mercoledì 1 agosto 2012

Figliolo, un giorno tutto questo sparirà.

Abbiamo conosciuto la videocassetta.
Brutta. Rumorosa, pesante, poco affidabile.
E figlia degli anni settanta. Lanciata dai giapponesi della JVC, in un mercato dove lottano per affermarsi almeno altri due standard come il Betamax (di Sony) e il Video 2000 (di Philips), la VHS si afferma pur non essendo il prodotto tecnicamente migliore.
Nei processi innovativi non agisce necessariamente un meccanismo di selezione naturale che farebbe sopravvivere solo i migliori e sopprime senza pietà gli incidenti di percorso. Sulle tecnologie agisce l'elemento umano, nello specifico i subdoli esperti di marketing e gli ingenui consumatori disposti a dar loro ascolto.
Esistono varie versioni sulla storia della debacle del Betamax, ma quella più accreditata è anche quella che compare sul sito web di Sony, nella pagina dedicata alla propria storia:
Nonostante la qualità del suono e dell'immagine fosse migliore nel Betamax, la tecnologia VHS venne prodotta su licenza da numerosi produttori terzi, creando uno standard de facto per i registratori su videocassetta. Di fronte alla grande crescita della domanda per i film in videocassetta, i fornitori di software non ebbero altra scelta che investire nel formato più popolare. Il Betamax non fu in condizioni di competere.

L'altro concorrente, il Video 2000, scontò invece la debolezza delle forze di marketing europee rispetto quelle giapponesi. In quegli anni, difficilmente un prodotto di elettronica da consumo poteva sfondare se non era appoggiato da almeno una casa giapponese: era il Giappone il primo mercato su cui innovazioni di questo tipo potevano affermarsi, guadagnare massa critica per proseguire la loro corsa sul mercato statunitense e, solo alla fine, su quello europeo. Questa, insieme a qualche madornale errore di marketing, è la più convincente spiegazione dei ripetuti fallimenti collezionati da Philips negli anni 80 e 90.

La VHS conobbe il suo boom a metà degli anni ottanta. Nel 1990, praticamente non esisteva una casa senza un videoregistratore VHS piazzato sotto il televisore. I mondiali di calcio fecero cedere anche i più riottosi.
E, per circa trent'anni, abbiamo registrato, comperato o noleggiato i nostri film preferiti in questo formato, ammucchiandole negli scaffali e ignorando la bassa qualità delle immagini che scadeva sempre di più ad ogni visione, per tacere di nastri inceppati, rovinati, smagnetizzati o cancellati per errore.
Era quello che passava il convento, e ce la facevamo andare bene.

