lunedì 25 giugno 2012

Io e i bambini.


Se mi conoscete un minimo, dovreste già saperlo. I bambini mi infastidiscono o, nella migliore delle ipotesi, mi lasciano indifferente.
Se proprio sono obbligato a rivolgergli la parola, non vado oltre "uh, bene, e dimmi, cosa farai da grande?"
Una volta un bambino mi diede una lezione e mi rispose: "E tu cosa farai da piccolo?" Allora mi accorsi che anche i bambini ogni tanto si rompono le balle, e quando si rompono le balle possono diventare pericolosi, per esempio a chi gli chiede "vuoi più bene al papà o alla mamma?" potrebbero rispondere: e tu vuoi più bene alla tua ragazza o a quella bionda con cui parlavi fitto fitto ieri sera?

I miei rapporti con i bambini sono quindi ridotti all'essenziale.
Quando ne nascono ai miei amici o amiche, dopo rimandi e scuse idiote da parte mia, inevitabilmente arriva il momento in cui devo entrarci necessariamente in contatto.
Ma non sono capace a fare il cagnone sul tappeto e neppure di mettermi a fare versi ridicoli mentre gli agito davanti gli occhi un sonaglietto di plastica fabbricato in Cina.
E nonostante sia dotato di un briciolo di fantasia, non sono nemmeno in grado di raccontargli storie decenti. Una volta ci provai col figlio di un mio amico, lui mi stette ad ascoltare e poi mi chiese: e allora? Allora un cazzo, è finita qui, gli dissi.

Guardo le mie amiche che si fanno i complimenti per i rispettivi figli, pigliandoseli in braccio, sbaciucchiandoli, intrattenendoli con discorsi bamboleggianti come voi guardereste David Copperfield volare sul suo pubblico: ma come cacchio ci riescono? Io, se mi piazzano (di solito, a forza) un bimbo in braccio lo reggo come se fosse una pila di preziose ceramiche cinesi. Una volta, per darmi un contegno, chiesi: "ti piace andare scuola?". La madre se lo tirò via per un braccino, lontano da me: "Ha solo quattro anni".

E poi, c'è anche da fare i conti con l'atteggiamento odierno verso l'infanzia.
Tra rapimenti e sevizie, non si è più disposti a credere che un bambino attiri un uomo per motivi confessabili (o addirittura meritori) e quindi è prudente rinunciare all'avventura più magica.
Qualche tempo fa stavo aspettando il mio turno in un ufficio postale, di quelli dove prendi il numeretto come dal salumiere e aspetti il tuo turno.
Avevo davanti a me più di venti persone, quindi la mia attenzione era rivolta altrove.
Per passare il tempo, mi ero messo a guardare fuori dalle vetrate se per caso passava qualche ragazza in tacchi alti e potessi commentarla dentro di me, che ad alta voce mi vergognerei delle mie stesse parole.
L'ufficio postale era di quelli moderni, con la fotocellula che fa scattare l'apertura delle porte non appena ti ci avvicini.
Dentro l'ufficio ultramoderno, in attesa come me, c'era una mamma con tre ragazzini. Uno di questi, il più piccolo, stava piangendo reclamando qualcosa, un altro stava là aggrappato al passeggino per vedere che sviluppi avrebbe avuto la cosa e il terzo, approfittando della concentrazione della mamma sui primi due, si stava facendo due passi per i fatti suoi.
Non so giudicare l'età dei bambini, ma sembrava avesse imparato a stare sulle sue gambe da poche settimane, e immagino trovasse affascinante la possibilità di raggiungere da solo tutto quello che vedeva e che trovava interessante.
E, evidentemente, aveva visto qualcosa degno del suo interesse al di là della vetrata dell'ufficio postale, perché ha iniziato a trotterellare verso la porta, che – incapace di distinguere tra un adulto consapevole e un bambino – si era spalancata ottusamente, aprendosi sulla strada dove sfrecciavano automobili, scooter e altri mezzi di svariato tonnellaggio pronti a fare marmellata sanguinolenta dell'infante deambulante.

Allora, in rapidissima sequenza, ho fatto le seguenti cose:
1) ho pensato: bambino cretino, ti restano pochi istanti di vita.
2) mi sono voltato verso la madre: non s'era accorta di un bel nulla, impegnata com'era con gli altri due eredi.
3) mi sono mosso per recuperare al volo il bambino suicida.
4) mi sono bloccato un istante dopo aver sollevato un piede.

