lunedì 8 ottobre 2012

Sparate a quell'iPod.

Di Apple, su questo blog, ho parlato molto spesso. Bene (parecchie volte) e male (specialmente di recente).
In particolare, trovo pessime tutte le sue politiche commerciali e tecniche degli ultimi anni, volte a spingere l'utenza a un rinnovo sempre più frequente dei propri device, anche quando questi in realtà potrebbero restare perfettamente funzionanti e funzionali per anni e anni.
Ricordate quando si diceva "eh, non le fanno più come una volta"?
Beh, è perché a un certo punto della breve storia della produzione industriale in serie, subentrò l'idea dell'obsolescenza programmata, o pianificata come preferisce Wikipedia, la cui lettura di questa voce vi raccomando caldamente.
Un oggetto che dura per sempre è un fallimento commerciale. E oggetti privi di parti in movimento, come ad esempio i telefoni cellulari o i tablet o i riproduttori mp3 (guarda caso, giusto il core business di Apple), teoricamente potrebbero funzionare correttamente per anni e anni, praticamente a zero manutenzione.
Non è paranoia pensare che molti oggetti vengano introdotti sul mercato con difetti congeniti che ne renderanno necessaria la sostituzione dopo un ben determinato numero di ore, o di anni di funzionamento. È una strategia, sottile, intelligente, e perfettamente supportata dai media e da un certo tipo di pubblicità e di tendenze appositamente pilotate.
Alcuni di questi oggetti, ogni tanto, escono fuori troppo bene.
Sono belli, robusti, versatili, funzionano alla grande e – apparentemente – non sembrano migliorabili.
Il 12 ottobre 2005, il famoso One more thing di Steve Jobs fu una nuova versione dell'iPod, il riproduttore mp3 più famoso e diffuso al mondo.
Il nuovo iPod, denominato "di quinta generazione", aveva un display più ampio di mezzo pollice rispetto al modello precedente; supportava la riproduzione video anche su un televisore, aveva un nuovo design più sottile, era disponibile in due tagli di memoria (da trenta e da sessanta gigabyte, una quantità di memoria gigantesca per immagazzinare la musica) e in due colori (il classico bianco e l'elegante nero), e includeva i codec necessari per riprodurre videoclip musicali o brevi filmati, come i video podcast distribuiti attraverso l'iTunes Store.

Era bellissimo.
Ed era perfetto.
Così perfetto che quelli venuti dopo erano per forza di cose peggiori.
Ad esempio, vennero montati convertitori analogico/digitali di produzione coreana più scadenti, che permisero di abbassare i costi di produzione a fronte di un lieve peggioramento del suono.
Chi ha un iPod di quinta generazione se lo tiene bello stretto.
Il mio è durato la bellezza di cinque anni, prima di spegnersi definitivamente qualche mese fa, vittima dell'obsolescenza pianificata da qualche ingegnere, come i replicanti Nexus-6 che morivano dopo quattro anni perché così progettati dal loro creatore.
L'altro giorno ci ho pensato un po' su, e ho riconsegnato il mio iPod morto ad Apple.
Dietro circa cento euro di "contributo", in ventiquattr'ore ho avuto indietro un iPod di quinta generazione completamente ricondizionato.
Con scocca nuova, batteria nuova, hard disk e circuiteria revisionati da Apple.
E, sapete una cosa?
Magari non durerà altri cinque anni. Ma costa meno di quei giocattolini touch che Apple spaccia adesso per iPod e di iPod ormai hanno solo il nome, è molto più figo, si sente da dio e quando morirà anche questo me lo farò sostituire con uno uguale.
Vorrei che si potesse fare così anche con altri oggetti, o magari gli animali domestici, o anche le persone.
Ma per ora, sono contento così.

12 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Effettivamente l'ho notato anch'io questo fenomeno, anche con Microsoft: le nuove versioni spesso sembrano peggiori delle precedenti, ma forse è solo una mia paranoia...

iSDC ha detto...

La batteria del mio iPod Nano 1g ha ceduto dopo una lunga agonia.
Fortuna ha voluto che fosse stato assemblato nel lotto di un tal cinese (1%) del venduto globale che portava in grembo la possibilità del 0,01% di esplodere.
Apple me lo ha sostituito con un iPod 6g, ovviamente bellissimo e ottimo per lo sport.
Mi è sembrato per un attimo di avere vinto la lotteria :)

Glauco Silvestri ha detto...

