martedì 16 ottobre 2012

[prime impressioni] Tre serie tv fresche fresche.


LAST RESORT
Puntate viste finora: due.
Una doppiata in italiano, l'altra in originale con sottotitoli.
L'idea alla base:  un sottomarino nucleare americano riceve un ordine d'attacco "sospetto" e il comandante e la sua ciurma (quasi) tutta si rifiutano di obbedire, fiutando del marcio. Nel giro di una mezz'ora diventano ufficialmente dei traditori degli Stati Uniti e fanno base in un'isoletta nel Pacifico, dove si autoproclamano nazione sovrana.
Cosa dobbiamo aspettarci dal resto della serie: che il comandante del sottomarino "ribelle" e il suo equipaggio riescano a trovare prove che li scagionino dall'accusa di diserzione e che dimostrino l'illegalità dell'ordine d'attacco nucleare, così da riabilitarsi e poter tornare ai propri cari.
Giudizio tecnico: un compitino svolto senza lode e con qualche infamia. Inquadrature, montaggio e fotografia sono ordinari, televisivi e senza sprazzi. Ci sono un paio di ottimi nomi nel cast (il Robert Patrick ex-Terminator e Andre Braugher), ma penalizzati da dialoghi che sfiorano a malapena la sufficienza e da una sceneggiatura bolsa.
Giudizio artistico: l'idea non è da buttare via. Ma sembra una di quelle buone a sostenere l'impianto di un lungometraggio hollywoodiano da un paio d'ore… e "allungata" in una serie intera rischia di produrre, per l'appunto, l'effetto di vino annacquato.
Continuerò a vederla? un altro episodio è quanto sono disposto a concedere, per vedere se viene introdotto qualche elemento nuovo o se la sceneggiatura subisce qualche impennata. Ma non sono ottimista.

666 PARK AVENUE
Puntate viste finora: due, in originale e sottotitolate.
L'idea alla base: una una giovane coppia appena trasferitasi a New York viene assunta come amministratore di un signorile condominio nell'elegantissima Park Avenue. I due vengono assunti direttamente dal proprietario, interpretato dal grandissimo Terry O'Quinn che non potete non ricordare nel ruolo di Locke in Lost.
Cos'ha questo posto di particolare?
Che tutti gli inquilini hanno stipulato un patto con il diavolo in persona (nessun dubbio su chi ricopra il ruolo del diavolo, giusto?), chi per veder realizzato questo, chi quello.
Come da tradizione, il diavolo è sleale e non ti regala niente.
Cosa dobbiamo aspettarci dal resto della serie: che la protagonista, la giovane di belle speranze Rachael Taylor (presenza fissa nella settimana stagione di Grey's Anatomy e in Transformers) scopra che il lavoro che ha accettato è una fregatura solenne, e che sconfigga le forze del male, incarnate dal diavolo in doppiopetto.
Giudizio tecnico: poco da segnalare. Una bella sequenza iniziale fa ben sperare, ma poi si rientra nei binari di una produzione televisiva di discreto livello, senza troppi giochi registici ai quali il carattere horror della serie si sarebbe anche prestato. I dialoghi non aiutano a entrare nell'atmosfera giusta e la caratterizzazione dei personaggi è frettolosa e stereotipata (tanto per dire: i ruoli di Dave Annable e Rachael Taylor sembrano una fotocopia sbiadita di Keanu Reeves e Charlize Theron nell'Avvocato del diavolo).
Di effetti visivi ce ne sono pochi e già visti, e, a meno che non si tengano il meglio per i prossimi episodi, la serie di certo non si fa ricordare per questo aspetto.
Giudizio artistico: la serie ha delle potenzialità, ma di certo non sono emerse nelle prime due puntate, dove di paura vera e propria non ce n'è neppure l'ombra. Probabilmente se 666 Park Avenue fosse stato destinato alla tv via cavo – dove è possibile osare di più in termini di contenuti ed atmosfere – gli autori avrebbero spinto di più sul pedale dell'horror, anche se non è certo una garanzia mostrare più sangue o viscere per inquietare e spaventare.
Di certo, Terry O'Quinn sembra la presenza più sprecata di tutta la faccenda, oltre ad essere, non starò a nascondervelo, il principale motivo per cui ho iniziato a guardare la serie.
Continuerò a vederla? altri due episodi mi aiuteranno ad avere un'idea più chiara. L'horror non è tradizionalmente il mio genere, ma se me lo si scrive con eleganza e me lo si dirige con mestiere e un pizzico di furbizia, sono disposto a stare al gioco e a fare finta di spaventarmi.