Cosa avrebbero visto tutti i presenti?
Che un adulto dall'aria poco raccomandabile, giubbotto di pelle e barba di due giorni e casco in mano, si era mosso ad afferrare un bambino per le ascelle per portarselo in chissà quale posto dove i ragazzini vengono rivenduti un tanto al chilo (migliore delle ipotesi) o (peggiore delle ipotesi) che me lo portassi nel vicolo buio più vicino per approfittare sessualmente delle sopraffine arti amatorie tipiche dei duenni.
Forse non matematicamente... ma probabilmente sarebbe accaduto questo. E comunque vallo a spiegare alla madre, nel caso.
O alla folla che magari decide che è una bella giornata per linciare un pedofilo.
O ai poliziotti che arrivano a sirene spiegate che prima ti portano in questura e poi ti fanno le domande (e soprattutto senza farmi fare il mio conto corrente che poi era il motivo per cui mi trovavo alla Posta).
E così, pensando tutte queste cose insieme, mi sono congelato sul posto.
Stavo già per lanciare un più tardivo allarme vocale, quando la madre, grazie al cielo, si è accorta della fuga del terzogenito, e si è fiondata a recuperalo con uno scatto da centometrista quando questo aveva già raggiunto il ciglio del marciapiede senza venire intercettato da nessuno.
E ricordo che dentro di me si formò la seguente, oscura perla di saggezza: "un mondo in cui non puoi aiutare un bambino perché penseranno che te lo vuoi inchiappettare, è un mondo profondamente sbagliato".

Rinunciare alle azioni pulite perché qualche criminale o deviato le ha sporcate è profondamente sbagliato.
Quindi scusami, bambino trotterellante, se quella volta non ti ho afferrato al volo mentre camminavi verso il pericolo. È un mondo davvero sbagliato.

21 commenti:

Dama Arwen ha detto...

Io nemmeno amo molto i bambini.
Non mi trovo a mio agio con loro.
Ogni tanto, però, posso aver voglia di spupazzare qualche figlio o figlia di amici particolarmente bello e di carattere affabile.
Un briciolo di istinto materno sepolto da qualche parte forse ce l'ho.
Se però un bambino è una bestia maleducata rompicoglioni, che sia figlio di amici o meno, non lo sopporto e non esiterei a sopprimerlo, senza provare il minimo senso di colpa.

Io stessa è un po' che volevo scrivere un post riguardo a qosa di simile, per cui non anticiperò tutti i miei pensieri in questo commento. Ci tengo però a raccontare uno (o due, ora vedo) aneddoti, che vi faran capire come siano veri i timori di Cyber e del perché abbia fatto bene a non aiutare il bimbo all'ufficio postale.
Il nipotino di un mio ex, sui 4/5 anni, andava alla scuola materna e tutti i pomeriggi andava a prenderlo il nonno. Il nonno lo aspettava lì di fronte all'asilo, in una piccola piazzetta coi giardini. Mentre aspettava il nipotino, guardava con amore anche gli altri bambini che uscivano, e se qualcuno gli passava vicino, gli faceva un sorriso, una careza in testa una parola. Magari alcuni erano i compagni di suo nipote.

Un giorno va a prendere il nipote a scuola, gli porta anche la biciclettina, il nipote sale in sella e come tutti i bimbi schizza veloce più avanti del nonno e addirittura arriva a casa.
Il nonno però non arriva… la nonna gli chiede: "Dov'è il nonno?" e il nipote le risponde che era dietro di lui…

La famiglia scopre poi che il nonno era stato fermato dalla polizia e portato in caserma. Erano state varie mamme dei bambini che l'avevano segnalato come individuo sospetto e potenziale pedofilo… e la polizia era intervenuta, senza meno fare prima accertamenti. Questo anziano signore si è visto fermare senza nemmeno CAPIRE il PERCHÈ e COSA fosse successo!!!!
Oltre il fatto che questo ha causato che un minorenne fosse cmq da solo in mezzo alla strada senza che un adulto lo conrollasse.
Non oso pensare cosa sarebbe successo se il bimbo attraversando la strada fosse finito sotto un'auto o rapito da un VERO malintanzionato…

Per chi sarà curioso racconterò l'altro aneddoto sul mio blog e anche il perché io NON VOGLIO FIGLI nel modo più assoluto.

Cmq Cyber, credo che dando loro un po' di tempo, con alcuni, dico ALCUNI, bambini poi potresti persino non sentirti più a disagio, e te lo dico proprio perché mi sento come te, se non al 100% tra l'80 e il 90% ;-)

Sauro ha detto...

Ma no, la soluzione c'era. Coi bambini non devi stare troppo a pensare, ma solo tirare fuori il bambino che è in te (per capirli) e usare la comunicazione per tutto il resto.
Se ti alzavi per riprendere il bimbo, avvertendo vocalmente la madre, e quando fuori non lo afferravi per le ascelle, ma semplicemente ti pravai davanti a lui, si sarebbe bloccato, incuriosito, quel tanto che basta perchè la madre, avvertita da te prima, potesse arrivare a prenderlo. Tutto qui.
I bimbi sono solo semplici. Non si fanno tante "seghe mentali".
Sono diretti e genuini, e per questo possono "spaventare".
;)

CyberLuke ha detto...

