mercoledì 22 agosto 2012

[Recensione] The Dark Knight Rises (no spoiler).


Allora.
Dicevo.
A caldo, appena uscito dalla sala, ma anche oggi a 24 ore dalla sua visione, trovo che The Dark Knight Rises sia il migliore capitolo della saga batmaniana. Almeno quella arrivata a noi attraverso la visione di Christopher Nolan, profondamente diversa (per estetica, filosofia e scopi) da quella messa in piedi da Tim Burton nel 1989 e 1992 e da Schumacher negli anni successivi, prima che il personaggio venisse "ibernato" e resuscitato da uno dei registi più talentuosi sulla piazza… che è più vicino a un tecnico – intelligente e lucido e con una sua visionarietà, ma pur sempre un tecnico – che ad un artista – fallibile, barocco e discontinuo, ma pur sempre un artista – come è Burton.

E la visione di Nolan, pragmatica e ammantata di "realismo" (laddove il realismo è relativo, considerato di cosa si sta parlando, cioè di un vigilante abbigliato in modo improbabile e che combatte gente con un sacco di iuta sulla faccia o truccata perennemente da clown) costituisce assieme il suo punto di forza e la sua debolezza.

Mi spiego un po' meglio.

Vedere un Batman che mutua equipaggiamento e armi da progetti pensati per le forze armate è del tutto credibile. Ma indossare un mantello lungo due metri e una maschera che limita drasticamente la visione periferica, tanto per citare i primi due dettagli che mi vengono in mente (e il costume che ho indossato ne era una replica piuttosto fedele), in quest'ottica è un'idiozia.

Viceversa, un Batman che si muove in una Gotham City favolistica e gotica come quella tratteggiata da Burton e dal suo compianto scenografo Anton Furst, dove gente vestita come negli anni cinquanta non usa i telefoni cellulari però ha piccoli registratori digitali (e cento altri piccoli dettagli contraddittori, squisitamente coreografati), e sta quasi per eleggere come sindaco un uomo deforme che ha vissuto nelle fogne allevato dai pinguini, comunica immediatamente allo spettatore che non c'è alcuna pretesa da parte del regista di risultare plausibile o anche solo vagamente credibile… quanto di farci viaggiare in una dimensione parallela, simile alla nostra ma significativamente diversa.
Tim Burton e Schumacher ci raccontano platealmente delle storie per ragazzi. Delle favole. Gotiche e permeate di humour nero in un caso, rutilanti e fluorescenti in un altro. Se si accetta questo assunto, i primi quattro film di Batman sono perfettamente riusciti.
La strada presa da Nolan è diversa.
Non sono certo il primo a dire che i suoi film su Batman sono film di gangster con un tizio in costume da pipistrello, ambientati in una città che chiamano Gotham City ma è palesemente Chicago o Pittsburg (in Batman Begins e The Dark Knight) e New York (The Dark Knight Rises).

La Gotham City di Tim Burton…


...e quella di Christopher Nolan.

la Batmobile di Tim Burton...

... e quella di Christopher Nolan.


Un approccio supportato da una grande tecnica (e non sempre da script all'altezza), ottime interpretazioni, adeguato ai tempi e che ha incontrato il successo di pubblico e critica.

Ma che ha, come rovescio della medaglia, la sparizione o quanto meno l'assottigliarsi di alcune delle caratteristiche peculiari del Batman fumettistico. Il suo talento investigativo, per esempio, l'introspezione e il dramma interiore che lo fanno oscillare tra delirio e lucidità, l'iconografia da figura leggendaria che terrorizza i criminali, e naturalmente Gotham City stessa, che nei fumetti è un vero e proprio personaggio, e non solo uno sfondo fatto di mattoni e vetro.

A qualcosa bisogna rinunciare, a seconda della strada che si sceglie di prendere.

Il difetto più grande di questo The Dark Knight Rises (e, volendo, anche dei suoi due precedessori) è proprio il voler spacciare per reale quello che altri ci hanno sempre proposto come una favola.


E, visto che ho cominciato dai difetti, aggiungo: a un certo punto, ho smesso di annotarmi mentalmente i buchi di sceneggiatura.
Alcuni sono piccoli e appena fastidiosi, altri così grandi che ci cascherebbe dentro un Hummer con tutte e quattro le ruote motrici.
Visto che non ho intenzione di spoilerare niente, lascerò a voi il divertimento di trovare i vostri.