In realtà, era dalla fine degli anni ottanta che le maggiori aziende del settore audiovideo stavano lavorando all'erede della VHS. Viste le mirabolanti (per l’epoca) qualità del CD che stava facendo sfracelli di vendite, in quel periodo pareva scontato che il supporto del futuro sarebbe stato un supporto digitale, meglio se un disco simile al CD, ma con una capacità offerta per la registrazione dei dati molto maggiore.
Già nel 1993 la Nimbus Technology annunciò il Double-Density Compact Disc (DDCD), un supporto che raddoppiava la capacità di un CD, surclassato in fretta da Philips e Sony, con il loro MultiMedia CD da 3,7 GB nei modelli a singolo strato e 7,4 Gbyte in quelli a doppio strato, e dall'SD (SuperDisc, questo è il nome migliore che gli venne fuori, a quanto pare) di Toshiba e Time Warner, che aveva già conquistato il consenso di Hollywood. Un passo cruciale, visto che il cinema domestico costituiva il terreno di scontro sul quale sarebbe rimasto il vincitore assoluto. La storia si ripeteva.
Tuttavia il ricordo di quella battaglia commerciale – e degli enormi sconquassi provocati al mercato – convinse i piani alti del gigante dei computer, IBM a intervenire.
IBM aveva mancato il business legato al CD, supportato troppo tardi, e si stava ancora leccando le ferite. Non poteva, davvero non poteva farsi scappare la tecnologia di registrazione per gli anni duemila, e, propose ai “contendenti” – supportata da nomi da nulla come Apple, HP, Compaq e Microsoft – una soluzione unica e un formato unico.
Nessuna lotta fratricida, quindi, tra MMCD e SD. Ma una tecnologia ibrida tra le due: la tecnologia di modulazione del segnale EFM Plus, sviluppata da Sony e Philips, avrebbe garantito la memorizzazione dei dati sul disco. Del SuperDisc sarebbe stata invece mutuata la struttura fisica, che consisteva in due dischi da 0,6 mm di spessore saldati insieme (mentre MMCD era composto di un solo disco da 1,2 mm).
Fu nel dicembre 1995 che le due fazioni annunciarono di aver trovato un accordo per l’unione in un unico gruppo dedicato allo sviluppo e alla promozione di un nuovo supporto. Il gruppo venne chiamato DVD Consortium, e raccoglieva i membri sostenitori del SuperDisc e quelli
del MMCD.
I primi lettori DVD furono immessi sul mercato giapponese meno di un anno dopo, così come i primi computer dotati di lettore DVD, e il lancio massiccio della tecnologia avvenne durante il 1997. Il boom ci fu nel 1999, e la VHS all'improvviso sembrò a tutti un pezzo d'antiquariato.
Nessuno la voleva più, e, soprattutto, parecchi di noialtri, io in testa, cominciammo lentamente a ricomperare i nostri film preferiti nel nuovo supporto digitale.
E questo, accadeva solo dieci anni fa.
Tanto, è durata l'era del DVD. Alla VHS, dopotutto, che ha spadroneggiato per tre decenni, è andata parecchio meglio.
Sapete bene chi ha detronizzato il DVD: il Blu Ray, il cui nome deriva dal laser utilizzato di colore blu, un supporto ad alta densità che, con una capacità di 57 GB, può contenere due ore di filmato ad alta definizione utilizzando il sofisticato codec MPEG-4 al posto del tradizionale MPEG-2.
Il lancio ufficiale avviene nel 2007, ma è nel 2009 che inizia a rosicchiare quote considerevoli rispetto il "vecchio" DVD, che in soli dieci anni è diventato spazzatura tecnologica.

E ora?
E ora, vi invito a ipotizzare quanto durerà il nuovo supporto.
Tenendo soprattutto presente che, quasi certamente, sarà l'ultimo supporto fisico che adopereremo per immagazzinare i nostri film preferiti. Una ricerca della società IHS Screen Digest afferma che alla fine di quest'anno i consumatori americani avranno visto 3,4 miliardi di film in streaming sul web, contro i 2,4 miliardi di DVD venduti.
Una volta di più, la storia si ripete: come la musica digitale ha quasi completamente rimpiazzato il CD, ora stiamo già guardando l'inizio della fine dell'era dei film su supporti fisici. Non ci credete?
Pensate al prezzo. I film acquistati online costano in media 51 centesimi, mentre quelli acquistati fisicamente 4,72 dollari.
Gli abbonamenti illimitati per lo streaming, tra cui quelli offerti da Netflix e da Amazon negli USA nel 2011 hanno rappresentato il 94 per cento di tutto il consumo a pagamento di film online negli Stati Uniti.
Sull'iTunes Store di Apple, sono disponibili già da tempo, per il noleggio o la vendita, film e trasmissioni TV, contenuti di Netflix e Vimeo, foto e altro in HD. È ormai evidente come Apple punti alla smaterializzazione, portando tutto sulla "nuvola" e non supportando in alcun modo il Blu-ray e addirittura iniziando ad abolire qualsiasi tipo di lettore ottico sui suoi computer.
L'idea di Apple è che i suoi clienti possono comprare e riprodurre film e contenuti sull’iTunes Store e guardarli subito sulla propria TV HD.


