalisti (nelle belle sequenze finali) sempre con un occhio attento all'introspezione psicologica (anche se un pelo spicciola, a dire il vero) è assieme il pregio e il difetto principale del film, che si pone esattamente all'altro estremo di prodotti come The Avengers, completando un cerchio ideale attorno il sempre stuzzicante tema del superuomo di nietzschiana memoria.

Insomma, se avete apprezzato prodotti come Heroes (almeno la prima stagione) o Misfits, Chronicle rischia di piacervi, e parecchio... specialmente se non siete tra quelli interessati a tutti i costi all'happy end, alla battuta facile o alla gag tipica di certe produzioni hollywoodiane, alle quali questo film riesce a dare anche parecchi giri di pista in termini di spettacolarità senza ricorrere ad artifizi digitali da centomila dollari al minuto, ma solo con le vecchie armi dell'intelligenza e delle idee.
Vivamente consigliato.

4 commenti:

sommobuta ha detto...

Pienamente d'accordo su tutto. Un film che m'è piaciuto tantissimo e che "paradossalmente" ha nel "mockumentary" il suo lato debole.

La firma cangiante ha detto...

Me lo segno.

Glauco Silvestri ha detto...

Ero andato al Cinema per vederlo... ma poi ho deviato su Dark Shadows, ma giusto perché gli orari erano stati cambiati e non mi andava di attendere un'ora e passa prima dell'inizio del film. Recupererò!

Alex McNab Girola ha detto...

Bello e particolare, e non dichiaratamente supereroistico, a pensarci bene (come dice Germano richiama più Akira).
Peccato per la scelta del mockumentary, di cui potevamo fare tranquillamente a meno.