giovedì 15 novembre 2012

Grazie, Stanley.

David Bowman ha appena compiuto la prima lobotomia digitale della storia dell'Uomo e ha disattivato le funzioni cerebrali superiori di HAL, rendendolo di fatto una macchina potente ma autistica, spegnendo scientemente l'ultima traccia di intelligenza nel raggio di centinaia di migliaia di chilometri.
Diventando solo come nessun altro uomo è mai stato solo.
Intorno a lui, solo il silenzio perfetto ed eterno dello spazio.
Lo spazio non è un posto per l'Uomo.
David Bowman è un intruso, un pezzo di carne avvolto nella plastica e nel metallo che ha per solo compagno il sibilo dell'erogatore d'ossigeno del suo scafandro.
Ed è esattamente qui che a David Bowman, per la prima e ultima volta nella storia dell'Uomo, si spalancano le porte di un qualcosa non pensato per la comprensione umana.
Niente della sua preparazione scientifica e niente del suo addestramento da astronauta può essergli utile.
Niente può averlo preparato a quello che sta per vedere.
Eppure David guarda.
I suoi occhi sbarrati fissano direttamente nell'infinito, e l'infinito vi entra dentro.
Nel suo sguardo Kubrick riesce a concentrare lo sbigottimento, la paura, il fascino e la meraviglia di una specie intera.

Questo fotogramma è forse il più bello di  2001: Odissea nello Spazio, e dopo tanti anni mi mette ancora i brividi.
Potete anche snobbare il film, se credete. Ma gli occhi di Bowman che fissa quello che un Uomo non avrebbe mai dovuto guardare non potrete dimenticarveli mai e poi mai.

9 commenti:

Matteo ha detto...

Sagge parole, quel film è una filosofia

Marcus ha detto...

Anche a me è sempre piaciuta quell'espressione... grande film.

LUIGI BICCO ha detto...

Snobbare il film?
E chi avrebbe il coraggio di fare una cosa del genere, scusa?

Simone ha detto...

Non penso che si trattasse di qualcosa che l'uomo non "doveva" guardare. Nel senso che è bastato prendere un'astronave e andare li, non era fuori dalla nostra portata.

Il mistero è il passaggio dall'animale al pensiero umano e non (visto che anche hal ha una sua coscienza) e quello che c'è oltre i confini delle nostre facoltà mentali. Ho sempre pensato che il finale del film fosse molto criptico e più ideato per non dare risposte che altro, ma comunque un grande capolavoro... anche il recente Prometheus pare a tratti scopiazzare le stesse immagini.

Simone

CyberLuke ha detto...

L'Uomo aveva ricevuto un invito.
Il monolito sepolto sulla Luna serviva a quello.
E, secondo la visione di Clarke e di Kubrick, l'Uomo si sarebbe estinto prima ancora di evolversi se non fosse stato per il monolito.
Il monolito è anche la Porta.
Una porta che si è aperta tante altre volte, ma solo quella volta per un uomo.
Un uomo che ha dovuto consumarsi e morire per poi rinascere.
Un capolavoro.

EtaBeta ha detto...

L'ho visto anni fa... ti premetto che non ricordo come fu interpretato dalla critica e dalla gente, per cui tutto ciò che dico è frutto della mia testa. :)
Il monolite è la capacità intellettiva, una specie di albero del bene e del male ACCESSIBILE (la scimmia infatti diventa uomo), ma solo fino ad un certo punto (la spedizione su Giove fallisce per colpa del computer).
Ed ecco come ho inteso io la scena finale: l’astronauta, ormai lanciato in un volo senza fine verso l’infinito, vede le due alternative a cui la sua vita poteva aderire: la casa, la vecchiaia agiata (simboleggiata dai cibi raffinati), la morte nel proprio letto… oppure… il monolite, cioè l’andare oltre i limiti della conoscenza con le sue tragiche conseguenze, il viaggio nel buio fino ad un’ipotetica soluzione finale di luce (Dio? La Morte?) simboleggiata dal feto.
La bellezza formale del film la davo già per acquisita cinque anni fa, la bellezza sostanziale la proclamo oggi!

BlackBox ha detto...

Non è uno dei film preferiti, ma ne ho un gran rispetto inoltre lo studiai piuttosto bene quando presentai la mia tesina alla scuola di Cinema. ;-)
Da quella scena di cui parli in poi (quando inizia quell'incredibile trip), il film prende decisamente le distanze da qualunque altra cosa sia sia poi vista in seguito...

Alex McNab Girola ha detto...

Infatti è una delle poche cose che mi piace di quel film. Solo che è una cosa che mi piace davvero tanto.

Lady Simmons ha detto...

Assoluto rispetto per uno dei film più inquietanti di fantascienza.
Perchè nello spazio non c'è solo tecnologia benevola o vita facile.