Cinque grandi studios hanno annunciato un accordo in esclusiva con Wal-Mart Stores, offrendo ai consumatori la possibilità di archiviare le copie digitali nel proprio cloud. Il programma, chiamato disc-to-digital, consentirà ai consumatori di pagare una piccola somma per convertire le librerie fisiche in digitale, e potrebbe diventare una nuova fonte di entrate.
In altre parole, lentamente i nostri scaffali si svuoteranno. Vedremo (e nel caso, acquisteremo) quello che ci serve on-line, senza possedere più nulla di fisico.
Sarà un processo che durerà un po'... ma, verosimilmente, da adesso a vent'anni la situazione in casa nostra sarà radicalmente cambiata.

E c'è anche un'altra cosa.
Per la prima volta, il mezzo per riprodurre il contenuto (il player) e quello sul quale questo viene fruito (il televisore), coesisteranno in un unico device. Oltre a sparire i film dagli scaffali, sparirà anche il lettore DVD o Blu-ray da sotto lo schermo.
Il che significa che non dovremo più acquistare due apparecchi e prendere una laurea in ingegneria per collegarli tra loro, ma uno soltanto. D'improvviso, il nostro sofisticato lettore blu-ray diventerà un pezzo di plastica che ruba spazio e prende polvere. Com'è accaduto al mio lettore DVD, che non accendo più da quasi un anno e che ora si può trovare su eBay a venti euro.
E badate che non sto parlando di chissà quali tecnologie future. Le televisioni "smart" esistono già, e il loro successo dipenderà – una volta di più – da come si strutturerà l'offerta dei contenuti, in questo caso negli store online e nella nuvola.
E adesso, date una nuova occhiata all'immagine in apertura.
Quanto tempo pensate che passerà prima di vedere una scena del genere?

17 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Tutto vero. Mia moglie è disperata perchè non riesce più a trovare vhs vergini e ha capito che il giorno in cui il suo prezioso vhs recorder dovesse rompersi, il tecnico di turno gli dirà: "Riparare stà cosa? Non so neanche come funziona! É di tuo nonno?"

CervelloBacato ha detto...

Abbiamo fatto passi da gigante in effetti. Io ricordo con nostalgia il lettore vhs in cui da piccino mi rimaneva la mano incastrata dentro. Esperienze che i bimbi oggi non avranno il piacere di provare xD

Glauco Silvestri ha detto...

detronizzato??
Oddio... non mi pare che il BlueRay abbia detronizzato il DVD. Come tu stesso scrivi, con la comparsa dei DVD le videocassette sono scomparse velocemente. Ma con la comparsa dei BlueRay non è accaduta la medesima cosa. Il BlueRay convive con il DVD. I film entrano in commercio sia in formato DVD che in BlueRay... e visto come tutto corre verso il web, il supporto BlueRay non avrà sicuramente l'occasione di detronizzare i DVD. Basti pensare che questo supporto non è stato neppure preso in considerazione come standard nel mondo informatico... e che Apple neppure ha mai dotato le sue macchine di questi lettori (e come sappiamo bene, Apple, di solito precorre i tempi).
No... il BlueRay ci ha provato a detronizzare il DVD, ma non c'è riuscito al 100%. E' nato vecchio e presto scomparirà con i sistemi di noleggio/acquisto via web, come dici tu.

Larsen ha detto...

luca, mi permetto di fare una correzione sostanziale alla tua analisi...
da sempre la guerra tra i formati video (sempre inteso come "era moderna") viene determinata dall'industria del porno.

oggi infatti non c'e' un vincitore tra dvd e blueray, proprio perche' il porno e' gia' in digital delivery da anni.
senza contare che il supporto "ibrido" (dati+musica+video) e' stato poi introdotto solo dal cdrom, e da li in poi la durata della vita di un supporto e' dovuta anche al mondo informatico.

oggi, di nuovo, anche in ambiente informatico, non esiste un formato vincitore, perche' le nuove tecnologie stanno puntando al cloud e al digital delivery, e teoricamente, non serve piu' avere un supporto fisico.

blueray come formato non arrivera' mai alla diffusione del dvd, e' gia' morto se non per i lettori home video... non si trovano supporti vergini, i masterizzatori sono rarissimi.