@Sauro: eh, il bambino no.
Ma i genitori sì.

Fumettista Esplosivo ha detto...

"Rinunciare alle azioni pulite perché qualche criminale o deviato le ha sporcate è profondamente sbagliato.
Quindi scusami, bambino trotterellante, se quella volta non ti ho afferrato al volo mentre camminavi verso il pericolo. È un mondo davvero sbagliato."

L'ho pensato anch'io, ma 'fanculo i giudizi degli altri e pensiamo solo a fare ciò che riteniamo giusto... soprattutto quando si tratta di aiutare il prossimo!

P.s.: E non ti racconto cosa mi è accaduto cercando di aiutare un vecchio ubriaco uscito fuori di strada!

Ariano Geta ha detto...

Io invece coi bambini ho un ottimo rapporto. Spesso migliore di quello che ho con gli adulti (per Ariano il socioptico non è che ci voglia molto a superare quest'ultimo, eh!)
Se vedo un bambino grazioso io gli sorrido. Se i genitori pensano che sono un pedofilo, beh, diamine non credo che il loro pargoletto non abbia mai ricevuto un complimento di ammirazione prima del mio, quindi siamo di fronte a evidente nevrosi.
É questo, come dici tu, è davvero brutto.

Valerio ha detto...

Ti stimo.

zaXon ha detto...

I bambini non hanno preconcetti, non guardano come sei vestito, se sei ricco, nero, o brutto. Per loro sei come ti comporti, se sei troppo chiuso e pieno di preconcetti non si apriranno con te e faranno gli stronzi. Se invece ti approcci con loro con assoluta sincerità, tutto andrà bene. Fai questa prova: se rimani solo con un bambino trattalo con assoluta sincerità e senza timore, come se parlassi ad un'estraneo che vedi per la prima volta e che sai non vedrai più digli quello che ti passa per la testa anche le cose più personali e rimarrai stupito! E' terapeutico e sorprendente. Riguardo alla situazione che hai descritto hai fatto bene come hai fatto, non sei ancora in grado di trattare con loro.

CervelloBacato ha detto...

''Allora un cazzo, è finita!'' Ahahah sono morto te lo giuro xD

Comunque boh, magari magari non andava a finire proprio così male come immaginavi suvvia! Poi non saprei, sono troppo ottimista io anche se mi rendo conto che per colpa di pochi esseri schifosi ci si possa imbattere in situazione poco piacevoli come ben immaginavi!

LUIGI BICCO ha detto...

Non ho mai pensato di dover fare attenzione a qualcuno se ho in mente di fare qualcosa di buono. Barbetta incolta e casco sotto braccio non fanno certo un criminale.

Se così fosse, sei poi autorizzato a diventarlo. Un piede su una cassa toracica potrebbe anche bastare.

A parte gli scherzi, da genitore posso capire la questione. Guardo all'asilo gli altri genitori e mi sembra di vedere gente che non vede l'ora di denunciare altra gente. Tutti amici di avvocati e nipoti degli Agnelli. Almeno qui in Piemonte.

Ma NON è l'essere genitore.
E' l'essere umano.

Se non è per un figlio, che ci si muove in modo sbagliato, si trova comunque e volentieri un altro motivo.

Matteo ha detto...

Ci si trova a dover prendere delle decisioni profondamente giuste che però possono essere viste come assolutamente sbagliate e per le quali si può pagare anche a caro prezzo. È sempre successo e sempre succederà, ma è necessario trovare la forza di farlo.

CyberLuke ha detto...

Infatti, sono sicuro di non aver fatto la cosa più giusta.
Ma sono altresì sicuro che il rischio che questa fosse fraintesa fosse inaccettabilmente alto.
Viviamo in un'epoca di paranoia, che probabilmente io, da non-genitore, non riesco a condividere.
Ma, insomma, leggete il racconto di Dama Arwen.
Hanno trascinato in caserma un innocuo nonno che sorrideva a dei bambini.
Ma che cazzo.

Fra ha detto...

