giovedì 12 luglio 2012

Mangiarsi l'air terminal.


Quello che vedete qua sopra, familiare per i romani, magari meno per chiunque altro, è l'Air Terminal che venne costruito a Roma Ostiense su progetto di Julio Lafuente in occasione dei mondiali di calcio del 1990.
Pensato per accogliere i treni da e per l’aeroporto, accoglieva all'interno un piccolo centro commerciale ed era servito da un sottopassaggio di collegamento per la metropolitana e la Roma Lido.

Di fatto, l'Air Terminal si rivelò uno dei più clamorosi fallimenti urbanistici e funzionali.
Era situato in una posizione suggestiva di Roma, a poca strada dalla Piramide Cestia e a pochi chilometri dall'elegante quartiere Aventino... ma in posizione marginale e svantaggiata rispetto qualunque altra cosa. Lo scarso numero di treni in transito e il complesso sistema di scale mobili e tapis-roulant sotterranei che rendeva scomodo anche il semplice transito dei passeggeri fino alla stazione della metropolitana più vicina, vanificarono ogni possibile sviluppo futuro.

Dopo solo pochissimi anni, l’air terminal venne trasferito presso la stazione di Roma Termini, i negozi del centro commerciale chiusero uno dopo l'altro e il terminal venne letteralmente abbandonato. La gigantesca piazza antistante, pensata per i parcheggi dei viaggiatori, diventò luogo di bivacco, e i portici della stazione la dimora di senza tetto.

Per un certo periodo, fine anni novanta, servì da spazio concerto, e il sottoscritto ci andò a vedere anche i compianti Cialtroni Animati, subendo un'acustica che non era pensata assolutamente per un uso del genere.
L'Air Terminal, costato bei soldoni dei contribuenti, restò per un altro decennio a fare da cattedrale nel deserto... fino a un paio di settimane fa, quando è stato inaugurato il nuovo terminal di Italo (di cui ho parlato QUI) e – soprattutto – Eataly, il gigante nel made in Italy con negozi in tutto il mondo, da Londra a Milano, da New York a Torino.
Sabato scorso, una mia amica mi ci ha portato, e io, che del cibo mi preoccupo solo quando ho fame, sono rimasto parecchio, parecchio colpito.

I quattro piani dell'ex air terminal sono stati completamente riadattati, e senza risparmio.
In 17 mila metri quadri sono stati sistemati 23 ristoranti e corner di ristoro, dal panino da pochi euro al cinque stelle.
Ci sono quaranta aree didattiche, otto aule per corsi da chef e sommelier, una libreria tematica, una birreria, stand per la vendita dei prodotti e soprattutto cibo, cibo, tutto il cibo che possa mai venirvi in mente da comprare e consumare.
Insomma, una di quelle robe che per un po' ti fanno dimenticare che stai vivendo nel Paese più provinciale d'Europa.
Avevo con me la fotocamera e ho fatto qualche foto.
Se passate da quelle parti e avete appetito, ora sapete dove fermarvi.



7 commenti:

Ariano Geta ha detto...

:-O
Mi hai dato un po' di speranza.
Io, all'epoca studente pendolare, vidi crescere pian piano il terminal e fare la fine indecorosa che tu hai rammentato.
Sapere che è stato così rinnovato e rimesso in vita, beh, è una buona notizia.

Glauco Silvestri ha detto...

Wow... incredibile! Ma siamo sicuri che stai parlando di Roma (Italia)? Una bella notizia! :)

LUIGI BICCO ha detto...

Tutti vicino alle fermate della metro, gli Eataly d'Italia, eh. Ma guarda un po'.

E pensare che Oscar Farinetti adesso è anche amministratore delegato di Fontanafredda. Qui c'è una sua interessante intervista prima dello sbarco a Roma.

Ferruccio Gianola ha detto...

Be' magari ci sta una gita a breve. Sono due anni che non mi fermo a Roma, sarebbe il momento

Uapa ha detto...

Che bello, ma allora è una storia a lieto fine :-D

La firma cangiante ha detto...

Quelli di eataly sono bravi a recuperare gli spazi. Anche qui a Torino hanno fatto un bel lavoro.

Dama Arwen ha detto...

Non immaginavo che un edificio così venisse recuperato!
E in che modo. Ce ne fossero di più di riconversioni come questa.

Architettonicamente l'interno mi ricorda Sala Borsa di Bologna :-)