tu tieni in considerazione solo il settore video, e in quel senso il blueray ha avuto diffusione quasi esclusivamente grazie alla ps3, che, specie i primi tempi, veniva comprata anche con l'uso home video, visto che e' l'unica console a supportare quel formato, e che costava meno dei lettori stand alone.

detto questo il futuro, purtroppo, e' in digital delivery... e mi preoccupa non poco.
perche' far sparire copie fisiche di un video, e' fattibile, ma piu' complesso che non cancellarle e via... e la rete e' un grosso trituratore: spazza via qualsiasi cosa quando son passati i suoi 15 minuti di notorieta'.
insomma, il digitale e' comodo, il fatto che si vada verso uno standard unificato online e' un bene, ma temo per la memoria storica.

Uapa ha detto...

Accipicchia, è tristemente vero... Dico trtistemente, perché io sono bloccata nel passato e le nuove tecnologie mi spaventano... Ma anche le novità in generale :-S
Comunque, conoscendo mio papà, dubito vivamente che i nostri scaffali si svuoteranno... Videocassette, dvd, doppioni su dvd di doppioni su cassette, rimarranno lì a prendere polvere, perché "Se internet non funziona, la penna usb si fonde, il dvd si inceppa e la cassetta originale si consuma, avremo sempre la copia della copia piratata della cassetta!"... E non sto esagerando, sarà davvero così, non mi lascerà buttare nulla ò_O' ma ci proverò comunque, di nascosto!!!
Quindi, Luca, ora che lo sai, non stupirti se un giorno, ad una nuova moderna tombola-sola, ti rifilerò come premio una vecchissima cassetta semi-smagnetizzata e ormai quasi inservibile... Io ti ho avvertito! ;-)

Fumettista Esplosivo ha detto...

Volendo, possiamo sempre tornare a questo:

http://www.youtube.com/watch?v=YWIwbNIs1LQ

BlackBox ha detto...

Ma... vedo bene, nell'immagine d'apertura?
Avatar 3, il film su Wonder Woman e Batman vs Superman??
Sei un grande :D

CyberLuke ha detto...

@Ariano: guarda, un VCR ce l'ho ancora pure io, e finché non avrò in altri formati quello che non riesco a trovare in digitale (incredibilmente, c'è ancora roba che, almeno in italiano, non è stata ripubblicata in dvd) me lo tengo.
Certo, se ripenso che, solo nel 2000, avevo qualcosa come quattrocento videocassette…

@Cervello: ero troppo cresciuto per lasciarci dentro la mano. Ma ho altri ricordi, tipo quando noleggiai un videolettore per farmi le copie delle VHS noleggiate… copie che venivano una merda, ma che soddisfazione! ;D

@Glauco: DVD e BluRay convivono solo perché i lettori BR leggono anche i DVD. Quanto al mondo informatico, a molti (me compreso) è capitato di perdere dati su un CD o un DVD. Perdere 700 MB di dati è brutto, perderne 4,7 GB una tragedia, perderne 57 è da suicidio. Io non masterizzerei MAI niente su blu-ray.

@Larsen: la tua riflessione finale è quanto mai sensata. Sarò ancora vecchia maniera, ma di tenere tutto sulla "nuvola" non mi fido. Chi può dire cosa accadrà ai miei dati tra dieci, venti o trent'anni? Avere un backup sullo scaffale dà ancora una certa sicurezza, in fin dei conti.
@Uapa: questa è la dimostrazione che ogni generazione resta emotivamente legata agli standard con cui è cresciuta. Esattamente come me che – vedi sopra – non riesco a farmi piacere l'idea di avere tutti i miei film da qualche parte in un'intangibile nuvola.

@Fumettista: :D

@BlacBox: grazie. Ho solo ritoccato un po' un'altra foto. ;)

Ettone ha detto...

ma quante ne sai?

Glauco Silvestri ha detto...