Io ho un sesta generazione da 160GB. Volevo portarmi dietro tutta la mia discografia...

LUIGI BICCO ha detto...

Obsolescenza pianificata. Quanto mi fa incazzare questo termine, solo a sentirne parlare.
C'è ancora bisogno che ci dicano cosa e quando comprare qualcosa. Come la lampadina eterna che non hanno tirato mai fuori (questa l'ha inventata Dick, però:)

A parte questo, mi sembra di ricordare che una leggenda metropolitana vuole che i primi "esperimenti" di obsolescenza pianificata siano stati fatti sui primi hard disk da 20 giga di un noto produttore.

Secondo me hai fatto la scelta giusta, comunque.

Giulio ha detto...

Consiglio a tutti la visione di questo documentario http://www.youtube.com/watch?v=3pb7HOfp8PU

Maura ha detto...

Hai detto bene, un oggetto che non si rompe è un fallimento commerciale (per chi produce).
Ha un senso, perché consente all'industria di restare attiva ma sospetto che se si decidesse di produrre al meglio gli oggetti, senza vizi congeniti o altro, comunque ci sarebbe lavoro per tutti.

Lory84 ha detto...

Io sarei anche d'accordo, a patto però che gli oggetti elettronici vecchi e rotti siano riciclati come si deve, senza che vadano ad inquinare l'ambiente. L'obsolescenza programmata ha il vantaggio di far vendere al pubblico prodotti nuovi e innovativi, che espongono le ultime innovazioni tecnologiche, ed è anche giusto che l'azienda ci guadagni dalla ricerca scientifica.
Ciò che è sbagliato è non preoccuparsi del danno ambientale che ciò comporta. I componenti elettronici contengono elementi che sono molto inquinanti e vanno trattati come si deve.

Daniele ha detto...

Da quello che ho studiato, l'obsolescenza programmata si basa su calcoli di probabilità e sulla affidabilità dei processi tecnologici. Più il processo tecnologico che produce un chip è affidabile, minore è la probabilità che questo si guasti in poco tempo (o che presenti difetti). Ci sono proprio delle formule per calcolare queste probabilità.
Purtroppo non ho ancora avuto modo di lavorare in azienda (mi sono laureato da poco), però immagino che le aziende utilizzano macchinari particolari per produrre questi chip, calcolando la probabilità che dopo due anni (cioè, gli anni di garanzia in pratica), si possa avere un guasto.
Creare apposta un chip per bloccare il funzionamento dell'intera apparecchiatura è di certo possibile, ma è chiaramente un imbroglio e, per come la vedo io, non ha scusanti.

Angel-A ha detto...

Ricordo il vecchio tv color di famiglia, un Philips da 25 pollici che all'epoca mi sembrava enorme, e che durò fino agli anni novanta.
Poi ne comprammo uno nuovo, che cambiammo dopo 5 anni, poi altri due, e da quando uscirono gli schermi piatti è stato un continuo.
Il vecchio Philips è finito in una casa al mare, e fiunziona ancora. ^___^

Yeeshaval ha detto...

Maremma gattina, ma senza scomodare la tecnologia, io ricordo che a 16 anni un maglioncino mi durava anni..Ora più costano, più ci fai 1/2 stagione...poi si "incartapecoriscono"...

Fra ha detto...

a proposito di obsolescenza programmata...
oltre 5 anni fa, ho sostituito un bellissimo e ancora funzionante (anche adesso) notebook toshiba di 3 anni, perché non aveva il wireless e per la sua pesantezza (me lo portavo in giro per lavoro tutto il giorno); adesso ho ceduto al marketing e, dopo anni di cellulari fatti solo per telefonare e poco più, mi sono decisa a prendere uno smartphone con il quale (quando ho tempo) ci faccio di tutto...
però, non ho mai avuto un ipod! :)

Comunque, ottima scelta la tua, direi.

Leonardo ha detto...

Ho un iPod classic, quello uscito,. credo, subito dopo il tuo, e che aveva ahimé il chip coreano.
Ma ho supplito con un paio di ottime cuffie, e da allora lo utilizzo con soddisfazione da anni... anch'io ho sentito parlare del "ciclo di vita" delle batterie degli iPod, e la mia è ormai in "zona pericolo", ne sono consapevole.
Ma come te, anch''io, quando arriverà quel giorno, me lo farò sostituire con uno ricondizionato.... ne sono troppo dipendente, ormai. ;-)

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