REVOLUTION
Puntate viste finora: quattro, in originale e sottotitolate.
L'idea alla base: un blackout totale e di origine ignota spegne qualsiasi attività elettrica sul pianeta Terra. Persino le batterie muoiono, facendo sprofondare il mondo in un nuovo medioevo. Questo prologo dura la bellezza di tre minuti esatti.
Parte la sigla e siamo proiettati di quindici anni nel futuro, in una nuova società agricola dove ognuno tira la carretta e risponde a una non meglio specificata milizia che fa a capo un certo generale Monroe. I miliziani sembrano "i cattivi", e iniziano subito con l'ammazzare qualcuno dei "buoni", e gran parte della vicenda puzza del medesimo family drama di scarsissimo interesse che ha affossato Terranova e Falling Skies.
Cosa dobbiamo aspettarci dal resto della serie: perché l'elettricità è sparita per sempre? Chi ha causato la catastrofe, e perché? Come si potrà tornare alla normalità, ammesso che un giorno sarà possibile?
Ecco, questi interrogativi possono anche incuriosirmi.
Delle vicende della famiglia Matheson, invece, non potrebbe fregarmene di meno..
Giudizio tecnico: nonostante alla regia ci sia uno degli enfant prodige più sopravvalutati degli ultimi anni, il John Favreau che ha al suo attivo un ottimo Iron man, un suo seguito decisamente meno valido e un disastroso Cowboy vs. Alien (dove lo spreco di mezzi e di cast è una delle cose più vergognose viste ad Hollywood di recente), la serie è una roba da tv dei ragazzi malamente travestita da qualcosa di più ambizioso.
Manca di credibilità, tensione, ritmo e di qualsiasi guizzo autoriale che poteva elevarla dalla massa di produzioni post-apocalittiche propinate in questi anni al cinema e in televisione.
La fotografia è anonima e più degna di uno spot pubblicitario che di un mondo stremato da quindici anni senza corrente elettrica come ci aspetteremmo di vedere.
Giudizio artistico: anche se in molti l'hanno frettolosamente bollato come l'ennesimo flop di J. J. Abrams, in realtà la paternità di questo serial è tutta di Eric Kripke, autore di Supernatural (che il sottoscritto ha retto fino alla visione del primo episodio).
Kripke non sembra riuscire a scrollarsi di dosso un'estetica da teenager movie, né a riuscire a infilare dei personaggi di cui possa fregare qualcosa allo spettatore.
Tutto ciò che si vede è già visto, bollito, prevedibile e – a tratti – involontariamente comico.
Continuerò a vederla? l'elemento mistery infilato (quasi a forza) alla fine del pilot è il solo motivo per il quale dedicherò la mia attenzione ad un altro paio di episodi, ma se il buongiorno si vede dal mattino e qualcuno ripete di nuovo la frase Because we’re a family durante la serie, la spedisco a fare compagnia ai già citati TerraNova e Falling Skies.

20 commenti:

Marcus ha detto...

Di questi, ho visto solo Last Resort su Fox. Ancora aspetterei qualche puntata per giudicarlo.... come inizio è carino, forse un po' lento. La trama, anche se in maniera diversa, è già nota per essere stata già usata: riprende un po' "Caccia a Ottobre Rosso" e "allarme rosso", per dire.
Cmq anch'io mi aspettavo di più.

Maura ha detto...