Inoltre: tra tutti i film di Batman, questo è probabilmente quello con meno scene d'azione. Ne troverete, ma poche e centellinate lungo le due ore e trenta di proiezione. Viceversa, di dialoghi ce n'è finché ne volete. Il film si apre con un monologo e si chiude con un monologo. E in mezzo, tutti hanno da dire la loro. Buoni e cattivi, e anche chi sta a metà di questa definizione. Racconti, confessioni, confidenze, sproloqui, un paio di spiegoni, filosofia spicciola, lezioni di morale. Per questo è piaciuto, come i precedenti, anche a chi, di film sui supereroi, non ne voleva sapere.

Però, sappiatelo: dialoghi battono azione circa trenta a uno. Anche se dal trailer (uno dei più belli ed evocativi che abbia visto) potrebbe non sembrare, ma credo sappiate anche voi quanto e come può essere ingannevole un trailer.

Detto questo… allora, il film non è buono?
No. Non lo è.
È ottimo.
È assolutamente da vedere.
Tutti i difetti ascrittigli qui sopra da me (o da altri) riescono a passare miracolosamente in secondo piano.
Nolan mette insieme una macchina gigantesca e farraginosa, illogica e contorta, assurda e tentacolare.
Ma che funziona alla grande.
Alcune sequenze sono dei veri e propri capolavori, indipendenti ed autonomi.
Le interpretazioni sono tutte di altissimo livello (sì, persino la Hataway), e una volta di più Bale fa la figura della comparsa.
La fotografia di Wally Pfister esalta come meglio non si potrebbe la magnificenza scenografica messa in campo da Nathan Crowley.
La colonna sonora di Hans Zimmer accompagna in maniera catartica le scelte registiche.
C'è un dispiego di mezzi eccezionale (molte delle scene che oggi abitualmente sono girate in digitale, qui sono realizzate dal vivo).
Una roba che, in confronto, The Dark Knight era un telefilmone con uno vestito da pagliaccio.
Almeno, questo è l'effetto che mi ha fatto.
Quando ci andate voi (perché ci andrete), fatemi sapere che effetto ha fatto a voi.

Nota per i fumettari. In The Dark Knight Rises ci sono un paio di riferimenti importanti alla saga di Nightfall, ma questo l'avrete già sospettato. Ma è da QUESTA graphic novel che regista e sceneggiatori hanno pescato a piene mani... almeno, per tutta la parte centrale del film.
Se non la conoscete (scritta da Jim Starlin e disegnata da Berni Wrightson), recuperatela perché è straordinaria.

9 commenti:

La firma cangiante ha detto...

Spero di andarci al più presto, alla Hataway avevo già dato una buona possibilità parecchio tempo fa, è brava la ragazza ;)

sommobuta ha detto...

Settimana prossima sono già al cinema.
Interessante questa distinzione tra i vari film di Batman. Il problema di fondo rimane comunque che qualsiasi film tratto dai fumetti non potrà mai essere come un fumetto. Il Batman di Nolan è quanto di più lontano possa esistere dal Batman fumettistico. Ma questo vale anche per tutti gli altri personaggi trasposti in celluloide. Cinema e fumetto sono due media differenti, quindi credo sia anche normale.

Comunque...hype a due miliardi dopo questa tua recensione. Sarà una lunga settimana.

LUIGI BICCO ha detto...

Sono d'accordo con te sulla prima parte del discorso. Nolan non ha mai per davvero esaminato e sviscerato il "mito" dell'uomo pipistrello. Si è avvicinato alla questione nel primo capitolo, forse. In effetti il cappuccio con le orecchie a punta e il mantello sono solo un pretesto. E nemmeno ha preso troppo in considerazione la psicosi di un personaggio come Bruce Wayne. Ha svolto un lavoro migliore con il Joker, da questo punto di vista.

A difesa di Nolan potrei dire che la cosa, però, per sua stessa voce, era intenzionale. Ha stigmatizzato pesanti orpelli come la Gotham evocativa o l'introspezione del mito per fare spazio a giochi di potere e fantasia di altro tipo.

