venerdì 23 novembre 2012

Un Polpo alla gola.


In genere, unirmi al coro (qualsiasi coro) è qualcosa che non appartiene alle mie corde (sempre parecchio snob, lo riconosco), e ancor meno salire sul carro dei vincitori di turno... ma, sul serio, il solo, grosso difetto che mi sento di ascrivere all'opera ultima di ZeroCalcare – osannato da legioni di fan e celebrato dalle prime posizioni di vendita su Amazon – è che le sue 190 pagine finiscono troppo, troppo in fretta.



In Un polpo alla gola  troverete amicizia, fedeltà, complicità, cattiveria (anche se figlia dell’ingenuità), disillusione e voglia di non crescere (di cui ZeroCalcare è un cantore contemporaneo, anzi, probabilmente il cantore)... oltre che il senso di colpa, che è poi il tema dominante di tutta l’opera, che, per inciso, mi ha rievocato, e fortissime, suggestioni da Stephen King e il suo Stand by Me.



In poche parole, Un polpo alla gola è una sorta di miracolo editoriale che le suona (e di santa ragione) a qualsiasi graphic novel recente (dove con recente intendo degli ultimi tre o quattro anni) che sia italiana o meno, e che dimostra che le cose belle si possono e si devono fare.


Compatelo e leggetelo.
È il miglior consiglio che oggi riceverete, fidatevi.


14 commenti:

fsv ha detto...

a me ricorda Andrea Pazienza. E penso non ci sia altro da aggiungere

Francesco

Claude ha detto...

Anche a me (ma mi sa che non siamo i soli) Zerocalcare ricorda Andrea Pazienza: stessa spigliatezza, stessa (apparente) spensieratezza, stessa genialità.
Lui però dice che a Pazienza, quando disegna, non ci pensa proprio. Sostiene di avere tutt’altri riferimenti nel mondo del fumetto che spazia dall’Italia alla Francia.

Maura ha detto...

Mi trovo d'accordo con te al 100%... ‘Un polpo alla gola’ credo sia uno dei più bei fumetti – insieme a ‘La Profezia dell’armadillo’ – che sia uscito.
Sensi di colpa, imbarazzi, amore, infanzia. Crudeltà e infamia, anche. Ho riso parecchio, ma mi ha fatto anche pensare.
Soprattutto una volta che ho chiuso il libro.
Perché sparisce tutto il superfluo, e rimane la tanta sostanza che Zero Calcare ci ha messo.

Matteo ha detto...

È un bellissimo fumetto che non posso che consigliare, mi ha avvinto tanto da farmelo leggere in un solo colpo. Avevo però preferito il primo, La profezia dell'armadillo, perché l'ho trovato più spigliato, più libero, meno costruito. Più spontaneo e personale, ma non più leggero.
E credo che ZeroCalcare possa essere un punto di partenza per guardare alla nostra vita quotidiana con occhi meno seriosi, ma non per questo meno seri.

Nabucodorozor ha detto...

Io ho l’edizione normale (presa su Amazon)… mi sarei voluto prendere o la variant o la nerd a Lucca, ma purtroppo era già un miracolo trovare quella standard >o<
Comunque bello, diverso dalla Profezia ma ugualmente capace di rapire completamente il lettore fino alla conclusione

Yeeshaval ha detto...

Matteo: credo sia un lavoro diverso da quello che molti si aspettavano. Certo, se lo prendi pensando di leggere il secondo atto della Profezia, con i corti legati/slegati l’uno all’altro, magari sulle prime rimani deluso. In realtà poi io l’ho rielaborato per quello che è, e mi ritengo soddisfatta.

Ziska ha detto...

Hai detto bene, un perfetto cantastorie, un narratore a tutto tondo, di quelli con la trama addomesticata ai propri ordini.. uno che ti butta un dettaglio là con nonchalance in mezzo al nulla e lo utilizza, alla fine, per fare un epilogo DA PAURA.

LUIGI BICCO ha detto...

Ho ordinato questo e La Profezia dell'Armadillo insieme.

Non è questione di unirsi o meno al coro, è che Zerocalcare è uno bravo che fa ridere parecchio. Ed è giusto che si dica in giro :)

Simone ha detto...

Bellissima la vignetta che hai postato!

Simone

D.M. ha detto...

Sì, bravo Zerocalcare. Scrivere una graphic novel non è facile. Non basta aver un tratto carino e aver azzeccato la tua nicchia, come poteva bastare per La Profezia dell'Armadillo, che bene o male è un'accozzaglia (meravigliosa) di storielle flebilmente legate da un sottotesto, ben sviluppato ma un sottotesto.
Per fare una graphic novel serve una sceneggiatura, una trama, una regia quasi.
Se poi si calcola che è la sua prima graphic novel, non si può che dargli cinque stelle. :)

Alex McNab Girola ha detto...

Assolutamente vero.
Zerocalcare è così bravo che piace anche a chi non avrebbe mai cagato un fumetto nemmeno di striscio.
Io poi l'ho conosciuto proprio grazie a te!

Lady Simmons ha detto...

Io ho conosciuto Zerocalcare grazie a te. E giuro, lo leggo e sconquasso il divano dalle risate.

Ho entrambi i libri e leggo sempre il suo blog. Io LO ADORO.
Ha così tanti riferimenti al "mio mondo" e resto stupita di come un fumetto altro da Marvel possa risultarmi avvincente, divertente.
E si, ha un solo difetto. Dura troppo, troppo poco.
Grazie Cyberluke!!!!!!!!

La firma cangiante ha detto...

Non l'ho mai seguito, anche io come te diffido dei fenomeni su larga scala solitamente. Gli darò una possibilità, poi mi sembra che il coro sia unanime :)

erik ha detto...

Adoro l'ironia di Zerocalcare, riesce a mettere delle perle in ogni sua storia, questo l'ho letteralmente divorato.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...