@Larsen:
A parlare di contenuti che scompaiono per sempre mi viene il magone... ogni tanto, tra amici, citiamo la storia del Dr Who, di cui si è perso quasi tutto perché in quegl'anni la BBC riciclava la pellicola perché molto costosa :(((

Glauco Silvestri ha detto...

@Luca: Mannaggia a te! Non puoi mettere Alex Girola tra le cose da rottamare! Quel libro sarà un must anche tra 200 anni!! ^_^

Dama Arwen ha detto...

Mah… io il blu ray ancora non ce l'ho.
Ma sicuramente la tua analisi è precisa e verosimile :-)

Io ero una manica delle VHS: Esselunga vendeva quelle da 4h e 20 min e con il 2° videoregistratore a 4 testine li registravo in LP in modo che durassero 8h e 40.
Perché già all'epoca registravo tutte le serie animate che la TV trasmetteva, oguna su VHS separata. Se non ero a casa, registravo tutto, e poi - con 2 videoregistratori - duplicavo in modo da avere ogni serie ben separata ognuna sulla propria VHS.

E questo anche perché Betamax non era compatibile qui da noi, ma era il formato Giapponese.

Per fortuna che Italia e Giappone sono entrambi area2. Che poi, PERCHÈ MINKIA CI SONO LE AREE DEI DVD??? A che mink serve???

Anonimo ha detto...

Sono stato un grande consumatore (e, purtroppo, anche riparatore) di VHS. Ho apprezzato XviD/DVD/BR perche' mi hanno liberato dai filmati progressivamente degradati dal fatto stesso di guardarli.

Tuttavia ci sono alcune cose dello streaming e del cloud storage (anche per i testi) che mi turbano un po'.

1) il servizio puo' chiudere da un momento all'altro (vedi molti servizi di musica/video) con un "Ci dispiace, da domani non avrete piu' accesso al vostro materiale. E' stato bello avervi come clienti."

2) (questa, lo confesso, e' un po' influenzata da Fahrenheit 451 e 1984) la possibilita' di modificare l'unica (si fa per dire) copia di un testo, di un film, etc. e tutti coloro che vi accederanno da quel momento in poi potrebbero non avere piu' accesso alla versione precedente. Non solo tecnocontrollo ma anche il fatto che molti autori/registi adorano peggiorare le proprie opere modificandole ogni tanto.

3) e' vero che la connettivita' ci seguira' ovunque, ma io ieri ero su un picco a 2750 metri e facevo una pausa leggendo sul mio ebook reader e ascoltando musica nel lettore mp3 e, per ora, questo in streaming non sarebbe stato possibile.

Ciao

Yahn

La firma cangiante ha detto...

In effetti non passerà molto prima della scomparsa del supporto fisico almeno finché non si diffonderà qualche moda vintage come sta accadendo di questi tempi con il ritorno del vinile (che tenta anche me devo dire).

Non so, i timori espressi da Larsen in effetti non mi sembrano infondati.

Dactylium ha detto...

Film digitali, libri digitali, musica digitale...
Questo è il futuro, anzi, il presente, indubbiamente, però c'è qualcosa di inquietante in questa smaterializzazione di oggetti fisici.
Senza contare che la fruizione di contenuti via Internet deve essere necessariamente supportata da una banda larga che in Italia spesso non tiene il passo con i tempi.
Infine, da Mac user, aggiungo che la politica di Apple di non supportare il blue-ray è più commerciale che tecnica: vendere cioè i contenuti tramite iTunes e affini.
E poi, sarò un troglodita, ma io gli MP3 ancora non riesco a preferirli a un cd; gestione migliore dei primi, ma qualità pessima quando si ascoltano su un impianto di un certo livello.
Ciao!

alwaysandneverthesame ha detto...

ma quanti ricordi!! non so che fine abbiano fatto le mie tantissime vhs e nemmeno il supermegavideoregistratore con tanto di " penna " laser con la quale da una specie catalogo con codici a barre potevi programmare le registrazioni addirittura a mesi di distanza! naturalmente, su tele+ e affini ;)

Enrico ha detto...

Gran bel post. Da manuale. Buone vacanze romane (la citazione non era voluta).