I due film di Nolan (il terzo io non l'ho ancora visto) sembrano perfetti come adattamenti di qualche personaggio di Tom Clancy a base di spionaggio e dinamiche militari. Ma se questa è la sua visione del personaggio a me sta anche bene, perchè fin'ora mi sono piaciuti tutti e due.
E il fatto che un regista come Nolan (in ogni caso sempre un grande regista) abbia potuto mettere mano ai tre film, iniziando e concludendo la sua personale visione della cosa, mi fa ben sperare anche per il capitolo conclusivo. Il fatto che ti sia piaciuto così tanto nonostante tutto, mi fa sperare ancora di più.

Non vedo l'ora di essere al cinema.

La questione della saga Nightfall ormai si era capita. Quella di "La Setta" (bellissima storia), no.
A proposito, chi è Jim Starlin Wrightson??? :D

LUIGI BICCO ha detto...

E comunque, al fastidio non c'è mai fine:

http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/16761/warner-bros-nuovo-batman-nel-2016/

Che fastidio!

Domenico "Helldoom" Attianese ha detto...

Io sto già a picchettare il cinema u.u

Larsen ha detto...

visto, e concordo con te che sia stato il miglior batman di sempre... pero' anche la peggiore gotham di sempre.
quella di questo film e' una qualsiasi citta' americana... mentre la gotham del primo era un'altra cosa, e anche quella degli altri film era piu' gotham di questa.

diciamo che c'e' piu' storia, e meno scenografia, o meglio, che la scenografia e' troppo "reale" per essere credibile come gotham city.

Enrico ha detto...

Visto ieri. Ho aspettato di leggere il tuo post per non avere pregiudizi.
Mi è piaciuto molto. Ben costruito ed equilibrato. Molti dialoghi e meno azione, forse, ma tutto sembra molto reale. Non avuto mai l'impressione che ci fosse della post produzione, del 3D.
Peccato per qualche "svista" nella sceneggiatura e per quelle tre o quattro frasi ad effetto alla Hollywood. Segue spoiler!! Il colpo di scena quasi finale con la buona donnina che in realtà è la super criminale figlia del male... beh, mi lascia un po' interdetto. Farci credere che sbagliavamo a pensare fin da subito che il giovane poliziotto fosse il futuro Robin col ridicolo stratagemma svelato sul finalissimo del "nome vero" è stato sciocchino.
E mi sembra pure che gli sia particolarmente piaciuto il gioco delle ruote della bat-moto in curva a gomito: proporlo tre volte di fila è un po' troppo...

Ok, ora sto diventando pignoletto.
In realtà sono uscito dalla sala molto contento e felice del fatto che la Hathaway nel ruolo della gatta non fosse poi così male come pensavo!

Anonimo ha detto...

Guarda ho letto il tuo commento sul film riga per riga ei dispiace dover assolutamente dissentire dalla quasi totalità dei difetti che sottolinei...parli di mancanza di azione,di mancanza di lati passionali o personali di Waine, ruolo di Bale da comparsa e tanti altri difetti...penso che non siano presenti le cose che elenchi ci sono un mare di scene d'azione talvolta addirittura esagerate per spettacolarità,bruce wayne nell'arco dei 3 film subisce notevoli attacchi alla sua moralità alla sua persona viene fatto apparire come falso eroe e ne soffre, non è questo il famoso "lato umano" che volevi? Muore la
Ragazza che ama, Alfred lo abbandona, è costretto a ripudiare Batman, non riesce a ragionare quando sembra morto gordon

Anonimo ha detto...

Mi sono sbagliato non avevo finito: inoltre parli di gotham city come assente, ma come può una città essere animata?? Ma è stato bravissimo il regista a farla sembrare " normale" nonostante offrisse sempre a Batman una via di fuga, un nascondiglio per i suoi veicoli...non ti sembra partecipazione della città? Cosa doveva far parlare i muri? Io credo siano stati 3 film straordinari uno più bello dell'altro, con flashback e colpi di scena, il personaggio eroico ha sempre trovato il modo di stupirmi ed emozionarmi con ogni frase o gesto, il messaggio che manda nolan di un uomo che vuole a
Tutti i costi difendere i propri ideali e principi a costo di restare al verde e rischiare la sua vita pur di non mollare e vuole lottare contro ogni nemico e situazione avversa..è un film chiaramente...ma meglio di così , realistico e credibile , appassionante e spettacolare sarà difficile che qualcuno lo realizzi... E oltretutto la fine giusta e ben pensata ne fanno un capolavoro..a mio modo di vedere..saluti a tutti..buona visione..Massimiliano

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