Capisco perfettamente la tua riflessione... e fa veramente schifo che per colpa di certa gente (schifosa), anche le migliori intenzioni possano essere fraintese. E sarebbero fraintese quasi certamente, penso.
Mi viene in mente una cosa che non c'entra con i bambini, ma c'entra con il mondo sbagliato... una volta, in una zona isolata, di sera, con un tempo da lupi, ho visto una macchina ferma con il "muso" in un piccolo fossato. L'istinto è stato quello di fermare la macchina e poi l'intenzione quella di scendere a vedere se chiunque fosse in quella macchina avesse bisogno di aiuto. Mentre stavo per uscire dalla macchina, in quella strada buia e isolata di campagna, con un temporale degno dei film dell'orrore, mi sono fermata a pensare "ma se è un trucco per fermare persone ingenue e fregar loro la macchina? o peggio?" (cosa assolutamente possibile).
Alla fine, è andata bene... ho telefonato ad un signore che conoscevo che abitava lì vicino e gli ho raccontato la cosa, chiedendogli di venire in aiuto e lui è accorso, accompagnato da un altro... il tizio del fosso poi non era un malvivente, ma uno che, a causa della scarsa visibilità, era finito con le ruote anteriori in questo fossato... lo hanno aiutato a uscirne e ce ne siamo andati a casa.
Però mi sono sempre chiesta se non avessi avuto nessuno a cui telefonare, io mi sarei fermata? boh, credo di sì... ma è brutto che uno debba temere di aiutare qualcun altro, perché esistono schifosi che usano stratagemmi del genere per compiere azioni indegne.

BlackBox ha detto...

Te ne racconto un'altra.
Aiutare gli altri pare essere diventato rischiosissimo.
Tempo fa, io e il mio boy eravamo in macchina e stavamo tornando a casa quando abbiamo visto sulla corsia d'emergenza una motoretta a terra, una ragazza seduta in lacrime e un ragazzo accanto in piedi a lei.
Il mio boy ha rallentato, si è fermato e si è sporto dal finestrino e ha chiesto se serviva aiuto... e si è beccato il più grande "fatti i cazzi tuoi" della sua vita, e urlato dalla ragazza, poi.
Siamo ripartiti sbigottiti.

Anonimo ha detto...

da padre...

Inizio a fare attenzione anch'io, oramai do' confidenza solo a chi già mi conosce; e con gli altri... cerco di limitare il mio innato senso di stupore che mi suscitano.

Di solito attacco bottone coi genitori per dichiarare la mia innocuità prima di fare i complimenti al piccolo di turno.

Io vivrei in un mondo di bambini... e penso di esserlo ancora, dentro.

Glauco Silvestri ha detto...

Dai... i bimbi non sono così terribili. E' sufficiente scendere al loro livello (che in certi casi è molto più alto di alcuni adulti che conosco) e non porsi alcune remore.
Uno come te, poi, che ama disegnare, sono convinto che li ipnotizzerebbe se li coinvolgesse nel disegno.

Il problema serio sono i genitori di oggi. Spero di non essere linciato ma - ora mi odierete - soprattutto le mamme di oggi. Non è un caso che qui vicino a dove lavoro un asilo privato è stato messo sotto assedio dai carabinieri per colpa di un esercito di mamme inferocite dal fatto che l'insegnante, in passato, ha fatto un calendario e... ancora ora, saltuariamente fa la modella.
E dire che all'asilo questa ragazza non ci và vestita da pornodiva, bensì come una normalissima ragazza acqua e sapone.

Nota a margine: se hai gli occhiali e devi badare a un bimbo per qualche ora, fa di tutto perché questo non li prenda in mano. Se li acchiappa, il tuo oculista di fiducia sarà contento, e all'improvviso tu sarai privato della vista! :D

pa ha detto...

io adoro gli uomini che come te trattano i bambini da piccoli adulti senza troppe moine.

per il resto, la penso come glauco sulla maggior parte delle mamme di oggi: insopportabili.

Enrico ha detto...

Non mi dilungo.
Hai avuto già un sacco di commenti.
Volevo solo complimentarmi.
Bel post, bella storia, bello spunto per discutere di cose meno frivole del solito.

Ettone ha detto...

Ciò che scrivi, come sempre con intelligente ironia, è purtroppo estremamente e tragicamente vero. Ciò non si rispecchia solo nel caso dei bambini, ma in generale nel 90% delle azioni che compiamo quotidianamente e che ormai ci rendono dei veri e propri automi incapaci di prendere le "giuste" decisioni...

E' tristissimo un mondo così...

E che io, come te, non amo i bambini, ma per chi li ama in senso "buono" del termine è una doppia tortura perché è un po' come il buono della classe che si becca la nota sul registro perché i soliti cretini fanno casino...

Yeeshaval ha detto...

Riflessioni interessanti, specie sulle buone azioni che vengono fraintese.

robby ha detto...

"L'avventura più magica". Leggiamo sempre tra le righe!!!

enzomilano ha detto...

Beh, ho cresciuto due nipoti e da due anni ho un figlio. In un modo o nell'altro, la mia vita è sempre stata contorniata da bambini.
Sono d'accordo che sanno essere facilmente insopportabili, e anche che la figura dei genitori oggi è parecchio sfumata ma, senza di loro, posso dire con tranquillità che la mia vita sarebbe stata un po' più vuota.