sabato 2 giugno 2012

[Recensione] Men in Black 3

Come forse avrò detto altre volte, non ho proprio niente contro i sequel, i reboot o i remake.
Il mio atteggiamento è presto detto: se sono fatti male, li liquido con qualche commento negativo, li sconsiglio in giro e me ne dimentico anche piuttosto in fretta.
Se sono fatti bene, li apprezzo come qualsiasi altra opera non serializzata, e anzi, riconosco un plusvalore nel ritrovare personaggi, ambienti e situazioni che magari avevo amato in passato.
Non vedo, quindi, perché non avrei dovuto dare una chance anche a questo terzo capitolo di Men in Black, che vede la luce a dieci anni dal secondo, mantenendo intatto lo staff artistico dei precedenti episodi dietro e davanti la cinepresa.

Cosa otteniamo in cambio dei nostri otto euro sonanti?

- Un inizio decisamente a tamburo battente, almeno per tutta la prima mezz'ora di film. C'è ritmo, trovate, battute, un buono – anche se non eccelso – uso degli effetti speciali in digitale e tutti sono contenti di rivedere di nuovo in azione una delle coppie di sbirri più riuscite del cinema.

- Uno script incentrato (questo posso dirlo, è talmente strombazzato da non poter essere considerato uno spoiler) su un classico del genere: tornare indietro nel tempo per salvare il presente. Visto e stravisto, quindi, ma i paradossi temporali mi hanno sempre divertito e quindi tendo a considerarli con più indulgenza di quanto probabilmente non dovrei fare.

- Una messa in scena discretamente povera. La riduzione dei mega-budget hollywoodiani si vede in questo terzo capitolo più che in altre produzioni, e anche i soldi spesi per la promozione sono stati pochi. Approssimativa e superficiale la ricostruzione degli anni sessanta, ed è un vero peccato perché se ne sono sprecate le enormi potenzialità, affidate a un paio di situazioni e al (riuscito, va detto) "cameo" di Andy Warhol. Le virgolette ci stanno per un motivo, che non intendo spoilerare.

- Una parte centrale meno felice, a tratti un po' noiosa, pervasa da una vena comica standardizzata e prevedibile nel suo svolgimento.

- Un finale assolutamente nella norma per quanto riguarda ritmo, trovate, deus ex machina e movimenti di camera. Anche il colpo di scena finale, se così si può chiamare, non emoziona e non sorprende più di tanto.
Diciamo che tutto quello che c'era da dire (e filmare) sull'argomento era già stato fatto (e in maniera tuttora imbattuta) da Zemeckis nella sua trilogia di Ritorno al futuro.

- Una colonna sonora che poteva essere sensazionale (considerato il patrimonio sterminato di hit dell'epoca) e che invece è solamente passabile. Poi, sarà una mia impressione, ma i temi di Danny Elfman tendono ad assomigliarsi tutti.

- La prova svogliata di Tommy Lee Jones, che recita per venti minuti in totale, a discapito della sua controparte anni settanta Josh Brolin, credibile, ironico e perfettamente calibrato per la parte, e quella istrionica di Will Smith, a cui sono riservate le battute migliori.

Quindi, in conclusione, questo Men in Black 3 com'è?
Per farla breve (è tardi, direte voi), posso dire che non è il film della serie che mi sia piaciuto di più (fermo restando che l'intera saga non è che mi abbia mai preso più di tanto), ma di certo più del secondo capitolo di cui faccio fatica anche a ricordare la storia.
Non è un brutto film, sia chiaro… anzi, per quella che è l'offerta che potete trovare in sala oggi, è un film più che discreto. Ma il fatto che mi ricordi meglio Rotta verso la Terra, che è del 1983, racconta la stessa storia ma con più ritmo, più trovate, più pathos e più ironia, è una cosa che la dice lunga sullo stato in cui versa Hollywood, di questi tempi.

6 commenti:

Aislinn ha detto...

L'elemento che preferivo in MIB era Tommy Lee Jones... Uhm. Comunque un'occhiata gliela darò, senza fretta. Non pretendo il capolavoro, in questo caso, solo un po' di divertimento senza momenti da latte alle ginocchia.

Glauco Silvestri ha detto...

Concordo con te al 100%. Si piazza a metà tra il primo e il terzo, per qualità. E ha tutti i difetti che citi, più qualcuno "tecnico" sul lancio del Saturno V... ma qui solo pochi se ne sono accorti (tra cui Paolo Attivissimo... che ha dedicato un bel post tutto incentrato su questi errori).

Enrico ha detto...

Per un amante di alieni e aggeggi fantascientifici come me, MIB è potenzialmente un prodotto perfetto.
Andrò a vederlo cercando di non avere pregiudizi e di godermi quelle due orette di spensieratezza.

Kaneda ha detto...

Non è stato malaccio, ma mi aspettavo decisamente di meglo! Ed Il 3D c’era solo nel titolo...

Gianna ha detto...

Giusto a proposito del 3D... Non hanno ancora capito che non aiuta per nulla? una famiglia non può andare a spendere 10 euro a persona per una serata al cinema...è una cifra considerevole! con questo prezzo molti pagano un abbonamento Sky o Premium per godersi comodamente sul divano i film usciti pochi mesi prima nelle sale! Non sottovalutiamo anche l'effetto dello Streaming, molti film escono in Italia con un vergognoso ritardo vertiginoso, come Hunger Games, molti allora corrono all'ausilio del pc...comunque sia, Man in Black III DEVE essere proiettato sia in 2D che in 3D, la gente deve avere la possibilità di scegliere come vederlo!
Ecco, mi sono sfogata :)

LUIGI BICCO ha detto...

A me questa serie ha sempre divertito un casino. Non so se andrò a vederlo al cinema, però son proprio curioso.