Mi sono vista 666 Park Avenue.
E più che American Horror Story il confronto che scatta immediatamente è con l’Avvocato del Diavolo, che citi pure tu: le somiglianze sono innegabili, alcune scene al limite del citazionismo, ma a mio avviso il competitor più diretto di Park Avenue è...Melrose Place!
Neo-sposi, single in cerca di amore, giovani brillanti all’inseguimento della fama che vedono le loro vite stravolte, i sogni barattati in cambio di effimeri successi, sotto e grazie all’azione manipolativa di Amanda che ha saputo tenere in pugno i suoi condomini con ricatti, aiuti a doppia lama, promesse illusorie e con veri e propri patti di cui solo lei, alla fine, si sarebbe avvantaggiata.
Senza dimenticare omicidi, tradimenti, gravidanze, malattie... Melrose Place aveva però dalla sua un cast azzeccatissimo mentre in Park Avenue IMHO è solo Leonard (Robert Buckley) – scrittore con la sindrome da pagina bianca – a lasciare traccia di sé.

Reyarth ha detto...

L'Avvocato del Diavolo? Magari 666 Park Avenue avesse la stessa atmosfera... è privo di mordente e sono riuscito ad apprezzarlo solo in alcuni frangenti.
Io sinceramente lo guardo solo perché mi mancava Terry e il suo Smokey-Mood.
Punto.

Neliel ha detto...

Di questi, ho visto le prime due puntate di Revolution,e condivido molte delle tue impressioni, e ne aggiungo una: ma esistono ragazzi brutti negli Stati Uniti? @__@
Sto cominciando a nutrire seriamente questo dubbio dal momento che in quasi tutte le serie americane assistiamo ad una parata di modelli e modelle che + inverosimile non si può. Anche questa serie non sfugge alla regola,ma molto spesso la ricerca dell’attore/attrice di grande bellezza non coincide con la ricerca del talento.

BlackBox ha detto...

Concordo con te che la prima scena di "Park Avenue" sia la migliore, concordo anche sulla presenza di alcuni clichè evitabili, ma non sono d’accordo sul giudizio complessivo.
A me, nonostante i difetti, la serie sta piacendo. Il punto di maggior è il cast. A parte la coppia demoniaca mi sono molto piaciuti entrambi i protagonisti: lui ancora ha potuto fare poco perchè il suo personaggio è passato in secondo piano, ma l’attore mi sta simpatico a pelle, lei invece l’avevo inizialmente inquadrata come la solita gnocchetta anonima e irritante (*coff coff Revolution coff*) e invece mi ha molto sorpreso.
Spero che il racconto si concentri sulla mitologia e sui rapporti tra gli inquilini, piuttosto che sul patto della settimana, ma per il momento la serie mi ha preso.

GDL ha detto...

Ho seguito "Revolution" fino alla quarta puntata, e lì la mollo.
Un’altra serie mediocre, seguita fin qui nella speranza che ad un certo punto migliorasse e si trasformasse in una specie di “The Walking dead” oppure “survivors” (ma mi sarei accontentato anche di un “falling skies” e persino “terranova”).
Certo, ai tempi ricordo di aver sottovalutato telefilm come the big bang theory e, udite udite, persino “the shield”, e di essermene pentito amaramente, per cui forse è per questo che non ho voluto negargli la chance di dimostrare che è un buon prodotto. Ma dopo quattro puntate mediocri, mi spiace, chiudo.
Se migliora, fatemi sapere.

Kaneda ha detto...

Ho iniziato a vedere "Last Resort", incuriosito dal battage pubblicitario.
E, come te, non riesco a farmi piacere questa serie. La trovo una buona occasione sprecata, un po’ come Terranova. Bella l’idea, pessima la realizzazione. Non mi piace la regia, non mi piace la fotografia, non mi piacciono i personaggi, non mi esaltano i dialoghi e non è perché ho paura che venga cancellato: semplicemente mi sembra un prodotto banale, che si nasconde dietro una bella pensata, ma che non riesce ad offrire nulla di nuovo. L’Hype per il pilot, per quanto mi riguarda, era a mille. Dopo averlo visto, non mi è sembrato niente di innovativo. Ora, potrei aspettare e vedere come procede, dato che lo stesso mi è successo con Homeland e alla fine mi sono ricreduto, ma non so se mi va. Odio la moglie bionda, Autumn Reeser e il suo personaggio, la figlia di papà, perfino il secondo. Per quanto mi riguarda potrebbero essere usciti tutti da Army Wives, non ci trovo grandi differenze.

Lory84 ha detto...

