mercoledì 23 maggio 2012

[Recensione] Quella casa Nel Bosco

Che poi sarebbe il film d'esordio di Drew Goddard (ex sceneggiatore di Buffy, Lost e Cloverfield ed ex produttore di Alias), giusto in questi giorni nelle nostre sale, ma potrebbe essere tranquillamente un albo di Dylan Dog, e questo per spiegare il mio becero fotomontaggio.
(oh, poi se volete vedere quella originale, guardatevela alla fine del post.)

Perché Dylan Dog? Perché, esattamente, come un suo albo, Quella Casa nel Bosco è un horror che non mette paura, né vuole metterne: piuttosto punta tutto quello che ha da puntare su un'autoreferenzialità e un dichiarato gioco citazionista, tipico della struttura di una qualsiasi delle storie dell'Indagatore dell'incubo bonelliano.
Da Dylan Dog mutua la struttura narrativa videoludica dove il rituale effetto splatter funziona come il premio tributato al vincitore di turno (ossia il lettore/spettatore, che partecipa e gode del gioco stesso).

Ed è proprio (e soltanto) la natura metalinguistica di Quella casa nel bosco a salvarlo ed elevarlo dalle altre centinaia di produzioni del genere: la trovata di rileggere i mitologemi horror come una delle possibilità combinatorie di un reality, decostruendo – con una certa efficacia, va detto – gli archetipi classici dell’orrore cinematografico è sufficientemente buona per non annoiarsi... almeno, per un po'.

Perché, se avete già letto una mezza dozzina di albi di Dylan Dog (eccolo di nuovo), probabilmente Quella casa nel bosco è come se l'aveste già visto, smontato, criticato e pure rivisto, perché stravolgere le regole del gioco con i suoi stessi stereotipi è un'operazione a cui il fumetto vi avrà assuefatto da un bel pezzo (e, in una certa misura, al cinema ci aveva provato anche Scream 4).
Per tutti gli altri, invece... beh, magari potreste trovarlo divertente.
Ma non aspettatevi il capolavoro.

9 commenti:

Valerio ha detto...

Visto l'altroieri sera, concordo in pieno.

Simone ha detto...

Secondo me è un film divertente e originale. Solo - ma è una mia personale opinione - fare parodia e prendere in giro determinati stereotipi non può essere una scusa per proporre situazioni assurde o scene scritte male.

Con una scrittura delle singole scene al pari della trama e dell'idea di base questo film sarebbe stato un piccolo capolavoro, così comunque è vedibile.

Simone

SiRi ha detto...

Non l'ho visto, ma la trovata della locandina-copertina Dylan Dog è fulminante.

LaRic ha detto...

bella la copertina di Dylan Dog.... il film non l'ho visto e non sarei andata a vederlo al cinema... ora come ora penso che non valga nemmeno una visione dal divano di casa :-p

Fox ha detto...

Visto... mancavano gli orchi di Mordor, il lupo di cappuccetto rosso e la versione xxx degli X-Men... e poi c'era tutto! :D
Pontypool, fatto in economia, ha nuovi concetti splendidi, rispetto a questa accozzaglia di splatter insensato buttato lì per rastrellare ogni adolescente confuso e disperato.
un albo di Dylan Dog è molto meglio... Gli attori poi, bravi quasi quanto i pupazzi sanguinolenti in 3D.

Angel-A ha detto...

Tanti hanno detto che ricorda molto lo stile di SCREAM parti ironiche mischiate a diversi generi tra horror,fantascienza ecc..... Ero curiosissima, speravo però ci fosse più tensione e atmosfere giuste.... peccato

Enrico ha detto...

Non è il genere che preferisco.
Una volta mi piaceva ma poi con l'età ho scoperto che alcune cose orribili che vedevi in quei film e che pensavi fossero solo fantasia in realtà succedono per davvero. E ho perso l'entusiasmo.

Il post, però, è scritto veramente bene, da vero critico cinematografico. Complimenti!

Giulio ha detto...

Ma come... dai, non fate così... ripensateci! Io l'ho visto ieri e secondo me è bellissimo :(

Marco Bango Siena ha detto...

Ecco dove avevo visto la locandina con Dylan Dog!

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