A me Park Avenue 666 non è dispiaciuto, soprattutto grazie a Terry O’Quinn e Vanessa Williams, perchè in effetti per ora la coppia giovane è un po’ loffia. Seguirò qualche altro episodio per vedere come si sviluppa!

Beatrix Kiddo ha detto...

Ho visto solo Last Resort, e dopo un pilot davvero niente male, ne ho scritto anche dalle mie parti, si affloscia spaventosamente. O succede qualcosa nella prossima puntata o lascio perdere.

CyberLuke ha detto...

Ciao Beatrix, quali sono le tue parti esattamente?
Per quanto mi riguarda Last Resort, pensavo di concedergli un terzo episodio, ma ieri sera me ne sono completamente dimenticato, il che la dice lunga, credo, su quanto mi abbia catturato.

Yeeshaval ha detto...

I paragoni tra Last Resort e BSG che ho letto in giro mi fanno venire i brividi.
Ma stiamo scherzando? Siamo su due mondi diversi, a livello di scrittura, di temi trattati e anche da un punto di vista recitativo. Serial noiosissimo, poi ad assaltare un sommergibile arrivano *6 russi 6* contro potenzialmente un intero equipaggio (e dubito che siano addestrati per ricamare), il COB rinchiuso in mezzo alla giungla che istiga ad uccidere un ufficiale, il seal ubriacone che mette le pezze al culo agli altri all’ultimo secondo, Kendal che sembra senza un’anima ma che ovviamente fa tutto per proteggere la moglie e tenersi quel suo orto di pace... tutto troppo facile e tutto tagliato con l’accetta.
Chaplin è una spanna sopra tutti e la sola cosa che un poco mi intriga è il "filone Washington".
Ma forse ero io partita con troppe aspettative.

Anonimo ha detto...

Mi limito a Revolution.
Oltre alle critiche ovvie… ma la madre bionda torturata, è stata torturata? Perché la inquadrano post-tortura e mi sembra ancora fresca come una rosa.

Giusto per non parlare dell’ammazzo soldati addestrati due a due a sciabolate ma se vedo un cane con la bava alla bocca mormoro spaventato: “run!”

CyberLuke ha detto...

Io, la Mitchell non l'ho mai sopportata.
Nè in lost, nè in Visitors, e continuano a riproporcela con quelle due espressioni in croce.
Ridicola la scena della tortura.

Beatrix Kiddo ha detto...

Ti lascio il link se ti va di passare: cinquecentofilminsieme.blogspot.com

CyberLuke ha detto...

Beatrix, c'è un problema sul tuo link.

Beatrix Kiddo ha detto...

http://cinquecentofilmisieme.blogspot.it/
forse così è giusto!!

Lisa Costa ha detto...

666 lo vedrò sicuramente, sto solo aspettando che aumentino un po' le puntate e di avere tempo. Revolution, per quanto j.j. non sia più affidabile, lo accantono. Non vorrei mai iniziarlo per poi trovarmi senza seconda stagione.

franz ha detto...

A me Last resort non è poi dispiaciuto...scon la grossa eccezione della moglie di Sam Kendall: sempre odiata quell’attrice, è una bionda slavata che fa sempre la parte della bionda slavata.
Il suo personaggio è davvero irritante, soprattutto se penso all’interrogatorio. Ma porca miseria, ci vuole tanto a capire che tuo marito ti ha nascosto di aver vissuto un’esperienza traumatica semplicemente perché non voleva farti preoccupare??? Ma no, disperiamoci perché vuol dire che è uno stronzo bugiardo. Una moglie così fedele eppure così facile da abbindolare? Vedendo dove stavano andando a parare ho subito pensato: “non ci credo, vogliono davvero farle credere che non può fidarsi del marito per questo? E’ davvero così cretina?” E LO ERA. Ok, ancora non è detto, ma il dubbio è stato instillato. E senza troppe difficoltà. Triste.

Alex McNab Girola ha detto...

Lo scazzo è forte in te, giovane Luke! :D

Christian ha detto...

Cyber: non sei l’unico a trovare insopportabile la Mitchell... in certe situazioni vanno benissimo le sue 2 “espressive” espressioni, ma alla lunga stancano.
Per me uno dei difetti principali di Revolution è non riuscire a rendere l’idea del disastro globale...

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